martedì 17 gennaio 2012

De Falco Vs Schettino

Difficilmente parlo di attualità e non è mia intenzione farlo oggi speculando su di una tragedia, come quella della Concordia al Giglio. Rinnovo anzi le mie condoglianze a parenti ed amici delle vittime, volendo però fare il punto sulla telefonata tra Gregorio De Falco (Capitaneria di Livorno) ed il capitano della nave Francesco Schettino. Ho seguito la faccenda quasi esclusivamente online, grazie ai feed di notizie, ad Ansa e compagnia bella. Ma anche soprattutto al solito tam tam mediatico dei più diffusi social network: su Twitter, Facebook e Google+ praticamente non si parla d'altro. L'audio che potete ascoltare tranquillamente premendo il pulsante "play" è praticamente la hit del momento. Impossibile non rimanere affascinati dalla voce ferma ed autorevole del nuovo eroe italiano (De Falco) come è impossibile non disprezzare le scuse che escono fuori dalla bocca di Schettino. Su quest'ultimo si riversano offese, rabbia, sdegno di quasi tutti i partecipanti alle discussioni. Schettino è forse la faccia della vergogna della nostra Italia? Quella del si salvi chi può, quella del prima io, poi vedremo. Quella dove le responsabilità e gli oneri sono meno importanti degli onori. Segretamente ci rivediamo in lui, nella sua sconfitta, e lo mettiamo alla gogna perchè ci ricorda diversi mali in cui siamo incappati? Oppure applaudiamo De Falco, perchè ammiriamo chi si rimbocca le maniche ed ha il sangue freddo per uscire dalle situazioni disperate? Francamente credo che abbandonando la nave o meno, i morti ci sarebbero stati comunque. Non è quello il punto, è solo il fatto minimizzare l'accaduto, fuggire dal dovere senza pensare a chi ci è stato affidato, guardare dall'altra parte senza cercare una soluzione. La mia è solo retorica, spicciola, da blogghettino di quartiere, ma vedo in questo fatto di attualità qualcosa di più oltre il "venerdì 13" che porta merda. Quando la nave affonda, qualcuno deve scendere per ultimo, e si auspica sia il capitano.

Aggiornamento:

Mi sembra doveroso rimandare anche alla lettura di questa attenta analisi di Piccole Vitalità, dove un blogger descrive cosa è stato fatto per l'evacuazione, che ha permesso ad ogni modo il salvataggio di molte persone

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma che razza di capitano ..... la nostra marineria ne esce uno schifo

bizzo ha detto...

Questa telefonata è assurda...Io lavoravo nella Guardia Costiera e il fatto che il Comandante della nave debba (in caso di affondamento) abbandonarla per ultimo non è un modo di dire ma è espressamente previsto dal Codice della navigazione...

simone ha detto...

Al di là della codardia del capitano,assolutamente inguardabile e inascoltabile,la cosa che fa più rabbia è la classica presunzione italica,la faciloneria tipica del nostro paese dove tutto è permesso,ma si,facciamo una sboronata e avviciniamoci alla costa a cazzo di cane tanto per far vede che so un ganzo..poi tutto vero,i codici della navigazione e legislazioni varie,ma fare quello che non si DOVREBBE fare perché tanto chi se ne frega....