lunedì 30 settembre 2013

Roger Jaynes - Sherlock Holmes E Lo Squartatore Di Chilford


Autore: Roger Jaynes
Anno: 2005
Titolo originale: Sherlock Holmes And The Chilford Ripper
Pagine: 160
Voto: 2/5
Pagina di Anobii
Acquista su Amazon

Trama del libro e quarta di copertina:

Sulla scena del crimine, con il supporto del fedele dottor Watson e l'ispettore Lestade, Sherlock Holmes indaga su un efferato Serial Killer disposto a tutto.
Il maestro della logica deve risolvere un intricato puzzle, cercando di non finire tra le vittime del folle assassino.
Un killer sconvolge la quiete della cittadina inglese di Chilford, nell'Essex; si tratta di un feroce assassino che non solo uccide, ma mutila senza apparente ragione i corpi delle sue vittime.
Chiamato ad aiutare l'ispettore Lestrade di Scotland Yard che brancola nel buio, Sherlock Holmes e il suo fido amico dottor Watson giungono sul posto proprio nel momento in cui accade l'ennesimo efferato omicidio.
Con l'impareggiabile acume abduttivo che contraddistingue il segugio inglese, il fedele Watson ci racconta questa sua nuova cronaca, richiestagli a gran voce dall'editore dello Strand Magazine, che non solo ci rivela i misteri che si celano dietro queste brutali morti, ma anche le implicazioni di una cospirazione agli alti vertici del governo inglese dell'epoca vittoriana. 

Commento personale e recensione:

 Non avendo mai letto un originale di Arthur Conan Doyle non posso sapere quanto questo romanzo apocrifo sia coerente alle storie che hanno reso famoso Sherlock Holmes ed il suo aiutante Watson. Per come parte, può sembrare che l'autore stia parecchio attento ad inserire questa avventura in un contesto plausibile. Peccato che lo faccia in maniera assolutamente maldestra e poco convincente (la lettera introduttiva di Watson pare uno scherzo). Tutto sommato però la lettura è veloce ed incalzante: in poche pagine si entra nel vivo della storia e ci immaginiamo già come possa andare a finire e chi possa essere il colpevole. Anche Sherlock, fa abbastanza in fretta, tanto che le ultime pagine sono un inutile accozzaglia di liquidi vari per allungare la minestra. Comodo da portare a giro e leggere velocemente in sala di attesa o fermi ad un semaforo.

Batman (1989)


Regia: Tim Burton
Anno: 1989
Titolo originale: Batman
Voto: 8/10
Pagina di IMDB (7.6)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (Batman Anthology)

Il primo Batman Joker non si scorda mai. Ed ebbi anche la fortuna di andarlo a vedere al cinema quando uscì. Già da bimbo, nonostante la simpatia che il pipestrellone suscitava in me in quanto non dotato di super poteri, riconobbi fin da subito che il personaggio principale era Joker. Quel Joker che ha dato il via alla rincorsa per poi interpretare il personaggio cattivo in tutti i Batman che seguiranno. Quel Joker, interpretato da Nicholson, che resterà impresso nelle nostre menti per anni e che ci farà fare complicatissimi confronti con quello di Ledger ne Il Cavaliere Oscuro. Ad ogni modo, ed in ogni modo, Tim Burton crea uno dei film più costosi di quegli anni adoperando un'ambientazione gotico noir decisamente molto fumettistica ed è proprio grazie alla teatralità di Joker e dei suoi scagnozzi che passa l'esame a pieni voti. Avrebbe ottenuto un ottimo risultato comunque, ma molto deve a quella straordinaria figura (per suo volere certo) che sfregia la pellicola a destra ed a manca. Tutto il film, soprattutto se visto con gli occhi di un fan di Nolan , non è un capolavoro assoluto, ma senza dubbio omogeneo ed armonioso. E non deve il suo successo solo a Jack Nicholson (di sicuro non a Keaton), ma anche ad una struttura forte ed avvincente, che mescola i sentimenti all'azione e coglie quasi sempre l'interesse del pubblico. La versione bluray che ho è quella del cofanetto Batman Anthology con i film dal 1989 (questo) al 1997. Qualità video veramente buona, quella audio si ferma (per l'italiano) ad un 2.0 ma sono passati più di venti anni da quando il film uscì. Per gli extra abbiamo qualcosa di veramente corposo, tra parentesi al durata in minuti:

- Commento di Tim Burton
- Sul set con Bob Kane (3)
- La storia di Batman (41)
- Produzione (18)
- Realizzazione (23)
- Montaggio (31)
- La scenografia (10)
- La costruzione della Batmobile (9)
- I giocattoli di Batman (6)
- La tuta di Batman (7)
- Da Jack a Joker (11)
- Le musiche (7)
- Batman: i buoni (13)
- Batman: i cattivi (7)
- storyboard )4)
- trailer
- 3 video musicali

Torino 0 - Juventus 1

Scrivo in ritardo avendola vista in ritardo, ma babbo leggi questa e non stare a sentire le voci degli invidiosi. E' un derby, quindi il gioco non è poi così importante, s'è vinto e questo conta. Punto primo. Punto secondo, abbiamo oggettivamente giocato meglio, ma siamo di parte e se tu l'avessi vista non ti sarebbe piaciuta troppo. Una rete sola a questi qui è davvero poco. Sono fabbri, e con noi hanno sempre un occhio di riguardo. Preparano le partite nell'unico modo che hanno a disposizione per cercare di intaccare la nostra superiorità: il fallo sistematico, l'intimidazione. Sia chiaro, ho visto di peggio, ma la cosa ridicola è che ora tutti guardano alla posizione di fuorigioco di Tevez, di cui possiamo accorgercene con la moviola, senza puntare il dito su nessuno degli altri episodi favorevoli ai granata. Non tanto la mancata espulsione di Immobile che con un intervento assassino riceve solo il giallo, ma proprio per cosa è successo in area prima che Pogba segnasse. Se l'errore c'è stato ed il fuorigioco (che c'era, non ci sono dubbi9 non è stato visto è magari perchè la terna stava fingendo di ignorare il buon Masiello che con mossa da vero judoca lanciava lo stesso Tevez al di là della linea. Ecco quindi: rigore. Sacrosanto. Ma tanto nessuno lo ricorderà, è troppo complicato da capire per loro. Comunque quel che conta è che il derby sia ancora nostro. Il prossimo si a vederlo in uno stadio vero.

sabato 28 settembre 2013

Arthur E Il Popolo Dei Minimei (2006)


Regia: Luc Besson
Anno: 2006
Titolo originale: Arthur Et Les Minimoys
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (5.9) 
Pagina di I Check Movies

Ci sta che io sia un po' troppo grandicello per apprezzare una storia per ragazzi come questa, ma non è neanche troppo vero. Perchè significa che comunque qualcuno a suo tempo l'ho già vista ed apprezzata. Qui di nuovo non c'è niente. Neanche il fatto che sia per metà con attori in carne ed ossa e per metà ricostruito graficamente grazie alle tecnologie di animazione. Certo, è un bel vedere, fatto veramente bene ed in certi punti anche simpatico. Soprattutto quando lottano a suon di musica. Ma avessi un figlio di dieci anni gli farei vedere altri lavori (non solo passati) che ritengo migliori. D'altra parte qui si ha un bel mix di idee prese un po' qua ed un po' là. Senza starne a chiamare troppo in causa posso tirar fuori la leggenda di re Artù (ok, anche il bimbo si chiama così, quindi l'omaggio alla spada nella roccia ci poteva pure stare) oppure Labyrinth , ma anche un must intergalattico come I Goonies. Insomma la storiellina è che un bimbo si rimpicciolisce e si innamora della principessa e salva il suo popolo dal malvagio M. Nel frattempo prende delle pietre preziose con cui può pagare di debiti della nonna e quindi nessuno viene sfrattato. La trama è puerile e va bene così, non possiamo stare a cercare i peli nell'uovo in queste situazioni, ma anche i risvolti poi sono semplicistici e inadatti. In più i due ragazzini di dieci anni terrestri, nel mondo delle favole sembrano poterci dare dentro come due adolescenti. Si limitano però a baciarsi ed evitare ciò che in Matrix Revolutions avrebbe rappresentato un bel casino. Bah, molto dubbioso ad eccezione che per gli effetti speciali.

La Ragazza Che Giocava Con Il Fuoco (2009)


Regia: Daniel Alfredson
Anno: 2009
Titolo originale: Flickan Som Lekte Med Elden
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (7.0)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (cofanetto)

E' passato quasi un anno da quando ho visto la prima parta della Millennium Trilogy ma non ho faticato a raccapezzarmi con la storia. C'è da dire che ho anche letto i libri qualche tempo fa ed infatti ho avuto fin da subito una certa dimestichezza con i personaggi. Per quanto riguarda la fedeltà con il libro direi che ci siamo, sarebbe comunque impensabile volere ogni cosa al suo posto. Il romanzo ha circa 750 pagine e sebbene il film duri due ore, molti aspetti seppur legati alla prolissità di Larsson, sono stati lasciati da parte.Questo è sia un bene che un male. Mettere tutto dentro e non modificare nulla avrebbe creato qualcosa di estremamente noioso e quasi documentaristico. D'altro canto c'è però da dire che visivamente si perde qualcosa. Se le pagine risultano incalzanti, almeno nei momenti in cui l'azione è viva il film è invece di suo un po' più addormentato, con Lizbeth che incontra per strada tanti personaggi, nessuno dei quali ha la giusta collocazione teatrale ed il giusto spazio emotivo. Forse una mini serie su tutta la trilogia, sarebbe riuscita meglio nell'intento. Tolto dal contesto è comunque un buon thriller di taglio marcatamente europeo, in cui anche le scene più assurde ed improbabili risultano sotto tono.
La versione bluray è accettabile con il reparto video audio, ma niente di che. Insomma il bluray non vale la pena di averlo, visto che gli extra si riducono al trailer, una galleria fotografica ed i credits.

venerdì 27 settembre 2013

Lolita (1962)


Regia: Stanley Kubrick
Anno: 1962
Titolo originale: Lolita
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.7)
Pagina di I Check Movies

Ecco uno dei lavori più vecchi del maestro Stanley Kubrick che, appunto data l'età, non è tra i miei preferiti. Dobbiamo ad ogni modo contestualizzarlo nell'epoca in cui è stato girato ed allora, il tema decisamente forte anche oggi, prende una connotazione ancora più di impatto. Tratto dall'omonimo romanzo di Nabokov, è un'intensa storia in cui un amore abbastanza folle e presumibilmente malato condiziona la vita del non più giovane Humbert (James Mason) che sposerà Charlotte (Shelley Winters) per avvicinare la figlia di lei ovvero Lolita (Sue Lyon). Sebbene la ragazzina possa essere una "ninfetta perfetta" e dimostrare qualcosa di più, resta pur sempre una ragazzina minorenne, per questo nella pratica siamo nel bel mezzo della pedofilia e se vogliamo anche dell'incesto. L'ossessione che Humbert prova per la figliastra è in parte alleggerita dal comportamento sfrontato e "libertino" di lei (penso sempre al 1962, in cui comunque non ho mai vissuto) ed al legame che crea con altri (soprattutto con Quilty, impersonato da Peter Sellers). La pellicola dura oltre due ore ed è chiaramente divisa in due parti. Nella prima abbiamo il sentimento che viene a galla piano piano, nella seconda, con la morte di Charlotte, questi vengono mostrati senza mezzi termini. Non che visivamente Kubrick ci faccia vedere qualcosa sia chiaro, ma la storia è chiara e cristallina. Il personaggio migliore, resta comunque quello di Quilty: non certo il protagonista, ma il contenitore dei migliori dialoghi e soprattutto il rappresentante involontario della verità. E' colui che smaschera la vera natura dell'amore depravato Humbert. E' colui che aiuta Lolita nei suoi pericolosi giochi con amore e fisicità. Ed è il fulcro nel lungo flashforward (?) iniziale, in cui potrebbe sembrare lui soltanto l'orco della fiaba. Come detto in principio, però non è tra i miei preferiti nè come trama nè come lavoro cinematografico in sè.

mercoledì 25 settembre 2013

Chievo 1 - Juventus 2

Cose già viste. Ancora sofferenza. Ancora gli avversari che segnano per primi. Ancora molti tiri (meno massacro però rispetto alle ultime partite) e pochi gol segnati. Però ci pensa ancora un attaccante, ovvero Quagliarella a pareggiare. Neanche il tempo di esultare che Buffon fa un'altra vaccata (anche sul primo la colpa è tutta sua) ed il Chievo segna. Una rete regolare, che però il guardalinee fa annullare per presunto (ma non c'è fuorigioco). Per par condicio, visto che sono attento ai fatti ed onesto, nel primo tempo c'era un rigore per la Juventus che non è stato fischiato: fallo di mano in area. Il fuorigioco è comunque più eclatante. Ottima prova di Pogba che nel primo tempo si libera con una magia di circa quaranta avversari. Inoltre crea il cross grazie al quale Quagliarella farà goal dopo aver fatto traversa e palo nel solito tiro, el amette dentro per Llorente anticipato da Bernardini in autorete. Ad ogni modo riagguantato il Napoli che misteriosamente non vince in casa contro il Sassuolo. Resta da prendere la Roma. Sono assai dubbioso su quanto facilmente riusciamo a subire reti da squadre che tutto sommato non sono irresistibili. Altra nota della giornata: il Luci, piombinese dei Diaccioni scuote la rete per la prima volta  in serie A. Vai Andrea!!!

martedì 24 settembre 2013

Rocky V (1990)


Regia: John G. Avildsen
Anno: 1990
Titolo originale: Rocky V
Voto: 4/10
Pagina di IMDB (4.8)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (cofanetto) 

Due parole veloci sul bluray: è vergognoso. Nessun extra e qualità video scadente. Per quanto riguarda il film in sè invece lo ricordavo molto peggio. Certo, un quattro non glielo toglie nessuno e non c'è da andarne molto fieri a dire il vero. Ma qualcosa si salva, ovvero il ritorno al Rokcy uomo che potevamo apprezzare nel primo Rocky.  Molto alla lontana, però Avildsen ci prova con un ritorno alle origini. Poi la trama purtroppo è quella che è, cioè un miscuglio di niente e brutti dialoghi. Persino il doppiaggio di Ferruccio Amendola sembra parecchio sottotono con una voce rauca ed ombroso specie ad inizio pellicola. Ci sta che fosse sfavato pure lui. Ho sempre ritenuto questo quinto capitolo della saga come un pezzo inutile ed in effetti è così. Dopo il combattimento contro i russi il livello successivo è per la strada. Neanche fosse un videogame... Tommy Gunn non fa paura  a nessuno, è soltanto un bestialotto che deve far la parte del cattivo, ma è soltanto tonto. Ed il suo essere manovrato neanche è fatto tanto bene: ciò che il film voleva mostrare viene trasmesso in una maniera terribile e piena di clichè. Il vecchio pugile suonato che non può più combattere, la rovina economica e soprattutto il business man che funge da sanguisuga. Una palla immensa. Frase da ricordare: "Toccami e ti denuncio, toccami e ti denuncio".

domenica 22 settembre 2013

Juventus 2 - Hellas Verona 1

Un po' di patimento, ma pratica archiviata. Sofferenza perchè il Verona, buona squadra ok, si barrica in difesa, anzi si mura. E poi ogni tanto prova a ripartire. Statistiche alla mano: un tiro fuori ed uno in porta. Una rete. Noi quindici (15) tiri nello specchio e undici (11) fuori: due goal. Soffriamo ancora a segnare. Nonostante adesso siano gli attaccanti a metterla dentro. Tevez prima , e Llorente poi. Nel frattempo anche un salvataggio sulla riga di porta, un doppio palo dell'argentino ed una traversa di Pogba. Insomma pallonate. Ne sono usciti lividi, nonostante picchiassero e non venissero ammoniti. Ma c'era l'incubo di Copenhagen che aleggiava inesorabile. Tutto sommato il risultato lo abbiamo portato a casa e messo tre punti in saccoccia. Purtroppo hanno vinto anche tutti gli altri ed il Napoli stasera è con un irresistibile Milan. Salutate i Campioni d'Italia.

Che Fine Ha Fatto Baby Jane? (1962)


Regia: Robert Aldrich
Anno: 1962
Titolo originale: What Ever Happened To Baby Jane?
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (8.0)
Pagina di I Check Movies

Spesso per scegliere un film da guardare uso un particolare sistema di casualità che non sto qui a spiegare. La ruota della fortuna ha fatto uscire Che Fine Ha Fatto Baby Janes?, una pellicola in bianco e nero diretta da Robert Aldrich ed interpretata da Bette Davis e Joan Crawford. Non ricordo come sia finito nella mia collezione, ma inizialmente ne sono rimasto turbato. Devo invece ringraziare chi me lo ha consigliato. Consideriamo tutti quanti che si tratta di un'opera venuta alla luce cinquanta anni fa e che riesce a mantenere alto il livello di tensione e quella vena di horror a cui sicuramente si può essere ispirato anche Stephen King nel suo Misery. La storia narra del rapporto macabro e grottesco che hanno due sorelle: la prima, Jane, è un ex bambina prodigio che con gli anni ha perso ogni suo talento recitativo, la seconda, Blanche invece ha perso l'uso delle gambe a causa di un misterioso incidente stradale, proprio all'apice del suo successo cinematografico. Guardandolo si può rimanere stupefatti da come ogni cosa non sia lasciata al caso, ma riesca a dare il giusto impatto emotivo allo spettatore. Dalla Crawford immobilizzata sulla sedia a rotelle, calma e sempre gentile, alla Davis tutta una maschera, una parrucca ed un trucco pesante che esplicitamente fa intendere il proprio malessere psichico. Nelle oltre due ore di pellicola Aldrich sfrutta al massimo ciò che l'epoca gli consentiva per accendere la suspense e dare un ritmo serrato ad alcune scene. Anche quando la camera si muove e zooma sui particolari (la piastrella del vialetto o il martello) non sappiamo con esattezza cosa potrà accadere un attimo dopo, nonostante ci venga fortemente suggerito. Veramente un angoscioso e macabro horror che sarà difficile scordare. Sette con lode.

sabato 21 settembre 2013

Elementary OS sul vecchio portatile

Ah il buon vecchio Thinkpad X31… Mi era anche venuta più di una mezza idea di venderlo. Eh già, i miei esperimenti con sistemi operativi diversi da Windows ed Android sono calati a vista d’occhio. E con uno smartphone sempre in mano non sono moltissime le occasioni in cui necessito di uno strumento più appropriato per poter scrivere o modificare file. Il suo problema è inoltre la batteria, che dura una manciata di attimi: non posso scordarmelo da qualche parte ad esempio. E portarmelo dietro con la sua dock station lo rende ingombrante. Ogni tanto però prende a scorrere in me la vena del conquistatore spaziale e così rieccoci qui a spippolare un po’ con il caro vecchio Ubuntu (rimasto ad alcune versioni fa) che considero ormai più pratico anche di JoliCloud. Non imparerò mai ad usare Linux a modo, sono troppo pigro, ma provare qualcosa di nuovo mi alletta. Ecco quindi Elementary OS: qualcosa di abbastanza minimalista e semplice di cui però non mi sono per niente innamorato. Non che abbia qualcosa che non piaccia sia chiaro, ma non noto chissà cosa di diverso da ogni altra distro provata. Ok, è leggera (richiede 512 di RAM ed io ne ho il doppio, nonostante la vetusta età) ed intuitiva, ma per un uso web based (che sarebbe il mio) tutto quanto è intuitivo. Forse è la somiglianza ad un desktop Mac che la rende simpatica ad alcuni. A me non cambia poi molto. Ormai espertissimo in questo, nessuna difficoltà durante l’installazione con UNebootin. Ed è già pronta. Poi le cose sono un po’ le solite senza impazzire. Carina graficamente e con colori sobri: ma credo faccia le stesse cose degli altri. Ok, se continuo così lo vendo il Thinkpad.

venerdì 20 settembre 2013

Fight Club (1999)


Regia: David Fincher
Anno: 1999
Titolo originale: Fight Club
Voto: 9/10
Pagina di IMDB (8.9)
Pagina di I Check Movie
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E' difficile parlare del Fight Club. Non solo perchè violerei le prime due regole, ma perchè quando esistono capolavori di questo calibro tutti hanno già una loro idea e versione di cosa sia Fight Club. Il regista David Fincher è tra quelli di cui porterei la filmografia in una isola deserta, dotata di impianto home video: quanto può essere difficile portare sul grande schermo una trama del genere senza svelare il colpo di scena finale? Secondo me tanto. Puoi anche sfruttare due super mostri come Brad Pitt e Edward Norton, ma se non ci metti molto del tuo è facile fallire miseramente. La storia la conoscono tutti, ed anche la critica di sottofondo (vabbeh non proprio così in fondo) alla società moderna, al consumismo ed al disagio umano visto solo come consumatore viene fuori in maniera parecchio spavalda. Avete presente il finale di Trainspotting in cui si chiede di scegliere la vita? Ecco, Edward Norton lo fa a modo suo creandosi un alter ego che tutti noi in maniera decisamente meno accentuata abbiamo e con cui dobbiamo fare i conti. Tyler Durden è il nostro grillo parlante senza alcun guinzaglio e senza alcun filtro che opera all'interno della mente malate del protagonista riuscendo a fare cose altrimenti impensabili ed impossibili. Prima il protagonista, sintomatico di un forte disagio psicologico, si butta a capofitto nel compulsivo mondo dello shopping in cui sono gli oggetti a possederti e non viceversa, in seguito cerca un contatto sempre maggiore con il dolore altrui per alienare il proprio. Poi il crack mentale che dà vita a Mister Hide: bello, intelligente, coraggioso e grande scopatore. Tutto ciò che vorrebbe essere. Ma anche pericolosamente destabilizzante ed anarchico. Già, ma mettiamo da parte una trama di per sè vincente o perlomeno che riesce ad essere simpatica e ben voluta anche da chi estremista non lo è neanche un po', o quantomeno l'essere sovversivo è una cosa che accetta soltanto nei film o nei libri. Fight Club non è soltanto critica. Non è soltanto storia. Fincher adopera stacchi temporali, sogni, mini flashback e situazioni parallele. Non ti stanchi mai, sottilmente ti porta dove vuole lui, a piccoli passi. Se un momento prima vedi la carota, ecco un secondo dopo il bastone. Dalla seconda visione della pellicola in poi, analizzi e ti soffermi su ogni dettaglio e capisci quanto sia stato magnifico il lavoro di montaggio: è il fascino della vestaglia vedo non vedo. Ci lasciamo suggestionare dalla realtà mostrataci facendo passare tutto quanto. La nostra valigia che vibra può contenere una bomba, ma anche un più imbarazzante vibratore. Ed è così che ci distraiamo anche nel film come spettatori: sappiamo della bomba, ma speriamo non trovino un dildo. Un film che per forza di cose deve essere visto: più e più volte. Comprate quindi il bluray e fatevi possedere dall'oggetto, collezionate, comprate il supporto successivo ed fate uscire il Tyler che in voi.

giovedì 19 settembre 2013

Taken - La Vendetta (2012)


Regia: Olivier Megaton
Anno: 2012
Titolo originale: Taken 2
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (6.2)
Pagina di I Check Movies
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Come si intuisce dal titolo originale, e non da quello italiano, è il sequel di Io Vi Troverò. Anche se la regia passa di mano, essendo diretta da Olivier Megaton, restano gli ingredienti principali così come la sceneggiatura e la produzione da parte di Luc Besson. Anche i protagonisti restano i medesimi: Liam Neeson, Maggie Grace e Famke Janssen. Il primo ok, le altre due insomma. Come al solito la trama è avvincente e mozzafiato: tanta azione, tanti inseguimenti e soprattutto molti corpo a corpo ben fatti. Ormai anche attori come Neeson possono permettersi di farti apprezzare le arti marziali. Simpatica inoltre, almeno dal mio punto di vista, la scelta di ambientare il tutto ad Istanbul (che però non è una capitale e quindi non ha l’ambasciata americana, semmai il consolato) ovvero una città misteriosa ed affascinante. Rispetto al capitolo originale abbiamo una struttura della trama più lineare, ma anche più scontata e meno originale. Alcune scenette sono alquanto ridicole, soprattutto quelle non legate all’azione. La vita normale di un uomo del calibro di Bryan Mills può essere senza dubbio più realistica e meno ingombrante. Tenere la parte per fare il ganzone con il fidanzato di propria figlia è un po’ demodè. Così come “istallare un gps sul telefonino”… che poi sarebbe un iPhone. Per il resto piacevole.

mercoledì 18 settembre 2013

Richard Castle - Derrick Storm: Tempesta In Arrivo


Autore: Richard Castle
Anno: 2012
Titolo originale: Brewing Storm
Pagine: 133
Voto: 2/5
Pagina di Anobii
Acquista su Amazon (ebook)

Trama del libro e quarta di copertina:

Quando l'investigatore Derrick Storm è stato costretto a lasciare le CIA, non ha potuto semplicemente andare in pensione. Ha dovuto inscenare la propria stessa morte, e sparire dalla circolazione. Così quando Jedidiah Jones, il vecchio capo al quale è legato da un gravoso debito e a cui non può negarsi, lo richiama per indagare su un rapimento avvenuto tra i piani alti della politica, Storm già sa che in ballo dev'esserci molto di più della vita del figlio di un senatore. Con lui, ma non proprio insieme a lui, opera l'agente dell'FBI April Showers, una donna tanto scontrosa quanto attraente. I due faranno a gara per portare chiarezza nel vortice che lega minacciose richieste di riscatto e oscuri rapporti personali, transazioni finanziarie e intrighi internazionali. Storm andrà a fondo di questa vicenda, ma la vera tempesta è appena cominciata.

Commento personale e recensione:

Richard Castle non esiste realmente come scrittore, è un personaggio della serie tv dedicata a lui stesso.  Alcuni ghost writers hanno però scritto dei romanzi utilizzando questo pseudonimo: tale fenomeno sia chiama pseudobiblium. I romanzi dedicati a Derrick Storm sono usciti in digitale e si tratta di brevi spin off che cavalcano l’onda del successo della serie. Niente di promettente se non per alcuni fan quindi. Mi sono ritrovato ad essere tra questi, anche se non so se continuerò la mia avventura di lettore dopo questo primo(è il primo state tranquilli: “La fine di Storm” non esiste, un po’ come Castle) capitolo. E’ veloce e puerile, ricordando a tratti il peggior Clancy. Non che sperassi o volessi qualcosa di meglio, già sapevo a cosa sarei andato in contro. Comunque la cosa ganza e che merita attenzione è l’aspetto mediatico della cosa.

martedì 17 settembre 2013

Tropa De Elite 2 - Il Nemico E' Un Altro (2010)


Regia: Josè Padiha
Anno: 2010
Titolo originale: Tropa De Elite 2: O Inimigo Agora E' Outro
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (8.0)
Pagina di I Check Movies
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Differentemente dal primo questo Tropa De Elite non è incentrato tanto sull'azione quanto sui risvolti politici. Non che l'altro fosse solo sparatorie ed inseguimenti, anzi già di per sè aveva la sua buona dose di ingredienti sociali. Questo, passatemi il paragone vuole essere più in stile La Piovra, denunciando proprio il marciume politico che c'è a Rio. Di conseguenza da una parte si segue meglio la trama che risulta più studiata ed intelligente, ma dall'altra l'impatto violento viene parecchio meno. Non so dire con precisione quale dei due preferisca. Questo è un'evoluzione dell'altro e ben voluta: avrebbe rischiato di esserne una copia stancante e ripetitiva. La denuncia sociale è forte ed il BOPE ha una partecipazione di secondo piano: dopo l'esaltazione nel primo capitolo, sembra quasi che si voglia in qualche modo difendere o sminuire il suo coinvolgimento nei mali della società. Dal punto di vista stilistico inizia tutto con un'anticipazione dei fatti che vedremo accadere nel corso della pellicola e non mancano riprese che sembrano catturate da un documentario. Bello, da vedere, non solo come proseguo del primo che però sarà utile per farsi un'idea.

FC Kobenhavn 1 - Juventus 1

Ci sono partite che non puoi perdere. Altre che non puoi neanche pareggiare. Eppure la figuretta annuale la Juve è riuscita a farla. Anche qui se vogliamo parte della colpa può essere addebitata a quel briaco di Chiellini, sebbene poi nonostante l'assedio quasi totale si riesca a segnare una rete soltanto. Già, il gol di Quagliarella non basta, così come la sua traversa e le numerose parate (forse più sulle ali dell'entusiasmo che per la bravura) di un portiere che è considerato uno scarso. I bianconeri, in campo con la stupenda divisa gialla, necessitano di maggiore velocità e per questo faticano soprattutto nel primo tempo a trovare gli spazi giusti. Vittoria meritata che non è arrivata ed adesso, non è poi così presto annunciarlo, il tragitto si fa un po' più complicato. Piccola nota su De Ceglie: perchè?

Halloween III - Il Signore Della Notte (1982)


Regia: Tommy Lee Wallace
Anno: 1982
Titolo originale: Halloween III: Season Of The Witch
Voto: 4/10
Pagina di IMDB (4.2)
Pagina di I Check Movies

Il terzo capitolo della saga di Halloween non c’entra assolutamente nulla con la saga stessa. L’unica cosa che ha in comune con i due lavori precedenti è il periodo in cui si svolgono i fatti. Tra l’altro in un lasso di tempo molto più ampio. Quindi niente Myers a spaventare nessuna Jamie Lee Curtis. Carpenter aveva intenzione (scelta poco felice a mio avviso) di portare sul grande schermo qualcosa a più ampio raggio che vedesse come comun denominatore soltanto la fatidica notte del 31 ottobre. Lascia la regia nelle mani dell’inesperto Tommy Lee Wallace e l’horror violento e slayer di un tempo lascia campo a quello fantascientifico e poco credibile di ora. Trama ancora più bucherellata: se prima la caratteristiche del fantastico davano vita al serial killer, qui assistiamo alla sagra del poco realistico mascherato da scienza. Gli omicidi avvengono in maniera sì violenta, ma soltanto immaginata: gli effetti speciali riguardano soltanto improbabili robot che non si sa per quale motivo dovrebbero sostituirsi alle persone. Anche a chi non fossero piaciuti i capitoli precedenti, troverà questo peggiore anche solo per la continuo ed asfissiante jingle musicale. Preso singolarmente non è tutto da buttar via, ricalcando un normale film fanta horror da due soldi dei primi anni ottanta. Alla fine il piano malvagio riesce nel suo intento, almeno in parte, e lo scienziato pazzo ha la meglio. Ma su cosa? Sui bimbi che indossano una maschera?

lunedì 16 settembre 2013

Le Idi Di Marzo (2011)


Regia: George Clooney
Anno: 2011
Titolo originale: The Ides Of March
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.2)
Pagina di I Check Movies
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Non un film politico, ma un film sulla politica. Con i suoi retroscena e con i suoi dietro le quinte. Clooney mette nel piatto ottimi attori quali Philip Seymour Hoffman, Marisa Tomei e Paul Giamatti che con un una pellicola incentrata sui dialoghi si trovano decisamente a loro agio, assieme al quasi nuovo (almeno per questo tipo di parti) Ryan Glosling. C’è spazio anche per un tranquillo e pacato se stesso nelle vesti del governatore che dovrà vincere la gara per il potere ed il successo. Ogni personaggio si muove con grazia all’interno di una trama lineare e classica. Stephen Meyers, il personaggi principale, l’addetto stampa della campagna, rappresenta la faccia pulita che si sporca le mani suo malgrado. La politica è selvaggia e meschina anche quando si crede in lei e lo si fa con buoni propositi. C’è chi lo fa per il diritto di stampa, chi per fare un ottimo lavoro, chi perché crede nelle promesse elettorali. Le ambizioni però, portano ad una corruzione non tanto vista in termini venali o raccapriccianti, quanto della moralità e dell’etica. Siamo abituati a vedere la corruzione vicino a mazzette, minacce o abusi, mentre qui molto più leggermente si ha uno stravolgimento delle proprie intenzioni. I protagonisti svolgono un lavoro quasi invisibile, non sporco o vergognoso, ma spesso risultato di una serie di compromessi che inizialmente sembrano voler evitare. La pellicola è abbastanza raffinata, non prevede colpi di scena o cambi di direzione repentini, si lascia seguire ed ascoltare con garbo.

domenica 15 settembre 2013

Inter 1 - Juventus 1

L'Inter come sempre deve rompere le palle. L'anno scorso ci fermò la striscia consecutiva di risultati positivi, ed ora ci toglie dal primo posto in classifica che va avanti da eoni. Poi magari arrivano esimi, ma con noi si gasano da morire. Fa piacere eh, tanti nemici tanto onore. E poi al di là del commento esclusivamente di parte di Bergomi, il pareggio ci può anche stare. Di certo mi aspettavo qualcosa di più dalla Juve che ha veramente meritato di fare il risultato soltanto alla fine. Isla davanti alla porta doveva metterla dentro facendo il tiro della della tigre di Mark Lenders... Ma non si può stare a recriminare troppo. Chiellini ha fatto la fava e gli ha regalato il vantaggio. Ci segna ancora Icardi, che ora può tornare in panchina a divertirsi. Troppo lenti nell'impostazione del gioco a partire dalla difesa e troppo poco convinti al limite dell'area avversaria. Però erano messi ben in campo e non hanno sofferto più di tanto, creando numericamente più azioni di attacco di noi. Buona la prova di orgoglio ed il pareggio subito dopo un paio di minuti: ancora Vidal. Sarà per la prossima volta: non salutate la capolista, ma i Campioni d'Italia.

sabato 14 settembre 2013

Come Un Tuono (2012)


Regia: Derek Cianfrance
Anno: 2012
Titolo originale: The Place Beyond The Pines
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.4)
Pagina di I Check Movies

Essenzialmente si tratta di una sola storia, ma divisa in tre macro parti: la prima che vede il bandito motociclista Luke Glanton (Ryan Gosling) cercare di riallacciare il rapporto con Romina (Eva Mendes), la seconda in cui lo zelante ed onesto poliziotto Avery Cross (Bradley Cooper) inizia la sua carriera di procuratore e la terza dove i figli dei due protagonisti (Harris Yulin e Dane DeHaan) si incontrano per dare il via ad una pericolosa amicizia. La pellicola è molto bella nonostante sia volutamente frammentata. Tutti i protagonisti di questa drammatica storia cercano di fare la cosa migliore pur restando accalappiati dai fatti circostanti e dalla propria natura umana. Non c'è scampo, non si sfugge al male o al proprio essere. Gosling funge da eroe sui generis, con una performance anche troppo simile a quella di Drive e nonostante sia il cattivo riesce a catalizzare parte delle simpatie tutte su di sè. E' solo un'introduzione ai fatti però: lascia subito al posto alla recluta impersonata da Cooper. Ed inizia così un'altra trama che prende le fila dalla prima. Il film non è però solo un dramma psicologico velato e da interpretare visto che ci presenta anche molta azione. Questa è concentrata soprattutto nella parte iniziale, ma la pellicola è comunque dinamica e mai noiosa. Primi piani ed inquadrature dettagliate che danno una buona impronta al realismo. Il voto totale avrebbe potuto essere di un punto più alto, ma la parte centrale risulta fiacca e debole rispetto al resto: Gosling ed i due ragazzini danno maggiore intensità rispetto a Cooper.

venerdì 13 settembre 2013

L'Ora Nera (2011)


Regia: Chris Gorak
Anno: 2011
Titolo originale: The Darkest Hour
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (4.9)
Pagina di I Check Movies
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Un po' come per Attack The Block sono rimasto sorpreso (piacevolmente) da questo film fantascientifico in cui si torna agli alieni che ci invadono e ci vogliono distruggere. Come nel lavoro di Cornish, abbiamo un'ambientazione atipica: qui Gorak sceglie Mosca invece di una classica megalopoli americana. Nonostante il pubblico sembra non abbia apprezzato L'Ora Nera, mi ritrovo ad applaudirne vari aspetti. D'accordo, non sarà la trama più originale del secolo, anzi addirittura gli extraterrestri mi annoiano solitamente, ma la trama mi ha preso grazie anche ad un intelligente uso degli effetti speciali. Non ci sono ricostruzioni che ti fanno sbavare come in Alien e non griderai certo al miracolo vedendo forme elettriche che appaiono qua e là ogni tanto. Eppure ci sono ed infastidiscono il nostro gruppetto di semi eroi che mano a mano perde pezzi importanti e ne acquista altri, di cui ci possiamo affezionare un po' meno. Scelta curiosa, ma abbastanza realistica. Sarebbe stato stupido pensare che tutto potesse filare liscio. Alla fine, o meglio già dall'inizio, prendiamo le parti dei due ragazzotti americani stranieri in terra straniera che si compattano con gli indigeni moscoviti per far fronte al nemico comune: un nemico che pare invincibile quanto micidiale. Ma i sopravvissuti hanno un bello spirito di sopravvivenza: si fa gruppo, e si fa avanti. Sono le classiche pellicole che piacciono a me, non c'è niente da fare. Le adoro in maniera maggiore rispetto al forzuto e cazzuto personaggio solitario che risolve tutto da solo. I dialoghi sono in parte scimmiottati ed in parte simpaticamente genuini ("le uniche parole di russo che sa sono quelle imparate guardando Rocky IV). Leggero, ma anche avvincente quindi se pensiamo alle varie fughe e gli scontri per la salvezza. Credo che il punto di forza sia quello di non voler essere il nuovo Stargate o La Guerra dei Mondi, ma abbia pretese molto più terra terra che mi hanno indotto ad apprezzarlo per ciò che è: un ben fatto film d'azione in chiave fantascientifica. Avessi avuto dieci venti anni in meno avrei preso pure il biglietto per il cinema.

giovedì 12 settembre 2013

Michael Crichton - La Grande Rapina Al Treno


Autore: Michael Crichton
Anno: 1975
Titolo originale: The Great Train Robbery
Voto: 4/5
Pagine: 229
Pagina di Anobii
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Trama e quarta di copertina:
Anno 1855. L'Impero Britannico manda al suo esercito impegnato in Crimea 12.000 sterline in lingotti d'oro custoditi in casse a prova di tutto. Le casseforti vengono caricate sul sorvegliatissimo espresso Londra-Parigi. A Parigi, però, ecco la sorpresa: le casseforti sono giunte con i sigilli intatti, ma dentro non c'è oro, solo pallini da caccia. L'incredibile storia del più audace colpo del secolo e del suo geniale ideatore, il ladro gentiluomo Edward Pierce.



Commento personale e recensione:
Crichton è quasi sempre una garanzia. Non che ogni suo lavoro mi abbia particolarmente colpito, però sai che puoi aspettarti da lui una buona dose di realismo e tanto amore per i particolari. Lo fa fin da subito, nell’introduzione con cui anticipa al lettore l’ambientazione ed il tema. Il romanzo, suddiviso in parti temporali narra la storia di una rapina che sebbene non sia la più grande in assoluto o la più audace e remunerativa, resta tra le migliori mai fatte. Lo stile è sensazionale: usa termini dell’epoca facendoti entrare nel vivo della storia e le pagine si voltano da sole a ritmi impressionanti. Conosciamo già, o ci attendiamo, un certo tipo di finale, ma nonostante tutto la preparazione prima e la messa in opera dopo mantengono il loro indiscutibile fascino. Crichton sa cogliere ogni aspetto importante della narrazione e non stanca mai i suoi fan. Consigliato a tutti gli amanti del thriller e del poliziesco, anche vecchio stile.

mercoledì 11 settembre 2013

Superman (1978)


Regia: Richard Donner
Anno: 1978
Titolo originale: Superman: The Movie
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (7.3)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (cofanetto)

Superman è stato il primo super eroe con cui ho avuto a che fare. Però non è mai riuscito ad entrare nelle mie grazie. Anche se a quei tempi (forse) non capivo una sega i miei eroi stavano nei cartoni animati. Quando poi mi dissero che in italiano si chiamava Super Uomo persi ogni interesse e mi vergognai un po' per lui. Allora tanto meglio Nembo Kid come diceva il mì babbo. Il film in sè, sarà pure un qualcosa di culto, ma è veramente un obbrobrio guardato oggi: siamo troppo abituati ad un maggiore realismo. Non parlo degli effetti speciali che possono anche essere da applauso visti i tempi, ma c'era già qualcosa di meglio. Doppiaggio e dialoghi rasentano l'imbecillità e tutto ha quell'aria scherzosa e divertente che lo lega troppo al fumetto, Mai letti a dire il vero, e sarà pure abbastanza fedele ad alcune parti, ma è inguardabile vederlo volare e annientare ogni legge della fisica, anche quando porta con sè altre persone. Fa un po' di tenerezza. Quando invece porta indietro nel tempo la Terra per salvare Lois ho rischiato di avere un infarto. Magari la colpa è proprio della DC e non di Puzo (mitico) o di Donner (altrettanto mitico). Mi piace pensare e sperarla così, anche se so che non è propriamente vero. La versione che ho è quella del cofanetto "Superman Collection 1 5" ovvero quello americano, decisamente meno infiocchettato della versione italiana, ma anche acquistabile ad un prezzo molto meno fantascientifico. E' presente solo il doppiaggio originale del 1978 che alcuni migliore: mah, sarà... Non oso pensare a quello nuovo. Il disco però contiene succulente chicche per i fan, ma anche per chi come me non è tanto affascinato dall'uomo d'acciaio in calzamaglia.

- Commento audio di Pierre Spengler e di Ilya Salkind
- Speciale tv del 1978 (52 minuti)
- Superman And The Mole-Men (film completo del 1951): pagina di IMDB pagina di I Check Movies. Dura 58 minuti e possiamo avere i sottotitoli in italiano. E' brutto, ma almeno dura poco
- Cartoni animati (Super-Rabbit [1943] Snafuperman [1944] Stupor Duck [1956]) 
- Spot tv e trailer

Broken City (2013)


Regia: Allen Hughes
Anno: 2013
Titolo originale: Broken City
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (6.1)
Pagina di I Check Movies

Tutto nella norma per un noir spostato nel 2013: il classico ex poliziotto che ora è investigatore privato squattrinato e che ha smesso di bere. Un complotto politico, corruzione, intrighi ed omicidi. Assolutamente non brutto, ma con alcune parti che odorano di taglia e cuci, per rattoppare alcune falle nella trama che altrimenti sarebbe stata troppo lunga. Lo stile, soprattutto visivo, fa risaltare le ombre ed il marcio di una città che sembra vivere sonni tranquilli, ma c'è sempre qualcosa che non va. Potere e soldi per l'appunto che divengono strategie politiche e corruzione. Almeno un personaggio è di troppo: la ragazza del protagonista. Gli altri si muovono bene in una Manhattan notturna, ma poco fascinosa. Non ci si annoia di certo, anche se a questo punto mi chiedo se non abbiamo già visto abbastanza. in generale dico, è difficile trovare qualcosa di propriamente genuino o originale. Quando capita, magari succede il miracolo, e non è questo il caso. Tanto più che fin da principio sappiamo già chi è buono, chi è cattivo e chi lotta ad armi impari contro una macchina già oliata di prepotenza e di meschinità. Neanche il colpo di scena quindi. Si salva almeno per i nomi presenti nel cast: Mark Wahlberg, Russel Crowe e Catherine Zeta-Jones.

martedì 10 settembre 2013

Danny Wallace - La Ragazza Di Charlotte Street


Autore: Danny Wallace
Anno: 2012
Titolo originale: Charlotte Street
Voto: 2/5
Pagine: 429
Pagina di Anobii
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Trama del libro e quarta di copertina:

Londra, Charlotte Street. Jason Priestley, ex insegnante e aspirante giornalista dalla vita sentimentale sgangherata, è appena uscito da un pub quando vede una ragazza. Cappotto blu, belle scarpe, una montagna di sacchetti, pacchi e scatole, sta lottando con la portiera di un taxi quando una borsa le scivola di mano e cade a terra. Jason interviene e lei gli sorride. Un sorriso incredibile, che si infila sotto la pelle. Poi la portiera del taxi si chiude e la macchina si allontana nella sera. Tutto sembra perduto per sempre, ma a Jason è rimasto qualcosa in mano: una piccola scatola nera, una macchina fotografica usa-e-getta. È l'inizio di una rocambolesca caccia al tesoro attraverso tutta la città, guidato solo dalle fotografie della misteriosa ragazza. Aiutato da Dev, il vecchio amico dell'università con il quale divide casa, bevute e (dis)avventure, Jason cercherà di rintracciare la sua sfuggente Cenerentola e con lei di riprendere in mano le redini della propria vita.

Commento personale recensione:

 In condizioni normali, un libro del genere lo avrei votato con una stella, niente di più. Mi ha ricordato per certi versi il tritura palle di Fabio Volo, ma almeno Wallace (non il David Foster, ma il semplice Danny) non fa il saggio filosofo portatore di verità e di citazioni. E' partito subito bene, perchè certe volte come dice Dev (uno dei coprotagonisti ) è destino... Ed almeno nelle prime pagine, nonostante tutto ti ci ritrovi. O te, o qualche tuo amico. Poi siamo a Londra, raccontata non in modo turistico. Insomma, il personaggio ed i suoi giovani aiutanti possono iniziare un'avventura abbastanza realistica e grossomodo divertente. Lo strazio e la devastazione di una storia interrotta, la ricerca di un obiettivo, anche stupido e senza senso, l'aggrapparsi a situazioni o amicizie particolari, lo hanno reso in qualche modo molto vicino a me. Peccato che però sia estremamente prolisso per ciò che vuole raccontare e non si arrivi mai al dunque. Wallace non ha il dono di intrattenerti, il più delle volte ti annoia, fatica a far decollare la trama che avrebbe potuto essere o più divertente o più triste. Invece resta sospesa in un limbo decisamente piatto. Si cerca di giocare su alcune situazioni imbarazzanti o inusuali, sul nome Jason Priestley che dovrebbe ricordarci il Brandon di Beverly Hills 90210, ma chi se lo incula? Tanto tanto si fosse chiamato Luke Perry... Poi ok, non tutti si massacrano con alcool e droghe, ma qui manco una canna. E che gioventù è? Con una space cake la gente dà di matto, proprio quando il realismo ne risente. Buoni i focus sui social network come estensioni di se stessi, ma anche qui alla lunga stanca. Dai due terzi in poi si ha una crescente e rovinosa involuzione dei rapporti di Jason, che perde tutti gli amici in una manciata di pagine, salvo poi riconquistarli non facendo praticamente nulla. Cosa peggiore è quel senso di buonismo e risoluzione dei problemi che non sta nè in cielo nè in terra. Colpa sua o meno, non vedo come sia possibile ristabilire rapporti con la ex (incinta) ed il suo nuovo fidanzato. Un minimo di midollo dovrebbe pur averlo, anche se magari le palle le ha perse. Tutto perfetto al termine, con lieto fine scampanellato fin da subito. Resta però qualcosa, non si dimentica sebbene non susciti i miei applausi.

Castle [Stagione 1]


Anno: 2009
Stagione: 1
Numero episodi: 10
Titolo originale: Castle

Castle, in Italia con "Detective tra le righe" affiancato al titolo, è una serie tv che sta a metà tra la commedia leggera ed il thriller sistematico, con una punta di storia d'amore, tanto per far presa su un pubblico abbastanza vasto. Sebbene il personaggio principale, Richard Castle appunto, sia un famoso scrittore di polizieschi e del macabro, non siamo al solito polpettone dello stile Signora in Giallo. Non porta merda ed il suo essere saccente o arrogante rappresenta un punto di forza. Insomma, è spaccone, ma simpatico. Bonariamente simpatico. I primi due o tre episodi stentano un po' a decollare, ed anche proseguendo si nota che ogni puntata è un po' troppo distaccata dall'altra. il filo conduttore che le lega è molto sottile, ed io preferisco invece le cosiddette serializzate a trama orizzontale. Verso la fine diciamo che si riprende e si nota una certa volontà nel costruire personaggi che inseguono un obiettivo a lungo raggio. Così la decima ed ultima puntata lascia molto spazio per la seconda stagione, che non mancherò certo di vedere.

lunedì 9 settembre 2013

Ti Presento i Miei (2000)


Regia: Jay Roach
Anno: 2000
Titolo originale: Meet The Parents
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (7.0)
Pagina di I Check Movies

Sarebbe noioso, e non se lo merita, se mi mettessi qui a scrivere quanto è ganzo e divertente l'inedito duo Ben Stiller - Robert De Niro. Il film, anche se non sembra, è vecchiotto: sono già passati tredici anni. Proprio per questo chiunque ha già scritto abbondanti recensioni che evidenziano gli aspetti più esilaranti della commedia. Non cercherò neanche di essere alternativo, sottolineando magari retroscena inediti o punti di vista fuori dal coro. Mi limito a dire che anche a distanza di anni è un toccasana. Da soli o in compagnia, le gag clou che lo hanno reso celebre non possono non strapparti risate ad alta voce. Quindi sia che siate amanti della commedia leggera, sia che vogliate apprezzare De Niro in una veste quasi nuova, andate sul sicuro con questo lavoro di Jay Roach. Forse sono l'unico che non ha mai visto i seguiti, il primo l'ho iniziai mi son interrotto per cause di forza maggiore ma non ricordo per cosa. Ho sempre avuto quel senso di fobia in cui pensi che i sequel sciupino anche l'originale. Un giorno di questi però mi ci metterò, un po' di fiducia bisogna darla.

sabato 7 settembre 2013

Killer Elite (2011)


Regia: Gary McKendry
Anno: 2011
Titolo originale: Killer Elite
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (6.4)
Pagina di I Check Movies

Non è certo un capolavoro, ma di sicuro mi aspettavo qualcosa di molto peggio e più banale. Non avevo fatto caso a Robert De Niro nel cast, ma devo ammettere che il merito non è suo. D'altra parte c'è a sprazzi, sembra che presti la faccia per alcune scene e niente più- Anche Clive Owen non è che sia onnipresente e Statham lo conosciamo già tutti, non è il più bravo attore del mondo, ma nelle parti di azione che gli si confanno sa dare il massimo. Spionaggio, guerra, sparatorie, combattimenti, inseguimenti, fughe. Come al solito c'è un po' di tutto e manca il colpo di scena che ribalta tutto. Ci fosse stato, sarebbe stato scontato e inutile. Va bene così. Forse anche troppo. La fine arriva lentamente e poteva starci una ventina di minuti prima tagliando qua e là. Però ci si diverte, questo va ammesso, e non si tratta solo di un voto alto per l'inaspettata trama che a suo modo può essere considerata originale in un mare di banalità. Si dà la caccia ad ex agenti della SAS con la corretta dose di complotto che però non annoia. Bene così questa volta, ogni tanto fa piacere vedere un film per inerzia aspettandosi la solita spacconeria e restarne piacevolmente colpiti. Senza strafare, si intende.

venerdì 6 settembre 2013

Freerunner - Corri O Muori (2011)


Regia: Lawrence Silverstein
Anno: 2011
Titolo originale: Freerunner
Voto: 3/10
Pagina di IMDB (3.6)
Pagina di I Check Movies

Patetico. Mentre guardavo il film questa è la parola che più mi rimbalzava nella testa, resa vuota dalla visione prolungata di questi ragazzi che sembrano fare parkour e si ritrovano immischiati in una sorta di Battle Royale senza dittatura, ma con l'aspetto economico di L'Uomo in Fuga (Stephen King). Ok basta con le similitudini, non le merita affatto. Fa davvero pena. Se togliamo i salti e le capriole, neanche troppo impossibili, non resta nulla. E' pur vero che le acrobazie possono essere (lo spero) l'unico motivo per cui qualcuno dovesse avere intenzione di guardare il film, ma cavolo... Dialoghi spenti e stupidi, personaggi al limite del ridicolo, trama che risulta essere un'accozzaglia di niente assoluto. Ma poi tutto organizzato nel peggiore dei modi... Se volete fare una pellicola del genere, fateli correre, picchiare, saltare. E basta. Fateci un documentario o qualcosa di diverso da quanto visto in Freerunner. Guardate (anzi no), è sinceramente da evitare. La guardia pelata che fa le mosse di arti marziali? Non ci volevo credere.

Another Earth (2011)


Regia: Mike Cahill
Anno: 2011
Titolo originale: Another Earth
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (6.9)
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Non iniziate a pensare male. Un'Altra Terra, è solo una scusa. Il titolo non va preso alla lettera sebbene nel film di Cahill sia presentata e messa in bella mostra Terra 2. Come dicevo è una banale scusa per introdurre l'espiazione ed il disagio emotivo che prova la protagonista (Brit Marling) dopo aver ucciso la famiglia di John (William Mapother) in un tragico incidente automobilistico. Un film drammatico molto pesante in alcune scene, abbandonate a se stesse ed al silenzio. Urla mute di disperazione che affollano la mente di chi ha sbagliato e cerca di trovare spunto per andare avanti, per potersi redimere e per avere il coraggio di chiedere scusa. Tra i due personaggi (solo lei sa chi è l'altro) si crea un vincolo pericoloso che soltanto alla fine viene segnato dalla verità sull'accaduto. Pericoloso perché sarà ancora più difficile riuscire a confessarsi: l'uomo non è più uno sconosciuto, ma un amico prima ed un amante poi. Nel mezzo resta sempre Terra 2, che in maniera del tutto autonoma cambia le vite e le aspettative dei protagonisti. Un mondo uguale al nostro, ma forse molto differente, su cui poter fare affidamento per le nostre speranza. Forse lì non abbiamo commesso errori. Ed alla fine, la simmetria si spacca: Rhoda non è partita, la se stessa dell'Altra Terra sì. Speranza quindi c'è, grazie ad un dramma fantascientifico che può essere considerato d'élite.

Gone Baby Gone (2007)


Regista: Ben Affleck
Anno: 2007
Titolo originale: Gone Baby Gone
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (7.7)
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Mirabelle. No, Annabelle. Il nome sbagliato di una bambola e la scelta sbagliata del protagonista. Il motto di VER è "Non lasciare che la morale ti impedisca di fare ciò che è giusto", scopiazzandola dalle parole di Salvor Hardin, personaggio del famoso Isaac Asimov. Fin da piccolo quella frase, o il suo senso, mi colpì molto. Perché da piccolo sei comunque un portatore sano di moralità e credi che comportandoti in una certa maniera tu possa sempre e solo fare del bene. E' il senso comune di ciò che può essere morale. Però la giustizia riposa su di un piano superiore, non è detto che coincida con i nostri insegnamenti ed inoltre è davvero sfuggente. Osa può essere veramente giusto? Quale mio comportamento, moralmente adatto o meno, potrà portare giustizia? Per chi? Un colpo in testa ad un pedofilo stride sia con al moralità che con la giustizia? Quest'ultima può essere oggettiva, super partes? Ben Affleck, usando il volto di suo fratello minore Casey ci porta in una Boston difficile da vivere. Non con la malavita affascinante di The Departed, ma con qualcosa di più vivo e reale, con volti veri e personaggi anche poco carismatici, ma che che si prestano alla perfezione per la vita di tutti i giorni. Quindi vediamo il protagonista, che vestito con le tute Adidas può sembrare il fratello maggiore in The Town, si muove con un certo agio tra farabutti, spacciatori e delinquenti. Con una trama avvincente e rocambolesca arriva a smascherare... Qualcosa che può essere visto come giusto e sbagliato allo stesso tempo. E lo spettatore difficilmente potrà prendere a cuor leggero una qualsiasi decisione dopo aver ascoltato le parti in causa. Bel film, bella storia, bel pathos. Nota musicale: in un bar si sente You're Crazy dei Guns... Anche questo merita.

mercoledì 4 settembre 2013

Il misterioso caso dei fuochi d'artificio

Non sapevo che immagine mettere, quindi accontentatevi. Comunque, era circa l'1 di notte, quando uscendo da casa di One, dopo essere arrivato secondo a  FIfa ed aver abbattuto gettons a più riprese, anche nel Tennis, insomma stavo dicendo che appena usciti di casa, sentiamo qualcosa tipo regolamento di conto tra bande. Ma nessuno si sta sparando addosso. Neanche per intimidire, o forse sì. Non lo sappiamo. Però guardiamo in alto e vediamo (oltre a sentire per l'appunto come dissi in precedenza) quelli che possono sovente venire definiti fuochi artificiali. O fuochi d'artificio. Sparati in alto, un po' rumorosi e neanche troppo belli. Arrivo a casa e c'è già al discussone su Piccoli e Grandi problemi a Piombino. Neanche loro sanno di cosa si tratta. li hanno sentiti pure da via Petrarca, sebbene sembrava avessero sparato da Piazza Bovio o viale del Popolo o qualcosa di simile. E leggevo che sono ripartiti con un'altra mandata. Ovviamente c'è chi è a favore (Piombino deve puntare al turismo improvvisato) e chi è contro (ora il cane non si riaddormenta più), ma cosa stranissima, ed ancora più misteriosa è che Squama non sia ancora intervenuto a riguardo.

domenica 1 settembre 2013

Juventus 4 - Lazio 1

Tutto ciò che potevamo volere dalla prima partita casalinga ala Juventus Stadium, mi pare sia arrivato. Squadra aggressiva fin da subito (e siamo solo alla seconda giornata) che parte a mille, trova spazi, spinge, perfora la Lazio ed onestamente parlando massacra gli avversari. Doppietta di Arturo Vidal che apre le danze, ma dallo scorso anno è già cambiato qualcosa. Segnano con regolarità pure gli attaccanti. Prima Vucinic, poi il nostro top player che sotto porta la maglia con la scritta Fuerte Apache. Sensazionale. Magari la Lazio non è tutto questo bel vedere, ma il risultato è netto, e dopo aver accorciato le distanza creano un finale di primo tempo in cui cercano di schiacciarci. O almeno ci provano. Poi non c'è più storia però. Non l'ho vista tutta tutta, e non sarà stata di sicuro la partita perfetta, ma abbiamo già iniziato bene, confermando le aspettative. Qualche errore o calo di attenzione può pure starci, la palla è tonda. Niente di preoccupante a