martedì 25 agosto 2015

Automata (2014)




Regia: Gabe Ibanez
Anno: 2014
Titolo originale: Automata
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (6.1)
Pagina di I Check movies
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In un universo parallelo in cui non fossero esistiti Philip Dick, Ridley Scott e George Miller, il primo tempo di Automata sarebbe stato Blade Runner ed il secondo avrebbe ispirato Mad Max. In quell'universo parallelo, mi sarei cullato nell'ambientazione tetra e piovosa, degna del migliore noir di fantascienza post apocalittica per poi essere abbracciato dai paesaggi desertici e silenziosi di un mondo totalmente cambiato e stravolto. Ed ancora se quell'universo non avesse conosciuto le Tre Leggi della Robotica di Isaac Asimov, mi sarei messo a leggere ogni possibile racconto sulle manipolazioni dei due Protocolli. Pur non vivendo in quell'universo parallelo, posso apprezzare Automata per il grande lavoro svolto, conscio che gli spunti sono tantissimi, molti presi in prestito dalla fantascienza che conta, ma riesce a proteggersi bene dalle accuse di plagio. Il film di Ibanez ha una sua struttura, non tende a scopiazzare, ma sfrutta il lato emotivo di ciò che è piaciuto in passato, oltre trenta anni prima e che continua a farci sognare. Purtroppo ho preferito di gran lunga la prima parte, quella dark in pieno stile Blade Runner: il seguito, con la sottostoria d'amore tra Deckard Vaucan (Banderas) e la moglie, aggiunge poco, poi la faccenda si complica in maniera non necessaria e gli ottimi robot perdono un po' del loro fascino. Così come appunto la trama che si perde un po'. Il fatto di inserire l'elemento noir all'interno della metropoli fatiscente è grandioso, ma si scontra successivamente con il lato filosofico - azione che sciupa quanto fatto prima. I tre cattivi che si fanno giustizia per salvare il mondo da... Una Legge infranta? per la sopravvivenza dei robot? Avrei sperato in un finale di maggiore spessore, ma nel complesso è un film di fantascienza con diversi richiami positivi.

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