lunedì 1 febbraio 2016

Sopravvissuto - The Martian (2015)



Regia: Ridley Scott
Anno: 2015
Titolo originale: The Martian
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (8.1)
Pagina di I Check Movies
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Ridley Scott con la fantascienza ha un buon feeling. Ed io lo ho con ciò che produce: The Martian, pur non convincendomi nella sua totalità, fa parte di quei piacevoli film di fantascienza che risultano godibili ed apprezzabili. Tanto per cominciare è un tipo di fantascienza realistica, possibile: la storia è tratta dal romanzo “L’Uomo Di Marte” di Andy Weir ed è ambientata in un futuro non troppo lontano, plausibile e senza troppi fronzoli, in cui la NASA programma missioni umane sul pianeta rosso. La trama si divide bene tra nozioni scientifiche, avventura e pathos riuscendo ad allontanare il più grosso problema che sta alla base del film: non succede niente di particolare. Ok, il protagonista (Matt Damon) è rimasto solo ed abbandonato su un pianeta senza grandi riserve di cibo, acqua, ossigeno... Ma il cinema ci ha abituati pure a ben altri pericoli: extraterrestri (per fortuna qui non ce n’è neanche l’ombra), calamità bibliche, guerre spaventose e così via. Il nostro Mark deve “soltanto” sopravvivere in un ambiente ostile, e ci riesce. Senza fare il super eroe, senza fare il grosso e puro. Lui e tutto lo staff della NASA che lo segue e lo aiuta nell’impresa. Già perchè The Martian è lontano dall’essere “l’amerigganata” in cui tutto fila liscio. Anzi, gli errori umani sono all’ordine del giorno, con valutazioni sbagliate, scelte politiche poco raffinate, calcoli non esatti. E’ un susseguirsi di rattoppamenti: addirittura si accetta l’aiuto della Cina. Tutto questo per salvare un sopravvissuto, uno solo, non la Terra da un asteroide. Il bello è che se si esclude il finale, un tantino sopra le righe, la sceneggiatura risulta alquanto credibile. Senza troppe esagerazioni e la giusta dose (di quelle che fanno piacere, ma non annoiano) di nozioni scientifiche e tecniche. Altro punto di forza è il personaggio interpretato da Damon, che con il suo fare professionale, senza machismi ed un po’ di simpatia, risulta un buon nerd per cui parteggiare. Si ricorda (e ci ricorda) del Mars Pathfinder, gioiello dei sogni negli anni novanta.  Un appunto va però scritto sulla prova attoriale: bene in alcuni casi, quelli che definiscono il personaggio come scienziato, male quelli dal punto di vista umano: in praticamente nessuna occasione sdà di capo o si affligge. Ok, il messaggio positivo e poter pensare che tutto vada per il meglio, ma un minimo di pathos e di paura (terrore) sul suo volto sarebbe stato maggiormente gradito. E' anche vero che a differenza di tanti altri naufraghi o dispersi lui ha dalla sua la tecnologia e possibili contatti con chi dovrà portarlo in salvo. Resta da aggiustare nelle parti finali in cui il caso e le scene fortuite prendono il sopravvento sulla scienza e la tecnologia, ma nel complesso è un bel film di fantascienza.

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