martedì 12 luglio 2016

Un mondo diverso: le Filippine

Dopo l'enorme successo di Sereno variabile su Stoccolma che ha riscosso molti pareri positivi dalla critica del settore, VER è stato scelto ancora una volta come finestra per i racconti di Daniele Panetti. Vi propongo quindi la sua visione di un viaggio leggendario in un angolo lontano del mondo, a migliaia di chilometri di distanza, non solo fisica. L'articolo è anche corredato da un album fotografico che aiuta il racconto descritto a parole. Buona lettura e buone emozioni.

"Eccoci,vi descrivo, col difficile intento di potervi far immaginare ciò per cui è nata la parola paradiso... Un vero miracolo, che quel simpatico Signore che non visse, ma creò ci ha donato.... Scrivo e descrivo dell'aiuto divino, proprio perché loro, i filippini , sono una popolazione profondamente cattolica disposta su 7000 isole formano lo Stato.. Manila e Cebu sono due città tipicamente orientali: caos, sporcizia, disorganizzazione tale dove tutto sembra caduto dal cielo in un disordine maniacale..Un misto di traffico e smog, dovuto anche a persone che abitano sui poco ospitali marciapiedi... E se è vero il detto che: il paradiso va conquistato, con un'ora e mezzo aggiuntiva di volo eccoci dove non pensavamo assolutamente di arrivare... Da tre metri sopra il cielo, ti prepari ma non realizzi. Solo dopo aver calpestato perfetti pratini verdissimi dal manto soffice e omogeneo, interrotti da palme e piante tropicali nel loro semplice gioco naturale di posizioni , oltre a  catturarti lo sguardo fanno prigioniero anche lo stress occidentale, mandandolo in letargo. Le capanne in puro stile vintage interrompono ma non stravolgono l'ecosistema.. Piccole magliette, e/o, pantaloni colorati danno vita ai villaggi.. dove un pallone o un legno vale mille urli e qualche ginocchio sbucciato. Loro, i bambini sono la parte viva dell'isola, sono tanti, tutti molto simili ma come forse lo siamo noi per loro...Vederli giocare in gruppo correre estasiati dietro motorini di bianchi piloti che pensano di essere superiori e felici ti fa riflettere. Giocano sia nelle spiaggette candide dall'acqua cristallina, che sulle strade sterrate e di cemento. Mi chiedevo perché non avessero usato asfalto, poi il sole cuocete del giorno dei giorni a seguire mi ha illuminato... Rende semplice la risposta. Ogni palma ha presunti scalini , saggiamente scolpiti nei lunghi tronchi utili alla raccolta dei buonissimi cocchi... I quali ahimè sono i primi assassini dell'isola, causa le loro cadute improvvise che generano morti da trauma cranico a ignari passeggiatori o scuteristi ovviamente privi di caschi. Non ho visto nè percepito violenza, anche se dice che piccoli furtarelli possano verificarsi. Gli autoctoni sono buoni e disponibili, gli italiani piacciono più di altri.. In genere sono bassi non bellissimi, anzi... Spesso i più belli sono di sangue misto e sicuramente magri visto che la cucina è a base di pesce, pollo e l'immancabile riso...Cloud 9 è l insenatura amata dai surfisti dove un lungo pontile fatto di legno e tavole fatiscenti che in alcuni punti sono anche mancanti. Arriva a un triplo piano di terrazzo decisamente pericoloso, super affollato di persone ed affascinante proprio per quell'intrigo di corpi, tavole, onde e schiume che è il surf... L'autunno è  il periodo delle onde tubanti di 4/5 metri...nel resto delle stagioni 1/1,5 metri sono spesso la quotidianità...da questo stesso incastro di tavole la notte si riesce ad essere spettatori di incredibili bellezze...il plancton che non so bene per quale motivo lascia scie gialle fluorescenti creando un gioco di luci in un'acqua poco profonda...Invece alzando gli occhi al cielo, l'entusiasmo nel vedere miliardi di stelle è pura magia... Veramente incredibile. l'atmosfera è fantastica, gli abitanti contribuiscono a renderla tale. Lo spirito, i sorrisi, la semplicità con cui affrontano amando la vita, lascia un utile insegnamento. Potessi, gli vorrei insegnare volentieri a mantenere tale bellezza, mi piacerebbe non vedere plastiche di qualunque genere e forma sparse maleducatamente ovunque. Immagini di barchette a vela di misteriosi pescatori distribuite in uno specchio di mare dai colori indescrivibili contornate da lagune verdeggianti , lascia ogni speranza ad una qualsiasi volontà di tornare in Europa ...riconsegnare il fedele condottiero  Honda nel nostro caso,  ripercorrere la strada verde smeraldo salutare i sempre numerosi bambini , soffermare lo sguardo sulle bufale immerse in rigeneranti pozze di fanghiglia per dirigersi a ciò che è, ma non sembra, un aeroporto, lascia lacrime e due pensieri: quello di essere fortunati ad esserci stati e quello martellante di volerci tornare... Da dietro uno specchietto tondeggiante, immersi nelle nuvole, con lo sguardo attento e il collo che si contorce sempre più , non accettando che ci possa essere un'ultima immagine, e proprio ad essa lasci il tuo bruciante pensiero: ciao Siargao...ci rivedremo, stammi bene....."

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