domenica 18 settembre 2016

Inter 2 - Juventus 1

E' tutto molto semplice, anche se non tutti vorranno accettarlo: se giochi male, è giusto che tu perda. Tempo per recuperare ce ne è in abbondanza e quando ci sono limiti così evidenti da permettere alla squadra avversaria di farti due reti, preferisco che i nodi vengano al pettine. Specie se ti ritrovi a giocare contro quelli che, obiettivamente, sono diventati una barzelletta (l'ultima l'hanno persa addirittura contro un birrificio di Betlemme) e che sulla carta avresti dovuto asfaltare. La palle purtroppo o per fortuna è tonda e chi la butta dentro più volte vince. La Juventus è stata lenta, sulle gambe, senza accennare mai un pressing, ed in difficoltà su vari reparti, soprattutto il centrocampo. L'unico che veramente ha giocato a pallone è stato Sandro. Poi direi il buio, considerando anche il vantaggio durato circa cento secondi. Ed a parte il fatto che non è nulla di preoccupante, mi dispiace enormemente non poter allungare la striscia positiva. Ora basta farsi un esame di coscienza e capire che il gioco va creato, i passaggi vanno fatti, così come il pressing ed i tiri, anche se pochissimi, devono finire dentro. A calcio non basta essere i migliori, bisogna dimostrarlo, a partire dall'inizio #finoallafine

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