giovedì 18 gennaio 2018

Puppet Master - Il Burattinaio (1989)




Regia: David Schmoeller
Anno: 1989
Titolo originale: Puppet Master
Voto e recensione: 3/10
Pagina di IMDB (5.7)
Pagina di I Check Movies
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Film:
E pensare che è diventato un cult ed una saga decisamente longeva e con un numero incredibile di titoli. Ad oggi infatti se ne contano 12, non tutti usciti in Italia, della saga Puppet Master e 4 di quella ad esso legata Demonic Toys, che almeno Wikipedia inserisce ne solito filone. Si tratta di burattini animati e cattivi, che uccidono. Niente di particolare. Niente di nuovo. Anche perchè è vero che siamo nel 1989, ma Chucky è di un anno prima e Dolls ancora più vecchio. Ed entrambi sono fatti meglio, anche proprio a livello di trama e di soggetto. Qui c'è tanta carne al fuoco: esoterismo, nazisti, un gruppo di persone con poteri paranormali... Insomma nel complesso brivido zero, un po' di sangue e qualche ferita, ma neanche possiamo sperare (o non sperare) che si tratti di una commedia horror o con humor nero. Pessima poi l'idea della visuale in prima persona quando si muove il burattino pirata. Finto come le mille lire di legno.

Edizione: DVD
Il disco è contenuto nel cofanetto Charles Band's Puppet Master Collection che propone i primi tre film della saga in formato DVD. Il produttore  è Dynit Minerva e la cover del film in questione è localizzata in italiano con l'aggiunta al titolo originale di "Il Burattinaio". La qualità video è sufficiente per una regolare visione ed abbiamo la traccia audio inglese in multicanale e quella italiana in stereo. Gli unici extra sono trailer promozionali di altre uscite. 

mercoledì 17 gennaio 2018

Il Sorpasso (1962)




Regia: Dino Risi
Anno: 1962
Titolo originale: Il Sorpasso
Voto e recensione: 8/10
Pagina di IMDB (8.2)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Decisamente un capolavoro. Senza giri di parole, senza fronzoli. Divertente, toccante, una finestra chiara ed attenta sugli anni sessanta italiani.Quasi impossibile stare ad elencare le emozioni che suscita: i due protagonisti (Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant) sono l'uno l'antitesi dell'altro. Fisicamente come caratterialmente. Il soggetto è sensazionale, ripercorre on the road ciò che sta alle basi del prodotto di formazione riuscendo a non essere lento ed introspettivo (vi è anche l'uso della voce narrante dell'io pensante che si scontra sempre con le effettive azioni reali), ma con sottolineature riguardanti il periodo sociale in cui si svolgono i fatti, con inserimenti di carattere comico esattamente quando serve. I due protagonisti non sono semplici macchiette e caricature tipiche della commedia all'italiana, ma anzi hanno una caratterizzazione psicologica molto ben strutturata. Il francese, un giovane studente di giurisprudenza, con dubbi, insicurezze ed un misto tra fastidio ed ammirazione per lo stravagante e spensierato improvviso compagno di viaggio. Il ragazzo è una spalla perfetta, un comprimario che ben si presta ad un ruolo comunque importante, per il più maturo Gassman, vero trascinatore di tutta la pellicola. Uno scontro sottile quello che avviene tra i due, psicologico, importante per tra l'altro per chi dei due si lascia vincere ad ogni occasione, più naturale e spensierato per chi invece ha il carattere forte e deciso ("decidi tu, ma in modo ragionevole no?"). Tra i due non c'è un negativo ed un positivo, entrambi hanno le proprie mancanze ed i propri pregi e sono messi sul grande schermo in maniera talmente elegante che rappresentano una coppia perfetta. Il Soprasso è un suggestivo ed affascinante dipinto della società, con ritmi sostenuti, dialoghi memorabili, quel senso di crescita morale che ti fa apprezzare lo splendore della vita, ed improvvisamente ti colpisce e ti apre il cuore.

Edizione: DVD
Edizione semplice con qualità video non ottimale: i bianchi certe volte risultano troppo saturi. Soltanto traccia italiana in stereo e come extra:

  • 4 schede biografiche
  • Ricordi di Dino Risi (18 minuti)

martedì 16 gennaio 2018

I Tre Giorni Del Condor (1975)




Regia: Sydney Pollack
Anno: 1975
Titolo originale: Three Days Of The Condor
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.5)
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Film:
Sul finire degli anni settanta, il cinema di Hollywood sfrutta determinati avvenimenti storici per una maggiore presa di coscienza che si possa adattare a trame che raccontino il presente con una sorta di occhio critico. Questo accade con le pellicole di guerra come Apocalypse Now o con quelle drammatiche come Taxi Driver, entrambi capolavori di tipo sociale, ma anche con film come Tutti Gli Uomini Del Presidente che si concentrano sui recenti scandali politici che hanno colpito gli Stati Uniti. Si sfruttano le debolezze e gli errori per ribaltare ciò che solitamente viene rappresentato invece come una prerogativa vincente. Anche ne I Tre Giorni Del Condor, il tema tipico dello spionaggio, deve fare i conti con un complotto politico, le cui radici si trovano all'interno della struttura. Il nemico non è più all'esterno, ma può essere trovato anche nei meandri burocratici o tra i sotterfugi politici e di potere. Il protagonista (Robert Redford) è decisamente una figura degna dell'empatia del pubblico dell'epoca: inizialmente allegro, di buon umore, sicuro del proprio lavoro di studioso ed analista, si ritrova di punto in bianco a dover fare i conti con qualcosa di più grande di lui, a dover guardare in faccia la morte, a perdere i propri colleghi senza un motivo apparente, a non doversi fidare più di nessuno.La storia si sviluppa con un ritmo non proprio forsennato, anzi a tratti anche troppo ragionato e addirittura "sporcato" da fastidiose scene sentimentali passando dal thriller con parte investigativa alla vera e propria spy story con lotte, sparatorie ed azione. I due generi si inseguono, sorpassandosi ed infine fondendosi assieme. Ed il suo valore supremo sta nella metafora che dipinge la sfiducia del cittadino nei confronti delle istituzioni e che si trova ad avere ancora una volta in mano le proprie scelte.

Edizione: bluray
Versione rimasterizzata della Quadrifoglio davvero con di ottima fattura. Il packaging è composto anche da slipcover orizzontale con cartoncino rigido, il video non presenta punti deboli per un film così datato con le scene molto luminose ed una buona colometria. La traccia originale e quella italiana sono entrambe in DTS HD e gli extra abbastanza corposi:
  • Trailer
  • A proposito del Condor (25 minuti)
  • Storia del film (4 minuti)
  • Biografia di Robert Redford (4 minuti)
  • Biografia di M. Von Sydow (3 minuti)
  • Biografia di Sydney Pollack (4 minuti)

lunedì 15 gennaio 2018

Scare Campaign (2016)

Regia: Colin Cairnes, Cameron Cairnes
Anno: 2016
Titolo originale: Scare Campaign
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (5.9)
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Film:
Difficile trovare qualcosa di originale su questo genere, ma regolarmente ci provano ritoccando qualcosina. Il risultato di questa produzione australiana è accettabile e sa il fatto suo, riuscendo a creare la giusta tensione di tanto in tanto. I colpi di scena ci sono anche se non inseriti proprio nei momenti migliori, ma data la brevità della pellicola era impossibile chiedere di più. Richieste di miglioramento invece possono essere fatte a gran voce al cast, che in determinate occasioni non risulta credibile. Se in principio c'erano le Candid Camera che divertivano e portavano nelle case un sacco di risate, oggi queste si sono evolute e si cerca maggiore audience spaventando le vittime (uno Scherzi A Parte più forte e più serio): ma il business è business e come si può andare avanti se in rete impazzano video snuff? La trama si basa essenzialmente su questo tipo di produzioni, che incorniciano il film in un vero e proprio slasher con fantasiosi omicidi in diretta. Un mix interessante e violento.
 
Edizione: bluray
 Limited edition della Midnight Factory che qualitativamente non delude mai. Ottimo il video, ottimo il comparto audio con traccia originale ed italiana in DTS HD MA. All'interno anche il solito booklet a colori.
Booklet (10 pagine):
  • Scary Prank
  • I fratelli australiani
  • I luoghi della follia
Disco:
  • Trailer
  • Making of (4 minuti)

domenica 14 gennaio 2018

Flash Gordon (1980)




Regia: Mike Hodges
Anno: 1980
Titolo originale: Flash Gordon
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.5)
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Film:
Quando lo vidi la prima volta, da piccolo, fu una bella delusione. Non era infatti nè carne nè pesce: mi aspettavo qualcosa di fantascienza tipo Star Wars, ma ovviamente non lo era. E non vi era neanche un supereroe con appunto superpoteri. E Flash Gordon infatti è decisamente atipico, è un eroe, senza bisogno di grandi doni fantastici o sovrannaturali. Rivisto in età più adulta, ma sempre adolescenziale, lo ho cercato essenzialmente per la colonna sonora, marcata Queen, ma anche in questa occasione il giudizio non è stato tra i più positivi. Nonostante oggi per alcuni sia un cult fantascientifico, questo kolossal di produzione italiana (Dino De Laurntis) a mio avviso è degno di nota esclusivamente per il reparto scenografico e dei costumi che gli dà un aria quasi trash, decisamente kitsch., nell'utilizzo positivo del termine. Pomposo, mastodontico, per nulla elegante e con effetti speciali che lasciano molto a desiderare: ok siamo nel 1980, ma alcuni costumi fanno più sorridere che altro. La storia (non conosco il fumetto) è propriamente leggera tendente quasi al comico, con tutti i protagonisti che riescono nel buon intento di non prendersi mai sul serio, pur esaltando alti valori quali l'eroismo e l'unione che fa la forza. Da segnalare la presenza della nostra Ornella Muti in un ruolo di tutto rispetto. Tornando alla trama invece restano nella memoria scene epiche come lo scontro tra Flash Gordon e le guardie seguendo i dettami di una partita di football americano, che non lasciano indifferenti. Ritmo sempre sostenuto e la noia può arrivare soltanto nel finale, davvero scontato, come è giusto che sia.

Edizione: bluray
Anche questo fa parte di una delle ultime uscite della Quadrifoglio. Video pressochè impeccabile, audio italiano con doppia traccia in LPCM e DTS HD MA sempre stereo, mentre sia l'inglese che la francese sono lossless, ma in multicanale. Come extra soltanto il trailer originale.

The Raven (2012)




Regia: James McTeigue
Anno: 2012
Titolo originale: The Raven
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.4)
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Film:
Un po' e un po': interessante l'idea di ricostruire fantasiosamente gli ultimi giorni del grandissimo Edgar Alla Poe, ma la parte thriller non convince moltissimo e sembra qualcosa di già utilizzato e visto. L'ambientazione gotica ha sempre il suo fascino ed il mix tra realtà e finzione incuriosisce il pubblico fin da subito. La parte investigativa, come già accennato, è un insieme di intrighi e vicissitudini che portano al ritrovamento di morti (molto colorite alcune) ed indizi, ma mancano veri e propri colpi di scena che possano lasciare a bocca aperta. Nonostante la piacevolezza nel guardare la pellicola non abbiamo un momento più alto rispetto al resto, sia per la sceneggiatura che per la regia, ma tutto resta alquanto (sufficientemente) piatto. A tratti ricorda un po' qualche avventura alla Sherlock Holmes. Guardabile.

Edizione: bluray
Edizione bluray con slipcover verticale. Niente di trascendentale, buono il comparto video ed audio italiano in DTS HD MA. Gli extra sono:

  • Riportare in vita i morti (14 minuti)
  • Speciale su Edgar Allan Poe (10 minuti)
  • Dietro la bellezza e l'orrore (2 minuti)
  • John Cusack e James McTeigue (3 minuti)
  • Scene tagliate (10 minuti)
  • Trailer

Porno Holocaust (1981)




Regia: Joe D'Amato
Anno: 1981
Titolo originale: Porno Holocaust
Voto e recensione: 2/10
Pagina di IMDB (3.1)
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Film:
Ok che il titolo era abbastanza esplicito, ma questo di "holocaust" ha poco, almeno a livello di scene. C'è una base, una storia, decisamente mal sviluppata e troppo frastagliata. Le scene di sesso, pornografiche, occupano la maggior parte della pellicola, il resto sono dialoghi inutili. Il tema delle mutazioni e delle radiazioni che colpiscono gli uomini e li deformano (il mostro ha un presunto pene gigante con cui sventra le donne) è troppo poca roba. Il film è brutto, non ci sono perversioni come ricorda la locandina. Lento, noioso, recitato da cani e anche le parti esplicito intrattenimento sessuale, se proprio deve essere un porno, non sono nulla di che. Modestamente, faccio di meglio. Gli anni passano e siamo molto più pratici. Insisto perchè magari con le chiavi di ricerca giuste (porno, pornografia, sesso, scene lesbo, sesso orale) posso aumentare le visite casuali a VER. Non si sa mai. Il film comunque fa schifo. E dice addirittura che inizialmente dovesse essere solo un horror di tipo da "holocaust": diciamo che si è fatto prendere la mano nel modo sbagliato.

Edizione: DVD
Almeno l'edizione DVD è rara o comunque non ben distribuita (e ci credo) e  sta sopra i 20 euro su Amazon. La qualità video non è affatto buona, spesso alcune inquadrature sono sfuocate. Doppia traccia italiana, sia stereo che multicanale. Gli extra sono:

  • Intervista a George Eastman (11 minuti)
  • Trailer
  • Photogallery

sabato 13 gennaio 2018

Jumanji (1995)




Regia: Joe Johnston
Anno: 1995
Titolo originale: Jumanji
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.9)
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Film:
Non lo so, forse se fossi nato una decina di anni più tardi sarebbe stato il mio La Storia Infinita. Ma mi sarei sentito un po' sfortunato sinceramente. Quando uscì in Italia avevo già 16 anni, un'età un po' strana per questo tipo di film, infatti lo apprezzai poco. Neanche successivamente sono riuscito a farmelo piacere, forse perchè non ho totalmente in simpatia Robin Williams (non che mi sia stato antipatico eh) o magari perchè il genere fantastico, anche se non propriamente fantasy, non mi elettrizza più di tanto. Fatto sta che anche oggi Jumanji per me è una pellicola interessante riuscita solo in parte. Ho sempre amato leggere, quindi per tornare a La Storia Infinita, mi sono sentito, anche successivamente molto preso, dal ragazzino che entrava nel vivo della trama: ho anche giocato molto, ma quelli erano già i miei anni del pc, dei videogames, un gioco da tavolo, anche se entusiasmante non faceva parte del mio background del momento. Una pellicola per famiglie, che punta tutto su divertimento ed azione, soprattutto in chiave avventura, e che sfrutta in maniera massiccia gli effetti speciali. Ecco appunto: davvero per voi sono fatti bene? In varie scene, soprattutto quelle con le scimmie si ha sempre quella sensazione di finto che non stupisce affatto, anzi stona. Che poi possa essere un sano e leggero intrattenimento non si discute.

Edizione: steelbook doppio disco
Esteticamente è tra le migliori steelbook che posseggo, se non proprio la più bella. Artwork in linea con film, con scritte in rilievo, ed addirittura artwork interno che riprende il gioco. Insomma, c'è solo da restarne affascinati. Inoltre presa su Amazon con sconto pre natalizio a soli 10 euro, adesso è già fuori catalogo e non si trova a meno di 50. Un bel colpo. Esteticamente, perchè poi il contenuto, altamente pubblicizzato come top dei top dei top, non rispetta le aspettative. All'interno abbiamo due dischi, un DVD ed un Bluray, entrambi contenenti il film. Il BD ha la traccia originale in DTS HD MA e quella italiana in semplice Dolby Digital 5.1, ma che si fa rispettare. Il master del video è quello del comune bluray già uscito. Niente di nuovo insomma. Gli extra sono, stranamente differenti per ogni formato (il flyer riporta altri contenuti) in quanto anche il DVD è una versione vecchia e riciclata inserita qui non si sa bene perchè:

Bluray:

  • Commento della troupe degli effetti speciali
  • Documentario e filmati (38 minuti)
  • Storyboard a confronto (4 minuti)
  • Storyboard animato di Jumanji letto dall'autore Chris Van Allsburg (9 minuti)
  • Jumanji (la serie animata) (45 minuti)
  • Avventura nella giungla: gioco virtuale
  • Il cast di Goosebumps riflette su Jumanji (5 minuti)
  • Anteprima esclusiva su Goosebumps 
  • 3 trailer
DVD:
  • Commento della troupe degli effetti speciali
  • Indovinelli e segreti (gioco interattivo)
  • Il libro estremo della natura (6 minuti)
  • Magie del passato (gioco interattivo)






Il Giorno Dopo La Fine Del Mondo (1962)




Regia: Ray Milland
Anno: 1962
Titolo originale: Panic In Year Zero! 
Voto e recensione (5/10)
Pagina di IMDB (6.7)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Che emozione! Un grande di film di fantascienza anni sessanta, del tipo post apocalittico. La trama sonda, analizza e porta avanti i temi del conflitto nucleare, che come capita spesso, riesce in maniera schietta ad esaltare i pericoli derivanti dalla paura e dalla perdita di civiltà e morale da parte dei sopravvissuti. Non è inusuale infatti per determinata fantascienza, in maniera molto realistica, concentrarsi, più che sul nemico, sugli aspetti psicologici di chi ci sta intorno e condivide con noi il medesimo status. L'individualismo esce allo scoperto prendendo il sopravvento, anche all'interno della famiglia di sopravvissuti comandata dallo stesso Ray Millard, attore protagonista e regista, con una serie costante di contrasti: il risoluto padre e marito infatti cerca fin da principio di adattarsi al nuovo stato delle cose, ma con uno sguardo rivolto verso la legalità e la morale. Questo non sarà possibile con l'evolversi della trama in quanto più volte dovrà fare i conti chi gli si presenta davanti, e quindi abbozzare accenni di violenza o vendetta. La coralità ed il vivere civilmente vengono meno, causa la paura, la mancanza di fiducia nel prossimo e l'istinto di sopravvivenza, accentuato in tutti coloro, chi più chi meno, che sono scampati agli attacchi atomici che vedono coinvolte le maggiori città occidentali. Un buon film, in parte scontato, ma ugualmente da seguire con interesse.

Edizione: DVD
La costola della collana "Sci-Fi d'essai" della Sinister riporta il numero #40 ed oltre al disco abbiamo la locandina originale ripiegata all'interno della custodia. La qualità video oserei dire che è eccellente, con un bianco e nero che presenta buoni contrasti ed un'ottima nitidezza. Il comparto audio presenta la traccia originale e quella italiana entrambe in stereo. Come extra:

  • 16 tracce della colonna sonora separata
  • Trailer originale
  • Presentazione di Luigi Cozzi (10 minuti)


venerdì 12 gennaio 2018

Il Dottor Miracolo (1932)




Regia: Robert Florey
Anno: 1932
Titolo originale: Murders In The Rue Morgue
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.4)
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Film:
Film degli anni trenta con un'icona del periodo come Bela Lugosi nei panni del Dottor Miracolo, il cui soggetto è di Edgar Allan Poe. Di Murders In The Rue Morgue ci sono diverse trasposizioni cinematografiche (anche musicali con Killers degli Iron Maiden, ma questa è un'altra storia), perchè si presta veramente in ambito thriller, horror e mistero. La Universal poi in quegli anni si adoperava molto per portare al cinema le avventure dei mostri o di trame particolari volte ad impressionare il pubblico con effetti speciali, trucco e vera e propria tensione. Il film in questione è forse più debole e leggero rispetto ai cult di quegli anni, ma risplende di un determinato fascino soprattutto dettato da alcune scene forti per l'epoca. 

Edizione: DVD
Fa parte della collana "horror d'essai" della Sinister e riporta sulla costolina il #117. Il video risulta con un buon contrasto, e solo in alcune scene (quelle successive all'altalena) la parte superiore è leggermente fuori fuoco. Due sono le tracce audio, quella originale e quella italiana, entrambe in stereo. Ad inizio film veniamo informati che si tratta della versione completa e che avremo quindi delle scene con audio originale sottotitolate: beh, non ce ne sono. Come extra abbiamo:

  • Trailer
  • Presentazione di Luigi Cozzi (6 minuti)

giovedì 11 gennaio 2018

Good Morning, Vietnam (1987)



Regia: Barry Levinson
Anno: 1987
Titolo originale: Good Morning, Vietnam
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.3)
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Film:
Sul finire degli anni ottanta il Vietnam poteva essere raccontato anche in maniera differente rispetto ai soliti film di guerra, sia quelli cosiddetti di propaganda o che comunque esaltavano le gesta dei soldati americani, sia quelli più critici in cui venivano messi in risalto i valori brutti e sporchi che porta sempre con sè un conflitto. Ecco così che nasce (anzi, viene portata a termine) l'idea di concentrare la trama sulla storia di Adrian Cronauer (Robin Williams) un aviere americano che nel 1965 si occupa di un programma radiofonico a Saigon per le forze armate. La figura del personaggio è irriverente, comica, soprattutto satirica, ma riesce anche ad emozionare senza cadere forzatamente nel divertente: perchè la guerra è una cosa seria, ed i ragazzi con in mano un fucile sono lì per uccidere, e possibilmente per non essere uccisi. Nella pellicola di Levinson la tensione ed il pericolo sono inizialmente marginali. il contesto d'altra parte è quello del conflitto più sfruttato in assoluto ad Hollywood, ma si riesce a passare, grazie ai lunghi monologhi radiofonici, non solo come una neanche tanto velata denuncia nei confronti della rigidità dell'Esercito, ma anche come una continua ricerca di qualcosa di più profondo. Le intenzioni sono buonissime, ed a tratti si riesce anche nell'intento, ma i tempi della pellicola risultano troppo ristretti per poter avere degli approfondimenti di maggiore spessore. E' anche vero, d'altra parte, che l'idea iniziale era quella di creare una sitcom. Resta comunque, un cult degli anni ottanta.

Edizione: DVD
Special Edition in DVD: nessuna nota particolare nè per il comparto video nè per quello audio che sia per l'originale inglese, il tedesco e l'italiano ha un 5.1 di Dolby Digital. All'interno della custodia è contenuta anche un piccolo booklet pieghevole a colori di 7 pagine. I contenuti extra del desco invece sono:
  • Trailer
  • Teaser
  • Diario di produzione (34 minuti)
  • Monologhi non montati (13 minuti)

mercoledì 10 gennaio 2018

...Non Dite A Mamma Che La Babysitter E' Morta (1991)



Regia: Stephen Herek
Anno: 1991
Titolo originale: Don’t Tell Mom The BabySitter’s Dead
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (6.1)
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Film:
Niente di particolare, anzi, prevedibilmente prevedibile nello sviluppo della trama che spazia dalla commedia adolescenziale a quella romantica. Quei filmetti in cui i ggiovani sono ganzi, temerari, e ovviamente migliori degli adulti. Sono loro che hanno da insegnare, in quanto più scaltri, più naturali e appunto più giovani abbestia. Zero risate, ma non è che sia uno strazio, sai già cosa puoi aspettarti, quindi prosegui nella visione in maniera tranquilla. I cinque fratelli, se fossero stati massimo tre avrebbero stonato meno, due almeno sono inutili, ma boh, si vede che avevano da piazzare qualcuno. Volemose bene comunque.

Edizione: DVD
Una delle ultime uscite della Quadrifoglio, presa ancora una volta dall'ottimo HomeMovies. Video discreto (un po' bruttino nella scena in cui inquadrano le tegole del tetto), audio italiano il Dolby multicanale, ma nessun extra.

lunedì 8 gennaio 2018

Venerdì 13: Il Terrore Continua (1985)




Regia: Danny Steinmann
Anno: 1985
Titolo originale: Friday The 13th: A New Beginning
Voto e recensione: 3/10
Pagina di IMDB (4.8)
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Film:
Dopo tanto tempo torno a seguire la saga di Venerdì 13 con questo pessimo quinto capitolo. E pensare che inizia nel migliore dei modi con Corey Feldman, iconica faccia anni ottanta, che invece ha solo una particina minuscola all'interno di un sogno. Forse qualcosa sarebbe cambiato, forse no. Meglio averlo visto ne I Goonies. La trama poi va avanti in maniera ridicola, senza un nesso plausibile, nè con le storie passate (solo forzature) nè con quella del film stesso, sebbene alla fine la collezione di vittime fosse ciò che tutti si aspettavano, e niente di più. Decisamente da serie B anche il trucco, il sangue finto, le ferite non realistiche e gli oggetti di scena. Abbastanza discutibile il tutto.

Edizione: DVD
Prima versione widescreen della Paramount, abbastanza raro (si trova sui 23 euro usato): resa video accettabile, audio italiano in stereo e come extra soltanto il trailer.

Roma: cinque mostre da visitare

Roma, la Città Eterna, offre oltre ai propri monumenti e le proprie strade colme di negozi ed attrazioni, anche una serie molto vasta di avvenimenti e mostre dedicate all’arte, ma non solo. Per chi si ritrova a visitare la capitale e vuole approfittarne, è possibile in questi giorni poter spaziare da un tema all’altro, senza allontanarsi dai luoghi più conosciuti, ma riuscendo anche ad ammirare opere particolari che esulano dai tradizionali percorsi.

Cinecittà si mostra:
Da qualche anno è possibile visitare gli Studios di Cinecittà ed una parte allestita come museo del cinema. L’ingresso con visita guidata ai set costa 20 euro, è disponibile in varie fasce orarie, e comprende l’entrata per la mostra (10 euro) da fare in autonomia. Tutto il percorso dura circa 2 ore e mezzo, compresi i sessanta minuti in cui sarete accompagnati dalla guida. Il tutto si snoda in aeree all’aperto, essenzialmente dedicate ai set ed alle mastodontiche scenografie utilizzate per produzioni italiane ed internazionali, ed in zone al coperto allestite come percorsi espositivi. Questi si dividono in tre parti: “Perchè Cinecittà” è il primo e ripercorre la nascita del progetto e del complesso nei suoi primi anni (gli anni 30 e 40), all’interno della Palazzina Fellini (figura centrale per tutto l’ambiente cinematografico italiano). La mostra prosegue in ordine cronologico con “Girando a Cinecittà”, arrivando fino agli 80 con le produzioni più importanti che hanno fatto la storia del nostro cinema. All’interno della Palazzina Presidenziale si passa dal cinema di propaganda al neorealismo per arrivare agli spaghetti western ed alle produzioni hollywoodiane ambientate a Roma. Il terzo percorso, “Backstage” è dedicato a mestieri e mestieranti del cinema con sezioni didattiche ed interattive che permettono di apprezzare da vicino la regia, la sceneggiatura ed il doppiaggio. La parte di maggiore impatto, anche emotivo, è però data dalla visita guidata, che con interessanti spiegazioni ed aneddoti ci porta all’interno dei set all’aperto che sovrastano l’immaginario e la fantasia. Le aree tematiche permanenti riguardano Roma Antica, il Tempio di Gerusalemme e la Firenze del 1400. Forse il costo totale del biglietto è eccessivo, ma per gli amanti del cinema è una tappa imperdibile resa ancor più preziosa dalla capacità divulgativa delle guide.
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Hokusai, sulle orme del maestro:
Fate in fretta perchè c’è tempo solo fino al 14 gennaio: all’Ara Pacis si tiene la mostra dedicata a Katsushika Hokusai. Una collezione varia e completa con circa 200 opere del maestro e di altri artisti come Eisen, Hokkei ed altri. Impensabile a mio avviso avvicinarsi alla mostra senza l’ausilio dell’audioguida, che riesce ad entrare nel dettaglio della vita e delle opere di Hokusai. La mostra si dirama cronologicamente concentrandosi su ogni periodo della vita dell’artista proponendoci le opere di carattere faunistico e floristico affiancate dai manga. La produzione è molto vasta e comprende minuziose rappresentazioni di paesaggi, prati, rocce, boschi per una visione a tutto tondo del mondo giapponese senza dimenticare il Monte Fuji, reso iconico anche grazie allo stesso Hokusai. Non mancano poi le rappresentazioni degli esseri viventi, animali, creature fantastiche e mitologiche, ma anche donne con volti ed espressioni disegnati e dipinti con grazia, ma che non lasciano da parte pure immagini erotiche ed “immagini pericolose” un tempo addirittura censurate. Il percorso della mostra segue quello intrapreso dall’artista durante la sua vita, così possiamo spostarci da una stanza all’altra per ammirare la ricerca della perfezione, non tanto a livello artistico quanto sul piano del soggetto: aquile, draghi e tigri che divengono protagonisti indiscussi dei rotoli verticali. All'interno non è possibile scattare foto o registrare video, il biglietto intero costa 12 euro e l'audioguida ulteriori 4.

 Brikmania: Per questa mostra che si tiene al Guido Reni District (proprio vicinissimo al MAXXI) il tempo scade il 28 gennaio quindi ancora qualche giorno a disposizione. Si tratta di un’esposizione interamente realizzata con mattoncini Lego, forse un po’ troppo orientata ad un pubblico composto da giovanissimi con poco spazio per noi vecchi nerd. Non mancano infatti gli spazi per bambini proprio all’interno delle sale da esposizione, ed è possibile abbinare la visita ad altre mostre sempre con un carattere creativo ed educativo. I circa 120 pezzi che formano le scene sono il frutto del lavoro di 20 artisti che hanno impiegato circa un anno per creare auto, navi, aerei e razzi spaziali, divertenti ed affascinanti copie di mezzi realmente esistenti o esistiti. Il biglietto costa 13 euro, e vi è la possibilità di abbinarlo alle altre mostre.

Monet:
Il Complesso del Vittoriano invece ospita fino all’11 febbraio una mostra dedicata a Monet. Si tratta di una raccolta di 60 pezzi del padre dell’Impressionismo che provengono tutte dal Musee Marmottan Monet di Parigi. Lavori privati, che l’artista conservava nella propria casa di Giverny, ereditati dal figlio Michel e quindi donati al museo. Si inizia con un breve filmato che introduce l’artista ed il periodo di riferimento, per poi iniziare ad ammirare le opere vere proprie, compresi i suoi primi lavori, caricature e ritratti dei figli. Si prosegue con i paesaggi sia urbani che rurali, con i salici piangenti, i fiori del giardino, ninfee e rose. Trattandosi di opere collezionate e messe da parte nel corso degli anni, queste abbracciano più periodi della sua vita e riescono così nell’intento di mostrarci una visione molto aperta e dettagliata dei suoi interessi e delle sue passioni. All’interno dei giardini della sua dimora in Normandia infatti si dedicò alla pittura ed alla cura del paesaggio prendendo appunto spunto per alcuni propri quadri dal suo celebre giardino e dal laghetto in stile giapponese che riuscì a costruire al suo interno. Fonte incredibile di ispirazione ed il suo personale laboratorio en plein air. Studi sui colori, sulla luce e sperimentazioni cromatiche danno vita così a numerosi lavori che oggi sono parte indissolubile del suo vasto repertorio.
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 I grandi maestri. 100 anni di fotografia Leica

Sempre al Complesso del Vittoriano, ed in questa occasione fino al 18 febbraio, si tiene anche la mostra sui 100 anni di fotografia Leica. Sono moltissimi gli artisti che hanno utilizzato questa macchina per i propri scatti e vengono qui esposte circa 350 fotografie d'epoca e che hanno segnato la storia. Tra i tanti possiamo ammirare Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, William Klein e così via. Un excursus che prevede anche locandine e libri, filmati e riviste: è curioso, come anche per chi non è un appassionato o del mestiere, ritrovare nelle immagini posizionate lungo l'allestimento ciò che ci è rimasto impresso negli anni, che si tratti dei Beatles o di Che Guevara. 16 sezioni (Oskar Barnack fotografo; Leica e la nuova visione (“neues sehen”); Fotogiornalismo 1925–1935; Fotografia e propaganda; Fotografia umanista; Gli anni di macerie; La fotografia soggettiva; Fotogiornalismo 1945–1970; Fotografia d’autore; La “new color photography”; Leica e la fotografia di moda; Leica in Giappone; Leica in Spagna; Leica in Portogallo; Fotografia d’autore: anni ‘70; Fotografia d’autore: dagli anni ‘80 a oggi) che si intrecciano cronologicamente e tematicamente facendoci abbracciare il vasto mondo della fotografia.
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Aggiornamento Oxygen OS 5.0.1

Con l’anno nuovo arrivano grandissime (ed attese) novità per il OnePlus 5 e l’aggiornamento del suo sistema operativo, che con la versione 5.0.1 introduce Android Oreo 8.0 ed altre novità. Ho dovuto attendere qualche giorno per installare l’OTA in quanto ero in vacanza e prevedeva un pacchetto da oltre un giga  mezzo (1587 MB per la precisione). In realtà OnePlus ha rilasciato l’aggiornamento due volte, la prima però visto che conteneva dei bug non risolti relativi essenzialmente all’integrazione di app di terze parti con la fotocamera ed alla rete di alcuni operatori europei, era stata bloccata. Con questa nuova versione (la 5.0.1 appunto) invece pare tutto risolto. Ecco adesso il changelog che le numerose novità che ci vengono proposte:
-          Aggiornamento ad Android Oreo 8.0
-          Launcher: ottimizzazione per Shelf
-          Launcher: possibilità di caricare foto con InShot di OnePlus
-          Camera: UI ridisegnata
-          Camera: ottimizzata la qualità delle fotografie
-          Camera: aggiunto l’effetto “bellezza” nella modalità “Portrait”
-          Galleria: aggiunta la categoria “luoghi” per visualizzare le foto sulla mappa
-          Calcolatrice: aggiunta la cronologia
-          Orologio: aggiunto l’allarme per il calendario
-          Sistema: aggiunta la funzionalità Parallel  App
-          Sistema: ridisegnati i Quick Settings
-          Sistema: nuovo design per il Lift Up Display
-          Sistema: ottimizzato il Wi-Fi
-          Sistema: ottimizzato il Battery Saver
-          Sistema: patch di sicurezza di dicembre

domenica 7 gennaio 2018

Roma senza MiniFisto

Da qualche parte sulla tratta del Freccia Bianca che mi riporta a casa. Si conclude così questa intensa tre giorni romana, ed oggi mi vede completamente in solitaria. Due tipi totalmente differenti in un'unica soluzione. Sveglia presto come al solito e subito tra i primi per accedere al Vittoriano. È domenica ed i turisti sono instancabili lavoratori, quindi devi fare i conti con i più preparati e temerari, ma puoi goderti le mostre che ti interessano senza un mastodontico affollamento. Sorvolo sullo specifico, in quanto come per le due viste ieri, seguirà un articolo di approfondimento. Ho però deciso di fare la combo unendo Monet alle fotografie della Leica. Buona cosa che mi porta via tutta la mattina, senza neanche che me ne accorga. Leggo poi casualmente che il famoso e storico (dal 1790) Caffè Greco di via dei Condotti è a rischio chiusura. Contribuisco con un espresso da 7 euro ed un tramezzino da 9 affinché possano pagare le bollette. Il mio pranzo viene così sostituito da una colazione, avendole anche io le bollette da pagare. Poi rifaccio mia la città visitando tra le altre cose il Pantheon, Santa Trinità dei Monti e facendo la passeggiata del Pincio. Arriva quindi l'ora di tornare in quel di Termini e prendere il mio amato treno.

 Album Roma senza MiniFisto (07/01/2018)

sabato 6 gennaio 2018

Roma con MiniFisto (1,5)

Roma ci ha conquistati, ma pure noi l'abbiamo conquistata. In neanche un giorno siamo divenuti padroni di ogni centimetro quadrato che abbiamo calpestato. Non ci sono mezzi di trasporto che tengano, ci muoviamo come indegeni e parliamo anche romanesco, tanto che il Libanese urla stava con noi. Sarà anche la capitale, il fulcro inarrivabile di una civiltà che si è estesa in tutto il mondo, ma possiamo garantire che una volta domata risulta alla nostra portata: da ammirare sua nella vastità delle opere che la rendono protagonista a livello internazionale sia per quegli anfratti (anfatti) che sono dietro ogni angolo, come anche Roikin scrive. Finisce così la giornata in compagnia della combriccola di Mini Fisto dopo alcuni pit stop tra Colosseo, fori imperiali, fontana di Trevi, piazza Navona e via dicendo. Proseguo in solitaria dedicandomi alla mostra su Hokusai e quella fanciullesca di Brikmania (e anche una puntatina a IBS visto che fatonji non è voluto venire). Vi lascio con l'album fotografico e mi dispaccio sia perché da Hokusai non si poteva scattare nulla sia perché non ho foto del Conte Squama che si ciba delle McOysters e beve McChampagne.

Album A Roma con MiniFisto (06/01/2018) 

Roma con MiniFisto (1)

Una nutrita rappresentanza di Mini Fisto si ritrova riunita a Roma. Partenza senza intoppi con il treno, ma passa poco per far capire che ci devono temere. Andremo alla conquista della capitale in maniera tutt'altro che silenziosa. Gira voce che non fu costruita in un giorno soltanto, così abbiamo deciso di prenderla con calma e muoverci senza troppo stress. Il piano gira per il verso giusto: tappa in albergo (wifi penosa ed Edge in camera) e subito verso Cinecittà scendendo nel sottosuolo con la metropolitana. Siamo in grado trovare il verso giusto dopo un paio di secondi di smarrimento. E pronti quindi per goderci i luoghi finti che rappresentano il vero. Cinecittà è imponente e funzionale. Non poteva mancare un piccolo acquisto. Ci dedichiamo poi nel pomeriggio, con pochi lamenti e la stoicità dei bimbi, a giro per la città vera e propria. La Nonna, il Cavallo ed io guidiamo un po' a turno creando sulla mappa virtuale un vero gomitolo che ci porterà finalmente a Trastevere per ricca cena alla romana e ritorno tra le meraviglie che si trovano ad ogni angolo di strada. Per l'articolo specifico ci si pensa una volta tornati a Piomba con una rete doverosa. Intanto le foto:

 Album Roma con MiniFisto (05/01/2018)

giovedì 4 gennaio 2018

Ispettore Callaghan: Il Caso Scorpio E' Tuo! (1971)




Regia: Don Siegel
Anno: 1971
Titolo originale: Dirty Harry
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.8)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Un classicisimo. Clint Eastwood nei panni del famoso Ispettore Callaghan, italianizzazione di Harry Callahan che evidentemente suonava male nella nostra lingua, e diretto da Don Siegel, come anche in altri precedenti lavori come Gli Avvoltoi Hanno Fame e L'Uomo Dalla Cravatta Di Cuoio. Questa volta però niente western, ma un thriller violento, in cui la personalità dura del cowboy si proietta nelle strade di San Francisco. Un uomo di legge, che però la affronta a modo suo, portando con sè appunto quel sapore di frontiera non ancora dimenticato. Ed il suo nome, Dirty Harry, è già tutto un programma: metodi spicci e da duro. Neanche lui sa bene perchè continua questo pericoloso e complicato mestiere, dovendo mettere la propria vita a repentaglio per incastrare un pericoloso serial killer (Andrew Robinson) le cui gesta e figura si ispirano ad un reale fatto di cronaca. Un film molto teso e dal buon ritmo con molta azione ed alcuni dialoghi ben sistemati, nonostante un vocabolario abbastanza datato. Un grande cult preso come fonte di ispirazione per molti lavori futuri, che riesce a legare il passato con tematiche hard boiled ed i più moderni polizieschi.

Edizione: Ispettore Callaghan Collection
Il bluray in questione è contenuto in un cofanetto interamente dedicato all'Ispettore Callaghan che contiene tutti i film della saga. Si tratta di un semplice cartoncino con all'interno i cinque distinti amaray. La qualità video è discreta, soffre un po' nelle prolungate scene scure, in cui non si evidenziano particolarmente bene i dettagli, ma i colori non risultano sbiaditi. Numerose le tracce audio comprese quella originale in DTS TrueHD e l'italiana purtroppo in mono. Gli extra sono veramente corposi ed interessanti:
  • Commento audio di Richard Schickel
  • Dirty Harry: l'originale (30 minuti)
  • Dirty Harry's Way - video promozionale (7 minuti)
  • L'influenza e l'eredita di Dirty Harry (26 minuti)
  • Clint Eastwood: the man from Malpaso (58 minuti)
  • Clint Eastwood: out of the shadows (1 ora e 27 minuti)
  • 10 interviste (27 minuti)
  • 5 trailer

mercoledì 3 gennaio 2018

Juventus 2 - Torino 0

Ed eccoci proiettati in semifinale, assieme a Milan, Lazio ed Atalanta. Derby vinto meritatamente con possesso palla, gioco manovrato ed azioni create. Non sempre abbiamo sfruttato le conclusioni e commesso alcuni errori, ma nonostante il giusto turn over era evidente che in campo c'eravamo per vincere. Apre le danze Costa, decisivo ed in forma in più circostanze, mentre raddoppia, tra le polemiche, Marione. La VAR, chiamata in causa, ha comunque convalidato la regolarità dell'azione e Sinisa non ha perso tempo per farsi espellere. D0altra parte inizia nel modo che più gli compete il nuovo anno. A parte un paio di piccole disattenzioni (non corali) la difesa si comporta egregiamente e non subisce reti o grandi pericoli. Tutto sembra sotto controllo dal primo minuto al novantesimo. Ed ora si ricomincia a guardare ed a pensare al campionato.

lunedì 1 gennaio 2018

Fine ed inizio da Siena

Ogni tanto, ogni spesso, rifacciamo le solite cose. Siena a capodanno sta diventando un must. Quando ci torni, non delude mai. La prima volta fu in quel di via Dupré, poi l'anno dopo in piazza a fare tutta una tirata, e l'ultima fu a casa di Bastiancino. Questa volta è stata un'improvvisata generale per tutto. Da Mantova a Piazza del Campo il passo è breve, una volta presa la decisione. Per la silent disco (che cazz'é?) questo ed altro, salvo poi scoprire piacevolmente che a suonare ci saranno i Bandabardó. Anche per il cenone era impossibile avere un piano, ma Luigina ci salva in extremis ed improvvisiamo anche in questo caso. Il 2018 forse sarà lasciato tutto al caso, capace fa meno danno.