domenica 17 novembre 2019

Via Francigena #33: Monteriggioni - Siena

Piove. Non piove. Allerta meteo, forse c'è uno spiraglio di sole. Il terreno è bagnato, il meteo è terrorista. In molti rinunciano, non ci fidiamo della buona sorte ed accettiamo che la pioggia possa far parte del gioco. Del resto ci svegliamo presto per andare a lavoro, prendiamo le acquate per timbrare in tempo, possiamo fare lo stesso per qualcosa che ci piace? Assolutamente sì. Ed eccoci quindi per la tappa #33 della Via Francigena, quella che parte dal Monteriggioni ed arriva a Siena in Piazza del Campo. Quasi tutta strade bianche per la montagnola senese per circa 20 km accompagnati da nuvole, pioggia e sole ad intermittenza. Infatti non siamo veggenti, ma lo sentiamo nell'aria: che piova o no, ci divertiremo e non ci guasteremo la festa. Il fascino delle colline toscane inoltre è talmente potente che non subisce deturpamenti in nessuna stagione. L'arrivo esaltante in Piazza del Campo da Porta Camollia ci rende il cuore simile a quello dei veri pellegrini che percorrono la Via Francigena.

Album fotografico Via Francigena #33: Monteriggioni - Siena

venerdì 15 novembre 2019

MTC #32

Dopo quaranta giorni di pioggia e arrivati a metà novembre iniziano le prime improvvise defezioni: chi ha dolore al lobo dell'orecchio, chi è stato richiamato in TSO, chi deve finire di sfare il presepe dell'anno scorso. Insomma un casino trovare dieci disperati che vogliano giocare leggermente bagnati ed infreddoliti a calcetto questo venerdì sera, inutile anche per mandare la mutua. Ecco così che arrivano le convocazioni dell'ultimo secondo ed alcuni prodi salvatori scendono comunque in campo. Tra questi Funflus che non calcava i dolci prati verdi dall'11 settembre, quello americano, non del corrente anno ovviamente, ma che letteralmente ci salva la serata. A metà, perchè c'è l'imprevisto dell'ultimo secondo, con tanto di tamponamento camion e scene varie da GTA. Ci sistemiamo in campo 4 contro 5 con una porticina e, quella protetta da Funflus, che pare con al saracinesca chiusa. Nonostante tutto comunque non ci bagniamo, c'è da correre un po' di più e la superiorità numerica degli avversari sembra poterci far soccombere. Arriviamo ad un  passivo di -4 e non c'è verso di segnare, tra miracoli e legni colpiti. Mi sblocco con una tripletta e segnando anche di testa (come Messi in finale nel 2009) ed alla fine vinciamo di una rete. Stoici, #finoallafine.

giovedì 14 novembre 2019

Noi Siamo L'Onda [Stagione 1]

Immagine dal film, non dalla serie TV

Anno: 2019
Titolo originale: Wir Sind Die Welle
Stagione: 1
Numero episodi: 6
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Immaginate di vedere una Serie TV su Indiana Jones e questo è un importante giocatore di baseball.  Ecco, il succo sta tutto qui. Tralasciando che la serie è piacevole ed interessante da vedere, rispetto al libro di Strasser o al film di Gansel, su cui ha forti richiami compreso il titolo, riesce nell'intento di snaturare ogni cosa. In pratica viene creata una storia con cinque ragazzi protagonisti che giocano a fare i ribelli o i terroristi o gli spacciatori a seconda del momento e dell'ispirazione. L'esperimento sociale è andato a farsi benedire. Per chi non avesse letto il libro (io) o non si è informato sul lavoro del professor Ron Jones a Palo Alto a fine anni sessanta (ho letto velocemente qualche informazione in rete) o visto il film che ho prima citato (questo lo ho visto) il riassunto di ciò che avrebbe dovuto essere questa serie TV è semplice: tutt'altro. Negli originali gli studenti vengono tutti quanti posti al centro per spiegare l'attrattiva nazista sulle persone. Secondo me uno spreco inutile ed insulso che va a toccare temi come l'attivismo, l'ecologia, il pacifismo e così via. Denudando ogni aspetto ed ogni tema, senza studiarlo in maniera approfondita. Volevi cambiare lato politico? Fallo in maniera intelligente. Usa il comunismo in Paese post comunista. Usa il terrorismo religioso in un quartiere con alta percentuale di immigrati. Mostra il perchè alcune persone possono essere attratte da ideologie pericolose. Non stare a fare due storielle d'amore in sei episodi in cui i protagonisti giocano a fare danni alle persone pur credendo di fare del bene. Bocciata!

mercoledì 13 novembre 2019

Charles Stross - Arresto Di Sistema




Autore: Charles Stross
Anno: 2007
Titolo originale: Haiting State
Voto e recensione: 4/5
Pagine: 320
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Trama del libro e quarta di copertina:
“I giocatori saccheggiano le tombe di divinità defunte, rapinano le segrete del governatore della Giamaica, colonizzano la galassia di Andromeda e non si può tassarli o far perdere valore al denaro, perché non sarebbe divertente. E se il gioco smette di essere divertente… bè, che motivo ci sarebbe per giocare? È questa la differenza tra l’economia del gioco e quella della banca nazionale: la banca non ha bisogno di chiedersi se ci stiamo divertendo.” Edimburgo, anno 2017, il sergente Sue Smith della polizia scozzese è chiamata a occuparsi di un caso decisamente inconsueto. Una rapina in banca ha avuto luogo alla Hayek Associates - una start-up digitale appena sbarcata alla borsa di Londra. Ma il crimine in questione sembra andare ben oltre le competenze di Smith: i principali sospettati sono una banda di orchi con un drago al seguito per il supporto di fuoco. La banca si trova infatti nel territorio virtuale di Avalon Four e una rapina del genere doveva risultare impossibile. Quando la voce si sparge, la Hayek Associates e tutte le economie virtuali rischiano una crisi senza precedenti. Più Sue Smith indaga meno le cose sembrano avere senso. Una cosa è certa: la rapina è solo l’inizio, altri giocatori, ben più potenti, stanno osservando ogni sua mossa, pronti a trasformare la crisi finanziaria virtuale in un problema nazionale di proporzioni globali. In Arresto di sistema si passa con nonchalance dalle rapine ai danni di banche virtuali alle meraviglie della realtà aumentata, dai giochi on-line a quelli pervasivi per le strade scozzesi, dai conflitti di competenze tra forze di polizia alla dura vita di freelance e dipendenti alle prese con superiori più o meno competenti, il tutto insaporito da una spruzzata di spionaggio internazionale e qualche omicidio assortito. Charles Stross non si accontenta di sfornare trovate e speculazioni a raffica, lo fa pure in maniera divertente (e divertita), con più di una strizzatina d’occhio a tutti i geek qua fuori

Recensione e commento personale:
Oh questo è il piacere della lettura.  Non l'ho finito tutto d'un fiato, perchè Stross non è semplice e perchè sono anche un po' arrugginito, ma lo si fa in maniera talmente soave che diventa automatico proiettarsi all'interno della storia e sfogliare le pagine. Ho scelto questo libro non a caso, ma sforzandomi di fare una ricerca in quanto il mio periodo da lettore sta ingranando e non volevo interromperlo andando su qualcosa di non sicuro. Di Stross, tra alti e bassi avevo già letto qualcosa, ma questo mi pareva decisamente attualmente essendo stato scritto nel 2007 (e non secoli fa) ed essendo ambientato in un futuro prossimo. I temi sono molteplici: dal cyber crimine, che sfocia nel cyber terrorismo, una punta di fantapolitica complottista, i giochi di ruolo, la realtà virtuale. Insomma tanta carne al fuoco e ben cotta. Con le descrizioni realistiche riesce a rendere tutto quanto molto credibile, senza strafare ed è piacevole anche la descrizione (solitamente mi stuferebbe) narrata in seconda persona usando ben tre protagonisti, due femminili ed uno maschile. Il romanzo è molto tecnico quindi non si può essere a digiuno riguardo al mondo digitale, informatico o dei video giochi, ma le mie esperienze rientrano in quella sfera che mi permette di apprezzarlo in quasi ogni riga di testo o di codice.

martedì 12 novembre 2019

Mission: Impossible - Fallout (2018)


Regia: Christopher McQuarrie
Anno: 2018
Titolo originale: Mission: Impossible - Fallout 
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.8)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon
Iscriviti a Prime Video

Sto invecchiando e così non mi ricordo bene tutte le dinamiche dei cinque precedenti film della sega di Mission: Impossibile. Sicuramente niente di memorabile almeno gli ultimi. Questo infatti lo guardo su Amazon Prime Video, senza stare a prendere il bluray e nonostante la mastodontica lunghezza che ne dovrebbe consacrare la morte vista la logica ripetitività degli intenti, passa abbastanza bene. Al netto del fatto che se lo guardi i motivi per cui lo fai sono riconducibili a tre macro aree: 1) Non sai di cosa si tratta 2) vuoi farti del male 3) accetti la situazione e zitto. Rientro nel terzo punto, quindi non era mia intenzione avere grandi pretese, ma anzi volevo godermi lo spettacolo con effetti speciali, azione, combattimenti, inseguimenti ed un sano complottismo spionistico. Tutti ingredienti che ci sono e che risultano piacevoli se inseriti in un contesto di mero intrattenimento. E comunque io invecchio, ma Tom Cruise resta sempre più giovane di me.

lunedì 11 novembre 2019

The Ende Of The F***ing World [Stagione 1]



Anno: 2017
Titolo originale: The Ende Of The F***ing World
Stagione: 1
Numero episodi: 8
Guarda Netflix GRATIS
 
E' breve nella durata e nel numero di episodi, quindi la si vede velocemente. Per questo gli ho dato una possibilità nonostante non mi stuzzicasse molto fin dalla prima puntata. Gliene darò un'altra perchè da poco è uscita la seconda stagione e sono curioso di conoscere gli avvenimenti finali, visto che avrebbe potuto essere conclusa con un finale aperto, ma hanno deciso di andare avanti. Non è simpatica, non è pesante, non è poi carina, ma abbastanza atipica da essere una commedia nera un tantino diversa dal solito. I protagonisti sono due adolescenti fuori di testa, ma non viene fuori un lato positivo (almeno secondo me) di nessuno dei due tanto da rischiare un'emulazione da parte dei più giovani. Onestamente non mi interessa un granchè, sono cresciuto con Il Padrino e non vado in giro a spezzare tibie.  Non viene fuori però neanche il loro lato da vittime, nel caso qualcuno volesse urlare "poveriiiini" con la voce commossa, piuttosto quello di persone inadatte anche nel voler fare i cattivi ribelli che prima o poi sbroccano e fanno una strage a scuola. La si guarda appunto, semplicemente perchè anche se con una trama abbastanza scarsa risulta fatta bene.

domenica 10 novembre 2019

Juventus 1 - Milan 0

Il Lucca Comics è stato allungato di una settimana, così Allegri, con tuta e cicchino in bocca, si è seduta sulla panchina anche questa sera. Ennesima partita caratterizzata dal non gioco, una vera involuzione rispetto ad alcune partite isolate e spunti che sono durati tra i 40 ed i 60 minuti nei match di inizio campionato. Tanti e continui errori singoli all'interno del centrocampo, e tante giocate a testa bassa dei singoli che non seguono una regia corale. Così rendiamo accettabile uno dei peggiori Milan degli anni ottanta ad oggi e riesce a brillare negativamente anche la stella di Ronaldo, sostituito per la seconda volta consecutivamente. Entra Dybala, entra Costa e qualcosa cambia: tre minuti circa (totali e non consecutivi) di bel gioco, che a questo punto pure io mi sono rassegnato nel non vederlo, ma soprattutto arriva la rete. Che ci riporta in testa alla classifica ed affonda ancora di più una squadra storica che attualmente vive di ricordi e non è giusto che possa impensierirci in serate come questa, che dovrebbero essere di giubilo.

Da Chiusdino all'Abbazia di San Galgano

Anni ottanta e primi anni novanta: classica uscita domenicale con i genitori per vedere il fake della pubblicità del Mulino Bianco, ma soprattutto l'abbazia di San Galgano. Luogo religioso, magico, storico e leggendario, nel comune di Chiusdino da cui oggi siamo partiti con Maremma Trek. Fascino e bellezza restano gli stessi, anche a distanza di decenni: agli occhi di un bambino ed a quelli di un bambino cresciuto le bellezze di tali luoghi pur suscitando emozioni diverse , risultano sempre magnifiche. Il percorso nel complesso si snoda per circa 18 km tra i suggestivi paesaggi colorati d'autunno ed arriviamo alla chiesa cistercense dedicata a San Galgano che dopo la sua conversione cristiana piantò una spada nella roccia, così da dare all'arma le sembianze della croce.

Album fotografico Da Chiusdino all'Abbazia di San Galgano

sabato 9 novembre 2019

Trattoria la Sugheraia, Suvereto

Usare TheFork anche nei dintorni si sta rivelando meno complicato rispetto al passato. Siamo a Suvereto, caratteristico paesino della Val di Cornia, conosciuto tra le tante iniziative anche per la sagra del cinghiale che si svolgerà tra meno di un mese nel borgo. Siamo alla trattoria la Sugheraia, proprio prima delle mura e lo sconto da applicare è del 20%. Il locale è spartano, da trattoria, per quanto mi riguarda accogliente nonostante la giornata piovosa e fredda (l'interno non ben riscaldato) ed un servizio che non va di fretta. In tre persone abbiamo preso due taglieri misti con salumi, crostini, formaggi, sottoli decisamente abbondanti e vari, un antipasto del giorno con polenta al formaggio (meno importante rispetto agli altri) ed in aggiunta un antipasto di soli crostini toscani. Un primo di tortelli al ragù di cinghiale, pappardelle al cinghiale ed un altro piatto di tortelli al ragù normale. Anche questi piatti corposi sia per la pasta che per la quantità di sugo. Per finire tre fette di torta della casa con crema calda, tre caffè e due bottiglie d'acqua. Totale già scontato 64,8 euro, quindi un prezzo accessibile e corretto anche senza lo sconto. Da tenere in considerazione per le trattorie della zona.



Se utilizzi questo codice puoi avere già dalla prima prenotazione 1000 yums, pari a 20 euro su TheFork

Dillinger E' Morto (1969)

Regia: Marco Ferreri
Anno: 1969
Titolo originale: Dillinger E' Morto
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.1)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Film:
Sono tra quelli che riescono ad apprezzare la forma di una pellicola ed andare oltre la semplice storia. Non nascondo però che la trama, per quanto mi riguarda è se non essenziale, una componente assai importante. Il lavoro di Marco Ferreri si concentra su di un realismo, o iperrealismo, che fa passare il resto in secondo piano. E se durante la visione difficilmente riuscivo a cogliere la profondità di determinati argomenti, a freddo Dillinger E' Morto, riesce a lasciarti una qualcosa di differente su cui riflettere. Gli spunti sono inseriti lungo tutto il girato, che ha quel sapore di sperimentazione. Era il 1969 e Ferreri ha portato nei cinema una tranquilla e classica giornata tipica di un impiegato benestante e borghese, seguendo ogni suo passo all'interno dell'abitazione una volta tornato da lavoro. Si diletta a cucinare, trova casualmente una vecchia pistola che inizia a smontare e pulire, si interrompe, continua a preparare il cibo, lo consuma, guarda vecchi filmini casalinghi, si annoia, si stufa, sistema la pistola nuovamente, ci prova con la governante senza troppa voglia di concludere, ed infine uccide apparentemente (e probabilmente sarà così) la moglie che dorme nel letto. La quotidianità, l'ossessione per una piccola ed improvvisa distrazione, nuovamente la ripetitività delle azioni. E quelle stanze piene di oggetti reali e di tutti i giorni, ma anche un quadro futurista appeso alla parate, un sottofondo costante di trasmissioni e musica (anche la rarissima "La Luce Accesa" di Lucio Dalla) che proviene dalla radio, dalla TV, dalle altre stanze, che seguono ed accompagnano ogni singola azione dell'uomo comune. E poi un finale quasi totalmente in contrasto con il realismo: dopo il tuffo a Porto Venere, si ha una manciata di minuti che sono surreali e praticamente onirici. Riflessivo.

Edizione: bluray
Altra bella iniziativa di CG Entertainment con una sua StartUp! che porta questo lavoro in versione bluray in un'edizione restaurata dalla Cineteca Nazionale. Quindi bella resa video (forse pecca in un paio di scene: quella in cui la luce colpisce il barattolo di miele e quando il protagonista si trova a Grotta Byron). La traccia italiana è in DTS HD MA stereo. Per quanto riguarda la forma estetica abbiamo come sempre una bella slipcover orizzontale, ma questa volta l'artwork utilizzato è soltanto uno sia per questa sia per la custodia che contiene il disco. Sul retro di una abbiamo la numerazione della copia limitata (nel mio caso #017/300) e sul retro dell'altra i nomi dei partecipanti alla StartUp! Vi è anche un booklet a colori di ben 26 pagine. Gli extra contenuti nel bluray sono:
  • Trailer
  • Dillinger E' Morto... Il cinema è vivo (15 minuti)


venerdì 8 novembre 2019

In A Lonely Place (2016)




Regia: Davide Montecchi
Anno: 2016
Titolo originale: In A Lonely Place
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (5.3)
Pagina di I Check Movies

Film:
Troppo lento e statico , soprattutto nella lunga parte iniziale, per non risultare noioso. Buono l'intento della desolazione e della location abbandonata, sinistra, inquietante. Molto meno secondo me le prove attoriali, forse indebolite pure dal doppiaggio, che come spiegato negli extra non è stata un è stato un lavoro semplice, in cui tutto sembra più legato al teatro che al cinema. E si fa fatica non tanto a seguire una trama che va avanti ed indietro nel tempo, quanto a dare credibilità e senso ai fatti. Il ritmo purtroppo non è dalla parte di un'idea tendenzialmente buona e la staticità volutamente prolungata di determinate scene è deleteria.

Edizione: bluray
Si tratta di una curatissima edizione di CineMuseum: la Exclusive Full Slip, per la collana dedicata alle opere indipendenti. Slipcover verticale in cartoncino spesso che riporta la scritta CMI #2 sulla costolina, indicandone il progressivo di uscita di tale collana. Sono due gli artwork utilizzati, uno anche per l'amaray contenente il disco bluray. All'interno, bel alloggiate e protette da una busta di blastica, abbiamo cinque cartoline di cui una da collezione. Aprendo la custodia dentro troviamo anche un booklet a colori di 16 pagine. La qualità video è buona e la traccia audio italiana in DTS HD, gli extra sono:

  • 2 trailer 
  • Il doppiaggio italiano (10 minuti)
  • Intervista agli attori e alla troupe (10 minuti)
  • Intervista a Davide Montecchi


mercoledì 6 novembre 2019

Lokomotiv Mosca 1 - Juventus 2

Orario balordo. Balordo come l'intervento del portiere avversario sulla punizione calciata da uno dei peggiori Ronaldo visti finora. Balordo come l'atteggiamento difensivo appena raggiunto il vantaggio. Balordo come il gioco visto in questa partita (non l'unica) che è troppo viziato da errori personali e mancanza di attenzione. Questa juve non piace molto, sono troppi i giocatori che sembrano spaesati, soprattutto a centrocampo. Una cosa è evidente: si soffrono troppo le squadre che si chiudono bene e che puntano sulle ripartenze. Ma è il gioco del calcio. È normale che molti avversari si comportino in questo modo e non ti permettano di fraseggiare come vorresti. Sia chiaro, al di là del risultato che ci vede già qualificati con due giornate di anticipo, sono molte le cose positive. Prima di tutto il carattere, perché anche se giochi male e le occasioni che crei vengono puntualmente annullate dagli avversari, lotti e ci credi fino alla fine. Questa è la mentalità giusta, che ci ha portato a tre vittorie ed un pareggio. Poi c'è anche da considerare il largo turn over che, forse limita un po' l'immaginario collettivo di una panchina infinita, ma che permette ai vari protagonisti di darsi da fare ed essere valutati. Ci sono i positivi ed i negativi, starà a Sarri puntare sugli uomini giusti nelle prossime gare. I moduli ed il tipo di gioco possono essere scelti in base alle necessità del momento ed agli attori in campo. Dopo i crack di Napoli e Inter inoltre dimostriamo che non esistono momenti di difficoltà che non sono affrontabili dal singolo o dal collettivo. La Juve è differente da tutte le altre, anche per questo motivo vince, è abituata a farlo e sa come. Da segnalare inoltre la sostituzione di CR7, giusta e sacrosanta in un momento in cui non brilla in campo. Pronto poi ad esultare dalla panchina, come tutti noi, alla rete magnifica di Costa. Avanti così.

Kengan Ashura [Stagione 2]




Anno: 2019
Titolo originale: Kengan Ashura (ケンガンアシュラ)
Stagione:2
Numero episodi: 12
 
Dopo aver visto tutta d'un fiato la prima stagione (che sarebbe la prima parte), altrettanto velocemente proseguo con questi altri 12 episodi. Giapponesate non troppo pesanti, ma il sistema è sempre il solito. Proseguono quindi gli scontri di questo misterioso torneo di lotta a cui partecipano campioni da tutto il mondo (la maggior parte asiatici ovviamente) assoldati dalle più grandi multinazionali nipponiche. I combattenti sono soltanto degli strumenti, i giochi di potere riguardano essenzialmente il controllo e gli affari dell'alta finanza. Questa seconda fase del torneo risulta ancora più ripetitiva con la voce fuori campo che spiega in maniera colorita le doti dei singoli lottatori e questi che si muovono all'interno dell'arena in stile Holly e Benji. Ovvero con azioni infinite, pensieri ad alta voce che durano minuti interi, rocamboleschi cambi di ritmo e vittorie inaspettate (insomma). E siamo solo alla seconda fase, credo che ci saranno minimo altre due stagioni.

lunedì 4 novembre 2019

Appunti di viaggio: un giorno a Parma

Sarò sincero: la pioggia abbondante ed incessante non ha permesso che potessi godermi a pieno la visita della città. Purtroppo muoversi con questo tipo di condizioni meteo è deleterio e non sono stato in grado di apprezzare il centro storico così come il Parco Ducale. Sfortunatamente, rispetto ad esempio a Bologna e Modena, mancano in gran misura i portici per potersi riparare, ma le attrazioni restano di un forte interesse culturale ed artistico. Ciò su cui mi sono concentrato maggiormente è infatti stato il complesso museale della Pilotta. Questo comprende, con un unico biglietto oltre al Palazzo della Pilotta, anche la Galleria Nazionale, la biblioteca Palatina, il museo archeologico, il teatro Farnese ed il museo Bodoniano. Una visita completa ed attenta a tutto quanto impegna numerose ore, ma la città offre anche il Duomo ed il Battistero, la Chiesa della Steccata ed il Monastero di San Giovanni Evangelista oppure il Teatro Regio. Il tutto a pochi passi l'uno dall'altro.

Album fotografico Parma.

Appunti di viaggio: un giorno a Modena

Sono stato molto poco tempo a Modena: un pomeriggio, la sera e la mattina seguente. Era una tappa di "passaggio" in cui la cosa più importante sarebbe stata vedere la mostra Leggere di Steve McCurry. Appena arrivato però la cittadina emiliana mi ha colpito subito in positivo: nonostante il meteo non fosse dei migliori vi era una grande affluenza di turisti per le strade, in maniera peraltro ordinata e non confusionaria, arrivati perlopiù per Sciocola' il Festival del cioccolato. Non sapevo che ci fosse in questi giorni, quindi è stata un'ulteriore sorpresa aggiunta, e nel complesso lo ho trovato migliore (meno commerciale e con meno grandi nomi) addirittura di quello di Perugia. Oltre a questo, sono partito dal centro per allontanarmi via via e gustarmi le piazze, le stradine ed i portici. Il Duomo è davvero molto bello e visitabile all'interno, poi abbiamo piazza Grande e la Ghirlandina, la torre simbolo di Modena, ma sono molteplici le strutture eleganti che si susseguono passeggiando, anche casualmente all'interno della città. Oltre alle Gallerie Estensi, la mia visita si esaurisce in fretta visto il poco tempo a disposizione, così mi dedico al Museo Enzo Ferrari, leggermente fuori dal centro, e poi approfittando dello shuttle che lo collega a Maranello, visito anche quello di Maranello, più incentrato sulla storia del famoso marchio con decine di auto storiche e non.

Album fotografico Modena

sabato 2 novembre 2019

Al Bacio - Casual Gourmet, Parma

Al Bacio a Parma è un "casual gourmet": su TheFork con il 20%. Meno male. Il locale è uno di quelli avanti. Lo si nota appena si entra, sia dalla location che dall'atteggiamento delle cameriere. È quel misto di alternativo e professionale che rende (se ci sono i presupposti e le doti) una spanna sopra gli altri. Qui ci sanno fare. Anche con il pane (quinoa, al carbone, ai cereali e così via) messo sul tavolo con indifferenza. I prezzi sono alti, sopra la media, ma riescono a dargli un motivo sia con la cura della presentazione sia con la qualità della cucina. Tutto mi è piaciuto e tutto mi è piaciuto in maniera ben al di sopra della bella mangiata. Acqua (plastic free, ci tengono a dirlo anche se sta cosa mi fa sorridere: che mi volevi dà una bottiglietta di plastica altrimenti?). Calice rosso di Toscana bio Zio Baffa Entree offerto (gran bella cosa, è uno stuzzichino, ma fa piacere, ed è pure delizioso). Per antipasto quello che hanno battezzato Parma Lovers 2.0 (tagliere di culatta di Lagrimone Salumificio Vescovi, scaglie di parmigiano 24 mesi e focaccia di grani antichi). Passo al secondo con la fassona al cubo (cubi di fassona con mousse di fiordilatte, purea di patate dolci e zenzero e scarola ripassata. Salto il dolce perché sono pieno, ma mi concedo un nocino per digerire. Totale, già scontato (il servito a parte) sono 40€. E diciamo che torna pure preciso visto che si ordina tramite tablet in cui è visibile di volta in volta il prezzo










Se utilizzi questo codice puoi avere già dalla prima prenotazione 1000 yums, pari a 20 euro su TheFork

venerdì 1 novembre 2019

Calle 9, Modena

Altro giro, altra corsa, anzi mangiata, Calle 9 a Modena propone , con il 20% di sconto, praticamente ogni cosa. È locale per aperitivo, per birra per dopo cena, per cenare quasi in stile ristorante o come pizzeria. E la cosa bella è che niente stona con il resto. È un posto ganzo, con avventori e camerieri simpatici senza essere invasivi. A Modena avevo già pranzato e fatto ricco aperitivo con tagliere, quindi sono andato su una semplice pizza. Però di tipo modenese, quindi con tanto di aceto balsamico. Speciale, ma non memorabile. Buona però eh, non come critica. Con birrino  e sambuca (seduto però al bancone) siamo arrivati a 12€. Ci può stare.




Se utilizzi questo codice puoi avere già dalla prima prenotazione 1000 yums, pari a 20 euro su TheFork

Leggere. Steve McCurry (Gallerie Estensi, Modena)

 Ammirare le foto (opere d'arte) degli artisti di un certo calibro, anche se non ho certo la praticità e la dimestichezza di gettons, mi entusiasma. Ci sono nomi poi, che sono riconosciuti anche dal popolo ignorante, vuoi perchè commerciali, o perchè estremamente famosi per le loro capacità, ma se ti capita l'occasione non puoi farteli scappare. E' successo con Robert Doisneau, trovato a Pisa lo scorso anno e pure a Tallinn questa estate, o con la mostra collettiva dei 100 anni della Leica a Roma o con quella a San Gimignano su Henri Cartier - Besson: tutte belle occasioni ed esperienze. A Modena, alle Gallerie Estensi vi è un altro grande maestro: Steve McCurry. Sono esposte 70 opere dedicate alla passione universale per la lettura in quarant’anni di carriera e che comprendono la serie che egli stesso ha riunito in un volume.  Gli scatti ritraggono persone di tutto il mondo, assorte nell'atto intimo di leggere, colte dall’obiettivo di McCurry che testimoniano la sua capacità di trasportarle in mondi immaginati, nei ricordi, nel presente, nel passato e nel futuro e nella mente dell'uomo.
I contesti sono i più vari, dai i luoghi di preghiera in Turchia, alle strade dei mercati in Italia, dai rumori dell’India ai silenzi dell’Asia orientale, dall’Afghanistan a Cuba, dall’Africa agli Stati Uniti. Sono immagini che documentano momenti di quiete durante i quali le persone si immergono nei libri, nei giornali, nelle riviste. Giovani o anziani, ricchi o poveri, religiosi o laici; per chiunque e dovunque c’è un momento per la lettura.
In una sorta di percorso parallelo, le fotografie sono accompagnate da una serie di brani letterari scelti da Roberto Cotroneo. Un contrappunto di parole dedicate alla lettura che affiancano gli scatti di McCurry, coinvolgendo il visitatore in un rapporto intimo e diretto con la lettura e con le immagini.
La mostra è completata dalla sezione Leggere McCurry, dedicata ai libri pubblicati a partire dal 1985 con le foto di Steve McCurry, molti dei quali tradotti in varie lingue: ne sono esposti 15, alcuni ormai introvabili, insieme ai più recenti, tra cui il volume edito da Mondadori che ha ispirato la realizzazione di questa mostra. Tutti i libri sono accompagnati dalle foto utilizzate per le copertine, che sono spesso le icone che lo hanno reso celebre in tutto il mondo.
La mostra è decisamente consigliata da vedere, ben esposta, spaziosa, ti lascia qualcosa dentro. 


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Album fotografico Leggere. Steve McCurry

Chagall. Sogno d'amore (Palazzo Albergati, Bologna)

Questa mini gita per il weekend lungo di Ognissanti, (o Halloween come lo chiamano adesso), invece che dedicarmi all'estero o al trekking (visto il meteo, al scelta si è rivelata vincente) ho puntato su città come Bologna, Modena e Parma. Partiamo dalla prima (seguiranno altri articoli successivamente) in cui ha luogo la  mostra  a Palazzo Albergati, dedicata a Marc Chagall.  Pittore russo naturalizzato francese, d'origine ebraicache si inserisce in diversi generi dell'arte , compresi il cubismo e il fauvismo. Attraverso l’esposizione di 150 opere tra dipinti, disegni, acquerelli e incisioni, la mostra racconta la vita, l’opera e il sentimento di Chagall per la sua sempre amatissima moglie Bella. Un nucleo di opere rare e straordinarie, provenienti da collezioni private e quindi di difficile accesso per il grande pubblico. Curata da Dolores Duràn Ucar, la mostra Chagall. Sogno d’amore si divide in cinque sezioni in cui sono riassunti tutti i temi cari all’artista: la tradizione russa; il rapporto con i letterati e i poeti; il senso del sacro e la profonda religiosità che si riflettono nelle creazioni ispirate alla Bibbia; l’interesse per la natura e gli animali e le riflessioni sul comportamento umano; il mondo del circo; e, ovviamente, l’amore, che domina le sue opere e dà senso all’arte e alla vita.

Album fotografico Chagall. Sogno d'amore