Visualizzazione post con etichetta Tim Burton. Mostra tutti i post
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mercoledì 13 novembre 2024

Nightmare Before Christmas (1993)


Regia: Henry Selick 
Anno: 1993
Titolo originale: The Nightmare Before Christmas
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.9)
Pagina di I Check Movies
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Conosciuto in lingua originale anche come "Tim Burton's The Nightmare Before Christmas" è un film d'animazione del 1993, diretto da Henry Selick e basato infatti su un'idea originale di Tim Burton. Il film è realizzato in stop-motion, una tecnica di animazione che dona ai personaggi un'estetica particolare e molto riconoscibile, rendendo ogni movimento dei pupazzi incredibilmente realistico e dettagliato. Ancora oggi, per chi lo guarda per la prima volta, quest’opera rimane un’esperienza visiva affascinante e unica, immaginate cosa poteva essere nei primi anni novanta. Sebbene non facessi le corse per guardare questo genere (nei primi anni novanta inoltre abbiamo avuto moltissimi film con tecniche moderne da urlo), lo vidi con un paio di anni di ritardo e mi colpì abbastanza.
La storia ruota attorno a Jack Skeletron, il re di Halloween, che si sente annoiato e insoddisfatto dalla ripetitività della sua vita nel suo orrorifico paese. Durante un'uscita casuale, si imbatte nel magico mondo di Natale, rimanendo folgorato dalla sua atmosfera allegra e calorosa, così diversa da quella a cui era abituato. Desiderando appropriarsi di questa festività, Jack decide di "rapire il Natale", cercando di sostituire Babbo Natale e di portare lui stesso doni ai bambini. Ma la sua interpretazione del Natale risulta, ovviamente, molto più spaventosa e bizzarra. "Nightmare Before Christmas" esplora temi come l'identità e il desiderio di cambiamento. Jack è un personaggio che, pur avendo successo e ammirazione nel proprio mondo, è insoddisfatto e cerca qualcosa di diverso, rappresentando così la ricerca della propria identità e il rischio di essere attratti da ciò che sembra migliore senza comprenderne a fondo il significato. Questa metafora dell’insoddisfazione e del bisogno di reinventarsi risuona in modo universale e può essere sentita in ogni epoca, rendendo il film senza tempo.La pellicola si distingue per un'estetica gotica e uno stile che richiama l'immaginario tipico di Burton: i colori scuri, le forme sinuose e i personaggi stravaganti contribuiscono a creare un'atmosfera cupa, ma affascinante. Questo mondo così suggestivo è una vera gioia per gli occhi anche per chi, oggi, si avvicina per la prima volta a Nightmare Before Christmas, dove troverà una bellezza visiva che non è stata intaccata dal tempo. Il contrasto tra il paese di Halloween e quello di Natale è straordinario, rappresentando al meglio l’opposizione tra paura e calore, buio e luce. Un elemento fondamentale del film è la colonna sonora, composta da Danny Elfman, la quale regala ai personaggi una voce musicale che è allo stesso tempo malinconica e vivace, perfettamente in linea con l’atmosfera del film. La colonna sonora è parte integrante della narrazione, contribuendo a trasmettere le emozioni e i conflitti dei personaggi. Per quanto riguarda la versione italiana, le canzoni sono state adattate con grande attenzione e mantenendo lo spirito dell’originale. Le versioni italiane dei brani come “Questo è Halloween” (“This is Halloween”), “La città di Halloween”, e “Re del Blu Re del Mai” riflettono bene il tono inquietante e giocoso, riuscendo a conservare una resa poetica e musicale fedele al testo originale. Un merito va riconosciuto alla performance vocale dei doppiatori italiani, in particolare a Renato Zero, che presta la voce a Jack Skeletron nelle parti cantate, dando profondità e carattere al personaggio. "Nightmare Before Christmas" è un’opera che può essere apprezzata a diversi livelli. I bambini sono attratti dai personaggi fantasiosi e dall’avventura colorata, mentre gli adulti possono cogliere i messaggi più profondi riguardanti l'identità e il cambiamento. Chi lo guarda oggi per la prima volta potrebbe trovarsi immerso in un mondo gotico e bizzarro che non ha paragoni nel panorama contemporaneo dell'animazione. Il film rimane un’esperienza emotiva e visiva che non sembra mai invecchiare, continuando a parlare a nuove generazioni. La sua miscela di horror, ironia, e bellezza visiva lo rende un cult ineguagliabile, capace di evocare il fascino del Natale e di Halloween come solo un classico intramontabile sa fare.

mercoledì 14 dicembre 2022

Mercoledì [Stagione 1]

 
Anno: 2022
Titolo originale: Wednesday
Numero episodi: 8
Stagione: 1

Eccomi qua finalmente, a poterne parlare anche io. Ultimamente non si fa davvero altro, e non solo nel classici canali o siti dedicati al mondo dello streaming. Tanto più che pure i disattenti sapevano della presenza di Mercoledì, la nuova serie Netflix firmata Tim Burton (che dirige i primi quattro episodi) dedicata alla piccola della Famiglia Addams. Onestamente, e con tutto il rispetto, me ne ero bellamente fregato. Tim Burton mi piace(va), ma fino ad un certo punto, ed il fantastico barra macabro barra tenebroso barra commedia mi ispira poco. Anche se ovviamente le avventure ed i personaggi della Famiglia Addams mi hanno sempre divertito, anche quelli della serie anni sessanta. Il mio preferito però era lo Zio Fester (qui presente in un solo episodio, che per me risulta essere il migliore), anche se devo dire che Mercoledì si è rivelata una gradita sorpresa. Comunque alla fine ho ceduto, ma non tanto per le continue pressioni di alcuni addetti ai lavori, che ad intermittenza lo fanno in maniera maniacale (LOL, Squid Game, La Casa Di Carta e così via, come se nel frattempo non esistesse altro); lo ho fatto perchè guardando dei reel a caso su instagram ho visto il famoso "balletto" originale. E Jenna Ortega è la copia spiccicata di Molotovkiki da piccola (o da grande insomma, fa poca differenza). Così ho iniziato la serie e guardata anche con interesse. Il giudizio è che sì, è carina, e piacevole, ma non è certo una serie che salverà Netflix dalla discesa libera che sta affrontando. Niente di eccezionale, ma non per fare il bastian contrario: si tratta di un prodotto ben fatto, ma che non riesce ad essere commedia, horror o spettrale, come ci si poteva aspettare (se si respira e si conta fino a dieci prima di gridare al miracolo). E' un po' troppo per tutti, per grandi, ma anche per teen molto teen. E' offensivo se chiamo in causa Smallville? Allora alzo un po' il tiro e dico i primi film dio Harry Potter, con la scuola, le gare, le diatribe, la magia e così via. Comunque sta Jenna Ortega secondo me mimicamente è davvero in gamba e mi ha ricordato alcune movenze di Rami Malek in Mr. Robot...

martedì 16 novembre 2021

Dumbo (2019)

 
Regia: Tim Burton
Anno: 2019
Titolo originale: Dumbo
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.3)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Deh lo so, ero piccino, ma il primo Dumbo, il cartone animato insomma, mi aveva fatto emozionare. Almeno credo. O comunque avevo capito quel senso di effetto placebo che la piuma può dare, anche se poi bisogna credere in se stessi per poter compiere anche imprese straordinarie. Oggi, che sono ugualmente piccino, ma più adulto ho voluto provare il live action (con tantissima aggiunta di effetti super mega speciali) di Tim Burton. Un po’ perché questo regista del fantastico spesso riesce a stupire ed metterci del suo, un po’ perché volevo vedere la storia di Dumbo in una chiave  più moderna. Sono stato accontentato da entrambi i punti di vista, eppure questa nuova versione dell’elefantino con le orecchie spropositatamente grandi, non mi ha convinto molto. E non c’entra l’età o il ricordo che posso avere dell’originale. Forse la delusione è arrivata dalle aspettative che si sono create all’improvviso dopo i primi minuti del film: mi sarebbe piaciuto vedere, anche se ovviamente dobbiamo fare i conti con un prodotto per bambini, in una rappresentazione più ricca del circo, magari più freak, con i personaggi che fossero un qualcosa di più rispetto a delle semplice comparse. Forse sarebbe stata però un’altra storia. E questa la sento un po’ zoppa appunto, perché si deve virare altrove, pur facendo leva su di una sorta di emarginazione fisica (Dumbo e Colin Farrell) o intellettuale (la ragazzina) che già possono essere temi presenti nella base, non può dipingere troppo il suo mondo e deve ovviamente seguire una sceneggiatura ben precisa. Il protagonista resta l’elefantino, anche se mi sarebbe piaciuto a questo punto vederlo esprimersi maggiormente, eppure Burton cerca di dare colore (anche dark se vogliamo) ai personaggi in carne ed ossa, lasciando però l’opera incompiuta. Se escludiamo appunto il babbo, gli altri sono privi di spessore pur essendo onnipresenti in quasi tutte le scene. Quindi abbiamo un remake di un grande classico che è riuscito dal punto di vista commerciale e del risultato finale, ma che preso singolarmente risulta un prodotto con le ali, o con le orecchie, tarpate
 
Edizione: bluray
Bluray semplice, ma con una resa video davvero ottima e traccia italiana in Dolby Digital plus addirittura in 7.1, da cui però mi aspettavo un qualcosina in più come senso di avvolgimento.  Gli extra sono:
  • Spettacoli del circo (8 minuti)
  • L'elefante nella stanza (6 minuti)
  • Costruito per stupire (8 minuti)
  • Scene eliminate (8 minuti)
  • Easter eggs in parata (4 minuti)
  • Fare i clown (2 minuti)
  • Bay Mine - Arcade Fire (video musicale)
 

venerdì 9 giugno 2017

Big Eyes (2014)

Regia: Tim Burton
Anno: 2014
Titolo originale: Big Eyes
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.0)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Hey, non sarà certo ricordato come la sua Gioconda, ma questo di sicuro è un Burton!!! Diverso, quasi per niente fiabesco (anche se...), non sono presenti animazioni o caratteri di tipo fantastico, eppure fin dalle prime immagini si nota che lo stile è il suo. Anche dall'ambientazione temporale che sta a cavallo tra le fine degli anni 50 e l'inizio dei '60 o dalle quadrature simmetriche piene di colori pastellosi. E' suo, insomma, sebbene questa volta (e non è la prima) si incentri su di un qualcosa di biografico. Sceglie l'arte, quella controversa, ma di rilievo di Keane. Anzi, della Keane. La trama si basa sulla vera storia di Margareth Ulbrich (Amy Adams) e la racconta in maniera soave pur concentrandosi fin da subito sulle sue difficoltà di madre e di donna separata. La lenta panoramica sulla sua vita fa rientrare all'interno, ovviamente Walter Keane (uno spettacolare Christoph Waltz), la figlia, ma anche e soprattutto l'amore per i dipinti, le creazioni, l'arte. Bello il film, ma bella anche la storia ed il modo in cui è raccontata. Non un documentario, ma sicuramente una pellicola interessante anche per conoscere meglio uno spicchio di contemporaneità che ha già fatto storia.

Edizione:
Semplice disco bluray contenuto in un altrettanto semplice amaray. Grandiosa la resa video, così come quella audio che prevede un DTS HD MA anche per la nostra lingua. Gli extra, per niente corposi, cercano solo in parte di dare qualche nozione in più:
  • Making of (22 minuti)
  • Trailer

martedì 11 aprile 2017

Miss Peregrine - La Casa Dei Ragazzi Speciali (2016)




Regia. Tim Burton
Anno: 2016
Titolo originale: Miss Peregrine's Home For Peculiar Children
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.8)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (steelbook 3D)

Questo Tim Burton non mi ha convinto del tutto. Capita infatti che quando si parla di registi di questo calibro si abbia il piacere di potersi vedere ad esempio, non un semplice film, ma “un Burton” appunto. Come se fosse un’opera d’arta, un quadro. Ed in senso lato lo è pure, non è che il cinema si discosti dal concetto di arte, anzi, ne fa proprio parte in pieno. Così si arriva a concepire il lavoro, il progetto cinematografico in sè, come un qualcosa di superiore. Questo al netto dei gusti personali. Perchè a me solitamente Tim Burton piace, ma non è che sbavo. E non è che ogni suo film mi sia piaciuto. Anche se non nascondo l’attesa e la curiosità ogni volta che esce un qualcosa di nuovo. Si impegna qui nella trasposizione cinematografica di un romanzo fantastico dal sapore di fiaba (ma va?) che presumibilmente vedrà dei seguiti, essendo il primo di una trilogia. Nonostante l’ambientazione ai limiti del fantasy ed appunto un po’ fiabesca, non si ha quel concetto dark che ha contraddistinto molte sue opere passate: in questo film, i colori e le luci sono predominanti rispetto alle ombre ed all’oscurità. I bambini speciali sono sì particolari, ma non ben concepiti: un ammasso di ragazzini messi lì con doni (o superpoteri) che non restano nè impressi nè hanno poi grande utilità per l’economia della storia. Stesso discorso per i personaggi principali: si muovono all’interno della trama quasi a caso, in confusione. E una cosa è fin troppo evidente: se non ci fossero stati tutti quegli effetti speciali, capace neanche ci saremmo filati di striscio questo film. Infatti va bene la buona fotografia e vanno bene gli artefici tecnici, ma il resto è scialbo, un po’ lentuccio, addirittura con dialoghi che puzzano di commerciale. Un commerciale che si rivolge ad un pubblico giovanissimo. E quindi se ogni tanto mentre lo guardate, bisbigliate “che palle”, ritengo che sia normale vista la superficialità con cui si presentano, non tutte, ma alcune scene. La fretta sembra aver avuto il sopravvento per la struttura di ogni personaggio, compresi quelli di Eva Green (il migliore comunque) e quello di Samule L. Jackson (una macchietta insensatamente ridicola che non ha niente a che vedere con un vero villain). Insomma nel complesso sono più gli aspetti negativi di quelli positivi. L’edizione steelbook con disco 3D e normale ha graficamente il suo perchè con il cartoncino che prevede anche un’insolita fascia di contenimento (molto comoda) in modo da essere quasi una slipcover verticale. Gli extra, tutti contenuti nel disco 2D sono corposi e forse anche più interessanti del film stesso:
-          Storia di peculiarità (13 minuti)
-          Gli “Speciali” (1 ora e 5 minuti)
-          Vacui ed ex-vacui (9 minuti)
-          Anello temporale (18 minuti)
-          Video musicale “Wish that you were here”
-          Galleria
-          Trailer




lunedì 24 ottobre 2016

La Sposa Cadavere (2005)




Regia: Tim Burton e Mike Johnson
Anno: 2005
Titolo originale: Corpse Bride
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (7.4)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (cofanetto Tim Burton)

Tim Burton è l'animazione: forse tra i suoi lavori più identificativi, o comunque tra quelli che quando lo guardi sai di ritrovarci caratteristiche tipiche del regista. La trama di questo splendido stop motion  prende spunto da una vecchia storia ebreo russa, ma la sceneggiatura la traspone nel periodo vittoriano e già qui il lavoro non può che definirsi riuscito. Musicale, divertente, ma con un occhio di riguardo per temi più profondi e romantici. Tecnicamente è stupefacente, un'innovazione, essendo il primo stop motion (e non è che ne girano dieci ogni anno) ripreso con camere fisse ed in digitale. Nello specifico non cosa significhi, mi baso solo sul risultato stupefacente. I pupazzi utilizzati, il colore tendente al grigio fumo azzurrino, le espressioni ed i modi di fare dei personaggi... Impossibile non restarne affascinati, ad ogni età. E questo tipo di animazione penso possa piacere a chiunque. Tornando alla storia ha tutte le caratteristiche per essere apprezzata, con i personaggi principali a cui è facile dedicare le nostre simpatie, con i genitori che invece pensano solo al profitto o all'inserimento nell'alta società. Semplice, veloce, abbondantemente sotto i novanta minuti canonici, si sviluppa con intelligenza colorando il mondo dark grazie alla presenza di un numero discreti di comprimari. Il bluray fa decisamente la sua bella figura, non fosse altro che per l'audio italiano Dolby Digital 5.1 che soffre un po' nel centrale con le parti cantate che forse hanno un volume eccessivamente basso nei confronti della musica. Gli extra:

  • Dietro le quinte (4 minuti)
  • Danny Elfman: autore delle musiche (5 minuti)
  • L'animazione (7 minuti)
  • Intervista a Tim Burton (4 minuti)
  • Lavorare sulla voce (6 minuti)
  • "Come orologi svizzeri" (7 minuti)
  • Riprese dalla sala di registrazione (8 minuti)
  • Galleria fotografica (13 minuti)
  • Traccia solo musica
  • Trailer

venerdì 5 agosto 2016

Edward Mani Di Forbice (1990)




Regia: Tim Burton
Anno: 1990
Titolo originale: Edward Scissorhands
Voto: 8/10
Pagina di IMDB (7.9)
Pagina di I Check Movies
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Una stupenda fiaba senza tempo. Non solo come giudizio, ma anche come collocazione temporale della trama. Infatti abbiamo una favola inserita in un contesto pittoresco, solo in parte gotico, che ci mostra una visione estremamente stereotipata della piccola cittadina americana con elementi che abbracciano gli anni dai cinquanta agli ottanta. Già creare un'opera introducendo volutamente determinati ed esagerati clichè, se fatto in malo modo avrebbe rischiato di produrre un qualcosa di grottesco e trash. Invece Tim Burton, già in voga dopo Beetlejuice e il primo Batman, ha rischiato osando ed ha raggiunto un obiettivo altissimo. Visionario come a lui piace essere, con un cast che vede oltre a Johnny Depp anche Winona Ryder e Dianne Wiest, le musiche di Danny Effman, ed una fotografia, quella di Stefan Czapsky, che ha dell'incredibile. Da piccolo ho quasi fuso la videocassetta, ma è anche stato l'unico supporto (tra l'altro VHS copiato) su cui ho visto il film. Il risultato oggi è decisamente migliore, con il contrasto evidente tra i pastellosi colori del sobborgo e quelli dark del castello. Ad ogni modo, la fiaba comincia proprio con una anziana signora che racconta una favola lei stessa, mentre fuori dalla finestra sta cadendo copiosa e silenziosa la neve. E qui inizia la poesia..

mercoledì 20 luglio 2016

Sweeney Todd - Il Diaboloco Barbiere Di Fleet Street (2007)




Regia: Tim Burton
Anno: 2007
Titolo originale: Sweeney Todd: The Demon Barber Of Fleet Street
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.4)
Pagina di I Check Movies
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Premessina ignorante: odio i musical, proprio li ritengo noiosi a pelli. Questo però almeno non ha i balletti. E Tim Burton, invece ha sempre avuto un debole per questo genere, infilando musica e canzonette un po' qua e un po' là in alcune delle sue opere. Qui ci lavora in maniera più massiccia, del resto è un vero e proprio rifacimento cinematografico di un musical vero e proprio. E lo fa con ciò che ha più caro: ambientazione dark, Londra fumosa e buia, Johnny Depp e Alan Rickman. Ne esce fuori un qualcosa che mi ha sorpreso in positivo. Credevo di sbadigliare e di seguire con difficoltà le parti cantate, ed invece mi hanno preso. Anche il tipo di musica scelta lo trovo azzeccato ed i dialoghi si trasformano in cantato dando continuità alla trama. Comunque i punti vincenti restano quelli che apprezzo sempre quando guardo un film di Burton: la teatralità dei suoi personaggi (qui a maggior ragione) e l'aspetto grottesco della scenografia. Se escludiamo la scena del sogno ad occhi aperti, in cui le speranze di una vita meno buia e tetra prendono forma, le tinte scure hanno il sopravvento e deh, mi piace moltissimo. Inoltre sono stato affascinato anche dalla trama e dai personaggi: magari psicologicamente non risulteranno così profondi, ma se io, digiuno di qualsiasi lavoro presente a Brodway, riesco a coglierne l'essenza, significa proprio che si tratta di un grande opera. A dispetto di una linearità un po' piatta nella trama, anche il colpo di scena finale è di un romanticismo molto forte. che spalanca le porte al piacere. Bluray di ottima fattura sia video che audio e con numerosi extra:

  • Burton + Depp + Carter = Todd (26 minuti)
  • Sweeney Todd è vivo (20 minuti)
  • La versione di Sondheim (12 minuti)
  • La Londra di Sweeney (16 minuti)
  • Una tradizione teatrale (19 minuti)
  • Disegni per un diabolico barbiere (9 minuti)
  • Un affare di sangue (9 minuti)
  • Il making of (24 minuti)
  • Conferenza stampa a Londra (20 minuti)
  • A suon di lama (9 minuti)
  • Galleria fotografica

mercoledì 25 maggio 2016

La Fabbrica Di Cioccolato (2005)



Regia: Tim Burton
Anno: 2005
Titolo originale: Charlie And The Chocolate Factory
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (6.7)
Pagina di I Check Movies
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Ho deciso di non far passare troppo tempo dalla visione del film originale, così da potermi gustare un confronto senza dover andare a ricercare nella memoria particolari dimenticati. Quando guardai per la prima volta questo remake (che poi mi puzza di reboot) una delle cose che pensai fu: “certo che da Johnny Depp mi aspettavo qualcosa in più. O da Willy Wonka...” Oggi non rivolgo le mie attenzioni sull’attore, ma sul complesso regia / sceneggiatura. Se l’inizio mi ha colpito favorevolmente, con quella sorta di tocco fiabesco che arricchisce la pellicola (anche la casetta sgarrupata), sono rimasto un po’ deluso dalla piega che prende la storia con il passare dei minuti. Siccome non ho letto il romanzo, non mi è dato di sapere quante e quali fossero le modifiche apportate nell’edizione degli anni settanta, e quante siano quelle imposte qui da Burton & Compagnia Bella. Fatto sta che il primo, vuoi l’età, vuoi la nostalgia, vuoi il sentimentalismo, mi ha emozionato, mentre questo lo ho trovato tremendo sotto certi aspetti. Charlie c’ha il babbo, Wonka è più che mezzo matto e pare Michael Jackson, sempre lui è una figura non paterna spaventato dai legami di famiglia, complessato e non mette alla prova i ragazzini, ma si limita a scegliere il meno fastidioso. Insomma si perde tutta la poesia morale e buonista che stava nel film natalizio per antonomasia. Non c’è (ovviamente Burton non intende ricalcare il film tradizionale) la scena dei rutti, non ci sono cattivi con importanti offerte da ignorare. Eppure fa specie, perchè proprio Burton è un maestro nel raccontare favole, e da qui ha tolto (o meglio, non ha considerato volutamente) elementi che in una favola ci sarebbero stati proprio bene. Anche perchè la visione onirica e fantastica avrebbe vestito tutto ciò che era stato fatto da Mel Stuart: ok vuoi modificare un po’ e metterci del tuo? Allora perchè lo inizi inserendo scene che riprendono fedelmente il vecchio film? Visto che il tema è dato dal cioccolato e dai dolciumi avrei gradito che restasse sul solito piano sdolcinato e stucchevole della prima pellicola. 
Il bluray dal canto suo è bello e fatto bene, abbiamo un audio avvolgente anche se forse si poteva osare di più. Gli extra sono numerosi, ma non poi così corposi:
  • Movie experience (interattiva)
  • Commento audio o traccia musicale
  • Gioco interattivo
  • Trailer
  • La fabbrica di cioccolato: sogni di cioccolato (7 minuti)
  • Facce diverse, sapori diversi (11 minuti)
  • Cioccolato d'autore (10 minuti)
  • Sotto l'involucro (7 minuti)
  • La fabbrica di cioccolato: dolci melodie (7 minuti)
  • La creazione degli Umpa-Lumpa (7 minuti)
  • La scena degli scoiattoli  (10 minuti)
  • Mr. Dahl - Un fantastico autore (18 minuti)
  • La danza di Augustus Gloop (sequenza prova) (2 minuti)
  • La fine di mike TeeVee (sequenza prova) (2 minuti)

sabato 26 settembre 2015

Beetlejuice - Spiritello Porcello (1988)




Regia: Tim Burton
Anno: 1988
Titolo originale: Beetlejuice
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (7.4)
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Serve davvero a poco dilungarsi troppo su di un film che per ovvie ragioni è divenuto cult ed è sempre un piacere guardare. Una strepitosa commedia che mischia humor nero, cinismo e clichè sul paranormale, riuscendo ad essere sia divertente che originale. La creatività, non solo scenica e dei costumi, si esalta con una sceneggiatura che solo un pazzo può bollare come banale: gli elementi vincenti possiamo ricercarli tanto nel cast (Michael Keaton, Alec Baldwin, Winona Ryder, Geena Devis) quanto nei dialoghi grotteschi ed imprevedibili che compongono la commedia. Il mondo dei non morti, quello degli spiriti, dei fantasmi, raccontato in maniera divertente, surreale, con alcune scene completamente irreali e degne di una mente geniale. Mi viene da pensare al balletto improvvisato a tavola con i commensali posseduti, o alla figura stessa di Beetlejuice che nonostante sia raccapricciante, macabra, schifosa e deturpata, può far ridere ed essere etichettata come non seria. Il film proprio per questo è adatto a chiunque, bambini compresi, pur essendo una cinica presa di posizione contro una parte della borghesia che non riesce più a stupirsi o ad impressionarsi. L'unico personaggio "normale" della famiglia è quello di Winona Ryder giovanissima, che ai limiti del moderno emo riesce ad instaurare un rapporto (anche empatico) con i fantasmi. Il suo essere diversa la rende genuina ed è il fulcro di tutta la storia. Un piccolo gioiello di quasi trenta anni fa, ancora intramontabile ed apprezzabile. Titolo italiano penoso, ancora oggi non mi capacito di queste scelte scellerate e senza senso. Da Galera.  Il bluray è nella norma per un prodotto così datato, sebbene si potesse sperare in un comparto audio migliore rispetto ad uno scialbo stereo a 192 kbps. Gli extra:

  • Traccia audio musicale
  • Trailer
  • A-Ha! (12 minuti)
  • Skeletons in the closet (12 minuti)
  • Spooky boo-tique (12 minuti)

domenica 16 marzo 2014

Planet Of The Apes - Il Pianeta Delle Scimmie (2001)


Regia: Tim Burton
Anno: 2001
Titolo originale: Planet Of The Apes
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (5.7)
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Guardandomi tutta la saga originale de Il Pianeta Delle Scimmie ho sempre pensato che un remake moderno e con tutti gli ultimi ritrovati tecnologici fosse non tanto giusto quanto necessario. Ho voluto attendere un bel po' per godermi quindi appieno il lavoro che vedeva all'opera un certo Tim Burton . I remake non sono mai semplici, perchè si rischia di non accontentare quella parte di fan decisamente molto legati all'originale in questo caso il film del 1968. Non sono tra questi ed anzi ritenevo che una storia leggermente riadattata e l'ausilio delle moderne tecniche, avrebbero permesso la riuscita di un grande lavoro. Mi sono sbagliato, e con me anche il visionario Tim Burton che crea un action movie interamente orientato al botteghino. Anche la scelta del cast è stata pessima: si salva Tim Roth ed il resto degli attori irriconoscibili per il trucco scimmiesco, ma abbiamo un acerbo e mono espressivo Mark Wahlberg con la figheira di turno, utile solo come modella, Estella Warren. I due sono veramente penosi. Non solo però per ciò che recitano, ma anche per ciò che non rappresentano più: le tematiche presenti nell'originale sono velocemente messe da parte e ci ritroviamo con le scimmie cattive e gli umani messi in schiavitù. Se per l'epoca poteva essere una buona trovata l'impossibilità di parlare da parte degli uomini, adesso tutti conoscono il vocabolario e le due razze parlano tra loro. Non c'è spazio per riflettere sui temi che stanno alla base della sega, non c'è spazio per sottolineare i comportamenti delle scimmie e quelli degli uomini. Il tutto si riduce ad una fuga ed una battaglia campale, senza brio o eleganza. Per poi giungere ad un finale davvero terribile, che ricorda Ritorno Al Futuro - Parte II e lancia il sasso per il prossimo sequel. Fortunatamente qualcosa si salva, ovvero le scimmie ed il loro trucco, le espressioni, il modo di fare ed essere. Il successo di una pellicola però non si può basare solo su questi effetti. Peccato, è stata un'occasione mancata.

giovedì 28 novembre 2013

Batman - Il Ritorno (1992)


Regia: Tim Burton
Anno: 1992
Titolo originale: Batman Returns
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (6.9)
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Come nel primo Batman di Burton  la vera stella non è l'uomo pipistrello, ma il contorno ed i cattivi. Primo tra tutti il Pinguino, con uno straordinario Danny DeVito: riuscireste ad immaginare un altro attore più adatto di lui al ruolo? Con quel trucco e quei costumi, il suo atteggiamento, le sue espressioni è difficile immaginare altri. Poi Cat Woman (Michelle Pfeiffer), graffiante e svampita ed infine lo spietato Shreck (Christopher Walken). Insomma, ancora una volta il tiepido Keaton passa in secondo piano, ed almeno personalmente non mi convince. Questa volta, ancora più della prima però, è Tim Burton stesso che siede sul trono e si prende tutti i meriti del caso. Già perchè restando fedele ad una scenografia che rimanda pienamente al fumetto, questa è un'ambientazione in cui lui riesce a sguazzarci alla grande. Il mix tra reale e fantastico (con la bilancia che pende a favore dell'ultimo) è proprio ciò che ha sempre cercato, quindi la banda del circo e tutti gli ammennicoli di cui dispone, gli stessi oggetti usati da Batman e gli ombrelli del Pinguino... Inserisce cose fantasiose in un contesto che potrebbe essere realistico. Solo che non vuole, a quello ci penserà Nolan anni dopo. Rispetto al primo, illuminato dalla luce di Joker, certi temi vengono fuori con maggiore agilità: l'amore impossibile tra due personaggi che hanno un alter ego e che diventano loro malgrado nemici da un lato e possibili amanti dall'altro. Tutto questo è collegato alla sensazione di solitudine che provano nel mondo reale, quello in cui non ci sono maschere, ed in cui alla festa in costume si presentano come uomini (è questo il loro trucco?). Ma la solitudine è anche la triste condizione che porta il Pinguino ad essere ciò che è, ed al suo mostrarsi in pubblico dopo anni vissuti nelle fogne. Si cerca quindi il riscatto nei confronti della società, ma non solo da parte del villain di turno, anche i buoni o gli pseudo tali anelano ad una vita tranquilla e forse differente. Escludendo alcune cose, se nel primo non ci fosse stato il Joker di Nicholson, questo sarebbe stato di gran lunga migliora per tutta la sua costruzione, dalla scenografia alla fotografia. La resa del bluray è fantastica e come nell'altro disco anche qui i contenuti speciali sono superbi:

- Commento di Tim Burton
- Il pipistrello, il gatto e il pinguino
- L'ombra del pipistrello, il lato oscuro del cavaliere
- Batman i buoni (Batman, Alfred)
- Batman i cattivi (Il Pinguino, Cat Woman, Max Shreck
- Gotham City rivisitata
- Raffinati, sexy e sinistri
- Il trucco del pinguino
- L'esercito artico
- Pipistrelli, maschere e cavalieri oscuri
- Dentro l'Elfman studio
- Video musicale "Face to face"
- Trailer

lunedì 30 settembre 2013

Batman (1989)


Regia: Tim Burton
Anno: 1989
Titolo originale: Batman
Voto: 8/10
Pagina di IMDB (7.6)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (Batman Anthology)

Il primo Batman Joker non si scorda mai. Ed ebbi anche la fortuna di andarlo a vedere al cinema quando uscì. Già da bimbo, nonostante la simpatia che il pipestrellone suscitava in me in quanto non dotato di super poteri, riconobbi fin da subito che il personaggio principale era Joker. Quel Joker che ha dato il via alla rincorsa per poi interpretare il personaggio cattivo in tutti i Batman che seguiranno. Quel Joker, interpretato da Nicholson, che resterà impresso nelle nostre menti per anni e che ci farà fare complicatissimi confronti con quello di Ledger ne Il Cavaliere Oscuro. Ad ogni modo, ed in ogni modo, Tim Burton crea uno dei film più costosi di quegli anni adoperando un'ambientazione gotico noir decisamente molto fumettistica ed è proprio grazie alla teatralità di Joker e dei suoi scagnozzi che passa l'esame a pieni voti. Avrebbe ottenuto un ottimo risultato comunque, ma molto deve a quella straordinaria figura (per suo volere certo) che sfregia la pellicola a destra ed a manca. Tutto il film, soprattutto se visto con gli occhi di un fan di Nolan , non è un capolavoro assoluto, ma senza dubbio omogeneo ed armonioso. E non deve il suo successo solo a Jack Nicholson (di sicuro non a Keaton), ma anche ad una struttura forte ed avvincente, che mescola i sentimenti all'azione e coglie quasi sempre l'interesse del pubblico. La versione bluray che ho è quella del cofanetto Batman Anthology con i film dal 1989 (questo) al 1997. Qualità video veramente buona, quella audio si ferma (per l'italiano) ad un 2.0 ma sono passati più di venti anni da quando il film uscì. Per gli extra abbiamo qualcosa di veramente corposo, tra parentesi al durata in minuti:

- Commento di Tim Burton
- Sul set con Bob Kane (3)
- La storia di Batman (41)
- Produzione (18)
- Realizzazione (23)
- Montaggio (31)
- La scenografia (10)
- La costruzione della Batmobile (9)
- I giocattoli di Batman (6)
- La tuta di Batman (7)
- Da Jack a Joker (11)
- Le musiche (7)
- Batman: i buoni (13)
- Batman: i cattivi (7)
- storyboard )4)
- trailer
- 3 video musicali

sabato 28 gennaio 2012

Big Fish - Le Storie Di Una Vita Incredibile (2003)


Regia: Tim Burton
Anno: 2003
Titolo originale: Big Fish
Voto: 7/10
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Tim Burton  gasa, anzi di più: rulla. Ha quel tocco magico, fantastico. Non è un caso che quando visitai il MOMA a New York c'era una mostra a lui dedicata. Questo dovrebbe far pensare un po'. Non sempre però piace e secondo me il limite sta proprio nel fatto dell'abuso del surreale. E' sicuramente il suo marchi di fabbrica, la sua firma, a cui però è troppo legato. Per i miei gusti intendo. Detto questo resta indiscutibile ciò che riesce a creare, a trasformare ed le pennellate che lascia in ogni sua opera. Certo si avvale sempre di cast sorprendenti (qui oltre che Ewan McGregor abbiamo Buscemi, Finney, DeVito, Jessica Lange e così via), ma lo fa con maestria dando il giusto ruolo ad ogni giocatore, in modo che la partita, anche se non vinta, resti memorabile. Il film in questione è decisamente originale: una storia drammatica che riguarda la orte di un genitore ed il difficile rapporto col figlio, narrata in chiave quasi fantasy, dove fantasia e realtà si combattono e si sposano. Le piccole grandi bugie, le esagerazioni, i punti di vista di chi racconta che stanno alla base di una sorta di sindrome di Peter Pan. Possiamo vedere tuta la pellicola come una dolce fiaba, quasi per bambini se non fosse altrettanto commovente e profonda. L'evasione dalla realtà è prima vista come un morbo da combattere, poi come uno stile di vita per presentare agli altri i propri successi, gli insuccessi o la noiosa monotonia di una vita normale. Come al solito abbiamo un'atmosfera ovattata, senza tempo, con l'utilizzo dei soliti colori accesi (anche se in maniera più ridotta rispetto a Il Mistero di Sleepy Hollow) alle volte esasperati così come la creazione dei paesaggi o dei personaggi che compongono la storia (i circensi, la strega, gli abitanti di Specter). Tutto questo per spiegare il fulcro della storia: la conflittualità del rapporto tra padre e figlio, dove le fantasie e le storie raccontate fanno da collante. Dove le favole hanno sempre quel fondo di verità, ed anche di più.


martedì 17 maggio 2011

Il mistero di Sleepy Hollow (1999)


Regia: Tim Burton
Titolo originale: Sleepy Hollow
Anno: 1999
Voto: 5/10
Pagina di IMDB
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A renderlo piacevole è soprattutto la fotografia. A non renderlo tale è quel suo carattere troppo fantasy. Ok, Tim Burton è un grande sognatore, e riesce sempre (o quasi diciamo) ad ovattare la storia ed sospenderla nel tempo, regalandoci sprazzi immaginari ben congegnati. Anche questa volta l'uso dei colori accesi ricorda un quadro fatto con pastelli. Bellissimo poi il contrasto creato con flashbacks che risultano assai più vivaci rispetto al presente, mentre solitamente accade il contrario. Qui i ricordi sono vividi, nonostante confusionari e senza alcun fin per il resto della storia. Ancora una volta abbiamo la fortunata scelta di Johnny Depp che interpreterà il personaggio principale affiancato da una giovane (e molto in forma) Christina Ricci. La delusione sta nel fatto che il film inizia in un certo modo, ponendo l'accendo sulla ragione sul metodo scientifico, facendo credere lo spettatore che possa trattarsi in un giallo a sfondo storico. Con il procedere della storia purtroppo invece il lato fantastico sovrasta quello reale, facendo secondo me scadere il tutto. Sortilegi, religione, tarocchi, cavalieri senza testa... D'accordo è basato su di un racconto che parla di questo, ma un po' più di realismo non sarebbe guastato.

giovedì 4 marzo 2010

Alice in Wonderland: da vedere.

 

Il capolavoro allucinogeno di Carroll proiettato in 3D al cinema, dietro la regia di Tim Burton. Niente male come premessa per un'opera che può far contenti bambini (forse non troppo) ed adulti, conservatori ed amanti del nuovo. Una volta visto si capisce che un'opera del genere non sarebbe stata completa senza gli effetti speciali in 3D, che solleticheranno le papille gustative anche dei "matusa", legati maggiormente al vecchio. Il film narra le vicende di Alice in entrambi i romanzi su di essa (Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo specchio) anche se in maniera un po' differente, più adulta, più moderna ed anche più di moda seguendo gli standard di alcuni colossal fantasy. Alice qui non è più la bambina antipatica (almeno per me) a cui siamo solitamente abituati. L'impertinente monella, un po' stucchevole lascia il posto ad una ragazza di quasi venti anni, assediata dalla falsa moralità e dall'etichetta che l'aristocrazia londinese impone.