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domenica 28 febbraio 2010

Codice Genesi (2010)

Scrivo per prima cosa che il film, non è da cinema, o almeno non è da Odeon, uno dei cinema che abbiamo a Piomba. Tralasciando l'inadeguatezza del luogo (senza audio DTS e con il telone sporco, ancora dall'ultima volta) il film si prende un "sei" politico perchè alla fin fine non è malaccio, ma ampiamente sotto le aspettative. Non basta avere Denzel Washington (ricordo che io ed il delsa lo abbiamo conosciuto questa estate ad Hollywood come può confermare questa foto)  nel cast per essere un successo. La storia (occhio: è probabile che mi lasci scappare qualche spoilerata, quindi se proseguite nella lettura è a vostro rischio e pericolo), sebbene poco originale poteva essere sviluppata meglio, ma le basi sono buone.

Tributo a Clive Cussler: un blog interessante

Ci sono arrivato solo tramite un link sui miei commenti. Segnalo per i lettori interessati, a cui piace Clive Cussler un blog interamente dedicato a questo scrittore: Tributo a Clive Cussler. Personalmente non amo particolarmente le sue avventure, ma allo stesso modo, ritengo difficile farne a meno... Alla fine ne ho letti comunque sette per ora, ed a casa ne ho altri da iniziare. E' la classica lettura che preferisco fare al mare, sotto l'ombrellone (faticosamente piantato a Perelli), ma una lettura ogni tanto non la disdegno neanche nei mesi invernali.
Il blog che ho segnalato, non è molto aggiornato: il post più recente è del febbraio 2009, ma  spero che il blogger (Andrea credo) continui a scriverci sopra, in quanto oltre a recensioni dei libri (ho dato una scorza veloce) si trovano anche curiosità ed informazioni interessanti. Qualora incappassi in una qualche lettura su Cussler relativa a libri già recensiti da Andrea, ci sta che linki direttamente le sue opinioni e perchè no, ne possa nascere una discussione sui vari punti di vista.

sabato 27 febbraio 2010

Clive Cussler - Il serpente dei Maya


 

Autori: Clive Cussler - Paul Kemprecos
Pagine: 478
Editore: TEA
Data di pubblicazione: 2003
Pagina su Anobii

Descrizione del libro:

Giugno 2000 la squadra missioni speciali della NUMA, al comando di Kurt Austin, affiancato dall'ingegnere Joe Zavala, salva da un attentato l'archeologa Nina Kirov, autrice di una scoperta straordinaria destinata a sollevare un interrogativo inquietante: è possibile che Cristoforo Colombo non sia stato lo scopritore del continente americano? Nel frattempo, l'archeologa Gamay Trout trova, in alcune sculture dello Yucatan, la prova di contatti tra i Maya e i Fenici in epoca pre colombiana e ipotizza un quinto viaggio di Colombo, partito in segreto per recuperare un tesoro di inestimabile valore con l'aiuto di una "pietra parlante" di origine Maya. I due fatti sembrano misteriosamente collegati all'affondamento del transatlantico Andrea Doria.

p2pforum.it che fine ha fatto?

 

Non può non mancare un breve articolo dedicato a p2pforum  ed ai suoi utenti. Il 2010 non è iniziato con il bene giusto, e fin dai primi giorni dell'anno il forum è risultato irraggiungibile. Forse non tutti conoscono tale forum, ma è una pietra miliare di internet. Il mondo italiano del p2p e del file sharing ha mosso i suoi primi passi proprio là dentro, e così la tecnologia, internet e tantissimi altri argomenti venivano trattati in maniera molto esuastiva e con partecipazione.
Non sto a dilungarmi su cosa era e su cosa sarà, ma intervengo sul blog per rastrellare altri utenti (lurker o attivi) che magari provando ad accedere al forum non visualizzano che la schermata nera (ora) o il mostruoso errore 404 (fino a qualche tempo fa). In rete ci sono numerosi forum o blog che parlano della vicenda, non sto ad elencarli tutti, ma ne segnalo uno: CollectionTricks. Qui infatti si è ritrovato momentaneamente il grosso dell'utenza attiva in cerca di informazioni. Il forum è tenuto su infatti da LadyHawke e da Asterix (l'unico in contatto diretto con Vedova_Nera). Tengo a precisare che il forum non è un sostituto, ma solo un luogo dove hanno gentilmente concesso una zona per parlare di quando accaduto. Non per niente sono iscritti lì membri, o ex, dello staff.
Riporto le uniche notizie fino ad ora certe, ribadendo che chiedere e fare pressioni riguardo a risposte particolareggiate non serve a niente. Tutto ciò che potevano dire è stato detto.

Faq.
  1. Che fine ha fatto p2pforum?
    Il sito che già riscontrava problemi è entrato nel circolo vizioso dell'offline il giorno 3/4 gennaio 2010
  2. Si sa cosa è successo?
    No, solo una persona puo' rispondere a questa domanda ed è Vedova_Nera
  3. Ritornerà online?
    Si ritornerà online
  4. Si sa quando ritornerà online?
    Ad oggi non sono pervenute informazioni a tale proposito.
  5. Qualcuno dello staff è in contatto con Vedova?
    Si il sottoscritto [Asterix] ha un canale preferenziale attraverso il quale ha inviato più volte email.
  6. Lo staff era a conoscenza delle problematiche dei server?
    Le informazioni in possesso dello staff sono state più volte comunicate agli utenti
  7. E possibile sapere i motivi dell'assenza di Vedova?
    Purtroppo tali informazioni non possono essere divulgate, sarà Vedova se lo riterrà opportuno comunicarle al suo rientro
  8. Perchè vedova non ci fa sapere niente?
    I motivi rientrano nella sfera privata dell'amministratore, per rispetto e correttezza nei suoi confronti non possiamo divulgare alcuna informazione in merito
  9. è giustificabile un periodo di oltre un mese per ripristinare la situazione?
    Conoscendo tutti i retroscena e il lavoro da svolgere posso affermare si
  10. L'impegno è costante?
    A questa domanda solo una persona potrebbe rispondere
  11. La volontà di ripristinare la situazione è esistente?
    Dagli ultimi scambi avuti posso affermare di si.
Finora infatti la situazione è stata la seguente:
fino al 03/01/10 -> forum online ma con visibili rallentamenti
04/01/10 - 08/01/10 -> ogni pagina del forum restituisce "Errore 404, pagina non trovata"
08/01/10 - 11/01/10 -> sul sito appare la scritta -Working.....coming soon-
11/01/10 - 13/01/10 -> il sito è irraggiungibile o dà DBerror
13/01/10 - 04/02/10 -> nuovamente errore 404
04/02/10 - 07/02/10 -> database error
07/02/10 - ............. -> schermata nera, e immagini del sito raggiungibili (vedi cache di google)


Io sono fiducioso, e spero di vedere presto online il sito e Vedova_Nera scriverci su.

venerdì 26 febbraio 2010

Il libro Acciaio, Piombino e chi non è d'accordo

 

Ok ne parlo anche io, a Piombino ne parlano già alcuni, anche se non molti a dir la verità. Io non lo ho letto, non so se lo leggerò e non so se mi piacerà o meno. Ma voglio parlarne. Almeno per atto dovuto alla mia città (se proprio c'è qualcosa da doverle..) e un po' anche per il gusto sibillino della polemica. Pur non avendolo letto, ne ho sentito parlare. Generalmente male, ma si sa, i gusti son gusti, e questo vale anche (e soprattutto) per i libri. Già qualche tempo fa ne discussi con Ikkio al fondo e i nostri sentimenti iniziali furono del tipo "Nooo, ganzo un libro su Piomba, che parla anche della vita operaia e dei giovani..". Mano a mano che passa il tempo, però, soprattutto su Facebook ho letto "storture di nasi" da parte di chi aveva acquistato il libro. Quasi nessuno si riconosceva nel romanzo e nell'ambientazione descritta dalla Avallone . Dovrebbe trattarsi di una storia molto romanzata con luoghi comuni su Piombino portati all'esasperazione, quindi che possono rivelarsi lontani dalla realtà. Ultimamente tra molti piombinesi sta nascendo (e ne sono felice) un senso di fierezza nell'appartenere a tale città, un affetto ed una voglia pratica di migliorare le cose che fanno sì che una lettura del romanzo resti antipatica fin da principio.
Vuoi per la famosa coda di paglia vuoi per il fatto che il libro forse ha generalizzato troppo determinati aspetti, alla gente, quella vera, quella che alla Lucco si fa il culo, quella che in cassa integrazione non sa come arrivare a fine mese, quella che la sera si fa l'aperitivo in centro e così via, proprio il libro non è andato giù. Nascono così gruppi su FB per ricordare che Piombino non è "ACCIAIO" e tra amici si parla di questo "evento" che ha sconvolto un po' qualche animo. Per quanto mi riguarda è e sarà solo un libro. Un romanzo. Una storia inventata che utilizza come ambientazione una realtà difficile e dolorosa, come potrebbe essere Piombino... Alla fine si tratta di un romanzo, ovvero di un racconto di fantasia che prende come pretesto ambientale una città come Piombino amplificando certe cose... 
Di sicuro un romanzo del genere può essere cattiva pubblicità per la nostra città, che sta cercando, faticosamente di togliersi di dosso il pesante fardello di essere conosciuta solo come polo industriale. Le varie opere atte a migliorare la recezione turistica o culturale potrebbero in parte risentirne, ma i piombinesi si son sempre saputi rimboccare le maniche... Piombino è anche altro e lo sappiamo, e sì  forse i giovani non sanno divertirsi al 100% in modo onesto come avviene a Biella (famosa città di divertimenti confinante con Manovella), ma di sicuro qua non è Scampia. Di macerie da rimuovere ce ne sono, così come di presunte o possibili vie Stalingrado, ma il territorio ci permette di poter voltare pagina (anche se già abbiamo iniziato). Per chi capita su questo articolo non essendo di Piombino, ed ha letto il libro, consiglio una visitina al blog Piombino in Foto  frutto del lavoro degli iscritti al gruppo di Flickr "Steel Town". Direi che tra acciaio ed acciaio preferisco quello raccontato con le immagini del Melone, del Musampa e degli altri fotografi.

giovedì 25 febbraio 2010

San Francisco: visita ad Alcatraz

Ancora un articolo ripreso da quelli scritti per Diario di Viaggio quando mi ero messo in testa di fare la recensione completa del viaggio estivo (forse la terminerò direttamente su questo blog).
Alcatraz

L’isola di Alcatraz è un’attrazione talmente particolare ed importante che merita un capitolo a sè. L’isola, sebbene sia conosciuta soprattutto perchè fino a circa 40 anni fa era un famoso penitenziario, è interessante anche dal punto di vista paesaggistico. L’isola dei pellicani (il nome in spagnolo deriva proprio dal fatto che questi sono molto comuni sull’isola e nella Baia) fa parte dell’area protetta del Golden Gate Park quindi è all’interno di un parco nazionale.

Per raggiungere l’isola si parte dal Pier 33 con la compagnia Alcatraz Cruise , l’unica che attualmente ha il diritto di attraccare. Le partenze sono ogni 30 minuti e la durata della visita dura attorno alle due ore e mezzo, ma vi garantisco che questo non è obbligatorio. Una volta sull’isola infatti potete prendere un qualsiasi traghetto (sempre ogni 30 minuti) per tornare indietro. Poichè le cose da vedere sono molte, così come quelle da “studiare” e fotografare il mio consiglio è di dedicarci almeno 3 ore se non di più.
Questo perchè potete venire rapiti dall’incanto del luogo e del carcere, senza contare che dall’isola e dal traghetto è possibile avere una vista della città molto particolare, con i grattacieli da una parte e le ville in stile vittoriano dall’altra, Il Golden Gate Bridge ed il Bay Bridge, le colline ed i moli. Inoltre in estate la baia è spesso coperta da nebbia, ma io ho trovato una mattina decisamente chiara e la foschia avvolgeva soltanto la sua parte Ovest, quella del Golden Gate. Appena giunti sul molo di attracco dell’isola potrete iniziare la vostra visita a The Rock andando un po’ dove volete, ma seguendo le indicazioni dei cartelli arriverete proprio in cima all’entrata del carcere, passando anche per la caserma e le case delle guardie.

DSC02897

 Qui inizia l’audio tour guidato che è previsto anche in italiano. Sarete accompagnati quindi da una voce guida che vi condurrà all’interno del penitenziario narrandovi la storia dell’isola, dei carcerati e dei secondini. E’ tutto molto dettagliato e gli appassionati non resteranno delusi nell’ammirare le celle ed i bracci che hanno ospitato uomini come il famoso Al Capone e Robert Stroud. Nella narrazione viene spiegata sia la vita all’interno del carcere, sia la sua struttura ed anche aneddoti interessanti come alcuni tentativi di fuga, che restano ancora oggi avvolti nel mistero. Infatti Alcatraz era una prigione di massima sicurezza, ma non sono pochi coloro che hanno cercato di evadere. L’atmosfera vi colpirà anche grazie all’audioguida in cui potrete apprezzare le urla durante la sommossa e vari racconti. Oltre alle celle (in alcune vi è anche la possibilità di entrare) potrete ammirare il cortile, la mensa, la biblioteca e la zona dedicata ai prigionieri più cruenti: quella con le celle d’isolamento.



Link utili:

Alcatraz

mercoledì 24 febbraio 2010

Un post dal passato: San Francisco

Prendo spunto da una chiacchierata fatta oggi con Agnese (ex compagna del Liceo) per presentare qui un articolo scritto in estate per Diario di Viaggio dopo la vacanza in USA. Questo per invogliarla e convincere Isiah a toccare questa città durante il suo viaggio di nozze.
DSC03019 
Per arrivare negli Stati Uniti siamo partiti da Pisa con un volo Delta Airlines che ha fatto scalo al JFK di New York, per poi prendere la via del Pacifico. Le ore di volo sono tante e stancanti, pur stando seduti nelle nostre poltroncine a non fare niente. Atterrati a San Francisco avevamo prenotato uno shuttle che ci portasse all'albergo. La compagnia è la SuperShuttle e sono dotati di bus navetta che trasportano persone e bagagli nel posto desiderato. Nonostante sia rimasto soddisfatto del servizio dico che la prenotazione on line è superflua: appena uscirete dall'aeroporto non avrete difficoltà a trovarne di liberi. Noi abbiamo prenotato in quanto siamo arrivati verso mezzanotte e temevamo non ci fosse grande disponibilità. Le notti a San Francisco le abbiamo passate in un albergo molto economico in zona centrale, ad un passo da Union Square: Hotel Fusion.. Lo abbiamo scelto essenzialmente per due motivi: l'economicità della camera e la vicinanza con il centro. Chi prenota quindi sa che non deve aspettarsi niente di che: una colazione parca e stanze piccole (ed un po' calde). Di buon ora (grazie anche al fuso orario di 9 ore) il mattino seguente ci incamminiamo per fare un giro della città ed arrivare al Pier 33, il molo da cui parte il traghetto per Alcatraz. San Francisco si presenta fin da subito come una città molto varia, ben costruita, pulita e che può lasciarti con il fiato sospeso fin da subito. Enormi palazzi e grattacieli lasciano spazio a quartieri più caratteristici, parchi e giardini. Sono evidenti fin da subito le caratteristiche salite e discese che attraversano tutta la città. Union Square è la zona dei grandi uffici, della grandi banche e dei grandi negozi, tanto per farvi capire che in America la parola "grande" non verrà mai abusata.
Porta del drago
Il nostro cammino prosegue verso la parte nord della città, attraversando il famoso quartiere di Chinatown che è tra le più grandi comunità cinesi negli Stati Uniti. Per qualche istante ci guardiamo intorno e non sembra più neanche di essere in America: nell'arco di pochi passi le insegne dei negozi sono esclusivamente scritte con ideogrammi e per strada la lingua cinese sopraffà l'inglese. I piccoli negozi, così come le case e le costruzioni hanno un carattere decisamente orientale e colpiscono anche i banchetti di verdura e generi alimentari che con i loro mille profumi ed odori invadono le strade. Alzando lo sguardo però si ritorna con i piedi per terra, ammirando da lontano la Transamerica Pyramid che ha decisamente del colossale. Arrivati all'altezza della Columbus Avenue entriamo nella zona italiana di North Beach: e nell'arco di appena un paio d'ore sembra di aver varcato il confine di tre nazioni totalmente differenti. Bandiere tricolori e nomi a noi molto comuni fanno da cornice alla Cattedrale di San Pietro e Paolo da una parte ed alla Coit Tower dall'altra. Un quartire centro propulsore dal punto di vista musicale e della cultura con l'importantissima libreria City Light Bookstore Conclusa la camminata mattutina arriviamo nella parte nord della città, dove al Pier 33 ci attende il traghetto per Alcatraz. San Francisco in fin dei conti non è una città grandissima e con i suoi circa 850mila abitanti è soltanto la quarta città della California, ma è decisamente varia soprattutto grazie a queste zone e quartieri che differiscono molto tra loro e il mio consiglio è di non affidarsi totalmente ad una visita fai da te. Parte del primo pomeriggio infatti abbiamo potuto seguire varie zone interessanti grazie ad un tour con Cable car motorizzato della Gray Line. Partiti dal Fisherman's Wharf (zona da non perdere nè durante il giorno nè durante la sera, grazie a localini interessanti, negozi per fare shopping e musica live) il tour prevede che la guida ci accompagni a visitare le zone più caratteristiche della città. Infatti oltre al famosissimo ponte che collega a Sausalito sarà possibile ammirare il Golden Gate Park , il parco nazionale urbano più grande del mondo, il Palace of Fine arts, il museo scientifico Exploratorium, Presidio, Japan Town, North Bech e tanto altro. Dopo aver avuto una panoramica essenziale di cosa la città può offrire, vedrete che è necessario, per viverla meglio, utilizzare i vari mezzi pubblici messi a disposizione. Primi tra tutti i caratteristici Cable Cars , una specie di tram trainati dal basso.
La partenza da Union Square è comoda e potete attraversare nuovamente la city fino ad arrivare al Fisherman's Wharf stando anche attaccati esternamente a questi curiosi mezzi, tra i saliscendi presenti ovunque. Inoltre sebbene il traffico nelle ore di punta sia abbastanza intenso, un'auto a noleggio vi sarà comoda, sia per raggiungere alcuni punti panoramici che vi interessano, sia per la curiosità di cavalcare le immense salite (e non potete lasciare da parte la famosissima e coloratissima Lombard Street, sia ancora per poter visitare alcune zone un po' più fuori mano come il quartiere Castro.
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Questo è infatti il quartiere, reso ancora più famoso da Milk il film di Sean Penn, in cui prende piede il movimento gay per il riconoscimento dei propri diritti. Davanti al Castro Theatre potete ammirare le varie strade in cui sventolano le bandiere del movimento gay e colme di negozi interessanti (Levi's tra tutti) e bar. Immancabile poi l'attraversamento del Golden Gate Bridge con i suoi 2700 metri di lunghezza quasi sempre avvolti dall'immancabile nebbia. Interessante anche percorrerlo a piedi. Altra zona non meno interessante è quella che segue l'Embarcadero fino al Fisherman's Wharf ed al Pier 39 con numerosi negozi e ristoranti con prelibatezze marine. Sfruttando ogni mezzo disponibile come auto, piedi e cable cars il mio consiglio è di visitare la città per non meno di due giorni pieni poichè è molto varia ed i punti di interesse si susseguono repentinamente. Per il mangiare mi sono sempre trovato bene scegliendo di non perdere tempo durante il pranzo e comprare qualcosa per strada e poi dedicarmi alla cena. Riporto quindi due ristoranti.
John's Grill

Il John's Grill si trova vicnino a Union Square, quasi all'angolo tra Ellis St. e Market St, quindi vicino all'Hotel Fusion presso cui pernottavo. E' una steak house dove è possibile trovare anche dell'ottimo pesce ben cucinato. Io opterei comunque per la carne (porzioni molto grandi) in quanto è considerato tra i migliori ristoranti della zona per quanto concerne le bistecche. L'ambiente è rilassante con buona musica di sottofondo, luci soffuse e camerieri gentili che sanno elargire buoni consigli anche relativi ad abbinamenti enologici con vini di produzione californiana (che non hanno niente da invidiare ai nostri toscani).
Sabella & La Torre

In Fishermanìs Wharf non potete non andare in uno tra le decine di ristoranti che offrono pesce. Tra questi c'è Sabella & La Torre che dal 1927 riempie le pance di chi vuole assaporare, calamari, granchi, gamberetti, gamberi e tutto ciò che il mare o l'oceano possono offrire. Considerate sempre che i piatti hanno proporzioni maggiori rispetto alle nostre, e che quindi basta poco per riempirvi lo stomaco. Ma se siete almeno due provate due tipi differenti di menù così da fare più assaggi possibili.
Link Utili

Cartina della città
Bart (metropolitana)
SFO (aeroporto di San Francisco)
Cable cars e Muni (mezzi publici)
Golden Gate Park
Exploratorium
Per l'auto a noleggio io ho usato Alamo, ma per una serie curiosa di circostanze mi son trovato male. i sono numerosi rental sia in centro che all'aeroporto. Il mio consiglio è quello di prendere l'auto in centro (consci del fatto che queste però non sono dotate di navigatore satellitare) così da avere il tempo per visitare la città anche a piedi e con mezzi pubblici. Esistono numerosi parcheggi al coperto dal costo non troppo eccessivo per una grande città.
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Non lasciare che la morale ti impedisca di fare ciò che è giusto

Parquet? Pourquoi?


Parquet
Inserito originariamente da ~ Pil ~
Tutti saranno sempre di più interessatissimi alle vicende, non ancora iniziate, per la ristrutturazione della mia Home 2.0, quindi farò questo breve annuncio riguardante la pavimentazione del salone. Dovendo abbattere una parete tra due stanze per fare un salone, il problema si presenta per il fatto che queste hanno tra loro pavimento differente. Inizialmente credevo di avere abbastanza mattonelle di riserva (lo credevo perchè i miei genitori stavano giurando questo fatto con la mano su una Bibbia originale scritta da Dio con il fuoco di Apollo), ma ieri dopo aver fatto un controllo veloce in garage, l'amara scoperta di non averle tutte a disposizione.
E qui la nuova, ennesima crisi monetaria. Hai voglia a mettere mano al portafoglio se questo non è pieno. Rifare tutti i pavimenti della casa, per renderli omogenei a quello di una sola stanza è da folli, e anche cambiare le piastrelle solo nel salone risulta fattibile, ma esteticamente non perfetto.
Così la scelta del parquet è quasi obbligata in quanto, a livello estetico è la soluzione migliore. La sua comodità sta anche nel fatto che è materiale isolante (sotto la sala non c'è nessuna abitazione) e tiene maggiormente caldo. Il tipo sarà quello in stile "digia" ovvero prefinito, di fascia alta, per avere sia una facilità di messa in posa, sia una qualità comunque buona.
A breve la scelta specifica del colore e del modello, cmq con la messa in posa e tutto pronto dovrebbe venire dai 45 ai 60 euro al metro quadro.
Se Tommy vuole un articolo differente può pagare via paypal e nell'oggetto metta il titolo che vorrebbe.

martedì 23 febbraio 2010

Provenienze

Nessuna foto per questo articoletto, volendo sottolinearne la quasi inutilità. Anche perchè sto usando un gadget per iGoogle che non prevede troppe funzioni e non ho la voglia o la forza (visto il ritornello a lavoro) di cercare immagini su Flickr.
E' simpatico o curioso (almeno per me) controllare ogni tanto le statistiche degli accessi al blog con shinystat e vedere quali sono le parole chiave che vengono utilizzate per raggiungere Vomito Ergo Rum. Inutile dire che il motore di ricerca maggiormente utilizzato è proprio Google. Ma chi capita, anche per caso, sul sito che cosa cerca in particolare?
Queste sono le parole digitate dal 13 febbraio ad ora:

paranormal activity bidone (5) 11,36%
vomito ergo rum (3) 6,82% 
paranormal activity che bidone (2) 4,55%
si arriva al grand canyon con la route 66 (2) 4,55%
vomitoergorum (2) 4,55%
17 mile drive (1) 2,27%
babayaga cecina domenica 7 febbraio 2010 (1) 2,27%
babayaga cecina 14 febbraio (1) 2,27%
beatty death valley (1) 2,27% 
bidone paranormal activity (1) 2,27% 
buona mattinata (1)2,27%
diga sul colorado (1) 2,27%
foto mozzafiato route 66 (1) 2,27%
fuorigioco klose immagine you tube (1) 2,27%
grand canyon parco nazionale (1) 2,27%
indiane a cavallo (1) 2,27%
mega ville (1) 2,27%
ore aereo venezia san francisco (1) 2,27%
paesaggi arizona (1) 2,27%

domenica 21 febbraio 2010

Fuori porta a Baratti, salutando gettone


Baratti
Inserito originariamente da Valerio Musi Photographer
Appena sveglio, in mattina la giornata prometteva bene. Cielo sgombro, sole sorridente, e giornata totalmente libera. Ideale per mettere i panni del perfetto piombinese ed organizzare la mini gita fuori porta in quel di Baratti. A dir la verità potevamo andare un po' ovunque ed il Torcia aveva proposto Castiglioncello (o Castiglione?). Ma per gli amici si rinuncia a tante cose, così, sapendo che gettone non poteva fare troppo tardi siamo stati accondiscendenti ed abbiamo trovato (non poi con troppe difficoltà) una meta più consona.
Tommy infatti, esiliato oltre Manica, non viene spessissimo e manco fosse Bono degli U2, è difficile poter passare del tempo insieme a lui (considerando anche che il suo di tempo ha una concezione molto araba e la puntualità risulta un optional) anche per gli amici storici del fondo. Detto ciò per fargliela pesare leggermente e fargli scendere la lacrimuccia, siamo riusciti nell'intento di manifestarsi al pubblico. Con MarmotTina lo passo addirittura a prendere vicino a casa, in compagnia di Boo effettuando un perfetto servizio Taxi.
Arrivati al parcheggio optiamo in un primo momento per incamminarci verso il pozzino, poi dopo le proteste delle bimbe (che furbamente indossavano scarpe con tacco) abbiamo invertito marcia verso il pratone. Un'inutile lista dei nostri movimenti interessa poco a me, figuriamoci il resto dei lettori, ma qualche cosa dovrò pur scrivere.
Resta il piacere di aver passato una giornata all'aperto con diversi fondisti, nuovi e vecchi, in attesa di organizzarci anche per l'evento matrimoniale dell'anno...

sabato 20 febbraio 2010

Home 2.0: preparativi per il cambio


La radio del Mulino Bianco
Inserito originariamente da funadium
Sono circa dieci giorni che sto valutando la possibilità di cambiare casa, o meglio di iniziare l'avventura della vita solitaria, abbandonando il canonico status di "bamboccione". L'opportunità si è presentata non da sola, ma dopo vari ragionamenti, ma i pensieri per intraprendere questo grande passo non erano pochi. Non mi piace essere esposto finanziariamente, e sebbene l'occasione sia d'oro ed il mutuo possa essere "agile", le spese iniziali di risistemazione non è detto che siano roba da poco. Anzi, affinchè la cosa sia plasmata ai miei desideri ed ai miei voleri, c'è da mettere mano al portafogli. Nulla di strano vero, ma non voglio che siano spese superflue per una qualcosa che mi convince solo in parte. Quindi dopo vari studi, ripensamenti, teorie partorite e morte dopo la gestazione, sono arrivato alla soluzione finale. Quella che mi aggrada maggiormente, lasciandomi soddisfatto in tutto e per tutto.
La casa, home 2.0 in quanto sarà la svolta per abbandonare il nido familiare e sarà voltata alla tecnologia (non in senso di domotica in sè, ma in quello della casa creata secondo le mie esigenze) è decisamente grande per una persona singola. Sono 98 metri quadrati più terrazzi e garage, ma sfruttandola intelligentemente si potrà adattare alla mia persona.
Oggi è venuto il Brescia (che ringrazio), insieme al Torcia e la Camuna, a controllare la fattibilità dei lavori che mi interessano ed a dare consigli e pareri sulle spese. Tutto quanto corrisponde alle mie disponibilità, quindi siamo sempre più vicini alla realizzazione.
Un piccolo passo per l'umanità, un grande passo per me.

Mario Kart! Let´s Gooo!!!!

Con un tempo transilvanico e ventoso come questa sera abbiamo speso le nostre ore al fondo, ed è successo un fatto che ha del miracoloso. Una bimba (nel senso, genere femminile) è riuscita ad interagire con la tecnologia. Titty, con pochi aiuti vocali da parte mia e qualche urlaccio da parte del Digia, è riuscita a scompattare da un archivio.rar composto da più files, un'immagine.iso di un gioco per la Wii e copiarlo sull'hard disk settecentesco. Ha fatto partire poi il NeoGamma, scelto e lanciato il gioco. Tutto ciò merita un articolo, non tutte le creature femminili del fondo sarebbero riuscite nell'impresa. Il gioco, pur non avendo gli adattatori per il volante, secondo me è decisamente carino, sia da soli che in più giocatori. Infatti, pur avendolo testato poco e velocemente sembra ci siano tanti "muri" e tante "stanze" da completare. insomma non è uno di quei giochi che si esaurisce presto o che ti viene a noia. Mentre giocavo ho anche sentito cori da stadio e schiamazzi, poichè qualcuno degli altri che giocavano a biliardino è passato sotto. Non so chi sia, perchè ero troppo preso dal gioco, comunque lo sputtanamento è in atto. Scegliete tra: Digia, Piero, Goro, ArroTony e Delsa. So che sono cinque nomi, ma non so davvero chi stesse giocando.
Annuncio inoltre una nota dolente: internet questa sera non funzionava. Il problema era (ed è) il collegamento o il router del padrone. Aspettiamo nuovi sviluppi

giovedì 18 febbraio 2010

Vi sembra fuorigioco?


Ieri sera si è svolta la partita di Champions  Bayern Monaco contro Fiorentina. Come da quotazioni e soprattutto come da abitudine la Fiorentina ha perso. Molti tifosi, sportivi e semplici spettatori però restano con un dubbio atroce: il gol segnato da Klose quasi al 90° è valido o no? Ci sono infatti sospetti riguardanti il fuorigioco. L'immagine dimostra che un giocatore del Bayern (visibilissimo in maglia bianca) sembra oltre la linea dei difensori viola. Ma non possiamo avere la certezza matematica. Non siamo addetti ai lavori e i dubbi restano. Non abbiamo la Verità in tasca quindi non mi sento di dire a conti fatti se il gol sia valido o meno. Una cosa però è certa: uno dei tre fronti su cui la Fiorentina è impegnata (ricordiamoli per chi non segue il calcio: Champions League, Coppa Italia e zona Champions in campionato) risulta adesso molto più fragile. Come contro la Roma abbiamo visto la Fiore giocare bene e perdere. Visto l'andazzo del campionato, se fossi un tifoso viola mi preoccuperei alla grande: quando solitamente gioca male, quindi che succederà?
Da italiano spero vivamente che la Fiore non passi il turno, perchè sarebbe una vergogna essere rappresentati in Europa anche da questa squadra, provincialotta e di bassa classifica. C'è da dire che l'allegro arbitro di ieri sera li ha graziati anzi tempo non espellendo Krouldrup per fallo da ultimo uomo su giocatore lanciato a rete, quindi alla fine al pareggio neanche ci sarebbero arrivati. Con i se e con i ma si va però poco lontano. Magari se la linea (o la striscia) l'avesse tirata Mutu (non nuovo a queste cose) sarebbe stata più precisa e non avrebbero convalidato il gol di Klose. Ma il calcio è strano si sa... Altrimenti che ci farebbe la Fiorentina ancora in Coppa Campioni?

PS:
articolo scritto con amore per il Delsa

mercoledì 17 febbraio 2010

Dear Diary: le difficoltà di un articolo al giorno


Dear Diary
Inserito originariamente da incurable_hippie
Quando mi son messo in capo di (ri)portare avanti l'avventura del blog, sapevo fin dall'inizio delle difficoltà che ciò avrebbe comportato. Non tanto quelle relative alla visibilità ed all'accesso da parte di altri utenti, poichè Vomito Ergo Rum nasce essenzialmente per il mio ego e per mio piacere personale. Che lo legga io soltanto, i bimbi del fondo o gli altri amici ha importanza relativa. E' d'altra parte un blog su piattaforma gratuita, con impostazioni di base, che tratta argomenti frivoli. Non ha certo la pretesa di concorrere con I say blog, blogo.it o html.it sebbene in futuro possa prendere spunto da loro, che leggo quotidianamente.
La prima difficoltà oggettiva invece è quella di mantenermi sull'obiettivo di scrivere almeno 5 articoli a settimana, ovvero uno al giorno (escludendo il week end). Non sempre è facile sia per il tempo, per la voglia e anche per la ricerca di argomenti che possano interessare me, e magari non siano anche già stati scritti o letti altrove (il debutto di San Remo non l'ho visto e mi fa cacare, ho visto il Milan ma tutti sanno che ha perso).
Comunque con la genialata di questo articolo - spiegazione sono già a buon punto, ed approfitto per anticipare la creazione di una nuova etichetta: "home 2.0". In seguito (forse entro questa settimana) spiegherò meglio di cosa si tratta. Sempre se tutto va bene.

martedì 16 febbraio 2010

Biliardino al fondo


Italy Vs China
Inserito originariamente da andreac-84
Articolo veloce veloce per annunciare alla comunità ed al mondo intero che dopo mesi (andando a ritroso arriviamo fino ad agosto 2009) finalmente il biliardino del Fondo è stato sistemato. Grazie a easy man Digia per averlo portato, a Goro per aver trovato i pezzi ed a tutti gli altri (me escluso che non ho fatto una mazza) per averlo rimontato, pulito e sistemato. Si prevederanno partite mozzafiato, urla, sudate e soprattutto sugna. Nota positiva per quanto mi riguarda è che la postazione pc, sarà quindi un po' più libera. Il costo del Gettone (quello per giocare, non Tommy) è di 50 centesimi, ed è previsto anche il passaggio sotto, per chi non fa reti. Un nuovo strumento che ci avvicina sempre più al "Centro OZ".
PS: questo articolo è stato scritto su richiesta di Tommaso detto Furia

domenica 14 febbraio 2010

Seconda spesa bar del fondo


shopping cart
Inserito originariamente da caste_aka_adrem
Arrivato prestissimo al Fondo, trovo New Mirko affaccendato nelle pulizie domestiche: maniche tirate su, scopa e cencio per dare una parvenza di pulito alla nostra seconda abitazione.
Decidiamo quindi di ripetere la conta dei soldi derivanti dal Bar ad aggiornare a puntino il file online, per non lasciare niente al caso ed eliminare possibili dubbi. Tenuto conto del residuo dei prodotti, e del denaro ricavato, dopo un veloce calcolo, veniamo ad accertarci che al momento l' 8,85% dei pezzi non viene pagato. Pur non essendo giusto, ai fini teorici nonchè morali, diciamo che è abbastanza accettabile. Penso che fino a che non superiamo la soglia del 15% abbiamo tutti da guadagnare. E sforzandoci di avere maggiore attenzione, la percentuale deve essere ulteriormente abbassata. Il "giochino" del bar infatti ha una duplice funzione: quella di permettere ai fondisti ed agli ospiti di prendere i prodotti a prezzo inferiore rispetto ad altri bar (basta pensare ad un caffè pagato 50 centesimi, piuttosto che 80) disponibili a tutte le ore e tutti i giorni, e il vantaggio di poter raccogliere una fonte di ricavo aggiuntiva, che poi potremo utilizzare per gli scopi più disparati. La cosa fondamentale è che con il ricavato si riesca a superare la spesa iniziale (obbiettivo già raggiunto) e quindi poter arrivare a somme utili non solo per il sostentamento del bar stesso.
Dopo la fase burocratica ci siamo lanciati al Penny per riempire gli scaffali ormai vuoti del frigo. Sono stati confermati gli EstaThè ed i succhi di frutta (pesca ed albicocca), mentre abbiamo rinunciato ai Kinder Maxi, sostituiti da Kit Kat e Kinder Cereali. In attesa di riprendere nuove cialdine del caffè, speriamo che i conti continuino a tornare.

sabato 13 febbraio 2010

Paul Auster - Trilogia di New York


 

Autore: Paul Auster
Pagine: 314
Editore: Einaudi (Super ET)
Data di pubblicazione: 2005
Pagina su Anobii

Descrizione del libro:

Pubblicati tra il 1985 e il 1987, i tre romanzi che compongono questa "Trilogia" sono raffinate detective stories in cui le strade di New York fanno da cornice e palcoscenico a una profonda inquietudine esistenziale. "Città di vetro" è la storia di uno scrittore di gialli che "accetta" l'errore del caso e fingendosi un'altra persona cerca di risolvere un mistero. "Fantasmi" narra la vicenda di un detective privato che viene assoldato per tenere sotto controllo una persona, ma a poco a poco i due ruoli si scambiano e colui che doveva spiare diventa colui che viene spiato. "La stanza chiusa" racconta di uno scrittore che abbandona la vita pubblica e cerca di distruggere le copie della sua ultima opera.

Commento personale:
Uno di quei volumi che mentre passeggi per la libreria, attira la tua attenzione, ti chiama a bassa voce e fa sì che tu ti accorga di lui. Nel mio subconscio ne sono rimasto attratto soprattutto per il nome: mi riportava alla mente un po' Trilogia della città di K. che mi è piaciuto tantissimo, ed appunto la città di New York, affascinante, allegra e misteriosa. 
I tre racconti sebbene, non legati tra loro, hanno molto in comune, al di là del fatto che si tratta di detective-stories. Il modo di scrivere è abbastanza originale, accattivante. A tratti sembra che divaghi troppo, e deragli dai binari della storia, ed invece il sistema della narrazione è proprio quello. Personaggi forti, con una struttura che supera sia l'ambientazione (molto importante), sia il tempo, sia il susseguirsi delle vicende. A tratti prolisso, ma non ripetitivo e non stancante. Un senso di perplessità ti segue durante la lettura e ti accompagna fino alla sua fine, ed è questa l'arma vincente di Auster, che riesce a sorprenderti con storie atipiche, forse senza una conclusione vera e propria, ma decisamente fuori dal comune.

Resoconto prima spesa bar del fondo


 

Prendo faticosamente mezz'ora di permesso per trovarmi al fondo con New Mirko  (che puntualmente si presenterà con ritardo catatonic) in modo da poter fare il punto della situzione relativo alla prima spesa del bar del Fondo. Tutto è al suo posto: il file condiviso su Google Documents è artisticamente funzionale, il raccoglitore ad anelli è degno di un ragioniere milanese, la cassetta degli spiccioli è sonante ed ha un certo peso. Ci mettiamo pazientemente a contare i soldini, manco fossimo Zii Paperone. Il risultato però è preoccupante. Pur superando la spesa iniziale (e già è un risultato positivo) arranchiamo ad arrivare al numero giusto di 130 euro. Fatichiamo ad arrivare a 117, considerando anche i "pagherò". Di conseguenza, ancora una volta c'è chi ha fatto il fulbino e non ha pagato, vuoi per dimenticanza, vuoi per leggerenza, vuoi per povertà (d'animo anche).
Prossimamente provvederemo alla nuova spesa per rimpinguare gli scaffali del frigo, sperando che non si verifichino più tali nefandezze. Il bar è di tutti, il guadagno c'è comunque. Siamo grandini, vediamo di ricordarci di pagare.

venerdì 12 febbraio 2010

AAA fondisti per acquisto Frangelico


 

Chi ricorda le avventure americane mie e del Delsa di questa estate avrà di sicuro a mente di cosa stiamo parlando. In una sfarzosa cena al Caesar Palace  di Las Vegas, a fine pasto ci viene chiesto se vogliamo l'amaro (che domande!!!). Io vado di sambuca, come al solito, mentre il Delsa chiede un Galliano (bevuta scoperta durante una precedente gita a Stoccolma). L'affabile e sempre pronto cameriere, sparisce e torna con la notizia di non avere più tale bevuta, ma ne consiglia un'altra, sempre di origine italiana: il Frangelico appunto. Un liquore deliziosissimo, leggero (20° considerando che il Montenegro ne ha 23, lo Jaeger 32 e la sambuca 42, possiamo dire che va giù come acqua) e con il retrogusto di nocciola. Dopo il dolce ed una bella mangiata, è decisamente una tra le cose migliori (soffocone escluso) che ci possano essere. Oltreoceano va molto, ma da noi, in Italia è difficile trovarlo poichè ha un mercato essenzialmente di esportazione. 
Da questa estate abbiamo girato mezza Piombino per poterlo riassaggiare. Ma nada. Zero. Tornato in USA, a New York ho potuto farlo assaggiare a Tina, che ha confermato il mio giudizio sulla sua squisitezza. Così, nuovamente assieme a Delsa, ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo ordinato su internet. 5 bottiglie già andate a ruba. Due per me, una per lui, una per Turimbuktù e una per Tremendo.
Le mie due sono già finite. Urge quindi un nuovo acquisto. Ne ordinerei almeno 10 questa volta. Fondisti, fatevi sentire o lasciate un segno tangibile se volete essere della partita. La spesa dovrebbe essere sui 14 a boccia.

PS: al Kitch Cafè gira voce che ce l'abbiano, ma noi siamo delle Fate, e attraversare la stra è troppa fatica.


giovedì 11 febbraio 2010

Social Networks: ma quanti sono? Ecco Buzz


 

Non faccio in tempo a capire il funzionamento di uno, che subito ne nasce un altro con utilità differenti anche se simili. E' quasi impossibile star dietro a tutti quanti, ma lo è altrettanto ignorarli e non utilizzarli. E' come chi si ostina a non utilizzare un telefono cellulare. Spesso non utilizzando determinati servizi sei fuori dal mondo. Non è che poi sarebbe esclusivamente un male... Dopo essermi sforzato per entrare il più tardi possibile su FaceBook adesso, è una pagina che apro regolarmente più volte al giorno con cui prediligo contattare gli amici a scapito di Skype, delle email o degli sms. "ciao, allora stasera pizzetta da Maso?" Messaggio multiplo agli amici del Fondo ed il gioco è fatto. Soprattutto per comodità: lo usano quasi tutti.
Twitter lo prediligo in quanto ad immediatezza e semplicità. Riesce ad arrivare più lontano nel mio immaginario, ma lo uso solo per i contatti in rete e gli amici virtuali, peccato che gli altri non usino. Idem per tutta una serie di servizi in puro stile web 2.0 di cui non posso fare più a meno: iGoogle e le sue applicazioni, Last.fm per ascoltare la musica, Anobii per catalogare i miei libri e così via.
Dopo aver abbandonato per mancanza di interesse la beta di Google Wave adesso mi entra direttamente dalla cassetta delle lettere di Gmail, un nuovo servizio di Big G: Buzz. Sembra uno dei tanti, ma non lo è e non lo sarà. Primo perchè appunto Google lo lega a Gmail e quindi conterà su un bacino di utenti non indifferenti. Secondo perchè la sua utilità è sotto gli occhi di tutti e per certi versi riprende (copia?) un sistema a cui siamo abituati utilizzando Twitter.
Puoi condividere foto, testi, video con i tuoi contatti, puoi fare da follower e puoi anche fare uno share su Flickr, Picasa, Twitter e Google Reader (escluso Picasa uso già gli altri, quindi ottima idea l'implementazione). Si può condividere sia in modo pubblico, che in modo privato (tra gruppi scelti di followers).
Secondo me questo Buzz è la rivoluzione web 2.0 del 2010.

mercoledì 10 febbraio 2010

Sherlock Holmes (2009)


Questa sera al CineFondo è stato proiettato lo Sherlock Holmes di Guy Ritchie (in pratica l'ultimo film fatto). Escludendo ciò che fa parte della conoscenza comune ed innata che è insita in ogni essere umano, io personalmente so poco o niente di questo personaggio. Mai letto un libro di Arthur Conan Doyle e mai vista una sola puntata della fortunata serie con Basil Rathbone. Quindi le mie impressioni sul film sono dovute anche alla mia ignoranza sul tema.
Certo nel mio immaginario, il personaggio era un tantino diverso da quello visto questa sera. Lo credevo più canonicamente stereotipato nell'investigatore ottocentesco amante sì della ragione e del metodo di ricerca empirico, ma anche più condizionato dall'epoca in cui è stato "costretto" a vivere. 
Il film mi è risultato quindi piacevolissimo, sebbene possa capire che i più transigenti nostalgici, divoratori di libri e più conservatori possano aver storto più volte il naso. Può capitare... Ma me ne frego altamente. Ciò che ho visto è un riadattamento del celebre personaggio in una versione assai più moderna, delle volte ironica e con una non tanto velata spruzzatina di Hollywood. Il tutto è risultato estremamente piacevole con Downey e Jude Law che interpretano senza pecche rispettivamente Holmes e Watson.
La storia è avvincente, con spiegazioni e colpi di scena del buon cinema di intrattenimento. Una elaborata lotta tra la scienza e la magia, in cui la prima ha la meglio e tende a screditare il lavoro occulto di sette, superstizioni e riti di stampo pseudo religioso il cui fine altro non è che il controllo ed il potere. Uno Sherlock Holmes inoltre a tratti arrogante (per certi versi può ricordare Lincoln Rhymes di Deaver, più simpatico) con un meticoloso occhio per i dettagli e la scienza. Non lascia niente al caso e l'intuizione deriva da uno studio attento dei fatti.
Consiglio la visione, senza riserve.

martedì 9 febbraio 2010

David Brin, Gregory Benford - Nel cuore della cometa


 Brossura 574 Pagine
 Edizione: 1 ISBN-10: 8842906875 ISBN-13: 9788842906872
Editore: Nord (Tascabili Fantascienza)
Data di pubblicazione: Mar 01, 1992
Pagina di Anobii

Descrizione del libro:

Ogni 76 anni ritorna uno dei più affascinanti e misteriosi visitatori che l'umanità ricordi: la Cometa di Halley. Il suo passaggio più recente è ancora fresco nella memoria, ma questo straordinario romanzo ci parla del prossimo appuntamento, e della spedizione di un gruppo di scienziati su Halley, non solo per scoprirne i misteri, ma per trasformarla in un luogo adatto alla vita. Tra meraviglie tecnologiche e sforzi sovraumani di adattamento, i segreti sepolti nel cuore della cometa (tutt'altro che priva di forme di vita) trasformano un immane progetto di colonizzazione in una spietata lotta per la sopravvivenza. Tuttavia, le minacce non vengono solo da un ambiente irriducibile, ma anche dagli stessi membri della spedizione, un complesso microcosmo che riproduce tensioni, conflitti e pregiudizi che hanno portato la Terra sull'orlo della catastrofe.

Un grandioso affresco, che ha pochi eguali per ricchezza d'idee ed efficacia narrativa, dove si ritrovano tutti i più grandi temi della fantascienza.

Commento personale:

Veramente avvincente e sorprendente la narrazione di qeusta avventura. Sebbene per certi versi datata (scritto negli anni 80) la storia si presenta interessante, sia dal punto di vista dell'avventura che da quello delle spiegazioni. Un misto tra tecnologia avanzata ed applicazioni biologiche, senza tralasciare il fattore umano e morale. Inoltre i personaggi non sono semplici manichini che seguono e servono la storia, sono invece ben costruiti con pensieri, dubbi, passioni. Il tema scelto, quello della colonizzazione e quello della cometa Halley, danno inoltre un senso di realismo, forse più tangibile negli anni in cui è stato scritto il romanzo, visto che ad oggi, la proiezione futuristica dell'avventura è forse troppo ottimistica.
Il libro è leggermente lento nella sua parte inziale, ma con lo sfogliare delle pagine risulta più repentino ed avvolgente.

Consiglio inoltre di ricercare informazioni sulla cometa Halley, i suoi cicli, le sue immagini. Infatti anche dal punto di vista scientifico, l'interesse non è mai basso, e ricercando dati supplementari si finisce per sentirsi ancora più dentro al libro.




Il dito magico e nuova modifica

 

Dopo una massacrante giornata a lavoro giungo al Fondo in un lunedì sera senza infamia e senza lode. Sentivo dentro di me uno strano effetto psichedelico, non dovuto a nessun particolare abuso di droghe sintetiche, ma non ci ho fatto caso, poichè si mischiava e si confondeva con strane vocine martellanti dentro la testa. Può sembrare fantascienza, oppure un semplice condizionamento dopo il bellissimo ed avvincentissimo film che ho visto ieri al cine, mentre si tratta della pure realtà: sentivo in me uno strano potere paranormale (oltre al fatto di non azzeccare il tempo di due verbi in fila).
Fatto sta che arrivato al fondo il problema della serata era l'audio del digitale terrestre, che misteriosamente non funzionava, nonostante ripetuti tentativi da parte di "easy  man from Tennessee boy" Digia, il tecnico audio / video per eccellenza. Dopo essermi fatto un goccino di Frangelico decido di intervenire. E con il solo tocco del mio dito magico, premo il pulsante giusto, nel tempo giusto, con la giusta pressione, il giusto feeling ed il giusto karma esistenziale. L'uomo e la macchina diventano un tutt'uno, e nella mente mi si aprono nuove frontiere cibernetiche. Zigzagano tra i circuiti dell'amplificatore Kenwood noto subito il problema, ed il mio dito magico (bimbe venite) aggiusta per sempre il problema.
Dopo questa prova divina è la volta della Wii: grazie al nuovo hard disk preistorico da ben 40GB ed alla formattazione in stocazzowii fatta con programmino_apposta_per_formattare_in_quel_modo_lì_una_memoria da stasera non ci sarà più bisogno di masterizzare su dvd le nostre copie di backup (regolarmente acquistate da non so chi in maniera del tutto legittima, o almeno così crediamo, altrimenti è colpa del Tremendo). Da stasera una nuova frontiera è stata raggiunta: le .iso si infilano direttamente nell'hard disk e festa finita.


lunedì 8 febbraio 2010

Paranormal Activity (2007)

 

Andare fino a Livorno per vedere questa ciofeca di film è stato veramente da idioti. Tanto clamore, tante pubblicità per qualcosa di inaspettatamente ridicolo. Il film che ha terrorizzato l'America? Ma che??? Iniziamo con l'orario non tanto fortunato, infatti alle 18:00 al multisala c'è una masnada di ragazzetti livornesi ed un gallinaio di bimbette attopate che schiamazzano. Avessero preso un po' più d'uccello forse la smetterebbero di urlare ad ogni tonfo durante il film.
Attenzione, rischio SPOILER.
La storia, se proprio di storia vogliamo parlare, è banale, insipida e mal spiegata. Non un perchè, non un cenno religioso, satanico o da cabala. Niente di niente. I personaggi (due soltanto, più due comparse) miserrimi. Se son stati spesi pochi soldi per girarlo, nessuno si stupisce. Una versione ritardata di The Blair witch project, in cui a grandi linee un cassaintegrato della Lucco ed una studentessa fuori corso di lettere hanno dei problemi con un non meglio precisato demone incazzoso. Molto sentito è il tema del risparmio energetico in quanto le luci vengono accese raramente, anche se di notte si sentono rumori inspiegabili: meglio camminare al buio con la telecamera in spalla. I due ragazzi, che non fanno nulla tutto il giorno e la notte neanche ci danno dentro, insistono nel voler studiare questo strano fenomeno paranormale. Ad un certo punto chiamano l'esorcista di quartiere che però è in ferie, partito per Puket insieme al Masa. La ragazza, l'ultima sera viene posseduta (dal demone, non dal fidanzato che forse è gay) e mentre la telecamera NON inquadra uccide il ragazzo. Fine.
Insomma, non andatelo a vedere al cinema, risparmiate i vostri soldi. Se proprio volete vederlo scaricatelo da eMule o con utorrent (sempre se nella vostra nazione non sia illegale farlo), ma non sprecate i vostri soldi. Neanche il Tremendo ha avuto paura (vabbeh, un pochina sì).

domenica 7 febbraio 2010

Prenotati i biglietti online


Acquistati da pochi minuti i biglietti per cinema Medusa a Livorno per il film horror del millennio... Paranormal Activity , evento di cui si parla molto e si è già parlato molto anche oltre oceano. Speriamo non deluda le aspettative, soprattutto perchè gli horror per piacermi, devono essere fatti davvero bene. Intanto abbiamo optato per una visione comoda, con audio degno di nota e la possibilità di scegliere i biglietti online, da casa... Certo ci fosse anche a Piomba un cinema così, si risparmierebbe anche in gasolio... Ma accontentiamoci dei livornesi. Comunque presi sette posti centrali nella fila F, la migliore disponibile stamani... Il mio biglietto sarà l'F11 o l' F10, idem per Robyz che mi ha assistito. Gli altri se la giochino tra loro: sono comunque tutti posti da cui si dovrebbe vedere perfettamente lo schermo.
La serata proseguirà al Babayaga di Cecina per i più temerari timbratori di cartellini della Val di Cornia, mentre io proseguirò per Piombino, pizzetta povera o dal Tranquillo (no, stavolta, no).
"Coming soon" per la recensione del film...

sabato 6 febbraio 2010

Una mattinata a lavoro per la WII



Eh sì, per il Fondo questo ed altro... In piedi dalle 8:00 causa insonnia impertinente, mi armo di santa buona pazienza, dvd vergini (rigorosamente Verbatim), custodie, pennarelli, un burner e così via... Il tutto per poter portare al FondoTech (la nuova divisione dedicata alla Tecnologia multimediale del Fondo) nuovi giochi della Wii. Grazie a molto patimento e sudore, siamo riusciti a moddarla via software ed adesso possiamo giocare con le nostre copie di backup. O per fare un esempio al limite del legale, volendo si potrebbe accedere a DDuniverse, scegliere il gioco che più ci aggrada, metterlo in download da un emule qualsiasi, attendere qualche giorno che sia finito, scompattare l'archivio, e masterizzarlo alla spasmodica velocità di 2x...
Insomma, due palle assurde, ma ci vuole qualcuno che lo faccia... e l'idiota di turno sono io. Si spera inoltre che ogni cosa funzioni correttamente e che i files non siano danneggiati. Se la sorte mi assiste da questo pomeriggio la truppa fondista avrà nuovi titoli tra cui scegliere, e nello specifico:
  • Bowling Pinbusters
  • Super Mario Galaxy
  • Academy of Champions
  • Virtua Tennis
  • Call of Duty - Modern Warfare
In attesa che poi la morphxt mi termini altre 4 copie di buckup che ho messo in prova... Un piccolo passo noioso per il mio masterizzatore, un grande passo per l'umanità del fondo. Sempre più Centro OZ.

giovedì 4 febbraio 2010

Damon Knight - SV - Sea Venture




Autore: Damon Knight
Anno: 1985
Titolo originale: CV
Voto: 2/5
Pagine:
Pagina di Anobii

Trama del libro e quarta di copertina:

 La S.V. o Sea Venture, è il primo habitat marino autonomo in funzione sugli oceani della Terra. Questo enorme vascello, capace di spostarsi lungo le correnti marine e di immergersi a piacere, per ogni viaggio ospita una piccola città di passeggeri stabili con allevamenti, coltivazioni, negozi e laboratori oceanografici, nonchè un migliaio di escursionisti. Anche in questa crociera tutto procede normalmente, finché dal fondo di un abisso non compare un nuovo e temibile passeggero: un virus misterioso che colpisce in modo quasi premeditato un passeggero dopo l'altro, provocando inspiegabili stati comatosi e ancora più strani mutamenti di personalità. Aggiungiamo a bordo la presenza di un sicario ad alto livello e della sua vittima, e avremo il più recente capolavoro di uno dei maestri della fantascienza moderna. 

Commento personale e recensione:

 Come un "filme" di seconda categoria
Forse dovrei diminuire le letture degli Urania visto che non sono molto fortunato. Idea quasi buona, anche se trita e ritrita, peccato che l'ambientazione sia forzatamente fantascientifica ed assomigli alla trama di un filmetto anni ottanta... Personaggi quasi inesistenti tanto sono deboli, e la classica "epidemia" misteriosa anticipano fin da principio altri temi un po' scontati.

mercoledì 3 febbraio 2010

Arthur C. Clarke, Gregory Benford - Oltre Il Buio Della Notte


Autore: Arthur C. Clarke, Gregory Benford
Anno: 1990
Titolo originale: Beyond The Fall Of Night
Voto: 4/5
Pagine: 322
Pagina di Anobii
Acquista su Amazon

Trama del libro e quarta di copertina:

Diaspar è l'ultima città rimasta sulla terra. Circondata da altissime mura la città-fantasma ospita gli ultimi rappresentanti del genere umano che conducono un'esistenza drammaticamente monotona, dominati dai robot e tormentati dal ricordo del loro remoto passato. Uno solo di essi Alvin, avverte l'ormai sconosciuta ansia di conoscere, aspira a uscire dal buio che lo opprime. Riuscirà nel suo intento, la sua iniziativa che comporterà il sacrificio della sua vita, avvierà il riscatto e la rinascita per il genere umano. 

Commento personale e recensione:

Oltre ogni aspettativa
Non sono un amante di Clarke, ma per una volta resto stupito in positivo. Non fa parte delle sue opere classiche, e forse proprio per questo i temi sono quelli a me più congeniali. Il futuro immaginato è talmente lontano da rasentare l'incomprensione. Una quasi onnipotenza caratterizza una parte evoluta del genere umano, che però ha perso il proprio passato ormai da milioni e milioni di anni. Non sono soli, e gli altri esseri pensanti, sia naturali che creati, vengono ad interagire in una storia tanto misteriosa, quanto repentina. La noia e lo scontatezza vengono del tutto eliminate con descrizioni interessanti e non troppo particolareggiate.