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giovedì 17 marzo 2011

Auguri Italia (anche se poco mi interessa)

Ci sta che sia il primo articolo politico che faccio sul blog, ma non ho resistito alla tentazione. Non che sia un fan sventolatore della nostra bandiera, ma grazie a FaceBook ho deciso anche io di metterla fuori del terrazzo. Cosa ne penso sinceramente dei 150 anni dell' unità d'Italia? Niente di particolare, solo che è stata quel che è: un'unione grazie ad una guerra di conquista (o di liberazione) dello Stivale per mezzo di una monarchia (con l'aiuto della massoneria). Detto questo, tanto per fare chiarezza, sono fiero di essere italiano quanto lo sono di essere toscano. E lo sono sempre stato, a differenza di molti che si svegliano adesso. Non so quanto avrei resistito se fossi nato francese o tedesco, insomma. Considerando l'appartenenza ad una nazione piuttosto che ad un altra, soltanto casualità direi che mi è andata parecchio bene. Di conseguenza il mio sentimento di patriottismo è decisamente anche una forma di ringraziamento. Per come sono fatto credo che sarei stato attaccato alla mia nazione anche se fossi nato israeliano o americano o svedese. Di certo no se fossi nato in Ucraina, Grecia o Belgio.
Ma torniamo al perchè di questo articolo? Per salutare tutti gli amici e conoscenti che hanno da sempre odiato la bandiera ed il patriottismo vedendolo solo come simbolo della destra, ed adesso la usano in contrapposizione al federalismo leghista. Quindi sempre con un sentimento di odio. Nessuno al di fuori dei Mondiali di calcio si è mai inculato la nostra bandiera, ed adesso ci sono quelli pronti a manifestare il proprio amore inscindibile per l'Unità. Poi ci sono quelli che qualche anno fa hanno tappezzato tutte finestre con le bandierine della pace. E d'un tratto le guerre sono finite. Improvvisamente. Tutte di un colpo hanno smesso di esistere ed ora non ci sono più tali baniderine (a Castro a San Francisco, son rimaste). Ma a me (mi) piacerebbe vedere il tricolore più numeroso rispetto alle bandiere colorate di qualche anno fa, quindi ecco perchè la mia sventola felice. Ci sono inoltre gli inossidabili ed alternativi che festeggiano San Patrizio, noto personaggio cattolico anche per gli atei intransigenti, sentendosi un po' più irlandesi (non è chiaro il motivo). Poi ci sono pure quelli che pensano che il federalismo sia una secessione e la desiderano talmente tanto che hanno paura di vedere il tricolore che sventola. La bandiera dell'Italia è anche per loro, come per quelli che arrivano qui e dettano legge credendo di essere ancora nel loro paese dittatorializzato. Un monito per ricordare loro dove si trovano. Ed anche per tutti quelli che hanno bisogno di Benigni per capire (o credere di capire) il significato del nostro inno, la cronistoria mazziniana e la lista delle bellezze italiche. Come se loro a scuola non ci fossero mai andati, o come se fossero stati troppo occupati, nell'era di internet, ad informarsi da soli. Non per ultimo l'articolo è anche per non restare indietro agli altri blog italiani che parlano dell'argomento, come se non ci fosse altro di cui scrivere: non voglio perdere posizioni nel rank.
Finito questo una domanda: in Italia si sta meglio o peggio? Dipende rispetto a dove e rispetto a quando. Di sicuro si sta meglio secondo me (senza il dipende) e "ci sono cose che nessuno ti dirà, ci sono cose che nessuno ti darà, sei nato e morto qua, nel Paese delle mezze verità" [cit.]

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