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venerdì 17 giugno 2011

Robert Heinlein - I figli di Matusalemme


Autore: Robert Heinlein
Editore: Urania (584)
Pagine: 166
Voto: 2/5
Pagina di Anobii

Trama del libro:

La persecuzione dei «diversi» è stata praticata da che mondo è mondo in tutte le società: diversi per il credo religioso o politico, diversi per le usanze, diversi per il colore della pelle, i gruppi minoritari non hanno mai avuto la vita facile. Che cosa fa credere ai Figli di Matusalemme che a loro sarà riservato un trattamento migliore?
L'immortale e funesta speranza che gli uomini siano, malgrado tutto, ragionevoli, che una «diversità» involontaria, genetica, innocua, possa essere accettata con una scrollata di spalle.
Anche se si tratta di una diversità che riguarda la durata della vita, e che divide la specie in due gruppi: i molti che misurano il tempo in anni, e i pochissimi che lo misurano in secoli.
 Commento personale e recensione:

Piano piano mi sta cadendo il mito di Heinlein (ne ho recensiti due, ma ne ho letti sei). E' infatti già il secondo libro così e così. Forse è più una chiacchierata di stampo sociologico sul razzismo e sui disordini, piuttosto che una una storia di fantascienza. Forse leggerlo oggi, sminuisce l'inventiva dell'autore. Forse anche i grandi maestri fanno passi falsi. Fatto sta che l'inizio è buono, carico ed interessante, ma il proseguo risulta stantio ed alle volte noioso. Non brutto in sé, sia chiaro, ma manca la scintilla per far carburare il motore. Vada per il concetto di discriminazione e l'odio nei confronti del diverso, ma certe volte sembra che sia un po' tirata per i capelli tutta la trama e che possa essere usata per andare avanti nel proseguo della storia. Sempre di alto spessore però le varie riflessioni, sia filosofiche (politiche?) che scientifiche, di cui Heinlein è un artista nato. Sull'ambientazione è un po' esagerato, ma l'aspetto transumano è al passo con i tempi, con ottimi spunti sulla longevità. Pur non essendo il top preferisco però Il Ciclo dei Mendicanti della Kress.

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