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martedì 21 giugno 2011

Stephen Gunn - Vladivostock hit

More about Vladivostok Hit

Autore: Stephen Gunn (Stefano Di Marino)
Editore: Mondadori (Segretissimo)
Pagine: 272
Voto: 4/5
Pagina di Anobii

Trama del libro
Antonia Lake è un killer. Antonia Lake è la regina dei killer. Antonia Lake ha un nuovo contratto, eliminare il più feroce boss della Yakuza giapponese. Primo problema: l’operazione è il suo biglietto di ingresso a una cupola criminale che fa apparire la yakuza come Disneyland. Secondo problema: il campo di fuoco è una città maledetta, ultimo avamposto degradato al limite estremo della Siberia. In una discesa agli inferi tra feroci guerre per bande e inimmaginabili antri di depravazione, Antonia Lake si troverà a confronto con l’incarnazione del male assoluto.
Dall’autore-culto del Professionista, l’eroina più temeraria e letale del nuovo millennio.


Commento personale e recensione:

Resta sempre un piacere leggere questo tipo di romanzo di avventura. Scritto sempre in modo impeccabile, coinvolgente, senza nessun tipo di sbavatura. Davvero è uno dei migliori scrittori del genere. E' il mio primo romanzo con Antonia Lake, ed in effetti è la sua prima avventura solitaria. Grandissimo personaggio femminile. Ben costruito, ai livelli di Chance, forse ancora più curioso. L'ambientazione ai confini del mondo, nella fredda Russia orientale, è decisamente originale. Innesti di mafia, di spionaggio, di politici corrotti, di Yakuza, di malavita di ogni tipo e società. Grandissimo. Peccato che certe volte si perda in alcuni particolari di poco conto, ma che se studiati meglio non avrebbero fatto brutta figura. Avere un tatoo maori non significa essere neozelandesi ad esempio. Poi alcune soluzioni sembrano semplicistiche e sbrigative, come l'uso delle lame al posto delle unghie, che praticamente risolvono più di una situazione disperata. Poi il finale crudo, immediato è tipico di Gunn, ma io spero ogni volta in qualcosa di meno netto, più soffuso. Tornando invece alle cose positive, non dimentichiamo i personaggi e la loto psicologia. Non solo al protagonista, ma anche la spalla russa della polizia, la giornalista intraprendente, il Tristo Mietitori che si ispira in parte a Rasputin, in parte Undertaker ed in parte ricorda anche il Kaiser Soze de i soliti sospetti. Sempre in ambito cinematografico non possiamo non notare somiglianze con il film Hostel e la serie Saw l'enigmista. La crudeltà nelle descrizioni è visibile fin dalle prime pagine. Una violenza sadica e malata, che sono il fiore all'occhiello del libro, oltre ad Antonia, un personaggio femminile creato per un pubblico maschile. Anche lei marcia dentro, come il Professionista. Non riesce ad allontanarsi dalla sua stessa vita, quella del killer professionista che lavora per la malavita. Tutto ciò può essere come una perfetta puntata pilota, spero di leggere ancora avventure in solitaria di questo bellissimo personaggio.

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