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domenica 31 luglio 2011

Mark Dunn - Lettere : Fiaba epistolare per lipogrammi progressivi

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Autore: Mark Dunn
Editore: Voland Edizioni
Pagine: 240
Voto: 4/5
Pagina di Anobii

Trama del libro:

A Nollop, isola a largo degli Stati Uniti, si venera la lingua. Il fondatore della comunità ha coniato un'espressione di soli trentacinque caratteri contenente tutte le lettere dell'alfabeto e la celebre frase è riportata sulla base del monumento a lui dedicato. Un giorno però una lettera cade e il Gran Consiglio decide di vietarne l'uso parlato e scritto. Poi ne cade un'altra e un'altra ancora. I cittadini sconvolti si scambiano missive disperate, piene di neologismi e acrobazie lessicali. Ma cominciano letteralmente a mancare le parole. Un'esilarante sequenza di lipogrammi sempre più restrittivi, una lotta dei protagonisti contro il tempo per coniare la frase che salverà gli isolani e la libertà d'espressione.


Commento personale e recensione:

Ancora una volta un libro comprato, letto ed amato grazie al tam tam della rete. E' infatti grazie a due social network (Facebook ed Anobii) che vengo a conoscenza della Voland Edizioni. Approfittando degli sconti estivi mi catapulto a prendere questo sconosciutissimo (per me) libro di un altrettanto sconosciutissimo (sempre per me) autore.
Si tratta di un'opera decisamente originale scritta secondo il sistema epistolare. Il bello è che questo avviene in lipogrammi, ovvero attraverso componimenti letterari creati utilizzando parole scelte in modo che non vengano usate una o più lettere dell'alfabeto. E' una storia fantastica, ma profondamente attuale e cruda, se vogliamo vederla dal punto di vista distopico / dispotico. L'ottusità del Consiglio che governa l'isola di Nollop fa paura. Anzi orrore. Con un fondamentalismo quasi religioso per i componimenti letterari possiamo vedere una popolazione annullarsi lentamente. Inizialmente infatti siamo lieti di gustarci i fuochi d'artificio linguistici con cui gli abitanti dell'isola usano la corrispondenza. Mano a mano che progressivamente debbono usare sempre meno lettere, può sembrare solo una sfida ad andare avanti. Uno sforzo curioso, per certi versi paradossale, ironico, esilarante. Quando però ne restano a disposizione solo una manciata, è triste vedere a cosa si sono ridotti. Frasi quasi completamente stravolte, inconcepibili, che suonano talmente male da graffiare le orecchie e l'intelletto. Un applauso grande grande non solo per Mark Dunn, autore dell'opera, ma anche (e forse soprattutto) per Daniele Petruccioli che ha tradotto e forse reinventato parte della storia.

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