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martedì 27 settembre 2011

R.E.M. - Up


Artista: R.E.M.
Anno: 1998
Tipo album: studio
Numero tracce: 14
Pagina di MusicBrainz

Un cambio di tendenza nella mia collezione musicale, che si allontana pesantemente dal metal o dall'hard rock, ma che non lascia per niente deluso. Oltre che discostarsi dai miei abituali gusti musicali, UP riesce ad essere sperimentale anche per quanto riguarda la produzione dei R.E.M. stessi, avendo caratteristiche prettamente legate all'elettronica ed abbandonando (per forza di cose) una batteria di tipo fisico. Abbiamo quindi un forte uso del sintetizzatore e note decisamente pulite, cristalline, da campionatura. A leggerla così potrebbe sembrare anche quasi un insuccesso, non fosse per le straordinarie chitarre di Peter Buck e per i testi, vere e proprie poesie, che vengono fuori dalla penna di Stipe. Tracce per lo più lente, ma non soffocate, piuttosto introspettive che lasciano spazio a pensieri e parole. Testi impegnati e rassegnati (Sad Professor e The apologist), romantiche dichiarazioni d'amore (con la mia preferita At my most beautiful) , permettono la presenza anche di sonorità più accattivanti (Lotus, Hope e Walk Unafraid). L'elemento elettronico è presente in ogni traccia, pur non oscurando il lavoro di arpeggi, distorsioni e tastiere pure. Un fiume di parole che si susseguono a ritmi riflessivi che nascondono veri e propri capolavori indimenticabili come anche la più conosciuta Daysleeper. L'immediatezza dei pezzi non è il fulcro dell'album, in quanto per apprezzare ottimi lavori spesso ci si deve dedicare ad ascolti più attenti. Ed è proprio per questo che Up piace a dismisura: le tracce iniziano a far parte di te stesso. Un album minimalista se vogliamo, ma che subentra in punta di piedi, onesto ed educato nella (mia) storia musicale.
Non posso che inserire come video la geniale e sorprendente At my most beautiful, da dedicare alle persone più care.


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