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martedì 10 settembre 2013

Danny Wallace - La Ragazza Di Charlotte Street


Autore: Danny Wallace
Anno: 2012
Titolo originale: Charlotte Street
Voto: 2/5
Pagine: 429
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Trama del libro e quarta di copertina:

Londra, Charlotte Street. Jason Priestley, ex insegnante e aspirante giornalista dalla vita sentimentale sgangherata, è appena uscito da un pub quando vede una ragazza. Cappotto blu, belle scarpe, una montagna di sacchetti, pacchi e scatole, sta lottando con la portiera di un taxi quando una borsa le scivola di mano e cade a terra. Jason interviene e lei gli sorride. Un sorriso incredibile, che si infila sotto la pelle. Poi la portiera del taxi si chiude e la macchina si allontana nella sera. Tutto sembra perduto per sempre, ma a Jason è rimasto qualcosa in mano: una piccola scatola nera, una macchina fotografica usa-e-getta. È l'inizio di una rocambolesca caccia al tesoro attraverso tutta la città, guidato solo dalle fotografie della misteriosa ragazza. Aiutato da Dev, il vecchio amico dell'università con il quale divide casa, bevute e (dis)avventure, Jason cercherà di rintracciare la sua sfuggente Cenerentola e con lei di riprendere in mano le redini della propria vita.

Commento personale recensione:

 In condizioni normali, un libro del genere lo avrei votato con una stella, niente di più. Mi ha ricordato per certi versi il tritura palle di Fabio Volo, ma almeno Wallace (non il David Foster, ma il semplice Danny) non fa il saggio filosofo portatore di verità e di citazioni. E' partito subito bene, perchè certe volte come dice Dev (uno dei coprotagonisti ) è destino... Ed almeno nelle prime pagine, nonostante tutto ti ci ritrovi. O te, o qualche tuo amico. Poi siamo a Londra, raccontata non in modo turistico. Insomma, il personaggio ed i suoi giovani aiutanti possono iniziare un'avventura abbastanza realistica e grossomodo divertente. Lo strazio e la devastazione di una storia interrotta, la ricerca di un obiettivo, anche stupido e senza senso, l'aggrapparsi a situazioni o amicizie particolari, lo hanno reso in qualche modo molto vicino a me. Peccato che però sia estremamente prolisso per ciò che vuole raccontare e non si arrivi mai al dunque. Wallace non ha il dono di intrattenerti, il più delle volte ti annoia, fatica a far decollare la trama che avrebbe potuto essere o più divertente o più triste. Invece resta sospesa in un limbo decisamente piatto. Si cerca di giocare su alcune situazioni imbarazzanti o inusuali, sul nome Jason Priestley che dovrebbe ricordarci il Brandon di Beverly Hills 90210, ma chi se lo incula? Tanto tanto si fosse chiamato Luke Perry... Poi ok, non tutti si massacrano con alcool e droghe, ma qui manco una canna. E che gioventù è? Con una space cake la gente dà di matto, proprio quando il realismo ne risente. Buoni i focus sui social network come estensioni di se stessi, ma anche qui alla lunga stanca. Dai due terzi in poi si ha una crescente e rovinosa involuzione dei rapporti di Jason, che perde tutti gli amici in una manciata di pagine, salvo poi riconquistarli non facendo praticamente nulla. Cosa peggiore è quel senso di buonismo e risoluzione dei problemi che non sta nè in cielo nè in terra. Colpa sua o meno, non vedo come sia possibile ristabilire rapporti con la ex (incinta) ed il suo nuovo fidanzato. Un minimo di midollo dovrebbe pur averlo, anche se magari le palle le ha perse. Tutto perfetto al termine, con lieto fine scampanellato fin da subito. Resta però qualcosa, non si dimentica sebbene non susciti i miei applausi.

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