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lunedì 14 ottobre 2013

Giancarlo De Cataldo - Io Sono Il Libanese


Autore: Giancarlo De Cataldo
Anno: 2012
Titolo originale: Io Sono Il Libanese
Voto: 3/5
Pagine: 131
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Trama del libro e quarta di copertina:

Roma, 1976. Un anno prima che tutto accada. Il Libanese freme. Il Libanese ha tre amici, Dandi, il Bufalo, Scrocchiazeppi. Passa con loro da un colpetto all'altro, tiene le armi delle altre bande. Il Terribile, che aspira a diventare il capo dei capi, tratta lui e gli altri pischelli come miserabili. Ma il Libanese non è uno dei tanti. Il Libanese ha un sogno. Un sogno ancora troppo grande per lui. Poi, una sera, il Libanese incontra Giada. Lei è bella, ricca, inquieta. Lei vuole cambiare le cose. Lei vuole fare la rivoluzione. Giada appartiene a un altro mondo. Il Libanese ne è stregato. E nello stesso tempo comincia a intuire che proprio da quel mondo potrà venire l'idea che gli permetterà di rendere il suo sogno una realtà. È grazie a lei, inconsapevole guida, che il Libanese penetra nel mondo dei ricchi, prima come pusher di un grande artista schiavo dell'eroina, e poi organizzando, con i suoi compari, un primo sequestro di persona (preludio di quello che segnerà, appena pochi mesi dopo, la nascita della Banda): il sequestro di un ricchissimo palazzinaro, padre di Sandro, l'amico del cuore di Giada...

Commento personale e recensione:

 Come già accennato nella recensione della serie TV dedicata a Romanzo Criminale, posso definirmi un fan dell'universo creato e raccontato da De Cataldo. Così non potevo farmi mancare questa Roma del 1976 in cui il Libanese, vero leader della banda, muove i suoi primi passi nel mondo del crimine organizzato. Fa anche un po' di tenerezza se vogliamo, in quanto osserviamo questo cucciolo ringhiare contro i grandi, sapendo poi che lui diventerà il mastino di cui tutti avranno paura. Scritto in maniera cruda e violenta, anche verbalmente, però resta ben al di sotto del libro di cui funge da prologo.E' vero che il Libanese a venticinque anni resta molto interessante, ma in poco più di cento pagine vengono ritagliati pochi posticini per gli altri membri della batteria. Mentre c'è ampio spazio per la storia d'amore con Giada e le immani differenze tra i due innamorati. Comunque non è banale e la storia va avanti da sola, riempiendo bene alcuni vuoti sulla psicologia di Pietro Proietti, futuro re di Roma.

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