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domenica 17 aprile 2016

Juventus 4 - Palermo 0

Manca la matematica, ma possiamo farne anche a meno. Senza sbilanciarci, senza inutili giri di parole scaramantici. Siamo arrivati a vincere il quinto scudetto consecutivo. Un'impresa immane, storica, epica. Abbiamo iniziato male, così male che temevo la conclusione del ciclo in maniera ai limiti del vergognoso. Ma la rimonta è stata più bella, insperata, meticolosa, schiacciante. La squadra italiana che ha fatto meglio in Europa, non solo quest'anno, ma negli ultimi cinque, quella con il più alto coefficiente UEFA, quella che se la gioca alla parti anche con le più forti e blasonate, quella che in Italia non ha rivali. Le scuse poi sono terminate, le inseguitrici si sono fermate creando e cercando alibi, come se potessero condizionarci, ma eccoci qui a dare un poker al Palermo. Partita semplice sulla carta, anche se loro dovevano dimostrare di non voler retrocedere. Partita semplice anche in campo però, perchè i nostri sono più forti, più bravi ed ancora più motivati. Non abbiamo subito la pressione di giocare dopo il Napoli, non abbiamo subito la pressione di giocare prima del Milan. Queste sono solo patetiche scuse, mezzucci utilizzati da chi non è abituato a vincere e crede nelle teorie del gombloddo, della sfortuna, della casualità. Il fatto è però uno solo, la straordinaria capacità della Juventus di fagocitare ogni competizione, di essere sempre protagonista, di provarci con tutte le sue forze. Kedhira, Pogba, Cuadrado, Padoin: quattro reti pesantissime, un punto esclamativo indissolubile. Salutate la capolista, #finoallafine.

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