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mercoledì 27 aprile 2016

Sereno variabile su Stoccolma

Cari amici di VER è passato del tempo (il blog sarebbe nato di lì a poco) da quando visitai la svedesissima Stoccolma, così quando ho letto le note di viaggio di un nostro stimato lettore, mi sono lasciato trasportare ed ho deciso di pubblicarle. La sua vacanza è durata quattro giorni, il tempo necessario, per studiare e vivere la città da turista. Ecco quindi le sue impressioni, buttate di getto su di un taccuino virtuale ingiallito, un diario di viaggio che rende il nostro inviato speciale un'interessante fonte di idee e sensazioni. Di cui ovviamente faremo tesoro:

Dopo tre ore scomode di volo, grazie al sig. Ryan, eccoci a Stoccolma Airport. La successiva ora e mezza di comodo bus ci porta a destinazione Stoccolma City. L'arrivo è notturno, il buio e il mare sono disturbati dalle molteplici luci della città. La metro è un ambiente pulito e pittoresco, dove artisti hanno lasciato impresse gratuitamente le loro doti in cambio di una pubblicità unica, rendendo le varie aree colorate ed accoglienti. Qui tutti pagano ticket, ci sono file composte, qui le cose incredibilmente funzionano... Ci sono strade per educate macchine, altre per biciclette e ciclisti di tutti i tipi e livelli. I puliti marciapiedi sono calpestati da turisti , da residenti e da scarpe della Nike atte al quotidiano benessere fisico del residente senza distinzione di età o sesso. Di questi tempi un'attenzione particolare è dedicata alla folla... Ormai le città mondiali son multietniche... Le teste bionde e la carnagione chiara vanno per la maggiore, ma incontrare veli islamici con pelli più o meno colorate è normalità... La bellezza degli autoctoni è palese, quasi imbarazzante, la gioventù è bella sembra felice e appagata... La crisi c'è ma non è diabolica come negli altri angoli di mondo. La città venera il Dio Sole  visto che durante l'anno il brutto tempo è una costante. Qui vento e nubi grige si alternano a sporadiche giornate primaverili. Cose per noi impensabili accadono nell'inverno dove il buio  lascia 4 ore di sola presenza al sole e viceversa in estate... Forse sarà la causa per cui tutte le strutture son prive di persiane, i parcheggi fai da te son stati sostituiti con garage accomodati sotto ogni singolo palazzo... I parcheggi free nn mancano a differenza di quelli a pago che proprio non esistono..  Nelle ordinate file e per le strade è viva la presenza di baby, minimo due, ma la normalità è 3/4 per coppia. Indagando si scopre che gli aiuti statali danno decisamente il loro ricco contributo a tali gioie.. .La birra non ha orari, anzi è a tutti gli effetti un fuori orario, i bicchieri fanno compagnia sia a uomini che a donne.. Il cibo lascia a desiderare tolti alcuni piatti di pesce baltico e carne insipida  di alce o renna.. Il resto sono autentici furti culinari da popolazioni più attrezzate al riguardo... Infatti si trovano ristoranti di ogni nazione dove l'italiano è osannato, spesso con il tutto esaurito. A qualsiasi fine cena the bill ha il suo peso tanto allo stomaco quanto al portafoglio. Le persone sono disponibili, gli italiani piacciono tanto quanto l'Italia... I più son presi da importanti conversazioni o scritture con gli iPhone 6 e mi chiedo se la malattia di Steve Jobs non sia stata una vendetta di madre natura nel veder schiavizzati i propri numerosi figli... Infine potrei paragonare la Svezia all'Italia... Sarebbe un po' come paragonare il bianco al nero ma questi colori li lascio alla mia squadra del cuore... Per una nazione il grigio penso sia il colore più giusto. Qui manca l'arte alle persone,  sono per natura tutti allineati e coperti, ciò è riscontrabile anche nel lato architettonico della città, dove l'ingegno sta nell'aver costruito in un perfetto mosaico abitazioni signorili  miste a verdi parchi sulla bellezza di quattordici isole, unite da svariati ponti ognuno atto al proprio scopo. Strano è, che la foto più scattata sia a tre palazzi insignificanti dipinti con altrettanti tipi differenti di colori... Credo che visitare Stoccolma, anche per quattro giorni ne valga la pena, sicuramente arricchisce la cultura di noi fortunati mediterranei. Venendo via, e concludo, dall'ennesimo viaggio son sempre più convinto che un abitante di Venere messo a scelta scieglierebbe di vivere in Italia, magari desideroso di renderla un po' più grigia...

Daniele Panetti.

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