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martedì 18 ottobre 2016

L'Uomo Che Sapeva Troppo (1956)



Regia: Alfred Hitchcock
Anno: 1956
Titolo originale: The Man Who Knew Too Much
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies
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Hitchock riesce sempre a stupire, anche quando ricrea un suo film. L’Uomo Che Sapeva Troppo infatti era già stato girato da lui stesso nel 1934, in bianco e nero e con una produzione inglese. Forse un po’ acerbo, forse un po’ privo di esperienza, ma sicuramente perfetto per essere riadattato al cinema americano degli anni cinquanta. Alcuni elementi restano, altri vengono modificati facendo leva soprattutto sui personaggi e sull’ambientazione. Il grande lavoro del regista sta infatti nel presentarci una comune coppia di turisti yankee, leggermente stereotipati in maniera tale che possa, in base alle necessità, sfruttarli per scene drammatiche (Doris Day, la fidanzata d’America che si tormenta per il rapimento del figlio) o per quelle che contengono humor (James Stewart ed il suo essere un po’ scorbutico e poco attento alle usanze altrui). Essi sono l’emblema della famiglia spensierata, giocosa, certe volte litigiosa, che ha fatto sacrifici e che è arrivata in alto all’interno della società. Un gradino sopra la gente comune (lui dottore, lei ex cantante di successo), ma non così elevati da essere visti con distacco: anzi, probabilmente era semplice immedesimarsi in loro anche per una sorta di speranza nella vita comoda se non agiata. Ed entrambi si ritrovano a vivere un’avventura presumibilmente più grande di loro stessi, invischiati senza volontà alcuna in una storia di spionaggio che vede coinvolte più nazioni. Un intrigo in cui i nostri beniamini si muovono con furbizia, pur toppando umanamente in alcune circostanze: del resto non sono professionisti, proprio come i telespettatori. Dopo questa premessa sui personaggi che si muovono all’interno di una pura storia di spionaggio, possiamo cercare anche altri elementi vincenti come la presenza costante del fattore musicale, utilizzato come una costante sempre attiva, non soltanto nella fondamentale celebrazione della suspense all’interno del Royal Albert Hall. Qui si dilata e si allunga l’attesa: sappiamo che quando i piatti suoneranno verrà commesso un omicidio, e la camera indugia per una decina di minuti sui componenti dell’orchestra, mentre noi attendiamo lo sparo. Come per tutti gli altri film, il disco contenuto nel Masterpiece ha un ottimo restauro un buon audio (DTS 2.0 anche per la lingua italiana e i seguenti extra:
  •  Making of (34 minuti)
  • Foto di produzione
  • 2 trailer
 

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