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giovedì 4 aprile 2019

La volta che l'inverno arrivò a maggio (Jack & Cindy #2)

Quella volta, anche quella volta, Jack lo sapeva già. L’inverno a Seaside era un lontano ricordo, roba da floppy disk. Questo non perchè fosse estate, tempo di tuffi e crema protettiva, ma semplicemente quell’anno non era mai arrivato. Già dai giorni che precedettero il Natale, Jack passò ogni benedetto weekend uscendo in barca, facendosi cullare certe volte dalle onde, altre mettendosi al riparo dal vento che comunque provava a richiamare senza successo l’inverno. Ma nel complesso non si poteva certo lamentare del clima. In barca leggeva, non Il Vecchio E Il Mare, sarebbe stato troppo tipicamente in tema, ed all'occorrenza scattava foto cercando di cogliere i delfini che ogni tanto passavano a salutare. E pensava al ritmo di Zero degli Imagine Dragons, a Cindy, ormai lontana come erano lontani i fiocchi di neve che sicuramente le cadevano tra i capelli. E lui, mentre con una mano reggeva il timone e con l’altra lo smartphone per riempire di selfie dal duplice sfondo azzurro la sua pagina Instagram, iniziò a pensare quanto stesse bene così. Tranquillo, ispirato, solitario. Era un’isola senza alcun collegamento con la terra ferma. Riusciva a stare a galla con le proprie forze. Eppure la corrispondenza con Cindy, puntuali le tre email al mattino, pomeriggio e sera, a cui potevano aggiungersene altre, continuava imperterrita da mesi. E lo sapeva, come lo sapeva anche altre volte, che tutte quelle letterine digitali luminose lo stavano abituando ad una sorta di ricorrenza abitudinaria. Mattina. Pomeriggio. Sera. Soltanto email, in maniera rituale. Mai una telefonata, impossibile una visita. Alcuni giorni era Cindy a scrivere per prima, altri era Jack, ma non importava chi iniziasse o chi finisse, la casella di posta di entrambi era colma di questi scambi. Vita. Morte. Miracoli. Non necessariamente in questo ordine, ma di sicuro tutti gli elementi venivano sviscerati. E lui sapeva, che con Cindy sarebbe stato solo questo, come sapeva che l’inverno non aveva saltato il ciclo, ma aveva soltanto ritardato il suo arrivo. Poi un giorno di maggio , all’improvviso incominciò a piovere, proprio mentre Jack era in barca. Piovve tanto, piovve forte, piovve con vento, piovve e l'aria gelò. Arrivò quindi l’inverno a rovinare tutto, e Jack si ripeteva che lo sapeva. E quel giorno in barca, si perse.

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