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sabato 25 gennaio 2020

Gita famigliare a La Scarzuola

Dopo il grande successo della gita famigliare a Roma, recentemente messa in opera, ci spingiamo amorevolmente e diligentemente in Umbria, a La Scarzuola. E' possibile entrare facendo una visita "guidata" su prenotazione. Partiamo da questa: purtroppo l'accompagnatore divaga teatralmente su decine di temi tra l'esoterico, il complottistico, la numerologia, filosofie ultra moderniste alla Matrix ed alla Cloud Atlas, che sì, hanno un senso per entrare nello spirito di ciò che Tomaso Buzzi riuscì a realizzare, ma non riescono a darti nozioni più elementari e basilari dal punto di vista artistico, architettonico o storico. Senza offesa la maggior parte dei discorsi fatti erano più consoni ad una serata tra amici in un coffe shop di Amsterdam. La Scarzuola è infatti stata, prima dell'arrivo di Buzzi, famosa per la presenza (narrata o accertata non lo so) di San Francesco che qui costruì una capanna nel punto dove aveva piantato una rosa ed un alloro, ed era spuntata miracolosamente una sorgente d'acqua. Le piante utilizzate per costruire tale capanna erano le scarze, da cui proviene appunto il nome dell'odierna località. Durante il medioevo fu edificata una chiesa prima ed un convento poi, gestiti dai frati. Solo nella seconda metà del 900 il terreno venne acquistato dall'architetto Buzzi che vi creò una sorta di città ideale sul tema esoterico e massonico. Mi ha ricordato un po' la Quinta da Regaleira visitata neanche un mese fa in Portogallo. Anche qui abbiamo un percorso colmo di simbolismi e numerologia basati sul poema illustrato Hypnerotomachia Poliphili. Molto suggestiva comunque la parte architettonica sia degli edifici che dei giardini che si estendono attorno alla proprietà con ricostruzioni e riferimenti a Villa d'Este, a Bomarzo ed alle costruzioni dell'Acropoli. Un viaggio quasi mistico e se vogliamo pure divertente ed interessante.

Album fotografico Gita famigliare a La Scarzuola

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