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sabato 25 aprile 2026

Dion, Aigai e Salonicco

 
L'ultimo giorno di questa incredibile avventura greca ha tutto un altro ritmo. Niente sveglie prima dell'alba o bastoncini da utilizzare; oggi la giornata è dedicata alla bellezza che resta impressa nei libri di storia. La prima tappa è il sito archeologico di Dion, ai piedi dell'Olimpo. È un posto magico, lontano dall'idea del museo polveroso: le rovine sono letteralmente immerse in un parco rigoglioso, tra canali d'acqua, sorgenti e una vegetazione così fitta che sembra voler proteggere i resti della città sacra dei Macedoni. Camminare tra i teatri antichi e i santuari di Iside mentre senti il rumore dell'acqua che scorre è un’esperienza quasi meditativa.
​Dalla pace di Dion mi sposto verso Vergina (quella che un tempo era l'antica Aigai) per un incontro faccia a faccia con la Storia, quella con la "S" maiuscola. Il complesso tombale di Filippo II il Macedone, padre di Alessandro Magno, è qualcosa che ti toglie il respiro. Non è solo un sito archeologico, è un tumulo sotterraneo che custodisce tesori d’oro e armature reali in un'atmosfera sospesa e solenne. Vedere dal vivo la corona d'oro e i resti di una dinastia che ha cambiato il mondo mette i brividi e ti fa sentire, ancora una volta, quanto questo pezzo di terra sia denso di passato.
​Per chiudere in bellezza, trascino i miei ricordi  verso Salonicco. Il contrasto è netto: dai silenzi delle tombe reali al caos vibrante e caldissimo di questa città. Salonicco è viva, giovane, profuma di mare e di spezie, con i suoi viali affollati e i tavolini dei bar che non restano mai vuoti. Mi godo il pomeriggio e la sera tra una passeggiata sul lungomare sotto la Torre Bianca e un ultimo brindisi al tramonto. È il finale perfetto: un mix di cultura millenaria e quella gioia di vivere tutta greca che ti fa già pensare a quando, e dove, sarà il prossimo viaggio. Alla prossima, Grecia!

Album fotografico Dion, Aigai e Salonicco 

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