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giovedì 16 gennaio 2014

Pacific Rim (2013)


Regia: Guilermo Del Toro
Anno: 2013
Titolo originale: Pacific Rim
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (7.2)
Pagina di I Check Movies
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Forza ragazzi, tutti insieme in coro: "Robottoni, robottoni, robottoni". Perchè se guardiamo pacific Rim, non vogliamo altro che i robottoni di giapponesiana memoria. Non ci interessa della trama leggera e forzata o dei personaggi psicologicamente inconsistenti. Del Toro lo sa, io lo so e tutto il mondo lo sappiamo [cit.]. Ed aggiungo che un kolossal fantascientifico del genere o lo guardi al cinema (uno di quelli a modino) o ci fai all'amore in bluray con un impianto audio con i controcazzi. Altrimenti sei solo uno di quelli che storce il naso, solo perchè non c'ha capito nulla. Ma nulla eh. E qui non si tratta di voler mettere da parte le inefficienze della trama (per Elysium non ho battuto ciglio) e tessere le lodi degli effetti speciali più straordinari mai visti (superano anche quelli di Battleship nella gara a chi lo ha più lungo), visto che Pacific Rim è un immenso omaggio, basato su di una storia originale, a tutti i robottoni che hanno galoppato felici nelle praterie della nostra infanzia. Tutti loro, ma anche quelli più nuovi (chi ha detto Neon Genesis Evangelion?) che o piacciono o non piacciono. Siamo stati sedati dal lancio dei componenti, da leoni che si uniscono, da robot che cercano antiche civiltà, dal raggio missile, che quello che sta alla base di Pacific Rim deve risultare solo come la scusante per portare avanti il progetto. Abbiamo una storia banale in cui in un futuro prossimo si apre un portale nel Pacifico da cui arrivano mostri (kaiju) che vogliono distruggerci. Le nazioni di tutto il mondo fanno pace, si uniscono e costruiscono dei robot giganti (jaegers) pilotati da due o più persone che si interlacciano ad essi (e tra loro) con il pensiero.D'accordo sono numerose le puttanate e le incoerenze che neanche sto a dirle tutte. E' un continuo fail a circolo vizioso che non potrete non notare: perchè costruire robot invece che lanciare atomiche ogni volta che esce un mostro? Perchè i mostri sembrano idioti in stile Godzilla? perchè vogliono costruire una muraglia che li "rinchiuda" nell'oceano invece di attaccarli o difendersi come facevano prima? Perchè al robot "analogico" se stacchi la spina smette di funzionare? Perchè c'è bisogno di collegare il proprio cervello a quello di un alieno per capire che vogliono distruggerci? Perchè la spada super distruttiva non viene usata fin da subito? Potrei continuare per altri dieci minuti, ma renderei ridicola una storia che non ha tutta questa importanza ai fini del godimento del film. Abbiamo forse troppo sotto trame, che cercano di dare maggiore spessore quando invece non ce ne è bisogno e quando sappiamo che i personaggi non hanno poi quella parte così basilare. Ok le comparse cinesi e russe, ma il conflitto tra i piloti padre e figlio australiani o lo spacciatore di pezzi alieni o ancora i due scienziati che dovrebbero farci ridere, sono il vero cazzotto nell'occhio. L'intento era ancora quello di alleggerire il contesto e inserire situazioni come se si trattasse di una serie ad episodi, un loop di clichè già rivisto (non per questo spiacevole o negativo) ma tanto pendiamo comunque dalle magie della computer grafica, anche quando le scazzottate avvengono troppo frequentemente al buio, in acqua o con la pioggia. Se Del Toro vuole divertirci lo fa ed anche bene, senza badare a spese. Ho 33 anni e nella memoria molti cartoni animati che trasmettevano negli anni ottanta. Mi sono divertito come allora, senza stare a pensare troppo ad altro. Volevo i robottoni e li ho avuti. E spero che tale scelta coraggiosa (al cinema ora c'è pure Capitan Harlock) venga presa d'esempio. i mezzi tecnici ed i quattrini per portare sul grande schermo, con buoni risultati, ci sono tutti. Avanti i prossimi. 
La versione bluray che ho contiene due dischi. Nel primo c'è il film con una resa visiva ottima sotto ogni aspetto: luci, colori, pioggia, acqua, sfondi scuri... Tutto perfetto, ogni battaglia, anche la più confusionaria è resa in maniera sublime, da leccarsi i baffi. L'audio italiano è un Dolby Digital 5.1 che risulta buono, ma che non regge il confronto con l'originale DTS HD. Visto che i dialoghi sono pressochè inutili e poco importanti, guardarlo in inglese è da seghe rasponi. Il primo disco ha anche:
- commento (solo in inglese)
- focus della durata di oltre un'ora suddiviso in 13 capitoli

Il secondo disco presenta:
- The director's notebook (interattivo)
- Drift space (quattro scene per un totale di 5 minuti)
- The digital artistry (17 minuti dedicati agli effetti visivi)
- The shatterdome (un enorme archivio raffigurante personaggi, mostri, robot etc)
- 4 scene eliminate (3 minuti)
- Blooper reel (interattivo)

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