Artista: Anthrax
Anno: 1987
Tracce: 9
Formato: CD
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Musicalmente è thrash metal puro, : riff veloci, ritmica martellante, la voce di Joey Belladonna che alterna acuti quasi heavy metal classico a momenti più ruvidi. Non è il genere che mi convince, e quella combinazione di velocità e aggressività resta un ostacolo che non ho mai superato del tutto.
Quello che invece apprezzo, e che rende il disco interessante anche per chi come me non è il pubblico naturale, sono i temi di alcune tracce. La title track Among the Living è ispirata a L'ombra dello scorpione di Stephen King, con il villain Randall Flagg al centro del testo (la copertina dell'album, tra l'altro, richiama più Poltergeist che il romanzo, ma il legame con King resta esplicito). I Am the Law è un tributo al fumetto britannico Judge Dredd, e si sente quanto la band si sia divertita a costruirci sopra un inno quasi epico. A Skeleton in the Closet riprende invece il racconto Un ragazzo sveglio, sempre di King, contenuto in Stagioni diverse. C'è anche spazio per temi più seri: Indians parla delle condizioni dei nativi americani nelle riserve, One World della minaccia nucleare.
Questo mix di cultura pop e tematiche sociali, unito a un'energia quasi giocosa che li distingueva dagli altri big four del thrash, è probabilmente il motivo per cui il disco viene ricordato così bene. Per me resta un ascolto di cortesia più che di passione; ma le citazioni a King e a Dredd, quelle, le ho sempre trovate azzeccate.

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