martedì 16 giugno 2026

Anthrax – Among The Living

 

Artista: Anthrax
Anno: 1987
Tracce: 9
Formato: CD 
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Con gli Anthrax il rapporto è semplice: non mi sono mai piaciuti, e non parlo di un ripensamento recente. Li ascoltai a suo tempo dietro suggerimento di un paio di amici convinti che mi sarebbero entrati come un guanto. Non è andata così. Among the Living  resta comunque il loro disco più rappresentativo, quello che la critica indica spesso come il preferito dai fan, e ascoltarlo serve almeno a capire perché certe persone ci vadano matte (anche se io non sono tra quelle).

Musicalmente è thrash metal puro, : riff veloci, ritmica martellante, la voce di Joey Belladonna che alterna acuti quasi heavy metal classico a momenti più ruvidi. Non è il genere che mi convince, e quella combinazione di velocità e aggressività resta un ostacolo che non ho mai superato del tutto.

Quello che invece apprezzo, e che rende il disco interessante anche per chi come me non è il pubblico naturale, sono i temi di alcune tracce. La title track Among the Living è ispirata a L'ombra dello scorpione di Stephen King, con il villain Randall Flagg al centro del testo (la copertina dell'album, tra l'altro, richiama più Poltergeist che il romanzo, ma il legame con King resta esplicito). I Am the Law è un tributo al fumetto britannico Judge Dredd, e si sente quanto la band si sia divertita a costruirci sopra un inno quasi epico. A Skeleton in the Closet riprende invece il racconto Un ragazzo sveglio, sempre di King, contenuto in Stagioni diverse. C'è anche spazio per temi più seri: Indians parla delle condizioni dei nativi americani nelle riserve, One World della minaccia nucleare.

Questo mix di cultura pop e tematiche sociali, unito a un'energia quasi giocosa che li distingueva dagli altri big four del thrash, è probabilmente il motivo per cui il disco viene ricordato così bene. Per me resta un ascolto di cortesia più che di passione; ma le citazioni a King e a Dredd, quelle, le ho sempre trovate azzeccate.

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