domenica 14 giugno 2026

Kage Baker - Benvenuto Nell'Olimpo Signor Hearst!

 

Autore: Kage Baker
Anno: 2003
Titolo originale: Welcome To Olympus, Mr. Hearst 
Pagine: 128
Voto e recensione: 3/5
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Trama del libro e quarta di copertina:
William Randolph Hearst è un celebre magnate dei media e produttore di film di successo. Alle grandiose feste che organizza nella sua villa principesca non è raro incontrare grandi attori come Greta Garbo o Clark Gable, ma anche personaggi curiosi come scrittori e sedicenti medium. O magari persone all'apparenza più normali che nascondono il segreto più grande di tutti: come Joseph e Lewis, agenti della multinazionale del futuro nota come Dr. Zeus Inc. la compagnia del tempo. La missione di Joseph e Lewis sembra facile: proporre al padrone di casa uno scambio che nessuno potrebbe rifiutare. Ma Hearst è un osso duro, e anche se la posta in gioco va ben al di là del denaro e la controparte è qualcosa di più di un'azienda quotata a Wall Street, gli affari sono affari. E in quel campo il signor Hearst è sempre in grado di giocarsela e anche di riservare qualche sorpresa.

Commento personale e recensione:

Dopo aver esplorato le sabbie rosse e retro-futuristiche di Kage Baker con L'Imperatrice di Marte, sono tornato a frequentare le pubblicazioni della Delos Books dedicate all'autrice californiana con "Benvenuto nell'Olimpo, signor Hearst!" (Welcome to Olympus, Mr. Hearst, del 2003). Se la precedente lettura mi aveva lasciato piuttosto tiepido, questa novella agile e molto breve ha saputo agganciarmi decisamente di più; intendiamoci, la storia in sé non è niente di trascendentale o particolarmente originale, ma la narrazione ha quel ritmo e quell'atmosfera capaci di tenerti incollato alla pagina e si divora in un paio di pomeriggi al mare. La vicenda si muove tra il 1926 e il 1933, in piena Grande Depressione e nel bel mezzo del passaggio epocale dal cinema muto al sonoro, ruotando attorno a William Randolph Hearst, il leggendario e spietato magnate dei media che ispirò il Quarto Potere di Orson Welles. Hearst vive nel suo sfarzoso e bizzarro castello di San Simeon, ribattezzato "l'Olimpo", ed essendo ormai anziano è ossessionato dal declino fisico, cercando in ogni modo un espediente per ingannare la morte. Ed è qui che entra in gioco la fantascienza: alla sua corte si muovono Joseph e Lewis, due facilitatori della Compagnia del Tempo, un'organizzazione del XXIV secolo che ha scoperto il viaggio temporale e crea cyborg immortali per viaggiare nelle varie epoche, con lo scopo di saccheggiare opere d'arte o reperti prima che vadano perduti nella storia. Joseph deve stringere un patto con Hearst, ma tra finti medium, imprevisti dell'ultimo minuto e cammei di attori dell'epoca d'oro di Hollywood come Greta Garbo e Clark Gable, la missione prenderà una piega inaspettata anche per un immortale. Una delle curiosità più interessanti di questo volume riguarda proprio la sua collocazione editoriale, poiché pur muovendosi nello stesso identico universo narrativo del celebre (ma a me totalmente sconosciuto) Ciclo della Compagnia del Tempo, si tratta a tutti gli effetti di una storia separata e del tutto autonoma, un "dietro le quinte" autoconclusivo che non richiede affatto di aver letto i romanzi principali della saga per essere goduto appieno. La Baker usa la cornice fantascientifica quasi come un pretesto per fare quello che le riesce meglio in questo formato, ovvero ironizzare sulla malleabilità della verità e della stampa e mettere in scena il contrasto tra l'immutabilità dei cyborg e la decadenza dell'essere umano. Analizzando la trama a mente fredda ci si rende conto che è davvero un filo sottile che si dipana senza grandi picchi o colpi di genio fantascientifici, eppure la scrittura scorre che è un piacere; l'ambientazione nella Hollywood anni '30 è resa con una vivacità e un'ironia sottile che mi hanno preso molto più rispetto alle atmosfere marziane dell'altra opera, rendendola una lettura fantascientifica leggera, densa di atmosfera d'altri tempi e con un pizzico di ottima satira storica.


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