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martedì 30 giugno 2026

Costa Est a Piombino

 
Visto che nel weekend mi son fatto alcune spiagge della Costa Est di Piombino, ho deciso di farmi aiutare da VIKI per qualche nozione da scrivere per gli amanti di VER e della Vitanin Sea. 

C'è un tratto di costa, qui sotto Piombino, che ho sempre considerato un po' come l'antiporta dell'Elba: lo guardi dalla litoranea, sai che il traghetto è a venti minuti, eppure ti viene voglia di fermarti lì, prima ancora di salpare. È la Costa Est, quella che dal Quagliodromo scende fino a Torre Mozza, otto chilometri abbondanti di sabbia chiara, pineta e dune, premiati con la Bandiera Blu dal 2008. Niente di esotico, intendiamoci, ma è uno di quei posti che funzionano meglio di tante mete più blasonate, proprio perché restano sé stessi.

Si parte dal Quagliodromo, l'antica spiaggia di Pontedoro, che si raggiunge da una stradina sterrata e un po' butterata che corre parallela al fiume Cornia (occhio alla polvere , soprattutto se sei in scooter). È spiaggia libera, con un piccolo stabilimento balneare e bar proprio sull'arenile (oggi il punto di riferimento è il Jambé Beach Bar, terrazza vista mare e qualche serata con musica dal vivo), accessibile anche ai disabili. Lungo il corso del fiume si vedono ancora i retoni, le grandi reti da pesca a bilico tipiche di questa zona, che da sole valgono una sosta con la macchina fotografica. Subito a sud, separata solo dal corso del Cornia, c'è la spiaggia di Torre del Sale: stessa atmosfera selvaggia, ma di fatto fuori dal sistema organizzato del Parco, terreno di caccia classico dei camperisti "abusivi" che si fermano gratis sullo sterrato. Non aspettatevi servizi, ma se cercate isolamento è il posto giusto.

Da qui in poi si entra nel Parco Costiero della Sterpaia, e le indicazioni cambiano: si percorre la SP40, la "Geodetica" che collega Piombino a Riotorto, e si svolta verso il mare in corrispondenza dei vari accessi segnalati. Le località, da nord a sud, sono Perelli, Carlappiano, Mortelliccio, il Pino, Carbonifera e infine Torre Mozza. In tutto, secondo i dati del Parco, sei degli otto chilometri di spiaggia restano completamente liberi, gli altri due ospitano gli stabilimenti attrezzati: ombrelloni, lettini, qualche punto ristoro. Il bello è che alternarli è facilissimo, basta camminare un po' sulla battigia per passare da un tratto organizzato a uno selvaggio, con la pineta di pini domestici e lecci che fa da quinta per tutto il percorso.

A Perelli 1 segnalo una chicca per chi viaggia con il cane: il Pascià Glam Beach, stabilimento interamente dog-friendly, dove i cani possono stare liberi e fare il bagno senza i soliti vincoli da "guinzaglio corto e ombra fuori dai piedi". Per chi cerca un punto di riferimento più goliardico, nella zona di Carlappiano/Sterpaia c'è il Nano Verde, ormai un'istituzione: chiringuito nella pineta, mojito, musica, qualche serata danzante quando il sole cala. Poco distante trovi anche il Bagnoskiuma, altro nome che chiunque frequenti la zona conosce a memoria. Se cerchi pace e silenzio, sono i posti da evitare nelle ore di punta estive; se invece ti va un aperitivo con i piedi nella sabbia, sono la meta giusta.

Il parco è pensato anche per chi ha esigenze diverse: lungo la costa ci sono percorsi protetti e passerelle in legno per raggiungere il mare anche in sedia a rotelle, con punti accessibili segnalati a Perelli 2 e 3, Carlappiano, Mortelliccio, Carbonifera e Pappasole, oltre che nel nucleo centrale vicino al Nano Verde. Ci sono inoltre servizi igienici pubblici e docce in diversi punti della costa, aree pic-nic nella pineta e qualche piccolo spaccio per il necessario last minute (ghiaccio, creme solari, l'immancabile gelato).

Una nota pratica, perché qui il portafoglio conta: i parcheggi lungo tutta la fascia costiera del Parco della Sterpaia sono a pagamento nella stagione estiva, di norma dalla fine di marzo ai primi di ottobre, dalle 8 alle 20. Le tariffe cambiano ogni anno, quindi non mi avventuro in cifre: meglio controllare sul sito dei Parchi Val di Cornia prima di partire. Chi è residente nei Comuni della Val di Cornia può acquistare un abbonamento stagionale, e anche i non residenti hanno a disposizione un Parking Pass temporaneo; entrambi, gestiti dalla stessa Parchi Val di Cornia, valgono indifferentemente sia per la Costa Est che per il Golfo di Baratti. Il Quagliodromo e Torre del Sale, come detto, restano fuori da questo sistema: lì la sosta è ancora su sterrato, gratuita, un po' alla "si arrangia chi arriva prima". Altri parcheggi gratuiti lungo la strada ci sono sia a Perelli 1 che a Perelli 2.

E infine Torre Mozza, che chiude degnamente il tratto: sabbia fine e dorata, fondali bassi vicino alla torre cinquecentesca fatta costruire dagli Appiani, signori di Piombino, per sorvegliare il traffico del minerale che arrivava dall'Elba. A una trentina di metri dalla riva affiora una scogliera sommersa che protegge l'acqua creando una specie di piscina naturale, perfetta per chi vuole fare snorkeling tra orate, saraghi e qualche polpo. C'è una leggenda locale che la vuole resto dell'antica via Aurelia: è solo una leggenda, ma onestamente aggiunge un po' di fascino alla nuotata.

Otto chilometri, molti nomi di spiagge, un paio di indirizzi che ormai fanno parte del paesaggio quanto le dune. Poca roba, se vuoi, ma è la prova che a volte basta restare fedeli a quello che si è per funzionare bene, stagione dopo stagione.

domenica 1 marzo 2026

Via dei Cavalleggeri con Maremma Trek


 Articolino veloce per il trekking odierno che mi vede nuovamente sul Promontorio di Piombino, Per la prima volta vado in gruppo, con Maremma Trek, visto che negli ultimi mesi ero stato fermo per varie vicissitudini e mi sono ritrovato in questa domenica alle porte  della primavera per un'escursione alle porte di casa. Sessantesima uscita con David ed è sempre un successo. Solitamente per comodità logistica questo anello lo inizio da Calamoresca, ma oggi siamo partiti dal reciso. Prima tappa la sempre splendida Buca delle Fate, per poi spostarci a  Cala San Quirico e Fosso alle Canne. Pausa pranza a Calamoresca e ripartenza dal crinale per concludere anche in tempi veramente buoni per essere in gruppo.
 

lunedì 28 luglio 2025

GNU #5: Punta Falcone e via dei Cavalleggeri

 


Ci sono sere in cui Piombino si regala senza fretta. Basta saperla prendere per il verso giusto, o almeno per il sentiero giusto. Stavolta ho indossato i panni (sporchi ma dignitosi) di GNU – Guida Non Ufficiale – e ho accompagnato un mini gruppetto di amici e anime affini lungo una delle soluzioni più comode, tranquille e meritevoli del nostro amato promontorio: l’escursione al tramonto tra Punta Falcone e Fosso alle Canne, con piccola deviazione balneare sulla Via dei Cavalleggeri.

Il pomeriggio è partito dal Parco di Punta Falcone, zona ancora troppo poco conosciuta per il valore che ha:  ora rifugio perfetto per chi vuole unire bunker, storia, affacci sul blu e qualche lezione di geologia compressa nelle rocce. Ci siamo arrampicati (si fa per dire, è un percorso per tutti) tra i sentieri che portano ai vecchi osservatori costieri e alle terrazze che guardano l’Elba in faccia, con Capraia che si stendeva pigra all’orizzonte. Lì il tempo si ferma un attimo – o almeno fa finta di farlo.

Poi, senza fretta, ci siamo incamminati sulla Via dei Cavalleggeri, quel tratto iniziale che parte comodo e si infila nel verde a picco sul mare, fino alla spiaggia lunga: pausa relax ebpausa chiacchiere. Il sole intanto iniziava il suo lento inchino dietro il profilo delle isole, e ci siamo avviati verso la vera protagonista della giornata: Fosso alle Canne.

Qui il tempo ha fatto la sua parte e ci ha ricompensati con un tramonto spettacolare. Rosso, oro, arancio, tutti i cliché, ma dannazione, funzionano sempre. Mentre il cielo si trasformava in un quadro di Turner (senza la noia da museo), abbiamo tirato fuori l’aperitivo portato da casa, che sembrava quasi più buono in quel contesto. 

La cena improvvisata tra risate e racconti, con vista mare e rumore delle onde, ha chiuso il cerchio. O meglio, lo ha chiuso il ritorno al buio, armati di torcette frontali come piccoli esploratori metropolitani, lungo lo stesso sentiero che, nella penombra, sembrava un altro. I suoni del bosco, le ombre tra i rami, e quell’aria leggera di luglio che sa di sale e di stanchezza buona.

Una serata semplice, senza bisogno di grandi attrezzature né di fiato da capre alpine. Una passeggiata, sì, ma con vista, con anima, con quel tocco di magia che Piombino sa regalare a chi si ferma davvero a guardarla.



domenica 27 luglio 2025

Zorro, Un Eremita Sul Marciapiede

 


Ieri sera, nella cornice struggente di Piazza Bovio – che da sola meriterebbe una standing ovation eterna – ho assistito a Zorro – Un eremita sul marciapiede, monologo interpretato da Sergio Castellitto e scritto da Margaret Mazzantini. Evento gratuito, ma con prenotazione obbligatoria. Roba seria. E meritata.

Difficile mettere in fila le emozioni.
Sì, perché Castellitto non ha semplicemente recitato un testo. È entrato in un’altra pelle. Ha preso le parole, le ha masticate e poi sputate fuori con un’intensità che ti lasciava senza fiato. Una performance che, se sei vivo, non può non toccarti. Se sei morto dentro, ti fa almeno una carezza al cuore.

Il monologo racconta la storia di un uomo che ha perso tutto: lavoro, famiglia, dignità, e si ritrova a vivere per strada. Un clochard, sì, ma con l’anima pulsante. Con un cane simbolico nel nome – Zorro – e una visione acuminata di noi, "i normali", che lui chiama cormorani.
E lì, tra riflessioni amare, sarcasmi lucidissimi e improvvisi squarci poetici, emerge una verità: Zorro è Castellitto, Castellitto è Zorro. Non c'è distinzione. C’è solo un uomo – forse tanti uomini – che provano a resistere mentre il mondo li schiaccia. E lo fanno come possono: parlando, raccontando, camminando a piedi scalzi sul marciapiede della vita.

Il testo della Mazzantini è di quelli che non cercano applausi, ma ti piantano un chiodo nel petto. Castellitto, con quella voce graffiata e quel corpo che sembra stanco come il personaggio, gli dà vita in modo spiazzante. Ogni pausa è un colpo. Ogni sguardo al cielo, un grido. Un film nella nostra mente. 

Piazza Bovio, con il mare alle spalle, sembrava il luogo perfetto per questo naufrago d’asfalto. 

Ecco, Zorro non è uno spettacolo da vedere.
È una ferita da sentire. E da portarsi a casa.




sabato 10 maggio 2025

Progetto Onde di Marmo

 

Faccio spesso trekking sulle Alpi Apuane. Mi piacciono i sentieri più impervi, quelli che si arrampicano tra rocce tagliate, passi stretti e improvvisi squarci sul Tirreno. Ma ogni volta che alzo lo sguardo e vedo le ferite delle cave, lo stomaco si stringe. Sono buchi, mutilazioni, veri stupri contro montagne che erano già sculture perfette prima ancora che l’uomo ci mettesse mano.

Molte cave sono ormai abbandonate. Inghiottite dal silenzio. Ma restano i blocchi scartati, pietre enormi lasciate lì a marcire perché "non perfette", perché tagliate male, crepate, o semplicemente ritenute poco redditizie. Un cimitero bianco sparso tra i boschi, testimone di decenni di estrazione senza etica.

Nel frattempo, giù a casa , la costa Est e Baratti si sgretolano sotto l’azione delle onde. L’erosione avanza, e ogni anno perdiamo un pezzo di spiaggia, un tratto di sentiero, un equilibrio. Così mi sono chiesto: è possibile mettere insieme questi due dolori — quello delle montagne e quello del mare — e trasformarli in una cura? E grazie alle idee geniali della Fondazione VER coinvolgere artisti (boh tipo Jago) per raccogliere fondi e dare anche un senso artistico e commerciale all'operazione. 

Ho girato la domanda a VIKI, la mia intelligenza artificiale di fiducia. E la risposta è stata questa.


Ok, poi mi spieghi come le pensi, ma intanto … ti dico solo una cosa: è una bomba vera. E pure fighissima. Ecologia, recupero, paesaggio, storia, mare, arte. C’è tutto. E soprattutto: non è fantascienza. Si può fare.

L’idea in breve:

Usare blocchi di marmo scartati dalle cave Apuane per costruire barriere frangiflutti naturali e a basso impatto in mare. In cambio, si fa pulizia delle cave dismesse, rendendole sicure e ridando loro una funzione. Un atto di recupero ambientale e culturale.


📈 I benefici concreti

1. Difesa attiva contro l’erosione costiera
Le barriere sommerse in marmo riducono l’energia delle onde e rallentano l’erosione, proteggendo spiagge e dune, sentieri costieri e habitat fragili.

2. Recupero di materiali già estratti
Non si scava niente. Si recupera ciò che è stato buttato via. È economia circolare nella sua forma più monumentale.

3. Riqualificazione delle cave dismesse
Pulizia, messa in sicurezza, nuove funzioni. Alcune cave potrebbero diventare aree naturalistiche o percorsi didattici, luoghi di memoria e di rinascita.

4. Nuovi habitat per la biodiversità marina
I blocchi sommersi diventano rifugio per pesci, crostacei, mitili. Come barriere coralline nate da pietre antiche. Una rinascita silenziosa, ma concreta.

5. Un progetto culturale e simbolico fortissimo
Con l’aggiunta di opere scolpite (magari firmate da Jago), la barriera si trasforma in un museo sommerso, in una narrazione continua tra mare e montagna.

6. Turismo responsabile e attenzione mediatica
Sub, fotografi, appassionati di snorkeling, scuole, artisti, giornalisti. Un progetto così fa notizia, educa, attrae, crea valore.

7. Coinvolgimento delle comunità locali
Scuole, artigiani, associazioni ambientaliste, artisti del territorio: tutti possono contribuire. E sentirsi parte attiva di un cambiamento vero.


⚠️ E gli aspetti negativi?

In un ipotetico mondo perfetto, autorità, istituzioni e privati lotterebbero insieme per evitare ogni aspetto negativo.
Ma siccome il mondo è quello che è, eccoli qua:

  • Costi di trasporto elevati: parliamo di blocchi da diverse tonnellate, da portare dalla montagna al mare. Serve una logistica seria.

  • Tempistiche lunghe e burocrazia: anche l’idea più bella rischia di perdersi tra uffici, pareri, soprintendenze e vincoli ambientali.

  • Accesso alle cave complicato: molte sono in zone pericolose o private. Prima di recuperare i blocchi serve metterle in sicurezza.

  • Rischio greenwashing: se affidato ai soggetti sbagliati, il progetto potrebbe diventare una passerella per finti ecologisti e speculatori.

  • Manutenzione e monitoraggio: una volta in mare, le barriere vanno controllate. Serve un impegno costante, non un fuoco di paglia.


Chissà, magari un giorno qualcuno si tufferà in quelle acque e, trovandosi davanti una faccia scolpita nel marmo tra i pesci, penserà che abbiamo imparato a chiedere scusa alla natura senza farlo a parole.

Io intanto continuo a camminare sulle Apuane. Ma stavolta con un’idea in più nello zaino.


domenica 6 aprile 2025

Prova fallita di primo mare

 
Doveva essere una giornata di mare. L’idea era quella: partire da Calamoresca, percorrere un pezzo di sentiero e poi fermarsi in una delle cale a prendere il sole, magari con un bagno improvvisato, come premio anticipato di primavera. E leggere un libro (di carta perché in spiaggia fa troppa più scena) 

E invece no.

Rispetto a ieri il sole c’era, ma il vento anche. Quello che ti punge le spalle e ti fa dire: "mah, forse ancora no". Così ho continuato a camminare. Nella prima parte del percorso c’era anche Ikkio, che ha condiviso con me il tratto iniziale prima di deviare per la via del Crinale e tornare indietro. Io ho tirato dritto, verso il Reciso.

Un passo dietro l’altro, lungo un percorso che conosco a memoria, che ho fatto decine di volte. Ma ogni volta ha qualcosa di diverso da dirmi. Arrivato a Baratti, un saluto veloce al golfo, e poi via, di nuovo indietro. Ventina di chilometri, andata e ritorno, tra vento, silenzio, profumo di macchia e quella sensazione testarda che camminare – anche se già conosci la strada – serva sempre a qualcosa.

O forse no. Ma intanto si cammina.


mercoledì 12 marzo 2025

Piombino 2.0: La Guida Digitale che Rivoluziona l'Accoglienza

 


L’iniziativa "Piombino 2.0", ideata e promossa da Andrea Lucchesi, è un progetto che trovo particolarmente interessante e utile per valorizzare il turismo nella nostra città. Per questo motivo, voglio sostenerla e diffonderla su VER, contribuendo a far conoscere questa guida digitale che può davvero fare la differenza per visitatori e operatori locali.

Un ponte tra chi offre e chi cerca esperienze autentiche

Vi siete mai trovati a rispondere a una valanga di domande da parte dei visitatori? Dove mangiare? Cosa vedere? Quali esperienze vivere? Questa guida nasce proprio per rispondere a queste esigenze, creando un ponte virtuale tra chi offre servizi e chi cerca esperienze autentiche a Piombino.

Non è solo una raccolta di informazioni, ma un'esperienza digitale interattiva, potenziata dall’intelligenza artificiale. Un progetto che vuole rendere l’accoglienza più moderna, accessibile e coinvolgente.

Perché Piombino merita di brillare?

  • Scoperta Digitale: vogliamo che Piombino sia conosciuta e amata ancor prima dell’arrivo.
  • Crescita Continua: il potenziale turistico della città è enorme, e questa guida è il primo passo verso un’accoglienza innovativa.
  • Comunità Attiva: immagino, per il 2026, un progetto collettivo per Piombino. Cerco visionari, sognatori, imprenditori e cittadini pronti a contribuire con idee e contenuti.

Il vostro ruolo è fondamentale

Se credete in questo progetto, ecco come potete aiutare:
Condividete la guida con le attività commerciali, con gli ospiti delle vostre strutture e con chiunque voglia scoprire Piombino.
Inviate contenuti: segnalate esperienze, eventi, attività per rendere la guida sempre più ricca e utile.
Richiedete gli adesivi con il QR Code per diffonderla ancora di più.

Piombino merita visibilità, e insieme possiamo farla brillare!

📲 Chi è con me? Contattate Andrea Lucchesi al +39 370 135 1098 anche solo per ricevere gli adesivi con il QR Code!

🔗 Scopri la guida digitalehttps://guide.touchstay.com/guest/bQ1TEyytsx6Cx


domenica 9 marzo 2025

GNU 0.10: Punta Falcone

 

Punta Falcone: tra storia e natura con vista sull’arcipelago

Ci sono luoghi che, per quanto conosciuti, riescono sempre a sorprenderti. Punta Falcone è uno di questi. Situata all'estremità settentrionale di Piombino, è un angolo di costa che unisce paesaggio, storia e natura in un equilibrio perfetto. Per me è casa, un posto in cui torno spesso, ma questa volta l’ho visto attraverso occhi nuovi.

Ho accompagnato la Capannina che non c’era mai stata, e la sua meraviglia ha reso l’escursione ancora più interessante. Nonostante le nuvole, la visibilità era ottima: davanti a noi l’Elba si stagliava nitida, così come Palmaiola e Cerboli, due piccoli gioielli che emergono dal mare poco oltre il promontorio. Il vento portava con sé il profumo della macchia mediterranea, quel misto di salsedine e resina di pino che sa subito di mare.

Camminando lungo il sentiero, ci siamo addentrati tra i lecci e i ginepri, con il rumore delle onde come sottofondo. In alcuni punti il panorama si apriva all’improvviso, regalando scorci spettacolari sulle scogliere a picco sul mare. Lei si è fermata più volte a scattare e farsi scattare foto, incantata dalla bellezza selvaggia del luogo e soprattutto da LA VASTITA'

Uno degli aspetti più affascinanti di Punta Falcone è la sua storia. Qui, nascosti tra la vegetazione, si trovano i resti delle batterie militari della Seconda Guerra Mondiale. Bunker di cemento, postazioni per cannoni e gallerie sotterranee raccontano di un tempo in cui questo promontorio non era solo un punto panoramico, ma un avamposto strategico per la difesa della costa. Abbiamo esplorato queste strutture, immaginando la vita dei soldati che presidiavano il confine marittimo. Per chi fosse interessato consiglio di contattare l'Associazione Microcosmo di Piombino che offre numerose visite.

Proseguendo lungo il percorso, siamo arrivati all’Osservatorio Astronomico, un piccolo edificio che ospita incontri e osservazioni notturne. In un posto come questo, lontano dall’inquinamento luminoso, il cielo notturno dev’essere incredibile. Sarebbe interessante tornare di sera per vedere le stelle.

L’intero giro è dura poche ore, ma il tempo è volato. È stato bello condividere un posto che per me è così familiare con qualcuno che lo scopriva per la prima volta. E, a dire il vero, mi ha fatto apprezzare ancora di più quello che ho sotto casa. Punta Falcone ha questa capacità: sa stupire, anche chi la conosce a memoria.

 

Album fotografico Punta Falcone


venerdì 15 novembre 2024

Promontorio di Piombino #26

 
Gira e rigira il nostro promontorio presenta sempre alternative da percorrere a piedi. Così, ho accettato l'invito di Ikkio per fare una sgambata mattutina, Conoscendo comunque i sentieri a menadito optiamo per un approccio differente, anche se già battuto, rispetto al solito. Ci troviamo alle case che stanno dietro all'ospedale oltre via Bachelet nelle zone di San Rocco e Montemazzano e da lì saliamo al Birillone in direzione Sedia. Prima però piccola salita alla torre di avvistamento, in cui troviamo un reperto storico non indifferente. Gli archeologi nuragici  sono indecisi sulla contraffazione, ma ci sta. Scendiamo verso la Sedia quindi, passiamo il cancello, parliamo di sociopolitica, economia e crisi globale, avendo alcune soluzioni in tasca e non ci rendiamo conto di aver già raggiunto crinale, campo del Mariti, Diaccioni e nuovamente sedia. Il tempo passa veloce così come gli otto km fatti prima di ritornare al punto di partenza con un paio di anelli.

martedì 29 ottobre 2024

Demolite le ciminiere di Tor del Sale

 
Un tempo, quando si tornava a casa da una lunga o breve gita fuori porta, potevi far leva su alcuni punti saldi come quel paio di gradi in più (percepiti, ma forse non reali) dovuti dall'altoforno in funzione, o a quell'odore più acre che ti dava il benvenuto assieme a qualche nuvola artificiale in cielo, ma anche e soprattutto sulle due torri ciminiere della ormai ex centrale di Torre del Sale. Un paesaggio decisamente caratteristico visibile in tutto il Golfo di Follonica, ma ovviamente anche dalle poco più alte zone limitrofe: quei piloni bianchi e rossi, altri ben 197 metri son sempre stati lo sfondo delle nostre giornate al mare sulla costa Est. Dalla fine degli anni settanta ad oggi, giorno in cui sono state abbattute grazie a quattro forti cariche esplosive. Pochi secondi e sono scompare in una nuvola di fumo e detriti, lasciando spazio a ricordi, nostalgia ed un po' di malinconia, ma anche a nuove proposte di riqualificazione del nostro territorio che più di ogni altro ha beneficiato e sofferto per una realtà industriale che oggi non è più al passo coi tempi. Operazione perfettamente riuscita, che son riuscito a godermi da un piccolo poggetto dopo la Sedia, nel nostro amato promontorio, in quanto le strade di accesso al mare, dalla Geodetica sono state interdette per motivi di sicurezza. Un tassello importante quindi per la fase di demolizione della struttura, ormai non più attiva da oltre dieci anni e di cui erano già iniziate alcune operazioni, meno visibili e di minore impatto, ma comunque celeri. Enel, le istituzioni coinvolte in questi anni ed i privati che hanno acquistato sono riusciti quindi a mantenere la tabella di marcia, dando un bel colpo per la chiusura di un'epoca industriale che adesso dovrà e potrà reinventarsi per risultare sostenibile dal punto di vista economico, lavorativo e dell'impatto ambientale. Non mancano e non mancheranno le polemiche riguardanti la possibilità (ormai annientata) di mantenerle come opere di architettura archeologico industriale o quelle relative all'inquinamento sonoro e di disagio per la fauna della vicina Oasi del WWF, ma personalmente ritengo le bonifiche di questo tipo e le possibili riqualificazioni di aree abbandonate ed inquinate. Sono fiducioso.


domenica 15 settembre 2024

Promontorio di Piombino #25

 
In questo weekend in cui ho modificato i piani, mi son dedicato un po' all'allenamento fisico se così si può dire. Ieri dedicato a qualche (pochi) esercizi e pseudo corsa su asfalto, oggi finalmente un bel trekking in zona. Temperatura giusta per non sudare, ma un bel cielo pulito e parto con La Vicina per fare una sgambata vera visto che ultimamente con i trekking l'ho presa abbastanza comoda. Una sorta di giro classico del promontorio, ma con alcune modifiche a partire dal senso antiorario dell'anello che inizia da Calamoresca e sale subito verso i Diaccioni. Da qui invece che prendere direttamente il crinale punto su la Sedia per aggiungere un po' di dislivello e portarmi successivamente a Campo alla Sughera. Quindi crinale classico fino alla chiesetta ed al Reciso per poi salire a fare una breve colazione a Populonia. Il ritorno va per la via del Monastero che si ricollega successivamente a quella dei Cavalleggeri per toccare Fosso alle Canne e Spiaggia Lunga prima di tornare alla base. Una bella sgroppatella anche per provare le nuove scarpe in previsione del prossimo cammino: quello dei Fari seconda parte.

Album fotografico Promontorio di Piombino #25

domenica 14 aprile 2024

Primo bagno dell'anno

 
Niente di eroico, siamo a metà aprile e fa un caldo che si sghiandella: già venerdì pomeriggio avevo iniziato a fare un po' il livornese sentendo il richiamo del mare viste le temperature anomale; poi ieri a Firenze ho cominciato proprio a soffrirne il bisogno, così oggi era impensabile fare qualcosa di diverso. Mare tutta la vita. E come si può vedere dalla foto di copertina era troppo invitante, Libricino (sempre il solito mattone che ormai va avanti dalla scorsa estate, ma del resto al mare ci vado poco e sono poche pagine per volta quelle che leggo), occhiali da sole ed asciugamano messo tatticamente a schienale sugli scogli. Assaggio l'acqua soltanto con i piedi ed è abbastanza fredda da farmi desistere: quella del mare preferisco abbia una temperatura quasi tropicale. Così mi rimetto a leggere, ma verso le 13 la situazione è talmente insostenibile che faccio il primo tuffo della stagione. Fredda sì, ma niente di eclatante e di gente in acqua ce ne è. Uscito poi al sole, neanche un brivido, ma asciutto con sollievo.

venerdì 10 novembre 2023

Promontorio di Piombino #24

 
L'idea di oggi era quella di salire sul Calvi passando da Prata di Suvereto ed approfittare quindi del giorno di stop della caccia. Le fake news sul meteo però mi hanno fatto desistere e ho pensato di stare ancora più vicino a casa e tornare a calpestare il terreno del nostro Promontorio. I sentieri sono talmente tanti che ogni volta che decido di creare una combinazione, questa risulta nuova e varia rispetto alle altre. Parto così dai Diaccioni e risalgo per la Sedia, mi butto a sinistra oltre il cancello e scelgo i sentieri alla mia sinistra, per i capanni, per raggiungere la tomba del Lupi. A questo punto continuo a stringere la sinistra fino a Monte Gigante e mi ricollego alla strada del crinale. Passo Campo alla Sughera ed invece di prendere la prima deviazione verso il Massoncello, proseguo e prendo al successiva, così da chiudere poi per il Crocefissino e scendere tutto giù fino a ricollegarmi questa volta con la Via dei cavalleggeri. Prima di vederlo, lo sento. Il mare è abbastanza incattivito e le onde rumoreggiano facendo a gara con le chiome degli alberi per chi fa più casino. Mano a mano che scendo e mi avvicino a Fosso alle Canne, le prime vincono indisturbate. Da qui riesco pure a vederle che lottano contro spiagge e scogli. La storia ci insegna che tra onde e scogli, questi ultimi vincono le battaglie, ma le guerre appartengono al mare. Ritorno in su per il 304 senza passare quindi da Calamoresca e riprendo per i Diaccioni per concludere anche questa avventura.

domenica 22 ottobre 2023

8° Rally Colline Metallifere e Val di Cornia

 
Mi sarebbe piaciuto andare ieri alla partenza in Corso Italia, ma causa tempesta noi amanti del rally e del fotogiornalismo d'azione, abbiamo desistito. L'occasione si è ripresentata comunque questa mattina, durante la passeggiatina rituale sul lungomare fino a Calamoresca. Infatti è proprio lì che sono stati allestiti gli stand per la preparazione auto, la direzione gara e così via. Non so neanche ben come funziona, ma ho visto che stavano sistemando tutto per la seconda giornata di questa ottava edizione Rally Colline Metallifere e Val di Cornia. Anche questo pomeriggio le sette prove speciali di questa due giorni si concluderanno in centro a Piombino alle 16:10 e saranno presenti pure le vetture storiche. Un'occasione interessante per gli amanti del rally che potranno assistere alle quattro prove di oggi dopo dopo quelle, molto particolari, in notturna di ieri, godendo anche del fatto che oggi c'è il sole e la giornata non è niente male.

martedì 19 settembre 2023

GNU #3: Anello delle parrocchie di Piombino

 
Domenica avrò un importante e mastodontico evento di cui preferisco parlare a cosa fatta. Però, escluso il weekend in cui son andato a sviziarmi in Belgio, è già almeno una settimana in cui mi metto a buzzo buono per allenarmi. Poco direbbe qualcuno, abbastanza dico io. Ma è solo una questione di lana caprina, perchè comunque ho da mettere chilometri nelle gambe e questi non sono mai mancati. E sebbene li abbia scelti prevalentemente urbani non mancheranno, in questa ultima manciata di giorni a disposizione, quelli più arditi e senza asfalto. per fare le cose per bene avrei comunque dovuto inserirli e così ho fatto. Quindi ieri mi son chiesto: perchè non tracciare un percorso che potesse avere una sorta di utilità religiosa? Molti cammini del resto hanno una base di questo tipo, e anche Piombino non deve essere da meno. Ho pensato così alle famiglie che sotto Natale vorranno farsi un giro delle Parrocchie di Piombino per vedere i presepi ed ho creato un percorso di circa dieci km che le toccasse tutte. Tutto o quasi, diciamo. Mancano quelle periferiche tipo quella del Cotone e quelle delle frazioni come Populonia e Riotorto. Ma ho fatto un buon lavoro. Un po' forzato come discorso? Non importa, la leggenda vuole che sia andata così ed ho raccolto su Wikiloc, con aggiunta di foto e punti sosta le otto parrocchie (o chiese insomma) + 1 bonus. Eccole quindi in ordine di come le ho toccate, ma ognuno può seguire la traccia come meglio crede. In senso anti orario quindi:
  • Madonna delle Nevi
  • San Bernardino
  • Madonna di Montenero
  • San Giuseppe Artigiano
  • Immacolata Concezione e San Cerbone
  • Misericordia
  • Sant'Antimo
  • Sacro Cuore
  • BONUS: Missionarie della Carità

giovedì 10 agosto 2023

Acropoli di Populonia

 
San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti e dei desideri, anche quelli più semplici come un po' di serenità e tranquillità. Quella passata in questi primi giorni di agosto con vari amici e persone importanti, con cui condividere sempre cose belle. E' la volta, oggi, oltre che della ricerca di un posto con poco inquinamento luminoso, anche della visita all'Acropoli romana di Populonia. Un annetto fa avevo rinnovato la mia presenza all'interno della necropoli, ma questa volta siamo saliti sul forse meno gettonato sito archeologico, proprio di fianco al borgo di Populonia. Interessante  fondamentale la visita guidata attraverso i resti ritrovati degli antichi templi pagani degli etruschi romanizzati, la casa del Re, l'antica cinta muraria e gli spazi per le vasche termali. Un giro a tutto tondo che comprende anche un sentiero naturalistico con affacci significativi sul Golfo di Baratti, il vicinissimo borgo di Populonia, la frastagliata costa del promontorio ed ovviamente l'Isola d'Elba. E finalmente Tarabusina è riuscita a darmi il biglietto di auguri del regalo di compleanno.

Album fotografico Acropoli di Populonia

martedì 8 agosto 2023

Brindisi e tramonto a Buca delle Fate

 
Continuano i festeggiamenti anche il giorno dopo la fatidica data del compleanno, nel mio corpo scorre evidentemente anche sangue del sud. Con Le Vicine quindi in programma un suggestivo e semplice trekking sul nostro promontorio, in una delle cale più rinomate di tutta la zona: Buca delle Fate. Partiamo direttamente dal parcheggio del Reciso poco prima delle 19:00, ed incontriamo subito almeno due decine di ragazzi che stanno risalendo il percorso: nonostante sia martedì infatti, il posto risulta appetibile dai turisti estasiati. Noi arriviamo saggiamente quando la spiaggetta risulta più vivibile e vuota, in tempo per fare un tuffo nelle acque trasparenti e godersi anche gli ultimi raggi di soli. Le Vicine mi hanno anche fatto una sorpresa, portando tutto l'occorrente per un aperitivo al tramonto, e che tramonto. Non è mancata neanche la torta per concludere i festeggiamenti. Se la preoccupazione maggiore era quella di come rimettere il tappo allo spumante, dobbiamo dire che abbiamo risolto velocemente il problema. Pochi istanti dopo il completo calar del sole abbiam ripreso di nostri bagagli per risalire fine al punto di partenza, all'interno del bosco di macchia in cui filtrava ancora un po' di luce. Non stanchi abbiamo finito al serata alla Baracchina di Baratti con l'aperitivo finale.
 
Album fotografico Buca delle Fate

Sui passi di Elisa, Piombino

 
Questa mattina, forte dei miei 43 anni, per smaltire crudi e crostacei di ieri sera al Vespero, mi sveglio presto e vado a passeggiare per la mia amata Piombino. Da tener di conto che sia domenica che ieri mattina ho fatto allenamento, quindi la passeggiatina rigenerante ad una certa età è d'uopo. Ma cosa c'entra questo con Elisa Bonaparte? C'entra che ne ho approfittato per andare a vedere le nuove installazioni inserite lungo il Belvedere a lei dedicato, che sono state inaugurate giusto ieri. C'è chi applaude l'operato di Bravo France e c'è chi critica la spesa di oltre sessantamila euro per la valorizzazione di questo angolo cittadino. Io mi sento più nel team dei secondi, visto che a mio avviso al netto di una maggiore pulizia e fruibilità della camminata non vi era la necessità di un particolare richiamo attraverso le opere di Marina Meoni. Del resto si tratta di alcuni archi che seguono il percorso in chiave artistica richiamando, proprio sul suo termine un sofà tipico della tradizione francese, costituiti in metallo, a cui storicamente Piombino è da sempre e forse per sempre legata. Quindi prima di arrivare all'affaccio sul mare e sull'arcipelago, ecco una sorta di tracciato storico ed artistico, purtroppo attualmente ancora senza nessun tipo di cartellonistica esplicativa. Fatto sta che adesso, oggettivamente, questo camminamento è più completo e pulito rispetto a prima.

Album fotografico Belvedere Elisa Bonaparte

lunedì 7 agosto 2023

Comics City con Banana Split, Douglas Meakin e Giorgio Vanni

 
Come è possibile verificare tramite il mio canale Instagram, questa mattina presto, pur essendo domenica sono andato ad allenarmi. Che c'entra con il post che sto scrivendo? Quasi niente a prima vista, tranne che ho incominciato la giornata saltellando e l'ho terminata nello stesso modo, nonostante sia appena divenuto un quarantatreenne. Auguri a me intanto quindi. Nel mezzo il mare di Perelli 2 ed  una scappattina al DVNE per non farsi mancare niente. In serata poi all'interno del Festival 20Eventi e del Comics City, concerto completamente gratuito al Piazzale d'alaggio con Banana Split, Douglas Meakin e Giorgio Vanni. Avevo sentito nominare solo quest'ultimo, ma conoscevo tutte le cover dei primi e tutte la canzoni del secondo. Serata ganza e divertente in cui più generazioni si son date battaglia con mani alzate, saltelli e cori. Noi ovviamente ferratissimi con i vari Uomo Tigre, Forza Sugar. Sampei, Occhi di Gatto ed un lungo repertorio di di sigle dei cartoni animati di Junior TV e Company tra gli anni ottanta e novanta. I ragazzetti più giovani invece ammutoliti nella prima fase si son scatenati con roba tipo Dragonball in più salse (ero rimasto alla prima versione) o i Pokemon ed altri che non ho neanche mai sentito nominare. Strano il mondo alla vigilia dei 43 anni.

giovedì 20 luglio 2023

Piombino – La Maschera in Scena

 Riprendo un altro articolo da Riccardz, anche se non mi trovo d'accordo con il titolo (che però copio pure quello), per il semplice fatto che entrambi abbiamo visto la mostra in oggetto e conosciamo personalmente coloro che l'hanno permessa, allestita, promossa e curata. Quindi meritano un'altra po' di attenzione, nonostante sia terminata da tempo, sperando comunque che possa un giorno ripetersi.

Dopo oltre tre mesi di permanenza in Piemonte, finalmente scendo a casa per le feste pasquali; oltre ai rituali cattolici, a quelli del ritorno in patria quale figliol prodigo, ad aperitivi con amici e a racconti superlativi come un immigrato degli anni '20 in America, vi è anche la possibilità di poter esseri fedeli abitanti del Castello di Piombino. Infatti proprio in questi giorni, il mio amico Riccardo, in particolar modo con la sua Associazione teatrale Matan, ha allestito e organizzato una mostra intitolata la "Maschera in Scena" dove, grazie all'aiuto e alla preziosa collaborazione di Gaia, che non solo ha realizzato molte delle opere, ma anche coinvolto altri "mascherai" (e addirittura ha dedicato vari giorni all'insegnamento delle tecniche con laboratori didattici), ho potuto assistere sia alla preparazione della mostra e alla sua visita in anteprima sia a quella del suo contenitore così interessante.

L'aria di casa si respira fin da subito

Le maschere, che poi verranno utilizzate in maggior misura in ambito teatrale, hanno una storia complessa e articolata; sono esempio recondito di come l'uomo abbia sempre cercato di rappresentare, dare più importanza e raffigurazione, a quella parte più importante che appare essere la testa, ovvero il fulcro del pensiero. Gli usi, i materiali, gli scopi delle maschere si confondono nel tempo e nel sentimento umano; possiamo trovare maschere fin dal Neolitico costruite in pietra (di cui rimangono pochissime testimonianze materiali), passando per ogni luogo della terra, dall'Egitto con i suoi dischi solari agli idoli in pietra degli Atzechi. Insomma, se chiudiamo gli occhi ci vengono in mente quelle romane o quelle della commedia dell'arte, quelle più recenti nei carnevali di tutta Italia, o quelle per nascondere il viso presenti in scene di alcuni film famosi. Un oggetto quanto mai comune ma che abbiamo non abbiamo ammirato quanto avremmo dovuto, essendo compagno fisso delle nostre storie fin da tempo immemore.

Ecco alcuni esempi di come questo oggetto sia vera e propria arte:

Le successive con materiale di riuso mi sono particolarmente piaciute:

infine altre tipologie di maschere:

e infine quella più colorata:

Devo dire che l'esperienza di vistare una mostra così sui generis ma altrettanto importante dal punto di vista umano, basti ricordare in questo ambito il pensiero e la poetica di Pirandello, ha giovato senza ombra di dubbio all'acculturamento di ogni persona.

Non da dimenticare anche il luogo suggestivo del castello, che sempre più, ormai da anni, è partecipe come contenitore di bellissime intuizioni culturali.