lunedì 31 maggio 2021

Doctor Sleep (2019)

 

Regia: Mike Flanagan
Anno: 2019
Titolo originale: Doctor Sleep
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.3)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Doctor Sleep è il sequel "naturale" di quel capolavoro imparagonabile che è Shining. Il soggetto è infatti basato sull'omonimo romanzo di Stephen King (che non ho letto per chiarezza) e sono numerosi i richiami alla pellicola sopra citata. Da questo punto di vista secondo me, con qualche omaggio qua e là e senza esagerare, è stato fatto un buon lavoro. Nessuno d'altra parte, sano di mente, si sarebbe aspettato un sequel troppo collegato con il precedente, tanto più che (pare evidente, nonostante non lo abbia letto) proprio il romanzo di King tende soprattutto ad unificare determinati aspetti paranormali e fantastici all'interno del proprio universo letterario, senza dare una vera e propria continuità ai fatti in essere. Se la storia di Shining è infatti da considerarsi conclusa (sia nel romanzo che nella pellicola) era giusto proseguire verso altri elementi, qualora ce ne fosse stato bisogno. Per me non c'era tutta questa necessità, ma sorvoliamo. Il problema di Doctor Sleep è che come horror non stupisce affatto: la storia risulta scorrevole nonostante i numerosi personaggi e le situazioni che si presentano, ma manca un po' quel senso di "paura" che dovrebbe infondere nello spettatore. L'ho trovata più un'opera stilistica con fotografia e interni decisamente ben curati, ma che non riescono ad andare oltre la semplice storia fantastica di buoni contro i cattivi. Senza dubbio anche in questo caso il finale è stato riadattato per il cinema, dovendosi ricollegare al film Shining ed all'Overlock che nel romanzo invece è saltato in aria. 

Edizione: bluray
Edizione ultra scontata su Amazon (almeno quando l'ho preso io), ma che ha un buon rapporto di qualità video ed i seguenti extra:
  • From Shining to Sleep (5 minuti)
  • Making of (14 minuti)
  • Return to the Overlock (15 minuti)

domenica 30 maggio 2021

Il cielo infinito del Pratomagno


E' proprio vero: il Pratomagno ha un cielo infinito. Spazia ovunque e da quassù vediamo qualsiasi cosa: l'Amiata, l'Argentario, le Apuane, Firenze, gli Appennini e la Nuova Zelanda. Partiamo da località La Trappola, per un anello inverso a quello che avevo già fatto in passato, questa volta schiaffeggiati da un vento gelido che ci accompagna per tutta l'andata ed in special modo sul crinale. Molti saliscendi impegnativi, ma che ci hanno permesso di goderci il paesaggio che ci circonda. Per il ritorno un'importante discesa tra piccoli corsi d'acqua e cascatelle, all'interno del bosco. Ancora una volta un'esperienza infinita.

venerdì 28 maggio 2021

Paper Lives (2021)

 

Regia: Can Ulkay
Anno: 2021
Titolo originale: Kagittan Hayatlar
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.7)
Pagina di I Check Movies
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Il buon Netflix ci fa conoscere Can Ulkay, regista turco che da noi (o a casa mia più banalmente) non è molto conosciuto, ma che ha all'attivo diversi lavori, e lo fa attraverso il suo ultimo film: Paper Lives in lingua internazionale.  Ultimamente Istanbul è stata presente al cinema in molte pellicole, ma la regia di un turco riesce a trasmettere un'ambientazione più genuina, lontana sia dal caos cittadino sia dai luoghi maggiormente turistici e di risalto mainstream, portandoci anzhe i zone povere da paesone in cui i protagonisti riescono a muoversi con disinvoltura. Questi fanno parte essenzialmente della classe più disagiata, orfani al limite delle proprie potenzialità economiche che cercano di galleggiare in un ambiente difficile raccogliendo rifiuti, per lo più carta e cartone e cercando di farne un business per la sopravvivenza. Paper Lives è un film che riesce ad abbracciare più generi, dal drammatico allo spensierato, con punte di vero e proprio thriller psicologico. La vera anima della trama sarebbe appunto questa, che purtroppo però risulta abbastanza citofonata come se la direzione da prendere fosse un po' troppo indirizzata. Le immagini cupe e piovose si alternano a quelle soleggiate ed illuminate, di pari passo con il mood del protagonista principale atto ad identificare il suo percorso psicologico all'interno della della storia. Lo spettatore si ritrova quindi di fronte ad un'attesa piega degli eventi, ma accade in maniera non troppo grezza, così da poter risultare piacevole. Questo nel pieno del dramma che la sceneggiatura vuole evidenziare: il dolore di un uomo sofferente ed le difficoltà di una città che cerca di reagire alla modernità.

Aggiornamento Oxygen OS 11.0.1.1.HD65BA

 

Arrivata giusto pochi giorni fa la versione 11.0.1.1 per il Sistema Operativo OxygenOS, utilizzando da OnePlus. Circa 300 MB di peso, quindi decisamente più leggero rispetto al major precedente, ma non mancano certo le novità.

Sistema

– Migliorata la fluidità del sistema

– Risolto un problema con la sim Google Fi che impediva di accettare le chiamate in arrivo

– Aggiornate le patch di sicurezza Android alla versione 2021.05

Shelf:

– Migliorata l’esperienza di scorrimento

Galleria:

– Migliorata la velocità di caricamento dell’anteprima delle immagini

Telefono:

– Risolto il problema occasionale di visualizzazione anomala durante una chiamata

Fotocamera:

– Risolto il problema che intaccava l’effetto specchio e un problema anomalo con la fotocamera durante lo zoom in modalità macro

– Risolto il problema anomalo con alcuni pulsanti durante lo scatto continuo in modalità Nightscape

Rete:

– 4G migliorato

– Stabilità Wi-Fi migliorata

giovedì 27 maggio 2021

Pizzo d'Uccello 1781 metri, Alpi Apuane

Non nascondo che il giorno prima della partenza mi era venuto un po' di timore: non è la prima escursione con uso di mani e piedi che ho fatto, ma appunto non si sa mai. Alla fine però se ci pensi è facile. Con tutte le dovute accortezze certo, ma è anche vero che sei in compagnia di persone esperte  e se stai in mezzo a loro, proprio uno sprovveduto non lo sei. Ieri è stata una giornata fantastica, impegnativa, divertente, emozionante e pure poeticamente romantica. Il gruppo forte e di quelli che macinano è partito da Vinca proseguendo in salita fino a Foce a Giovo per poi iniziare la cresta e la via normale passando dal Giovetto. Siamo infatti riusciti a raggiungere la vetta, a 1781 metri in meno di quattro ore così da evitare nuvole e nebbia, che sono arrivate successivamente. Giusto il tempo per goderci il panorama mozzafiato e prendere appunto fiato durante il pranzo, che tutto si copre e resta ugualmente affascinante. La discesa, sebbene meno impegnativa per la prestanza fisica, risulta più audace per la tecnica, ma sono di scoglio, e non ho nessun problema. Sicuramente il Pizzo d'Uccello resta una delle montagne più interessanti e particolari delle Apuane segnando un confine naturale tra Garfagnana e Lunigiana e la cui parete nord è veramente il fiore all'occhiello che le dà quel senso di maestosità di cui è facile innamorarsi.


Album fotografico Pizzo d'Uccello 1781 metri, Alpi Apuane


lunedì 24 maggio 2021

Bologna 1 - Juventus 4

 

Senza stare a guardare i successi più vecchi, prendiamo in esame solo questi ultimi dieci anni. Si fa un facile conto pari in questo modo. Nei primi nove abbiamo vinto tutto. Certo, in Italia, ma agli altri (italiani pure loro) sono rimaste soltanto le briciole. E quando le raccoglievano erano i successi più grandi ovviamente. Questo, il decimo anno, è invece quello che stabilisce la nostra caduta, il nostro fallimento. L'anno della vergogna e degli obiettivi non raggiunti. E sì, per chi è abituato a vincere sempre e ad avere stimoli sempre più grandi, è stato veramente un anno di sofferenza. Ma per noi appunto che siamo abituati a vincere. E nonostante questo, eccoci qui. Nonostante questo quindi, la peggiore stagione degli ultimi dieci anni si traduce con una Supercoppa Italiana, una coppa Italia e l'accesso alla Champions per il prossimo anno. Volevamo di più? Certo. Ma abbiamo avuto anche belle ed importanti emozioni e ci siamo rialzati quando tutto sembrava perduto. Siamo sempre la Juventus.!

Val d'Orcia - Il meglio ad anello, 24 km #3

 

Record! E' la terza volta (qui la prima e qui la seconda) che faccio questa magnifica escursione, il che significa che oltre ad essere paesaggisticamente sensazionale, è tra quelle che danno sempre emozioni differenti. Un po' come ascoltare un disco o guardare un film più volte: sai che ti piace, ma scopri sempre accordi o scene per te nuove. Anche la compagnia varia pur mantenendo la solita costante che comprende la voglia di camminare e la qualità di sapersi emozionare di fronte alla natura, perchè spesso i gruppi che trovo sono davvero simpatici e coinvolgenti. Questa volta, per me i ventiquattro km si sono un bel po' allungati per un piccolo errore di valutazione: mi sono accorto di aver perso le chiavi della macchina (ancora) una volta che ne avevamo percorsi circa due dall'inizio. Così sono partito a corsa per recuperarle e raggiungere nuovamente il gruppo. Ecco, avrei potuto raccontarla come quasi un'impresa memorabile, salvo il fatto che ieri sera sono crollato come un bimbo per la stanchezza ed oggi sono decisamente stanco. D'altra parte, è stato comunque un piacere poter poi gustarmi i panorami che, nonostante il periodo sia sempre il medesimo, risultano con colori differenti ogni anno. Quindi ancora una volta la Val d'Orcia, con il suo San Quirico, la sua Pieza ed il suo Bagno Vignoni risultano gioielli sia da cartolina sia da vivere allegramente ed in maniera spensierata, grazie ai quali la fatica si annulla, così come il caldo o le altre difficoltà. Chissà se il prossimo anni ci sarà spazio per una quarta visita in zona.

sabato 22 maggio 2021

Pitigliano, tutte le vie cave


 Lo so, ho un debole per Pitigliano e le sue vie cave, quindi estremamente di parte. Considero però questi percorsi tra i più fascinosi di sempre. Infatti, nonostante le abbia già attraversate in due occasioni, una volta presentatasi l'opportunità di farle complete, ad anello ed in gruppo, mi sono catapultato a segnarmi. In realtà già dallo scorso anno, poi per le restrizioni anti covid la data è stata modificata più volte, ma finalmente ci siamo riusciti. Oltre che vecchie e piacevoli conoscenze, questa volta con me sia MolotovKiki che Bono Vox (ormai indottrinato a dovere sul VERbo delle escursioni). Partiamo da Pitigliano per un doppio anello completo che ci vede su tutte le Vie Cave del comune e che per circa venti km ci fa restare sempre a bocca aperta. 


Album fotografico Pitigliano, tutte le Vie Cave 

venerdì 21 maggio 2021

La Rivincita Delle Sfigate (2019)

 
Regia: Olivia Wilde
Anno: 2019
Titolo originale: Booksmart
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.2)
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Dal titolo italiano questa teen comedy americana può sembrare molto più leggera di quanto sia in realtà. Che abbia una marcia in più rispetto a tanti altri prodotti, generalmente noiosi per me, soprattutto quelli più nuovi che si rifanno a semi cult degli anni passati, è però palese soprattutto nella sua messa in opera che riesce a divincolarsi dalla trama. Il tema è un po' quello arcinoto con due protagoniste, secchione o sfigate che siano, che provano, con l'ultimo giorno a loro disposizione, a farsi strada tra la popolarità e la voglia di divertirsi osando un qualcosa di più che lo studiare sui libri di scuola. Non è un lavoro totalmente originale, poichè sfrutta numerosi clichè e stereotipi legandoli prepotentemente alla  storia, ma lo fa in maniera più fresca del solito, riuscendo a ridicolizzarli e mettere sul piatto situazioni simpatiche che variano tra la commedia giovanile, il legame di amicizia, i primi amori, le delusioni, il riscatto sociale e persino il road trip. Pur non potendo adoperarsi chissà in quale maniera su questo genere, Olivia Wilde alla sua prima prova registica, sfrutta senza esagerare alcune scene in maniera più estrosa, come le immagini semi oniriche della trasformazione in bambole, o la scena del tuffo in piscina, la litigata alla festa con l'audio che si dissolve nel momento clou o ancora i balletti che in un paio di occasioni ci deliziano simpaticamente. Pur non prendendosi esageratamente sul serio, la pellicola sa quali corde toccare puntando il dito proprio sugli stereotipi dell'ambiente scolastico americano e sui pregiudizi che gli sfigati hanno nei confronti dei ganzi e viceversa. Il punto di forza, velato, ma importante, sta anche nella celebrazione del ribaltamento delle prospettive per quanto riguarda le due protagoniste: una "bruttarella" ed in carne, l'altra gay dichiarata non vengono prese di mira, mai nè per l'aspetto fisico nè per le proprie preferenze sessuale, ma per il loro atteggiamento volto a non godersi la vita ed a puntare sul successo scolastico. Questa parte è estremamente importante perchè le diversità di ogni ogni tipo sono trattate come normalità, se non appunto nel modo di porsi nei confronti degli "altri". Ironico il contesto e lo sviluppo, senza però arrivare ad avere una sceneggiatura veramente brillante, che si adagia un po' troppo sui molti avvenimenti che spezzettano la scorrevolezza della trama.

giovedì 20 maggio 2021

Atalanta 1 - Juventus 2

 

Per essere un'annata fallimentare non è andato tutto poi così male. A gennaio abbiamo alzato la Supercoppa Italiana e questa sera la Coppa Italia. La quattordicesima della nostra storia. La vinciamo in una partita molto bella a mio avviso, veloce, con un primo tempo in mano di una strepitosa Atalanta che era la favorita nei pronostici. Nel secondo tempo invece le parti si invertono ed è la Juve ad essere più aggressiva e padrona del campo, pur non mancando gli spunti pericolosi degli avversari. Veloce, molto tirata, con un pressing alto eseguito da entrambe le squadre: magari questi elementi sono stati anche esaltati dalla presenza del pubblico allo stadio, seppur ridotto nel numero. Una grande serata di sport che ci ha visto vincere e conquistare l'ennesimo trofeo di questi anni meravigliosi che, nonostante gli alti ed i tanti bassi della stagione, ci vedono ancora come protagonisti. Anno di transizione ho detto più volte con l'arrivo del giovane Pirlo alla sua prima esperienza in panchina, ma se gli anni di transizione fossero tutti così ben vengano. Anche se adesso dobbiamo guardare alla prossima, importante e decisiva gara in campionato.

mercoledì 19 maggio 2021

Love, Death & Robots [Stagione 2]

 
Anno: 2021
Titolo originale: Love, Death & Robots
Numero episodi: 8
Stagione: 2
 
L'ho aspettata tanto, ed è terminata troppo in fretta. Non c'entra molto il fatto che l'ho guardata tutta d'un fiato, ma che questa seconda stagione, ancor più che la prima,  ha un numero di episodi esiguo. Appena otto infatti, e tutti di durata breve o brevissima. I temi e le tecniche (disegni, CGI, misto) sono gli stessi che mi hanno fatto innamorare di questo format, ma credo che per catturare l'interesse ed il favore del pubblico non ci si possa limitare a mostrare una collezione di materiale così piccola. Non puoi restare sazio una volta terminata, anche se le storie sono tutte interessanti e piacevoli, nonchè ben fatte. La qualità tecnica resta alta, anche se per questo tipo di serie antologiche, spesso si può pure perdere il tema che lega il tutto. Sono passati due anni dalla prima stagione, quindi era normale attendersi qualcosa di più corposo: i corti si vedono in un soffio di tempo. E sebbene alcuni possano essere considerati conclusi e fini a se stessi (pur sempre piacevoli da vedere), altri hanno un incredibile potenziale per essere sviluppati ulteriormente. Sarebbero bellissimi come episodi piloti, extra o spinoff ad esempio per seri TV davvero ben strutturate e corpose. Quindi speriamo sia in una terza stagione dalla struttura maggiormente impegnativa, sia per nuovi spunti con serie legati ad alcune singole storie, anche se ne dubito.

martedì 18 maggio 2021

La Donna Alla Finestra (2021)

 

Regia: Joe Wright
Anno: 2021
Titolo originale: The Woman In The Window
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (5.8)
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Un po' strano come thriller, perchè titolo a parte, potrebbe anche ricordare il capolavoro di Hitchcock, magari volutamente per certi versi E' un prodotto girato quasi completamento al chiuso in una grande casa, dotata di finestre da cui poter "spiare" le abitazioni vicine e la protagonista soffre di un disturbo agorafobico, venuto fuori da un forte trauma subito, che la costringe all'interno della quattro mura. La trama, che si basa sull'omonimo romanzo di Finn, è forse un po' troppo confusionaria visto che sfrutta alcuni elementi a sorpresa che risultano poco sviluppati ed infilati lì sia per dare una logica spiegazione su alcuni fatti che accadono, sia per preparare l'atteso colpo di scena. Il personaggio, pur preso al lordo dei suoi disturbi psichici, è abbastanza irritante, almeno per me, con i suoi svarioni, gli oggetti che le cadono di mano, gli inciampi e così via. Questo serve ad aumentare la suspense, ma rispolvera troppi elementi da B movie. Nonostante questo, risulta scorrevole e piacevole, perchè il senso di oppressione e di inadeguatezza sono molto sviluppati: angoscia ed impotenza seguono la figura di Amy Adams. Sicuramente una pellicola del genere avrebbe potuto regalarci qualcosa di più, senza essere rilegata tra i tanti filmettini d'intrattenimento che si fanno sì, guardare, ma presto saranno anche dimenticati.

lunedì 17 maggio 2021

Volterra e la vecchia ferrovia

 

Le volte che capito a Volterra, il meteo non è sempre dei migliori, ma questo non ci impedisce di godere dei paesaggi che circondano il borgo e di partecipare all'ennesima bella esperienza. Come inoltre dice una poetesse contemporanea "Noi non andiamo dove ci porta il cuore, ma portiamo il cuore ovunque andiamo" e così che piova o ci sia il sole, vento o brezza, arcobaleno o nebbia, ci muoviamo passo dopo passo senza paure. Il tragitto, una volta attraversato il centro di Volterra, parte della vecchia stazione ferroviaria per proseguire in discesa fino a Saline. Lungo la maggior parte del percorso i binari sono dismessi e completamente tolti, ma in alcuni tratti restano visibili e sono un'importante testimonianza. Questa tratta, a differenza delle altre che passando da Cecina, congiungevano Saline e Pisa e che risalgono al 1863, risulta più nuova in quanto sono passati anni prima di decidere il tracciato ormai abbandonato. I lavori iniziarono nel 1909 e l'inaugurazione fu fatta 3 anni dopo, nel 1912 per poco oltre 8 km di lunghezza nel difficile terreno argilloso. Nel 1958 venne comunque soppressa, ma restano ancora oggi visibili in una parte dei binari.


Album fotografico Volterra e la vecchia ferrovia

sabato 15 maggio 2021

La vigna nel bosco - Wine Trek

 


Oh te, ogni tanto ci vuole eh. Ed Altrevie, tra le numerose proposte che propone, riesce a stuzzicare tutti ampliando l'interesse anche con escursioni semplici ed alla portata di tutti, che hanno un lietissimo fine: in questo caso la degustazione. Siamo a Montescudaio (PI) per una passeggiata nel bosco Scornabecchi che protegge i circa tre ettari del vigneto della Tenuta La Macchia. Prima dell'assaggio dei 4 vini biologici (Continuo Spumante uvaggio Merlot x Petit Verdot Materia Rosato IGT uvaggio Merlot x Petit Verdot Aryah Bianco IGT= uvaggio Sauvignon Blanc 100% Scutum Rosso IGT = uvaggio Merlot x Petit Verdot 60% e Cabernet Sauvignon 40%) abbiamo percorso quasi 6 km su strade sterrate tra lecci, sughere e piante della macchia mediterranea che si affacciano in questo angolo di terra, dedito all'agricoltura fin dai tempi degli antichi etruschi. Non mancano occasioni inoltre per parlare anche della fauna che popola il bosco. Un'esperienza ancora una volta ben riuscita grazie a Marco che ha saputo creare un mix tra natura e piacere. 


Album fotografico La vigna nel bosco - Wine Trek

venerdì 14 maggio 2021

De Chirico e la Metafiscia (Pisa, Palazzo Blu)


 Questa pandemia ci ha tolto un po' di tutto. Anche l'arte ed il piacere di entrare in museo. Pur non essendo un assiduo frequentatore dei musei o delle mostre, cerco di non farmi scappare mai le più interessanti, specialmente quelle allestite al Palazzo Blu di Pisa, a circa un'ora da Piombino. L'ultima che sono riuscito a vedere lì è stata quella sul Futurismo, poi lo scorso anno non c'è stato modo di tornare per De Cherico, ma fortunatamente questa mostra è stata allungata. nonostante avesse dovuto terminare pochi giorni fa. Impossibile non approfittarne questo pomeriggio quindi, oltretutto piovoso quassù. Ringrazio anche il mio fratello di sangue con l'arte nelle vene Roikin per il suggerimento, perché la mostra è ben strutturata e le opere non sono certo poche o di basso valore. 

La mostra permette di conoscere de Chirico grazie a una serie di chiavi di lettura che possono aprire il sipario sui suoi enigmi e permettere di percorrere il suo magnifico labirinto, oltre la scoperta della collezione personale dell’Artista ovvero i “de Chirico di de Chirico”, fulcro di questa mostra. Grazie al supporto delle più prestigiose istituzioni nazionali, come la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la Pinacoteca di Brera, il Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto e non solo, e con la collaborazione della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, il progetto presenterà a Palazzo Blu una serie di assoluti capolavori, capaci di testimoniare l’evoluzione della ricerca di Giorgio de Chirico e di mostrare l’evoluzione della breve ma straordinaria stagione metafisica tramite i suoi esponenti più illustri.

Album fotografico De Chirico e la metafisica 

giovedì 13 maggio 2021

L'Uomo Che Uccise Hitler E Poi Il Bigfoot (2018)

 
Regia: Robert D. Krzykowsk
Anno: 2018
Titolo originale: The Man Who Killed Hitler And Then The Bigfoot
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (5.7)
Pagina di I Check Movies
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Resto un po' con tanto amaro in bocca. Il titolo, abbastanza trash, lasciava presagire, un po' come al locandina, un qualcosa di tipo fumettistico o alla Tarantino. Invece c'è un vecchio (Sam Elliott) che è ossessionato dai ricordi misti ai sensi di colpa per come ha vissuto la propria vita, per lo più al servizio dell'Esercito. Nei vari flashback, ma era già presentato dal titolo appunto, alcune scene di come abbia ucciso niente popò di meno che Hitler. Boh. La sua nuova missione è quella di uccidere il Bigfoot (ariboh!) che è gravemente malato e potrebbe diffondere un virus letale per il mondo (straboh!). Ci sono adesso vari bivi nella struttura della trama e nessuno di questi viene preso in esame in maniera continuativa o interessante: non si tratta quindi di una pellicola d'azione, ma ci prova, non si tratta di una trama drammatica ed esistenziale, ma anche su questo prova a buttarci le basi, non si tratta di un polpettone strappalacrime e romantico, eppure anche in questo caso vengono lanciati elementi qua e là. Che è quindi? Un'accozzaglia di genere iniziati e mai terminati, in cui la triste vita volta alla vecchiaia dei protagonista va di pari passo con la lentezza e la noia che colpisce lo spettatore. Malinconico sì, ma certamente non più di tanti altri e su cosa si punta? Sul rapporto con il fratello?, Sulla bruttezza della guerra? Sull'amore mandato a puttane? Sull'essere prossimi a usare il pannolone nonostante si scalino montagne a mani nude?

mercoledì 12 maggio 2021

Sassuolo 1 - Juventus 3

 

Risultato che sembra tranquillissimo, ma così non è. Vincere queste ultime partite resta fondamentale e perentorio, ma anche non sufficiente. Quando stai dietro devi pure sperare nell'errore dell'avversario. Per quanto riguarda la partita di questa sera invece, se doveva essere la rabbia infuocata dentro ad ogni singolo giocatore, c'è da dire che questo elemento non si è visto per niente. I primi minuti (ma non solo) siamo in balia di un avversario che lotta a fatica per l'ultimo posto disponibile in Europa League: tanti errori e subiamo il pressing senza ragionare. Loro tirano, sbagliano e noi siamo in affanno. Continuano gli errori, ripetuti anche nel sistema ormai collaudato di aprire la strada agli avversari ed arriva il rigore che per fortuna Buffon para. Non ci siamo per niente, ma arrivano le reti di Rabiot e di Cristiano Ronaldo che arriva a quota 100 in soli tre anni alla Juventus. Potrebbe essere finita se solo tenessimo il pallino del gioco o chiudessimo con la terza rete, ma prima li facciamo accorciare, per tremare ancora e poi arriva anche la centesima di Dybala in bianconero. Chissà le prossima cosa succederà.

lunedì 10 maggio 2021

Monte Croce (#2) e la fioritura delle giunchiglie

 

A distanza di esattamente due anni, torno sul Monte Croce, anche questa volta per la fioritura delle giunchiglie. A differenza della volta scorsa il sole ci sorride, e questo comporta che su questa parte della Apuane ci sia probabilmente più gente che a Baratti Poco importa, se non fosse che molti non sanno stare nella natura e calpestano i pochi narcisi fioriti (siamo in ritardo per le gelate della settimane scorse), perchè noi di divertiamo in ogni caso. Il tracciato è esattamente quello della volta scorsa, ma svolto al contrario, in senso antiorario, per avere la prospettiva del monte subito appena usciti dal bosco. Una bella salita ed una discesa sul lato più esposto al sole che vede parte del prato già comunque coperto da questi piccoli e fragili fiori bianchi. Altra cosa importantissima della giornata è che MolotovKiki può allargare il proprio curriculum sulle Apuane ed essere pronta, senza più timidezze di sorta, ad affrontare anche le cime più impervie ed esposte! Non c'è più montagna che non sia affrontabile,


Album fotografico Monte Croce

Patricia Gibney - L'Ospite Inatteso

 

Autore: Patricia Gibney

Anno: 2017

Titolo originale: The Missing Ones

Voto e recensione: 2/5

Pagine: 499

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Trama del libro e quarta di copertina:

La buca non era profonda. Un sacchetto di farina avvolgeva il piccolo corpo. Tre faccine guardavano dalla finestra, gli occhi neri di terrore. Uno dei bambini disse: «Chi sarà il prossimo?» 
La detective Lottie Parker cerca un collegamento tra la morte di una donna assassinata in una cattedrale e quella di un uomo impiccato a un albero del suo giardino. Le vittime hanno infatti un passato oscuro in comune. Ma nel corso delle indagini Lottie vede man mano riaffiorare antichi dolori che ben conosce, e quello strano caso sembra iniziare a riguardarla personalmente. Solo muovendosi in fretta potrà fermare l’allungarsi della scia di sangue, ma andare fino in fondo potrebbe farle correre un pericolo terribile che la riguarda molto da vicino

 

Recensione e commento personale:

Non era male come potenzialità. Però, e forse per colpa mia (ma non credo perché avevo proprio ricominciato a leggere libri), mi è risultato davvero fangoso nella sua parte iniziale. La seconda l’ho trovata migliore, ma ha il problema classico dei colpi di scena a ripetizione, che non necessariamente attraggono il lettore, perché ad un certo punto, con i numerosi personaggi a disposizione si va ad esclusione, se già non si avessero avuto dubbi o idee parecchio prima. I misteri all’interno della trama ci sono e così anche la strizzatina d’occhio, che oggi va parecchio di moda, ai peccati della Chiesa cattolica, senza avere giustamente alcun timore reverenziale, ma che in alcune occasioni paiono forzate. Un po’ come pare forzato il modo in cui viene dipinta la cittadina immaginaria di Ragmullin, piccola piccola, ma in cui è presente quasi ogni tipo di disagio. Buona invece secondo me la creazione del personaggio principale e della spalla Boyd, anche se per certi versi, pur essendo il primo romanzo di una saga, avevo l’impressione di leggere il terzo o quarto episodio. Adesso che lo ho terminato, speriamo di ricontinuare con altre letture

Juventus 0 - Milan 3

 

In questi giorni sono rimasto indietro con qualche articolo; solitamente dovrei andare in ordine cronologico di avvenimento, ma questa volta voglio togliermi subito il pensiero. Già il fatto di non scrivere a caldo è un bene per evitare la censura, il politicamente corretto e così via adagio. A distanza di quasi ventiquattro ore resta però impossibile fare un'analisi lucida non solo della partita di ieri sera, ma di tutto questo campionato. Presentarsi in casa conto una squadra, con tutto il rispetto eh, che fa a gara con noi a chi è messa peggio e non riuscire ad entrare mai in area di rigore e subire tre reti fa capire che siamo arrivati al capolinea. Un partita non andava persa: quella di ieri sera. E magicamente ci siamo riusciti, senza segnare una rete. Adesso il quarto posto diventa un miraggio perchè non è sufficiente vincerle tutte (che poi mi ci scappa da ride), ma sperare nei risultati degli altri. E pur essendo sempre stato ottimista ed anche attendista, non è più possibile esserlo. Questa è la fine per quest'anno almeno.

sabato 8 maggio 2021

Valleriana nascosta


Ancora in gita, come se non ci fosse un domani, e questa volta mi riunisco con MolotovKiki alla volta delle zone pistoiesi. Si ricomincia subito con il botto quindi, con spostamento lontano, in un luogo non ancora visto e con una nuova guida. Oggi è toccato alla Valleriana nascosta , partendo da una delle "10 castella" ovvero Medicina. Il percorso è stato molto vario e divertente ed ha previsto sia le stradine dei borghi fortificati, come anche Fibbialla, teatro di scontri tra lucchesi e fiorentini, sia importanti discesi e guadi o risalite sul crinale, ma ancora la pieve di San Quirico il cui campanile è stato dichiarato Monumento Nazionale e l'oratorio della Madonna del Tamburino per concludere l'anello con il ritorno a Medcina.
 
Album fotografico Valleriana nascosta

venerdì 7 maggio 2021

Vincitori E Vinti (1961)

 

Regia: Stanley Kramer
Anno: 1961
Titolo originale: Judgment At Nuremberg
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (8.2)
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Film:
Non fatevi impaurire dalla durata (tre ore) del film: piuttosto fatevi impaurire dai suoi contenuti. Vincitori E Vinti non è un polpettone di retorica, ma è un (se vogliamo) leggero e scorrevole legal thriller storico che prende spunto dal terzo processo di Norimberga che vedeva messi alla sbarra alcuni giudici della Germania Nazista. La maggior parte del film si concentra in aula, sui volti dei numerosi protagonisti (Spencer Tracy, Burt Lancaster, Richard Widmark, Montgomery Clift, Judy Garland e anche Marlene Dietrich nelle poche scene fuori dal tribunale) e sui dialoghi creati in maniera sublime che vanno a formare il dibattito. Ciò che si cerca di giudicare è la responsabilità. Ci sono limiti, ieri come oggi, alla gestione del potere e delle responsabilità? Questa riguarda soltanto le persone che si adoperavano in mansioni chiave o tutti quanti? Lo spettatore, soprattutto a distanza di decenni ha già un'idea ben chiara, ma lo sviluppo della trama insinua inesorabilmente il dubbio sul fatto che se alcuni sono colpevoli allora tutti quanti lo sono. Non solo i politici, i generali o in questo caso i giudici. Ma tutto il popolo tedesco o se vogliamo tutti i popoli, compresi gli americani, gli inglesi, i francesi e le vittime. Chiunque chiude un occhio e lascia scorrere. Nel film volteggia indisturbata una vena retorica che però non risulta invadente e stucchevole, tanto che il crescendo dei dibattiti non riguardano esclusivamente le sedute in aula. Anche le quattro chiacchiere con la servitù o i boccali di birra alzati nel pub tra i canti per alienare il disagio e la paura di un passato in cui nel loro piccolo tutti sapevano e non potevano fare altrimenti. Chi per paura, chi per aver minimizzato il pericolo, tra gli innocenti, chi per spirito patriottico, chi per vantaggi personali tra i colpevoli più in vista. Vincitori E Vinti allarga lo sguardo in maniera toccante e suggestiva, riuscendo a lasciare il segno.

Edizione: bluray
L'edizione in bluray, vista la durata del film è composta da ben due dischi, entrambi di buona fattura video e con traccia audio italiana in stereo LPCM.. Purtroppo gli extra sono molto più simili ad un DVD che ad un bluray:

Disco 1:
  • La storia del film (testuale)

Disco 2:

  • Trailer originale
  • Galleria fotografica
  • Poster & locandine

giovedì 6 maggio 2021

I Segreti Di Wind River (2017)

 
Regia: Taylor Sheridan
Anno: 2017
Titolo originale: Wind River
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.7)
Pagina di I Check Movies
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Ultimo film, dopo SicarioHell Or High Water, dell'ideologica e tematica trilogia della Frontiera Americana, ideata e questa volta diretta da Taylor Sheridan. Una storia di confine, di vinti, e di abbandonati, che questa volta si concentra sulle innevate terre del Wyoming, all'interno della riserva di nativi Wind River. La sceneggiatura è pulita, forte, semplice: si concentra sulle difficoltà di essere uomini in una terra difficile. Intesa sia come spazi impervi e desolati, in cui le bestie sono più degli uomini ed il freddo è un nemico per tutti, sia come luogo in cui l'uomo è abbandonato a se stesso, e nonostante le istituzioni deve farsi giustizia da solo, o riuscire a cavarsela. I lupi non sono soltanto gli animali a quattro zampe, e le prede non si limitano ad essere il bestiame. Sheridan si concentra molto su questi aspetti, tanto da lasciar andar via, anche in maniera prepotente, le potenzialità da thriller con cui inizia la pellicola. Il flashback esplicativo ne è la dimostrazione: in pochi minuti taglia fuori ogni sorta di mistero legato all'investigazione e permette allo spettatore di non avere più alcun dubbio. Dubbi che però non esistono neanche più nei protagonisti, infatti da dopo il flashback inizia la vera azione del film, che nella parte centrale aveva un ritmo decisamente più lento e pacato. Uomini che attaccano e si difendono, si fanno giustizia da sè, come se legge ed istituzioni fossero parole estranee. Tanto più che nella maggior parte dei casi sentir dire "fermi FBI" fa cacare in mano i peggiori delinquenti di città, mentre qui per nascondere un crimine si accerchiano poliziotti e agenti federali, coperti dalla vastità delle montagne e della neve. Ancora una volta un lavoro molto introspettivo e di grande impatto sociale.

mercoledì 5 maggio 2021

L'Apparenza Delle Cose (2021)

 
Regia: Shari Springer Berman, Robert Pulcini
Anno: 2021
Titolo originale: Things Heard & Seen
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (5.3)
Pagina di I Check Movies
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Un po' horror, un po' drammatico, un po' fantastico ed esoterico... Mi ha ricordato, durante la visione, Amabili Resti, eppure gli elementi che mi hanno fatto accendere la lampadina del collegamento si sono immediatamente volatilizzati, lasciandomi con un pugno di mosche. L'ambientazione è anni ottanta in una America periferica del Nord, e sebbene non espressamente messo sul grande schermo lo notiamo dalle auto, da qualche abito adesso demodè e da piccoli spezzoni di cronaca alla radio: una famiglia si trasferisce dalla grande città in un piccolo borgo, in cui le "presenze" nelle vecchie case sembrano siano accettate con estrema disinvoltura. Piccoli segnali che resteranno minuscoli per tutto il film, in una sorta di limbo soft che onestamente non mi dispiace. Dal titolo italiano è più intuibile che la sceneggiatura si vuole concentrare sull'apparenza (delle cose o delle persone?) che inganna, soprattutto quella di George (James Norton), un uomo per niente sincero, anche se inizialmente la sua ambiguità è ben celata. L'impressione sulla trama è che però non si riesca a trovare il giusto mix tra la casa infestata ed il dramma famigliare che si orienta più sul drammatico. Cosa fa da sfondo a cosa? Lo sviluppo a  mio parere è interessante se ci si concentra sulla disgregazione della famiglia e sulle bugie che mano a mano vengono a galla e quindi mi chiedo se ci fosse la necessità di osare (il soggetto comunque è ripreso da un romanzo) strizzando l'occhio ad un horror che non alimenta mai suspense e tensione. I colpi di scena arrivano in maniera scontata, ma risolvono alcuni momenti di stasi delle circa due ore di pellicola e se per un film drammatico possono essere ben inseriti, per un lavoro a tratti horror risultano invece poco efficaci. Prendo di buono solo il dramma del racconto e lascio tutto il resto.

martedì 4 maggio 2021

Estraneo A Bordo (2021)

 

Regia: Joe Penna
Anno: 2021
Titolo originale: Stowaway
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (5.6)
Pagina di I Check Movies
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Una pura storia di fantascienza che non ci porta troppo in là nel tempo prendendo spunto dalla nuova rincorsa spaziale e più nello specifico nelle missioni scientifiche verso Marte. Un equipaggio composto dal comandante (Toni Collette), una ricercatrice medica ed un biologo in rotta verso il pianeta rosso. Incredibilmente e con molta semplicità, ai limiti del possibile, trovano un quarto membro, un tecnico, rimasto per errore a bordo. La missione è quindi già alterata e oltre ai problemi relativi all'avere un estraneo a bordo si aggiungono quelli della rottura del modulo per lo smaltimento dell'anidride carbonica e di conseguenza la mancanza di ossigeno per consentire l'autonomia vitale di tutti. Le premesse sembrano abbastanza assurde se guardiamo al realismo, ma vengono sistemate all'interno della trama in maniera più che accettabile. La sceneggiatura inserisce quindi tanti altri elementi tra cui anche l'aspetto morale del dover fare i conti con una persona di troppo. Dubbi quindi tra i protagonisti sulla scelta giusta da intraprendere: sacrificare l'ultimo arrivato? In che modo? Le riprese inizialmente  sono tutte concentrate sulla vita all'interno del piccolo abitacolo e resta quel senso claustrofobico che può essere tipico di alcune pellicole di fantascienza, per poi allargare leggermente gli orizzonti e spostarsi anche all'esterno. Cresce quindi il dinamismo, ma in maniera un po' troppo rallentata e ripetitiva. Ad ogni soluzione trovate, di contraccolpo ecco un nuovo problema. Manca secondo me la prestanza filmica che riguarda la pressione e l'urgenza del pericolo, sebbene la possiamo ritrovare spesso nei dialoghi o o nei volti sconvolti, questa non riesce a colpire lo spettatore e la narrazione non è mai avvincente. Il dilemma etico resta l'unica costante di valore, ma seppur pesante e sviluppato il tema, resta un po' nell'aria per poi essere messo da parte. Il quarto resta il più sacrificabile del gruppo e questo è accettato da tutti, noi compresi, ma è anche ovvia la ricerca di una soluzione alternativa che in seguito si rivelerà anche forzata: l'ossigeno presente risulta sufficiente solo per due persone, e non più per tre. Così anche le basi del cruccio morale saltano per far spazio alla sopravvivenza degli altri. Nel suo crescendo ecco che la prevedibilità dilaga.

lunedì 3 maggio 2021

Udinese 1 - Juvnetus 2

 

Nella giornata in cui l'Inter interrompe ufficialmente la nostra incredibile ed inimitabile striscia di ben nove scudetti consecutivi, cerchiamo l'ennesimo suicidio calcistico. Quest'anno ci abbiamo provato in molti modi a farci del male, e non siamo per niente ancora fuori pericolo: ieri abbiamo insistito sulla stessa strada. Preso gol in maniera da bamboccioni e non creato mai gioco. Come al solito mai pericolosi sotto porta, senza impegnare minimamente la difesa avversaria. Nessuna reazione nonostante i minuti per ribaltare il risultato fossero tantissimi. Eppure ci si aspettava qualcosa che potesse sbloccare questo stato di linea piatta. Niente, o meglio sì, ma giusto nel finale, grazie ancora una volta alla doppietta di Cristiano Ronaldo, che potrà pure non essere in forma (chi lo è?) o essere stato a secco per troppi minuti consecutivi, ma intanto ci regala i tre punti che ci fanno respirare una boccata di ossigeno ad arrivare allo scontro diretto con il Milan almeno a pari punti. E ora non ci resta che attendere.

Monte Freddone, Alpi Apuane

 

I monti delle Alpi Apuane sono molti, non tutti facilmente accessibili e non tutti rinomati, ma decisamente notevoli. Il Freddone non è tra le cime più alte con i suoi 1484 metri, sembrerebbe meno appariscente rispetto ai propri fratelli e sorelle. Ed anche parlare di un'escursione di appena 12 km, può far sorridere alcuni. Il fatto principale di questa traversate è dato comunque da una serie di fattori che ne aumentano le difficoltà. Intanto il dislivello complessivo è di oltre 1000 metri, quindi considerando che quasi soltanto la prima parte è in salita, la percentuale diventa davvero importante. Inoltre la traversata della cresta Nord Est impone il costante utilizzo di braccia, mani e gambe per avere il giusto appiglio durante l'arrampicata. Lastroni e paleo ci sono d'aiuto, ma le zone esposte sono numerose e come se non finisse qui è possibile trovare nebbia, umidità e persino pioggia, che rendono scivolose le lastre. Questo anche durante la discesa per la normale, che è caratterizzata da bosco e ruscelli in continuazione. Una guida stratosferica come Maremma Trek, però sa valutare anche le condizioni meteo e posticipando di qualche ora la partenza siamo riusciti ad evitare la perturbazione mattutina per raggiungere la ventosa vetta nel primo pomeriggio e proseguire poi l'anello fino al punto di partenza. Un gruppo top, al di sopra dell'eccellenza. 

Album fotografico Monte Freddone, Alpi Apuane.

sabato 1 maggio 2021

Ultra Hike! Pania Spettacolare


A volte ritornano. Non sempre uguali, non sempre nel solo modo. Questo primo maggio lo avevo organizzato altrove: in zona Abetone. Purtroppo il meteo decisamente avverso non mi ha permesso di poter fare l'escursione programmata. Ma ogni volta che c'è un problema fortunatamente gli audaci riescono a trovare una soluzione ci si trasforma in opportunità. Così spostandomi di  alcuni km mi ritrovo con un nuovo gruppo (Wild Trails) per tentare nuovamente la conquista della Pania di Corfino. Inoltre c'ero già stato durante un sopralluogo questa estate, ma quella di oggi è stata un'esperienza ancora differente e che merita di essere fatta. Pania, come quelle sulla Apuane, ma in Garfagnana, da cui si dominano appunto le altre con un altro punto di vista con i suoi 1603 metri di altezza con percorsi nell'omonima area naturale protetta in un ambiente incontaminato. Finalmente si torna sui monti, finalmente si torna nel selvaggio. E questa volta non ci è mancato proprio nessun agente atmosferico: sole, vento, neve e pioggia. L'esperienza così è veramente completa ed anche il percorso effettuato è differente da quelli già provati, con tanto di fuori sentiero e tracciati lungo la neve. 


Album fotografico Pania di Corfino 

 

Album fotografico Ultra Hike! Pania Spettacolare (01/05/2021)