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domenica 20 settembre 2026

Concerto Per Pistola Solista (1970)

 

Regia: Michele Lupo
Anno: 1970
Titolo originale: Concerto Per Pistola Solista
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (6.1)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon 
 
Film:

Concerto per pistola solista (conosciuto all'estero come The Weekend Murders) è un giallo italiano del 1970 diretto da Michele Lupo, con un cast decisamente misto e internazionale che mescola nomi nostrani come Gastone Moschin e Giacomo Rossi Stuart ad attori stranieri come il soprano Anna Moffo, l'inglese Lance Percival e persino Beryl Cunningham, cantante e attrice guyanese. La trama è un giallo di ambientazione British quasi da manuale, con una famiglia aristocratica inglese che si riunisce per la lettura del testamento del capofamiglia, l'eredità che finisce inaspettatamente tutta a Barbara, la figlia preferita, e a quel punto parte una catena di omicidi in stile Agatha Christie, con il maggiordomo pugnalato per primo e a seguire il resto della famiglia.

È un lavoro decisamente minore nel filone del giallo e del poliziesco all'italiana di quegli anni, girato anche in parte in Inghilterra, nella tenuta di Somerleyton Hall, il che gli dà un'ambientazione più autentica del solito rispetto a tanti gialli nostrani spacciati per stranieri con qualche cartello in inglese. Quello che lo rende più interessante della media è la punta ironica quasi da commedia che attraversa tutto il film, con il sergente Thorpe di Moschin che fa un po' da spalla comica mentre le indagini procedono, un tono leggero che stempera la formula un po' rigida del giallo con delitti in serie.

Nel complesso è un prodotto ben fatto per quello che si propone, con un ritmo che non annoia mai nella sua durata contenuta e una colonna sonora di Francesco De Masi che accompagna bene le atmosfere. Non è certo un capitolo memorabile del genere, ma dentro la sua fascia, quella dei gialli minori dell'epoca fatti con un minimo di cura, si difende benissimo.


 
Edizione: DVD 
Oblivion, che difficilmente delude, con questa uscita numero #12 ci ha riportato un ottimo film con qualità medio alta per l'età ed il formato, traccia audio italiana in stereo ed i seguenti extra:
  • Giallo nel Suffolk (30 minuti)
  • Delitto imperfetti (27 minuti)
  •  Comparazione versione italiana vs internazionale (5 minuti)

giovedì 17 settembre 2026

Reacher [Stagione 4]

 

Anno: 2026
Titolo originale: Reacher 
Episodi: 8
Stagione: 4
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Quarta stagione di Reacher, e siamo ormai al punto in cui uno queste serie le guarda più per abitudine affettiva che per reale sorpresa. L'ho detto anche per le prime tre, lo ripeto qui: è un prodotto sempliciotto, costruito su uno schema che si ripete quasi identico a ogni giro, eppure funziona, e funziona proprio perché non pretende di essere altro da quello che è.

Questa volta la storia parte da Gone Tomorrow, tredicesimo romanzo della saga di Lee Child, uscito nel 2009 e in italiano intitolato I dodici segni. Non è tra i libri che ho letto io, e infatti non posso fare il solito gioco del confronto pedante tra pagina e schermo. Tutto comincia in metropolitana a New York, con Reacher che si imbatte in una donna che gli sembra sul punto di farsi esplodere, e da lì, come sempre, quello che pareva un episodio isolato si allarga a macchia d'olio fino a coinvolgere gente molto più in alto nella catena del potere di quanto ci si aspetterebbe.

Alan Ritchson è sempre lui, la montagna di muscoli che ragiona più di quanto menica, e questo continua a essere l'ingrediente segreto della serie: non è solo botte, anche se le botte ci sono e stavolta mi è parso che il sangue scorra un po' più abbondante rispetto alle stagioni precedenti, quasi che gli sceneggiatori avessero deciso di alzare il tiro sulla violenza per tenere sveglio chi si fosse assuefatto alla formula. Accanto a lui arriva Sydelle Noel nei panni di una detective, ma c'è soprattutto Anggun. Sì, proprio lei. 

Per il resto la macchina è quella collaudata: un mistero che parte piccolo, una cospirazione che si allarga, un protagonista che osserva tutto prima di agire e che intanto si porta dietro quel misto di ironia spiccia e fatalismo da uomo senza fissa dimora. Chi ha amato le stagioni precedenti troverà pane per i suoi denti, chi si aspettava un cambio di passo resterà con lo stesso sospetto che ho io da tre stagioni a questa parte: che Reacher sia una macchina da intrattenimento onesta, senza troppe ambizioni, che sa esattamente cosa vuole essere e lo fa con un mestiere sempre più rodato.

mercoledì 16 settembre 2026

Lady Vendetta (2005)

 

Regia: Park Chan-wook
Anno: 2005
Titolo originale: Chinjeolhan Geum-ja-ssi (친절한 금자씨
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.5)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Lady Vendetta (conosciuto anche come Sympathy for Lady Vengeance) è il film del 2005 diretto da Park Chan-wook che chiude la sua trilogia della vendetta , iniziata con Mr. Vendetta nel 2002 e proseguita con Oldboy l'anno successivo. Protagonista è Geum-ja, interpretata da Lee Yeong-ae, una donna dipinta dai media come un mostro dopo essere stata condannata per l'omicidio di un bambino di sei anni. Passa tredici anni in carcere, dove pianifica nei minimi dettagli la propria vendetta, che una volta uscita mette in atto contro chi l'ha realmente incastrata, il signor Baek, interpretato da Choi Min-sik, lo stesso attore che avevamo visto nei panni del protagonista di Oldboy.

Se Mr. Vendetta era spietato e senza vie di fuga, e Oldboy costruiva la sua vendetta attorno a un mistero da svelare, qui Park Chan-wook sposta il baricentro sul femminile e su un registro quasi spirituale, sommando i temi dei due capitoli precedenti, il rapimento e la prigionia, dentro un'unica figura di madre a cui è stata sottratta la vita. Stilisticamente il film è vicinissimo a Oldboy più che al rigore quasi documentaristico di Mr. Vendetta, con una fotografia curatissima e un montaggio che gioca parecchio con i salti temporali, alternando presente e flashback in modo tutt'altro che lineare.

Ed è proprio qui che il film comincia a scricchiolare. La cura formale è fuori discussione, i campi lunghi e la colonna sonora delicata costruiscono un'atmosfera elegante, quasi ovattata, ma la scelta di raccontare la vicenda per frammenti finisce per rendere la storia più confusa del necessario, con un ritmo che nella parte centrale rallenta fino quasi a spegnersi. Si resta catturati dall'estetica, ma più di una volta ci si sorprende a perdere il filo di chi sia chi e di quando stia succedendo cosa, un difetto che i primi due capitoli della trilogia non avevano.

Il film si riprende alla grande nell'ultima mezz'ora, quando la vendetta si materializza in un processo sommario ai danni del colpevole, orchestrato insieme ai genitori delle altre vittime di Baek. È il momento in cui Park Chan-wook torna a essere quello spietato e lucido che conosciamo, capace di mettere in scena la violenza senza sconti ma anche senza compiacimento gratuito, e in cui il senso ultimo dell'opera, il rifiuto di dividere nettamente il bene dal male, trova finalmente una forma compiuta.

Nel complesso Lady Vendetta resta il capitolo meno riuscito della trilogia, quello che paga di più la ricerca di raffinatezza a scapito della tenuta narrativa, ma anche l'unico che prova a spostare il discorso sulla vendetta verso un territorio più ambiguo, quasi catartico, lasciando aperta la possibilità di una redenzione che nei primi due film era del tutto assente. Non il miglior Park Chan-wook, ma un finale degno per chiudere un percorso che ha ridefinito il genere.

Edizione: 4K e bluray
Edizione bellissima e adesso a prezzi davvero sostenuti della Midnight Factory. Custodia in cartoncino rigido con un artwork e all'interno alloggiamento a libro, sempre rigido con artwork differente. Oltre ai due dischi, 4K e bluray trovano posto una cartolina da collezione della Midnight Classics ed un booklet a colori di 22 pagine. Qualità video impeccabile e per entrambi i dischi traccia audio italiana in DTS HD Master Audio 5.1, mentre gli extra sono tutti contenuti nel disco bluray (nel 4K abbiamo solo il commento audio):
  • Commento audio del regista Park Chan-wook e dell'attrice Lee Young-Ae
  • Making of
  • Interviste a: Lee Young-Ae, Choi Min-Sik, le detenute, i familiari delle vittime 
  • Lo stile di Lady Vendetta: la fotografia, costumi e make up, gli effetti speciali, la computer grafica, la scenografia. 
  • Get together - Film a confronto 
  • Lady Vendetta a Venezia 
  • Park Chan-wook: fotografo sul set 
  • Scene alternative con commento
  • La vendetta secondo Kim Newman 
  • Trailer 


domenica 13 settembre 2026

Ultima Notte A Soho (2021)

 

Regia: Edgar Wright
Anno: 2021
Titolo originale: Last Night In Soho
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.0)
Pagina di I Check Movies 
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Ultima notte a Soho è il film del 2021 diretto da Edgar Wright, il regista della trilogia del Cornetto e di Baby Driver, che qui abbandona la comicità per infilarsi in un thriller psicologico venato di horror. Protagonista è Eloise, aspirante stilista appena arrivata a Londra, interpretata da Thomasin McKenzie, che scopre di poter in qualche modo entrare in contatto con gli anni Sessanta, dove incrocia Sandie, aspirante cantante interpretata da Anya Taylor-Joy. Nel cast anche  nel suo ultimo ruolo prima della morte, Diana Rigg.

Il film parte da premesse interessanti, il contrasto tra la Londra swinging idealizzata da Eloise e quella reale, molto più sporca e pericolosa, e per un bel pezzo regge grazie a un'estetica curatissima e a un montaggio che gioca con gli specchi tra le due protagoniste. Il problema è che, a conti fatti, stenta a decollare. Pur potendoci stare qualche segno onirico, tutto risulta troppo fantastico e senza alcun motivo apparente, come se Wright si fosse innamorato dell'idea visiva senza preoccuparsi troppo di darle una logica interna solida.

Il risultato è un thriller casuale e non spiegato, che accumula suggestioni e colpi di scena senza mai chiarire davvero le regole del proprio mondo. Resta un film piacevole da guardare, elegante nella forma, ma che alla fine lascia la sensazione di aver visto tanta atmosfera e poca sostanza.

giovedì 10 settembre 2026

The Belko Experiment - Chi Sopravviverà? (2016)

 

 
Anno: 2016
Titolo originale: The Belko Experiment
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (6.2)
Pagina di I Check Movies
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The Belko Experiment è un horror action del 2016 diretto da Greg McLean, ma soprattutto scritto e prodotto da James Gunn, quello di Guardians of the Galaxy, che in origine voleva dirigerlo lui stesso ma ha preferito lasciare ad altri il compito di girare tante scene così violente. Il soggetto è semplice e cattivo: ottanta impiegati americani, chiusi nel grattacielo della Belko Industries a Bogotá, si ritrovano intrappolati dopo che una voce misteriosa dagli altoparlanti ordina loro di uccidersi a vicenda, pena l'esplosione dei chip che tutti hanno impiantato nella nuca.

Il paragone che viene naturale è con Battle Royale, e non è un caso, visto che nel trailer risuona addirittura lo stesso Requiem di Verdi. Paragone comunque impietoso secondo me. Qui però il contesto da ufficio, con fotocopiatrici, distributori automatici e riunioni che si trasformano in tribunali sommari, dà tutto un altro sapore alla cosa, quasi una satira feroce della vita da colletti bianchi portata alle estreme conseguenze. Il cast è pieno di facce note in ruoli minori, da Michael Rooker a John C. McGinley, il dottor Cox di Scrubs, ma il protagonista è John Gallagher Jr., che regge bene il ruolo dell'impiegato modello costretto a diventare qualcos'altro pur di sopravvivere.

Il film non si perde in troppi preamboli, parte subito forte e non si tira indietro sul gore, ma proprio per questa fretta di arrivare al dunque finisce per trascurare gli sfondi e le motivazioni, restando più un esercizio di tensione ben congegnato che un'opera che lascia il segno. Si guarda in fretta, novanta minuti scarsi, e si dimentica altrettanto in fretta, ma nel mentre la carneficina fa il suo mestiere.

mercoledì 9 settembre 2026

La Fratellanza (2017)

 

Regia: Rica Roman Waugh
Anno: 2017
Titolo originale: Shot Caller
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.3)
Pagina di I Check Movies
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La fratellanza (titolo originale Shot Caller) è un thriller carcerario del 2017 diretto da Ric Roman Waugh, con Nikolaj Coster-Waldau nei panni di un uomo d'affari di Pasadena che finisce dietro le sbarre dopo un incidente d'auto in cui muore un amico. In galera, per sopravvivere, si allea con la fratellanza ariana e si guadagna il soprannome di Money, salendo di grado fino a diventare uno dei pezzi grossi della banda. Quando esce, però, scopre che quella vita non si chiude semplicemente varcando il cancello del carcere.

Quello che mi ha convinto di più è la struttura a doppio binario, con il presente e il passato che si intrecciano continuamente, mostrando il prima e il dopo dello stesso uomo. Coster-Waldau sparisce completamente dentro un personaggio duro, silenzioso, che si trasforma fisicamente e psicologicamente scena dopo scena. Jon Bernthal, che ritrovo sempre volentieri, fa da spalla credibile in un ruolo secondario ma ben scritto.

Il film non inventa nulla di nuovo nel genere carcerario, la parabola dell'uomo perbene costretto a diventare qualcun altro per sopravvivere l'abbiamo vista in tante salse, ma la messa in scena è secca, senza fronzoli, e non cerca mai la scorciatoia della redenzione facile. È un film che pesa, non ti lascia leggero, e proprio per questo funziona.

domenica 5 luglio 2026

Steal - La Rapina [Stagione 1]

 
Anno: 2026
Titolo originale: Steal
Numero episodi: 6
Stagione: 1
 
Mini serie autoconclusiva di soli sei episodi che si guardano con piacere. Non totale, ma comunque senza quasi mai storcere il naso. Il primo episodio mi pareva corresse un po' troppo velocemente, perchè mi è addirittura salito il dubbio ancestrale che fosse un film e non una puntata: la rapina si conclude nei fatti proprio qui. E in altre circostanze, parlo di serie davvero più brutto, c'è chi la avrebbe tirata per le lunghe. In questa serie inglese si tira per le lunghe il movente e la struttura andando a complicarla e renderla più elaborata. Non c'è nessun miracolo come detto all'inizio, ma la formula mi è piaciuta. Anche se.. Occhio spoiler: vi avviso, dico chi è il colpevole, non andate avanti se non volete. Eccomi di nuovo, stavo dicendo che gli sceneggiatori nel loro porco lavoro di inserire i personaggi e dargli una certa importanza hanno infilato in maniera troppo silenziosa un investigatore finanziario troppo esagerato e  poco credibile. Sebbene nel finale si forzi a puntare su di lui e difficilmente lo spettatore si accorga che è lui il più invischiato di tutto, quando ci troviamo alla resa dei conti vediamo che tutto torna in maniera un po' troppo romanzata e forzata. Ma ci sta. Però come dice il mio mantra: non lasciare che la morale ti impedisca di fare ciò che è giusto. E qui c'era da terminare il sesto episodio in un altro modo in cui la morale sarebbe dovuta essere messa da parte. Senza se e senza ma.

domenica 28 giugno 2026

Connie Willis - La Voce Dell'Aldilà

 

Autore: Connie Willis
Anno: 2005
Titolo originale: Inside Job
Pagine: 114
Voto e recensione: 3/5
Acquista su Amazon

Trama del libro e quarta di copertina:
Rob è uno scettico, ed è l'editore di una rivista dedicata a smascherare i ciarlatani che lavorano nel mondo dell'occultismo. Una sera viene invitato alla performance di una medium, una certa Ariaura, la quale inaspettatamente inizia a insultare il pubblico, manifestando una voce e una personalità completamente diverse dalle proprie. Rob, pur disincantato per cose del genere a cui si è trovato di fronte innumerevoli volte, non riesce a convincersi che non si tratti di un episodio realmente soprannaturale. Tornato in redazione viene però aggredito dalla medium che l'accusa di averla ipnotizzata per rovinarle la reputazione. Tutto questo avrebbe una logica, senonché a un certo punto la medium cambia nuovamente voce tornando a utilizzare un tono maschile e a citare fatti e nomi che permettono al giornalista di capire che si tratta di Henry Luis Mencken, storico e giornalista vissuto nella prima metà del '900. E la buona fede di colui che non aveva mai creduto alle possessioni comincia a vacillare.

Commento personale e recensione:
Se cercate qualcosa che vi prenda fin dalla prima pagina e non vi molli più, La Voce dell'Aldilà di Connie Willis fa proprio al caso vostro. È un thriller sul paranormale, ma del tipo sano, quello che non vi vende l'aldilà come dato di fatto, anzi, vi mette continuamente in dubbio su quello che state leggendo. La storia gira intorno al desiderio (umano, universale, un po' disperato) di cercare risposte oltre la morte, ma lo fa con una lucidità che smonta pezzo per pezzo le illusioni dei medium e di chi ci crede.
La Willis scrive in modo incredibilmente fluido: le pagine girano da sole, senza che ve ne accorgiate. Il romanzo è breve, roba da un pomeriggio in spiaggia , forse due se siete del tipo che fa anche il bagno e passeggiate, ma non si sente mai il vuoto. Ogni scena regge, ogni domanda che si apre ne trascina un'altra, e il ritmo non cala mai davvero.
L'unica cosa che mi ha lasciato un po' così è il finale: non che sia brutto, ma se avete già frequentato il genere, potreste arrivarci già con le mani avanti. Niente di grave, però, non basta a rovinare quello che resta comunque un romanzo solido, intelligente e che fa pensare. Uno di quelli che, finito, vi fanno stare un attimo in silenzio prima di aprire il prossimo.

venerdì 19 giugno 2026

Sul Tuo Cadavere (2026)

 

Regia: Jorma Taccone
Anno: 2026
Titolo originale: Over Your Dead Body
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.3)
Pagina di I Check Movies
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Ci sono sere in cui non hai voglia di metterti davanti a un capolavoro del cinema d’autore o a un thriller psicologico che ti spreme le meningi. Sere in cui cerchi solo un sano, scanzonato e un po' becero intrattenimento. Sul tuo cadavere (regia di Jorma Taccone, disponibile su Prime Video) si colloca esattamente in questa categoria: una commedia grottesca, intrisa di black humor e con una spruzzata generosa di sangue.

​La trama, ammettiamolo, è piuttosto scontata e non brilla certo per originalità (oltretutto questo è un remake americano di un film scandinavo). Seguiamo una coppia in crisi  che decide di passare un weekend in una baita isolata. Il piano segreto di entrambi? Assassinare il coniuge. Ovviamente le cose non vanno come previsto e la situazione sfugge rapidamente di mano, arricchendosi di imprevisti, violenza iperbolica e personaggi assurdi.

​Il film non fa nulla per nascondere i suoi cliché, ma gioca le sue carte migliori sul ritmo e sulla spettacolarizzazione delle botte. È un piacere ammirare Samara Weaving, che in questo genere di ruoli a metà tra la scream queen e la dura a morire si muove ormai con una disinvoltura magnetica e riesce sempre a dare una marcia in più alla pellicola con l'aiuto di Jason Segel.

​Le scene simpaticamente violente non mancano, il sangue scorre a fiumi a piccoli torrenti, ma lo fa con quel tono talmente esagerato e fumettistico che strappa più di un sorriso invece di disgustare. Non siamo di fronte a un film memorabile o a un cult istantaneo, sia chiaro. Resta un'opera senza troppe pretese.

​Se vi approcciate alla visione aspettandovi poco, se cercate solo un'ora e mezza di intrattenimento leggero, scorrevole e violentemente divertente, fa assolutamente il suo dovere. Promosso con riserva, ideale per una serata di puro relax senza perdersi nei meandri del catalogo di Prime Video.


lunedì 15 giugno 2026

Bosch [Stagione 2]

 
Anno: 2016
Titolo originale: Bosch
 Numero episodi: 10
Stagione: 2
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Premesso che anche questa seconda stagione di Bosch, mi è piaciuta, avevo parlato della prima dicendo che il personaggio non mi era così antipatico come lo ricordavo. Ecco, mi sono ricreduto già con questi ulteriori dieci episodi. Non che non funzioni, anzi, ma sebbene con numerose parti cambiate rispetto ai romanzi da cui trae spunto, qui il soggetto rispolvera il suo essere una specie di cane sciolto che segue le regole quando gli tornano comode... Altrimenti, fa un po' come meglio crede. In maniera antipatica. A parte questo ecco qua i romanzi in cui si muove questa seconda stagione: L'Ombra Del Coyote, Musica Dura e La Caduta. Di questi ne ho letti due su tre quello principale con la storia più corposa è senza dubbio Musica Dura. 

venerdì 5 giugno 2026

Bosch [Stagione 1]

 
Anno: 2014 - 2015
Titolo originale: Bosch
 Numero episodi: 10
Stagione: 1
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Serie TV relativamente vecchiotta, ma piacevole. E questo nonostante io abbai sempre avuto un certo fastidio nei confronti del personaggio. Ho letto infatti numerosi libri di Connelly, che adopera spesso Bosch nei suoi thriller, e non vedevo l'ora che facesse un passo falso per essere incastrato. Qui sicuramente è meno antipatico, sebbene burbero, macho, noir, schivo e con le proprie regole. Forse sono cambiato io, ma secondo me gli autori hanno leggermente cambiato la figura rendendola più appetibile al pubblico. Questa prima stagione si basa su ben tre romanzi, ma ne ho letto solo uno: La Bionda Di Cemento (veramente poco) La Città Delle Ossa e Il Cerchio del Lupo. Probabilmente, non avendo letto gli ultimi due, le storie principali prese da questi hanno un Bosch meno "so tutto io figli di puttana" e quindi migliore dal punto di vista poliziesco. La serie si fa ben guardare ed essendoci anche altre stagioni, proseguirò con la seconda senza dubbio.

Una Di Famiglia - The Housemaid (2025)

 
Regia: Paul Feig
Anno: 2025
Titolo originale: The Housemaid
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDb (6.7)
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Ammetto di averlo guardato per due motivi: Sydney Sweeney che solitamente ci fa vedere un po' di nudo, e per parlarne male visto che si diceva in giro che fosse una boiata. Un po' di delusione sulla prima, anche se qualcosa fa vedere. Sul secondo discorso invece mi devo ricredere. D'accordo che i dialoghi, soprattutto quelli iniziali sono davvero terra terra e che ci sono numerose forzature sui personaggi, ma nel complesso non è male. Non sarà il film da ricordare per tutta l'estate certo, ma la storia ha un che di divertente ed il ribaltamento dei ruoli porta il tutto anche su un piano decisamente drammatico. In altre mani sarebbe stato forse un prodotto ancora migliore ed anche tagliando un po' di scene e personaggi come quello del giardiniere o rendendo più credibile la mamma, la trama ne avrebbe beneficiato. Tuttavia si fa vedere abbastanza bene.

sabato 23 maggio 2026

Black Box - La Scatola Nera (2021)

 
Regia. Yann Gozlan
Anno: 2021
Titolo originale: Boite Noire
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.2)
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Con Black Box ci troviamo di fronte a un thriller francese solido ed estremamente godibile, che dimostra come per costruire una tensione magnetica non servano budget colossali o una sfilata di effetti speciali digitali. La vera originalità della pellicola risiede nella scelta di ambientare il mistero in un contesto insolito e raramente esplorato con così tanta precisione dal cinema contemporaneo: i laboratori della BEA, l'autorità francese che si occupa delle indagini sulla sicurezza dell'aviazione civile, e nello specifico l'analisi della scatola nera dopo un tragico disastro aereo.

​Il film segue il percorso ossessivo del protagonista, un analista acustico dal talento straordinario ma dalla personalità apparentemente fragile, che si ritrova a dover decifrare i suoni e i rumori registrati negli ultimi istanti prima dello schianto di un nuovissimo aereo di linea. È proprio questo minimalismo tecnico a fare la fortuna del ritmo narrativo. Lo spettatore viene letteralmente risucchiato in un vortice di ascolti ripetuti, frequenze isolate, respiri e impercettibili alterazioni metalliche, trasformando un lavoro apparentemente statico e d'ufficio in un'indagine sul filo del rasoio.

​La sceneggiatura gioca molto bene la carta del complotto aziendale e geopolitico, dosando gli ingredienti con notevole intelligenza. Non si scivola mai nelle esagerazioni grottesche o nei colpi di scena inverosimili tipici del cinema d'azione hollywoodiano di consumo; al contrario, il dubbio e la paranoia crescono in modo realistico, insinuandosi tra le pieghe di interessi economici miliardari, coperture istituzionali e l'errore umano. Pur non essendo un'opera d'essai sofisticata o rivoluzionaria, il film fa esattamente quello che un thriller di razza dovrebbe fare: mantiene la promessa di intrattenere con intelligenza, lasciando incollati alla sedia fino all'ultimo secondo utile per sbrogliare la matassa.

 

mercoledì 13 maggio 2026

Suburbicon (2017)

 
Regia: George Clooney
Anno: 2017
Titolo originale: Suburbicon
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (5.8)
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Nonostante le premesse fossero a dir poco eccitanti, Suburbicon si rivela purtroppo uno di quei casi in cui la somma dei singoli talenti non riesce a generare il capolavoro sperato. Il film poggia su una solida sceneggiatura originale dei fratelli Coen, rimasta nel cassetto per decenni, che George Clooney ha deciso di rispolverare e dirigere, aggiungendo però un sottotesto sociale molto marcato. L’estetica è impeccabile: siamo nell'America anni '50, un paradiso di villette pastello e prati perfettamente curati che, come spesso accade nel cinema noir, nasconde un cuore marcio e violento.

​Il problema principale della pellicola risiede proprio nella sua natura altalenante. Clooney tenta di far convivere due film diversi: da un lato c'è la commedia nerissima e grottesca tipica dei Coen, con Matt Damon nei panni di un padre di famiglia mediocre che sprofonda in un vortice di crimini maldestri; dall'altro c'è una denuncia politica sul razzismo sistemico dell'epoca, rappresentata dall'assedio che l'intera comunità riserva a una famiglia afroamericana appena trasferitasi nel quartiere.

​Sebbene le interpretazioni siano di alto livello con un Damon viscido al punto giusto e una Julianne Moore glaciale nel suo doppio ruolo, la regia non riesce a legare questi due binari in modo armonioso. Il tono passa dal satirico al tragico senza soluzione di continuità, lasciando lo spettatore con la sensazione di assistere a due storie che corrono parallele senza mai influenzarsi davvero. Alla fine, pur apprezzando la confezione tecnica e l'ironia pungente di alcuni scambi, resta l'amaro in bocca per un’occasione mancata. È un film che si lascia guardare, ma che manca di quell'anima coesa che avrebbe potuto trasformare un interessante esperimento in un grande classico del genere.

 

venerdì 8 maggio 2026

56 Giorni [Stagione 1]

 
 Anno: 2026
Titolo originale: 56 Days
Numero episodi: 8
Stagione: 1
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Sia chiaro, è carina, ma non eccezionale. Anche se oggi trovo una certa difficoltà nell'attaccarmi a qualche serie TV che mi prenda molto. Quelle così dette "mini serie" a stagione unica come questa forse possono darmi maggiori soddisfazioni.Sono autoconclusive, non c'è da attendere un finale che gli sceneggiatori dovranno scrivere, ed ormai quel che è fatto è fatto senza modifiche in corso d'opera. 56 Giorni si sviluppa bene con flashback e salti in avanti per farci vedere l'evoluzione del mistero che sta alla base del racconto. Un buon thriller, mischiato ad una storia romantica e ad una di amicizia. In otto episodi succede molto, ma non ci sono troppe forzature, quindi il prodotto funziona. Se vogliamo trovare il pelo nell'uovo è proprio il finale ad essere più accomodante rispetto al resto, ma a mio avviso può starci alla grande senza problemi.  

lunedì 4 maggio 2026

Crime 101 - La Strada Del Crimine

 
Regia: Bart Layton
Anno: 2026
Titolo originale: Crime 101
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.8)
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Vado dritto al punto negativo del film: troppi protagonisti in un intreccio che si conclude in maniera rocambolesca, al tempo stesso scontata per certi versi, ma in maniera illogica per altri.  Abbiamo comunque un bel thriller, di quelli nati quasi direttamente per lo streaming: lo puoi guardare anche non tutto d'un fiato e sopravvivi ugualmente. Torniamo comunque ai personaggi: funzionano, son ben scritti e reggono tutta la sceneggiatura. Peccato che questo loro essere funzionali però coincida anche con l'essere copia carbone di clichè ormai abusati. Quindi va bene andare sul sicuro con una pizza margherita, ma si manca di coraggio. Non necessariamente ci dobbiamo mettere ananas o pollo per renderla più originale ed accattivante, ma un po' di salamino piccante o qualche carciofino non avrebbero certo sfigurato. Molto larghi i focus sui protagonisti, ma poco spazio all'azione (se escludiamo una rocambolesca quando inutile ed in improbabile rincorsa tra auto e moto) ed alla preparazione del "colpo". Insomma, quando tutto deve succedere ti sei già un po' troppo rilassato con discorsi e facce stanche. C'è da dire che nonostante un certa lentezza, il film avanza forte e sicuro sui suoi binari, quindi non ti devi fare troppe domande o pensare a chissà quali colpi di scena troverai. Nel complesso un thriller urbano moderno che cerca di fondersi un po' con il noir. Quindi può piacere anche ai nostalgici. 

mercoledì 29 aprile 2026

Jeffery Deaver, Isabella Maldonado - Fatal Intrusion

 
Autore: Jeffery Deaver, Isabella Maldonado
Anno: 2024
Titolo originale. Fatal Intrusion
Pagine: 510
Voto e recensione: 3/5
Acquista su Amazon 
 
Trama del libro e quarta di copertina:
 Carmen Sanchez è un’agente dell’FBI che rispetta le regole, è ligia al distintivo e serve il Paese con coraggio e senso della giustizia. Ma quando sua sorella subisce un’aggressione da cui riesce a sfuggire per pura fortuna, Sanchez capisce di trovarsi davanti a un mostro inafferrabile, che non riuscirà a incastrare con un’indagine tradizionale. Il killer, infatti, oltre a essere spietato, è troppo bravo a nascondersi, troppo bravo a colpire al momento giusto, troppo abile a sfuggire alla polizia… E se lei vuole impedire che altro sangue venga versato nelle strade della California meridionale dovrà rinunciare ai protocolli e tentare il tutto per tutto.
La necessità di trovare risposte in fretta la costringe a rivolgersi al professor Jake Heron, brillante ed eccentrico esperto di sicurezza privata per cui le regole sono solo suggerimenti. Li lega un passato difficile e i loro rapporti sono ancora tesi, ma Heron non ha scelta: deve aiutarla a capire chi è il killer.
Nelle settantadue ore che seguono, Sanchez ed Heron si ritrovano a giocare una partita a scacchi con l’assassino, cercando di fermare la carneficina. Ma la ragnatela del killer è più intricata di quanto potessero pensare, e rischia di intrappolare anche loro…
 
Commento personale e recensione:
Ho letto molto di Jeffery Deaver, quasi tutto a dire il vero. E ci sono molto legato, sebbene molti suoi romanzi siano stati una vera e propria delusione. Però repentinamente, se mi capita l'occasione ci riprovo. Passando dalla libreria ho notato che veniva pubblicizzato il suo ultimo romanzo, in collaborazione con Isabella Maldonado, e mi è ha acceso nuovamente la curiosità. Ho scoperto che si trattava del secondo libro di una nuova saga (e te pareva!) con inserti informatici e molto moderno. Approvato! Soprattutto perchè tra i suoi lavori che preferisco c'è Profondo Blu. Purtroppo, mi aspettavo qualcosa di molto più realistico, in questo caso la visione hacker e i giochetti da poter fare sono molto hollywoodiani. Per cui il fenomeno di turno scrive a tutta velocità sulla tastiera e spegne i semafori, oppure accede a telecamere di sicurezza, sposta denaro... Senza però entrare nel merito tecnico e con neanche mezza spiegazione. Quindi ok il thriller rocambolesco con vari colpi di scena, la voglia di stupire e l'interesse per le innovazioni.... Però mi aspettavo di più. Resto ad ogni modo soddisfatto perchè è stato un piacere leggerlo.

sabato 28 marzo 2026

Una Scomoda Circostanza - Caught Stealing (2025)

 
Regia: Darren Aronofsky
Anno: 2025
Titolo originale: Caught Stealing
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.8)
 Pagina di I Check Movies
 Iscriviti a Prime Video   


 

Se state cercando un thriller che sappia di asfalto, sudore e nostalgia sporca, fermatevi qui. Disponibile su Prime Video , Caught Stealing ci riporta dritti nel 1998, in una New York che sembra quasi un personaggio a sé stante: caotica, pericolosa e terribilmente affascinante. Il protagonista è Hank Thompson, interpretato da un magnetico Austin Butler . Il ragazzo è un ex promessa del baseball la cui carriera è finita prima di iniziare; ora serve drink in un bar del Lower East Side e tiene un profilo basso, perchè di più non può La sua vita tranquilla va in pezzi quando il suo vicino di casa sparisce nel nulla, lasciandogli in custodia un gatto . Da quel momento, Hank diventa il bersaglio di mezza malavita di New York, inclusa una spietata mafia russa che non si fa troppi problemi a usare le maniere forti. Darren Aronofsky ricostruisce NYC ed il 1998 in modo magistrale. Niente filtri patinati, solo il realismo crudo di fine millennio. Butler dal canto suoriesce a trasmettere perfettamente il senso di smarrimento di un uomo comune che viene picchiato, rincorso e messo alle strette, ma che ritrova la grinta del battitore quando serve. È un thriller che non ti lascia respirare. Ogni volta che pensi che Hank sia al sicuro, spunta un nuovo problema (o un nuovo sicario). Come film spiazza un po' perchè molta violenza (forse gratuita) e questa c'è anche nelle occasioni che non ti aspetti. Inizialmente ero molto dubbioso, anche per questo aspetto, ma andando avanti ho capito che non era poi così male. 


martedì 24 marzo 2026

Mercy - Sotto Accusa (2026)

 
Regia: Timur Bekmambetov
Anno: 2026
Titolo originale: Mercy
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (6.3)
Pagina di I Check Movies
 Iscriviti a Prime Video  




L'idea di fondo di Mercy  è una di quelle che oggi fanno paura proprio perché non sembrano fantascienza: un tribunale gestito da un'intelligenza artificiale che decide, in novanta minuti e senza appello, se un imputato è colpevole. Giudice, giuria e boia in un'unica entità digitale. In una Los Angeles del 2029 soffocata dalla criminalità, il sistema si chiama Mercy Capital Court, e se non riesci ad abbassare la tua probabilità statistica di colpevolezza entro il limite prestabilito, la sentenza è immediata: esecuzione. Premessa potente, attuale, disturbante.

Il protagonista è il detective Chris Raven ( Chris Pratt ) che si ritrova dall'altra parte della sedia: accusato dell'omicidio della moglie, novanta minuti per dimostrare la propria innocenza davanti al giudice Maddox, l'IA con il volto glaciale di Rebecca Ferguson. E il paradosso è che Raven è stato tra i sostenitori del sistema stesso. C'è materiale interessante, in tutto questo, per un film che abbia qualcosa da dire sul rapporto tra algoritmi, giustizia e responsabilità umana. Anche cosiderando che giusto questo weekend abbiamo votato per una riforma costituzionale della Giustizia. Peccato che il regista Timur Bekmambetov scelga quasi subito di buttare via l'ambizione e correre verso il thriller d'azione frenetico, ipermontato, affollato di finestre digitali, bodycam e pop-up che si sovrappongono sullo schermo in un flusso incessante che alla lunga stordisce più che coinvolge.

Rebecca Ferguson è la cosa migliore del film, calibrata, artificiale, magnetica, capace di costruire qualcosa di inquietante solo con micro-variazioni di tono. Ma il copione non sa cosa farne, e la addomestica progressivamente fino a trasformarla da minaccia in possibile alleata. È lì che il film tradisce la sua premessa: riesce a mettere in scena la pena di morte automatizzata e poi arriva a una morale del tipo "anche le macchine imparano". Per un film che parte da un'idea così radicale, è una conclusione disarmante.

Il confronto con Minority Report è inevitabile e impietoso. Non è un brutto film nel senso che non annoia, ma è un film che spreca sistematicamente quello che avrebbe potuto essere. L'idea valeva molto di più di quello che è uscito.

martedì 17 marzo 2026

Young Sherlock [Stagione 1]

 
Anno: 2026
Titolo originale: Young Sherlock
Numero episodi: 8
Stagione: 1 
 
Su Sherlock Holmes ci saranno decine di romanzi apocrifi e pure film o serie TV, perchè è innegabilmente un personaggio che funziona. A questo giro ci riprova anche Guy Ritchie ben sapendo che Sherlock è uno di quei personaggi che resiste a qualsiasi riadattamento, qualsiasi epoca, qualsiasi formato e la versione giovane non fa eccezione. Hero Fiennes Tiffin nei panni di un Holmes diciannovenne, grezzo, ancora lontano dal detective metodico che diventerà, ha il suo fascino. Il personaggio regge. Il problema è quasi tutto il resto.

La serie è diretta e prodotta da Guy Ritchie, alla sua terza incursione nel mondo di Holmes dopo i due film con Robert Downey Jr. E si sente: c'è la sua firma ovunque, nel ritmo frenetico, nelle sequenze d'azione ogni quindici minuti, nella colonna sonora rock che non ha niente di vittoriano. L'ambientazione è Oxford del 1871, ma l'atmosfera è più quella di un film d'azione moderno travestito da periodo storico. La serie si sposta da Oxford a Parigi a Costantinopoli con una velocità che non lascia mai respirare niente: né i personaggi né la trama.

Ed è proprio qui il problema. La trama è la parte più debole di tutto. Le intuizioni di Sherlock, quegli sprazzi di deduzione che dovrebbero essere il cuore del personaggio  ci sono, ma sono poche, inserite quasi di passaggio, insufficienti a sostenere otto episodi di complotto globale. La base narrativa è talmente fragile che le svolte si succedono senza che niente sembri davvero costruito. Si passa da un colpo di scena all'altro senza che nessuno abbia il tempo di diventare credibile. Il risultato è una serie che in potenza avrebbe molto da offrire, il cast non è male, Moriarty nelle mani di Dónal Finn funziona benissimo, Colin Firth è Colin Firth, ma che nel complesso resta su un livello decisamente infantile, più vicino a un teen drama d'avventura che a un vero mystery.

Vale la visione? Sì, con aspettative calibrate. Se cerchi un Sherlock Holmes che ragiona, deduce e ti tiene sulle spine con la testa, guardati la BBC. Se vuoi otto episodi scorrevolissimi con qualche momento divertente e un protagonista che ha il potenziale per crescere, Young Sherlock ci sta. Ma la sensazione, alla fine, è quella di una serie che poteva essere molto di più.