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sabato 28 marzo 2026

Una Scomoda Circostanza - Caught Stealing (2025)

 
Regia: Darren Aronofsky
Anno: 2025
Titolo originale: Caught Stealing
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.8)
 Pagina di I Check Movies
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Se state cercando un thriller che sappia di asfalto, sudore e nostalgia sporca, fermatevi qui. Disponibile su Prime Video , Caught Stealing ci riporta dritti nel 1998, in una New York che sembra quasi un personaggio a sé stante: caotica, pericolosa e terribilmente affascinante. Il protagonista è Hank Thompson, interpretato da un magnetico Austin Butler . Il ragazzo è un ex promessa del baseball la cui carriera è finita prima di iniziare; ora serve drink in un bar del Lower East Side e tiene un profilo basso, perchè di più non può La sua vita tranquilla va in pezzi quando il suo vicino di casa sparisce nel nulla, lasciandogli in custodia un gatto . Da quel momento, Hank diventa il bersaglio di mezza malavita di New York, inclusa una spietata mafia russa che non si fa troppi problemi a usare le maniere forti. Darren Aronofsky ricostruisce NYC ed il 1998 in modo magistrale. Niente filtri patinati, solo il realismo crudo di fine millennio. Butler dal canto suoriesce a trasmettere perfettamente il senso di smarrimento di un uomo comune che viene picchiato, rincorso e messo alle strette, ma che ritrova la grinta del battitore quando serve. È un thriller che non ti lascia respirare. Ogni volta che pensi che Hank sia al sicuro, spunta un nuovo problema (o un nuovo sicario). Come film spiazza un po' perchè molta violenza (forse gratuita) e questa c'è anche nelle occasioni che non ti aspetti. Inizialmente ero molto dubbioso, anche per questo aspetto, ma andando avanti ho capito che non era poi così male. 


sabato 27 gennaio 2018

Madre! (2017)




Regia: Darren Aronofsky
Anno: 2017
Titolo originale: Mother!
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (6.8)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Film:
Lo ammetto, sono gasato, e quando succede state attenti agli spoiler. Intanto il consiglio è: guardatelo, secondo me merita. Era tanto tempo che non mi emozionavo così per un film uscito da poco. Il voto è un misto tra caldo e freddo, perchè ero già arrivato a metà e sapevo che sarebbe stato un 8. Ma i voti non contano niente, siamo chiari. E' una pellicola ben fatta, con attori perfetti (Jennifer Lawrence, Michelle Pfeiffer, Javier Barden e Ed Harris), inizia come un semplice film drammatico, poi di colpo ansia, turbamento, da starci male. Io sono un po' chiuso di carattere, sentivo dentro di me crescere la tensione, lo star male, per la violazione della privacy, dell'intimità. Avete presente Funny Games? Ecco, stesse emozioni, un perverso stato d'animo, un crescendo surreale all'interno di una situazione normale e sotto controllo. Esasperante, diabolico nella ricerca di un loop sempre più esagerato e controverso, ti ritrovi a metà film ad amarlo e ad attendere un qualcosa che spacchi la finta armonia pacifica della coppia. Questa spaccatura non arriverà mai, o meglio, eccola come metamorfosi del surreale in fantastico. Pesantemente un mix di onirica convinzione ed esoterismo ai limiti del no sense. Può non piacere questo andare a parare in una direzione che inizialmente era stata celata, ed io non sono entusiasta al cento per cento, ma a conti fatti non mi dispiace.E' vero che abbiamo la creazione di un excursus che non giungerà mai ad un culmine, ed i presupposti erano, almeno agli occhi dello spettatore, differenti. Eppure tutto ciò che avviene riesce a coinvolgerti ed emozionarti, anche quando (volontà della della sceneggiatura) hai chiaro che tutto ciò che era reale stia andando alla deriva. In maniera talmente esagerata che inizi a dubitare ed anche a mandare un po' a fanculo Aronofsky perchè se lo merita, è un egocentrico a tutto tondo. Ma dai, ci può stare, ha fatto un bel lavoro.

Edizione: Korea Exclusive Edition
E' la mia prima asiatica. Presa grazie a CineMuseum ed è una delle poche con audio italiano. Si tratta di una slipcase con cartoncino verticale al cui interno alloggia un amaray con il medesimo artwork. Oltre al disco (audio italiano Dolby Digital 5.1) ci sono anche tre art cards da collezione. Gli extra del disco sono i seguenti (ovviamente presenti i subs in italiano ed il menù è localizzato nella nostra lingua):

  • Madre! La spirale discendente (30 minuti)
  • Glie effetti speciali di trucco (7 minuti)
 






venerdì 6 novembre 2015

Noah (2014)




Regia: Darren Aronofsky
Anno: 2014
Titolo originale: Noah
Voto: 3/10
Pagina di IMDB (5.8)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Di sicuro mi mancano le basi e non ne ho capito gli intenti, ma mi sono venute due palle mostruose. Non sono ferratissimo, non ho letto la Bibbia, ma a grandi linee, un po' come tutti conosco la storia dell'Arca di Noè. Non posso comunque, e neanche voglio, stare a disquisire su eventuali differenze che potrebbero esserci con il racconto originale. In fondo chi se ne frega ad esempio se addormentava o meno le bestie o se mancano i pinguini. E' proprio la forma in perfetto stile fantasy per la prima parte che ho trovato una mossa alquanto ridicola, dettata dal fatto di rendere più appetibile, grazie anche ad effetti speciali, una storia vecchia come il mondo. Senza la volontà di voler sembrare blasfemo, se la Bibbia fosse stata scritta pochi decenni fa, magari sarebbe diventata sì un cult del genere fantastico con i suoi fan come per Harry Potter o Frodo, ma deh... Almeno fatelo interessante. Una mescolanza di temi, concetti e morale di sfondo totalmente religioso, sporcate da evidenti adattamenti per modernizzare la trama e renderla realistica? Non lo saprei dire. Quella raccontata in fin dei conti è la storia di una famiglia di vegani con il padre padrone invasato che prende ordini, neanche in maniera troppo chiara, da Dio e si trasforma da buono e santo in possibile carnefice senza alcun giudizio o libero arbitrio. Fino a quando però poi non sceglie lui stesso di non essere ricordato dal pubblico pagante, come una vera merda da impiccare all'albero maestro. Al suo interno c'è molta licenza poetica, quel tanto che basta per non voler scontentare nessuno, ma che alla fine non accontenta nessuno. Soprattutto me. Ripeto, mi sa di boiata mega galattica, nonostante la presenza nel cast di Russell Crowe, Anthony Hopkins, Emma Watson... Consiglio per la colonna sonora: potevano farla fare ai Magnifiqat, almeno qualcosa mi godevo.

lunedì 4 luglio 2011

Il Cigno Nero (2010)


Regia: Darren Aronofsky
Anno: 2010
Titolo originale: Black swan
Voto: 6/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies

Quello che a detta di molti è uno tra i migliori film del 2010 non lo ho apprezzato nella sua totalità per il sottofondo artistico della danza. Arte che rispetto, ma di cui sono un completo ignorante e di cui francamente mi interessa poco. Conscio del fatto che questa sia usata nel film solo come trampolino per lanciare il tema dello stress agonistico, della paranoia, della perfezione a tutti i costi, non sono riuscito a farmelo piacere a livelli di idolatria. Nonostante questo devo ammettere che  la Portman è sì stupefacente, spettacolare, decisamente da Premio Oscar. Oltre ad essere fisicamente la persona più adatta a ricoprire quel ruolo, riesce ad attuare una metamorfosi capillare con estrema naturalezza. Cigno bianco e cigno nero non soltanto nella storia narrata. Quasi una doppia personalità, malata, costipata da umori negativi. La dualità creata dallo specchio, oggetto ricorrente ossessivamente in tutta la pellicola, possiamo vederla anche con il rapporto tra realtà e finzione. L'uso  dell'allucinazione compulsiva, fornisce alcuni dettagli fin troppo chiari per essere repentinamente smentiti immediatamente dopo. Tanto più che il finale può essere aperto ad una doppia interpretazione. Fino a che punto ciò che vediamo, o che crediamo di vedere, attraverso gli occhi di Nina è reale? Abbiamo imparato durante il film che non sempre ciò che possiamo percepire corrisponde al vero (la scena saffica tra le due contendenti ad esempio). Di certo viene spiegato che l'agonismo in certi ambienti e per alcuni caratteri psicologicamente fragili, può divenire una brutta bestia da domare. E la spietatezza di un ambiente dove devi (se vuoi arrivare) essere il migliore non lascia campo agli indecisi.

sabato 4 giugno 2011

Requiem For A Dream (2000)


Regia: Darren Aronofsky
Anno: 2000
Titolo originale: Requiem for a dream
Voto: 7/10
Pagina di IMDB
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Requiem for a dream, una sinfonia distruttiva in crescendo. Forse uno dei migliori film, se non il più eccelso in assoluto (di pari passo con "I ragazzi dello zoo di Berlino"), riguardanti il tema della droga, della sua dipendenza e della devastazione che porta dietro di sè. Quando una pellicola è ben fatto, dobbiamo considerare molte cose, come la storia, la fotografia, l'interpretazione, la musica ed il messaggio che lascia. Difficile trovare qualcosa di fuori posto qui. La vita  triste, comune, annoiata, monotona e priva di spunti di quattro persone di Brooklyn suddivisa in tre capitoli che rappresentano il rocambolesco declino delle loro vite. La droga  a tutti i livelli. Non solo l'eroina da spararsi nelle vene o la coca da sniffare e fumare, ma anche le anfetamine, come rimedio ai chili di troppo. Non solo l'abuso da parte di giovani inconcludenti alla ricerca di una prospettiva futura migliore, ma anche la storia senza alcun obiettivo di una donna di mezza età, bombardata dal tubo catodico, che una pasticca dietro l'altra si consuma. Belli i primi piani, i volti sconvolti, quasi dementi di chi diviene tossico in parte inconsapevolmente, in parte cercando un riscatto. Bella la repentina discesa verso il nulla. Bello il finale straziante per ogni personaggio. Bella la possibilità di un'alternativa troppo lontana ed impossibile da raggiungere al momento, ma possibile e certa nel passato. Dal punto di vista artistico e tecnico, le scene brevi e repentine, soprattutto nei momenti di delirio o di astinenza sono la ciliegina sulla torta della produzione.