venerdì 16 aprile 2021

Freaks (2018)

 

Regia: Adam Stein, Zach Lipovsky
Anno: 2018
Titolo originale: Freaks
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.7)
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Quando è stato proposto da Tarabusino per la prima giornata in differita di Mini Fisto al Cinema, ho pensato a Freaks del 1932 e successivamente ad un qualche remake dei giorni d'oggi. In realtà in comune ha soltanto il nome del titolo, e fisiologicamente alcuni temi riconducibili ai "diversi" o agli "anormali". Nella sostanza è invece molto più simile ai ben più famosi X-Men. Quindi quella sorta di fantascienza legata al mondo dei supereroi. Ebbene sì, non ce ne libereremo facilmente: DC e soprattutto Marvel hanno quasi monopolizzato il settore, ma in questi abbiamo avuto modo di vedere ed apprezzare numerosi altri prodotti slegati da questi franchise, che per un motivo o per l'altro mi sono piaciuti molto. Frekas fa parte di quella piccola nicchia di belle cosine che si possono fare anche senza budget ingenti e senza l'ausilio di effetti speciali stratosferici che rischiano di cannibalizzare la trama. Purtroppo, per quanto mi riguarda, alla lunga stancano anche i buoni prodotti visto che possono risultare ripetitivi, sebbene la forma abbia sfaccettature differenti. Il duo di regista all'opera in questa pellicola, punta molto sull'atmosfera che sia negli spazi chiusi che in quelli all'aperto riesce a dare il giusto senso claustrofobico ed in alcune occasioni onirico. Inoltre la trama si sviluppa in maniera intelligente, non scoprendo subito le carte, ma lasciandoti un po' quel senso di mistero e curiosità che riesce ad accompagnarti per diverse scene. Da lode a mio avviso anche la prova della piccola Chloe (Lexi Kolker) che pur essendo aiutata da altri protagonisti resta quella principale e non sempre è una cosa semplice. Anche se non sono mirabolanti gli effetti speciali utilizzati, si apprezzano le idee semplici, ma suggestive per creare un mondo fantastico, comprese le bolle temporali (qualcuno ha letto Quando Scoppiò La Pace? Ecco, diciamo che sfrutta l'idea al contrario, ma in maniera cinematograficamente azzeccata) che può essere divertente da vedere. Ho paura o forse no, che ci siano dei sequel, ma secondo me potrebbe restare benissimo un film solitario.

giovedì 15 aprile 2021

The Big Bang Theory [Stagione 11]

 

Anno: 2017 - 2018
Stagione:  11
Titolo originale: The Big Bang Theory
Numero episodi: 24
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Vista un po' lentamente, ma solo perchè ho appreso che la dodicesima non è ancora presente su  Prime Video così ho voluto centellinare un po' gli episodi. Beh l'andazzo è il solito: i protagonisti crescono, diventano adulti e più o meno tutti "si sistemano". Questa cosa forse è un po' forzata, una sorta di "l'anima gemella c'è per chiunque" e chiunque "da grande" si fidanza, si sposa e deve metter su famiglia. A parte questa visione un po' troppo simile nell'andamento delle varie coppie, resta divertente ed è questa la cosa importante. Anche se, come già detto per le ultime stagioni, è fisiologico che diverse gag risultino un po' ripetitive. D'altra parte il format è questo, quindi se piace è giusto che vada avanti fino ad un certo punto. La prossima, che dovrebbe essere l'ultima, chiuderà il cerchio e spero lo faccia nel migliore dei modi.

lunedì 12 aprile 2021

The Lobster (2015)

 

Regia: Yorgos Lanthimos
Anno: 2015
Titolo originale: The Lobster
Voto e  recensione: 7/10
Pagina di IMDB (7.2)
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Film:
Sono abbastanza senza parole, perchè è molto più semplice vederlo, e consigliare di farlo, che poterlo descrivere.  In cosa rientra The Lobster? Sicuramente nella commedia grottesca, con quel senso di fantastico e surreale pennellato da una sinfonica distopia sui rapporti interpersonali di coppia. Un'idea originale, unica, a tratti geniale. E questo per quanto riguarda la trama e la sceneggiatura: ovviamente c'è di più, perchè non basta certo avere l'idea, ma bisogna metterla in pratica, fare una trasposizione cinematografica che riesca a creare il giusto mix tra ritmo, cast, fotografia e montaggio, Yorgos Lanthimos ci riesce lavorando assiduamente su tutti questi elementi, andando a scavare in ciò che la società moderna (odierna?) riesce ad imporre nell'animo umano per quanto riguarda lo status di "single" o di "accompagnato". La ricerca assidua di un partner con cui condividere anche un solo elemento in comune, che si un tratto fisico o caratteriale, una passione o un hobby è alla base della distopia lievemente futuristica (solo nel concetto, non nella visualizzazione delle immagini) che il regista ci racconta. Una compatibilità che spesso neanche ha ragione di esistere o che viene modellata in maniera artificiosa, e proprio nel mentre ci si ribella a questo tipo di dittatura e se ne fugge, ecco che il protagonista (Colin Farrell) entra a far parte di una sorta di Resistenza, in cui però è vietato innamorarsi o stringere amicizie. Esattamente l'opposto, ma egualmente repressivo. Un grande film, che è impossibile sottovalutare. 

Edizione: bluray
Semplice edizione in bluray della CG, con traccia audio italiana in DTS HD MA 5.1 e come extra soltanto:
  • Trailer

Youtopia (2018)

 

Regia: Berardo Carboni
Anno: 2018
Titolo originale: Youtopia
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (5.4)
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Avendolo trovato nella mia lista degli appunti per i film da vedere ho pensato che il colpevole per il suggerimento fosse Roikin.  Se ne è tirato fuori invece, e quindi adesso non so a chi dare la colpa. Probabilmente in tempi abbastanza recenti qualcuno ha fatto il nome della protagonista, Matilda De Angelis: non so se ha partecipato a San Remo come ospite, o ha fatto qualcosa di importante in questo periodo. Comunque fatto sta che il soggetto si basa sulla figura, ma dire che è brava sarebbe come dire che io sono un bravo attaccante perchè tiro i rigori a porta vuota. Non è affatto male, ma inizia subito facendo vedere le tette, quindi in molti, me compreso, guardano quelle. Sul resto, la trama l'ho trovata talmente arrangiata verso il basso che una qualsiasi attrice che dimostra di avere personalità avrebbe avuto il medesimo successo. I temi che si vogliono trattare sono anche di stampo moderno, come direbbe la mi nonna, con il ruolo di internet e dei social sui ragazzi, o sulla semplicità di potersi prostituire in chat facendo soldi facili o di innamorarsi di un avatar piuttosto che di una persona reale. Il tutto però viene raccontato con una superficialità allarmante che gareggia soltanto con l'inconsistenza psicologica dei personaggi, primari e comprimari che siano. Bella poi l'idea di usare il Deeep Web inteso come dippuebbe.it per vendere la propria verginità e poi utilizzare nomi e cognomi reali e un account Skype. Proprio uno sbalzo di realismo sensazionale. La cosa ridicola è che se cerchi qualche informazione sul film trovi i soliti trafiletti promozionali che puzzano di marchetta.

domenica 11 aprile 2021

Juventus 3 - Genoa 1

 

Facile facile, ma non troppo. Primo tempo cattivo, aggressivo e veloce quasi come quello giocato contro il Napoli. Dominio assoluto in pratica, visto che questa volta l'avversario era anche più debole e tatticamente meno preparato. Secondo tempo invece rischioso nella sua parte iniziale, in cui forti del vantaggio di due reti a zero, ci facciamo accorciare e rischiamo qualche volta di troppo. Piccoli errori di attenzione ed un calo della foga agonistica hanno portato la ripresa a dare coraggio agli avversari, mentre i bianconeri hanno cercato il mantenimento del risultato con qualche rallentamento di troppo. Basta comunque alzare un pochetto l'asticella e per fortuna si riesce ad imporre il proprio gioco. Così arriva anche la terza rete. A segno nel complesso vanno Kulu, Morata e McKennie, mentre Ronaldo sbaglia alcune occasioni, ma l'importante sono i tre punti e la rincorsa al secondo posto o almeno il non farsi rosicchiare punti per la Champions.

Pusher II - Sangue Sulle Mie Mani (2004)

 

Regia: Nicolas Winding Refn
Anno: 2004
Titolo originale: Pusher II
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.4)
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Appena finito di guardare il primo, non ho resistito  e mi sono agganciato subito al sequel. Il protagonista non è più Frank (ucciso o fuggito, non ne abbiamo ancora la certezza), ma Tonny (Mads Mikkelsen), già con una parte importante nel precedente. Sono passati un po' di anni, ma l'atmosfera è la solita. Borghi di periferia urbana malfamata, balordi ad ogni angolo ed ambientazioni cupe o squallide. Forse meno votato all'azione del precedente e più introspettivo, con un protagonista che dimostra di essere un pesce piccolo, anche inadatto a determinate situazioni, con la giusta dose di paura ed ingenuità che contraddistingue alcuni malviventi da mezza tacca. Eppure, veniamo a sapere già nella parte iniziale che Tonny è il figlio di un pezzo grosso della malavita, ma nonostante il tatuaggio RESPECT impresso sulla propria nuca, nessuno sembra considerarlo e lui è in balie di conoscenze (per niente possono essere definite amicizie) pericolose che lo faranno cadere in tunnel di guai sempre più grandi. E seguito ancora una volta dalla telecamera a mano che ci porta nel vivo dell'azione e ancora di più nei pensieri di Tonny che è evidentemente tormentato. Un lavoro sociale che va oltre al semplice gangster movie come c'era stato modo di apprezzare precedentemente a cui si aggiunge una parte emotiva e di resa maggiore.
 

Pusher - L'Inizio (1996)

 
Regia: Nicolas Winding Refn
Anno: 1996
Titolo originale: Pusher
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.4)
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Lungometraggio di esordio per Nicolas Winding Refn e si nota una certa marcia in più. Location fuori standard quella inserita nei bassifondi di Copenaghen, tra pusher appunto, malavita, false amicizie, sotterfugi, imbrogli per campare e tirare avanti. Ambienti sempre cupi, lo spacciatore come figura solitaria che cerca di fare da sè, al massimo sfruttando gli altri, tutto all'interno di una storia che punta al realismo, con la camera che segue i protagonisti anche in maniera aggressiva, quasi fosse una sorta di docufilm con inquadrature strette. Grande prova inoltre degli attori, che non sembrano scimmiottare, quanto invece essere proprio genuini nelle parti loro assegnate. Debiti che aumentano di giorno in giorno, così come la struttura interessante del soggetto principale (Kim Bodnia visto già nel successivo The Bridge) in un ritmo che vede la trama suddivisa per i giorni della settimana in cui si svolgono i fatti. Refn ci dà un quadro abbastanza preciso della vita, non esattamente ordinaria, che si svolge in queste periferie losche in cui tirarla in culo al prossimo è l'elemento più costante ed essenziale. Di questa prima pellicola seguiranno altri due sequel e pure un remake.
 

sabato 10 aprile 2021

L'Angelo Del Male - Brightburn (2019)

 

Regia: David Yarovesky
Anno: 2019
Titolo originale: Brightburn
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.1)
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La trama ricorderà sicuramente, e fin dall'inizio il buon vecchio Superman. Buono. E vecchio. Qui abbiamo invece un ragazzino di 12 anni, che esattamente nelle stesse modalità del supereroe DC, viene adottato da una coppia di contadini del Kansas dopo che la sua navicella spaziale è caduta all'interno dei loro campi. In realtà la parte iniziale è un attimino più elaborata: questi fatti li si intuiscono quasi immediatamente, ma vengono rilasciati con calma. Giusto per farci una panoramica sul fatto che da grandi poteri derivano grandi casini, soprattutto se in mano ad un preadolescente. Inoltre l'orientamento del film è più votato all'horror che ad una storia di azione e potrebbe essere benissimo la "nascita" di un villain davvero interessante. Ci siamo abituati ad apprezzare questi diversi punti di vista già con la serie TV The Boys, mentre qui per adesso si parla di un film unico, anche se le basi per vari sequel o allargamenti dell'universo in questione non dovrebbero mancare. Il ritmo non è certo forsennato, tanto che non sai che tipo di finale aspettarti: se lieto fine, se catastrofico, se aperto...  Di sicuro se avrà successo, non dovremo stupirci di vedere ben altri film con questo tema, e devo dire che proprio non mi dispiacerebbe. Il lavoro della sceneggiatura punta alla figura inquietante del bambino, anche se non riesce nell'intento in maniera ordinata. Deve infatti fare ricorso a qualche piccola apparizione improvvisa, jampscare sonori e soprattutto all'utilizzo di scene più violente. Queste le ho apprezzate molto, anche se a conti fatti si nota che siano davvero fini a se stesse ed in un paio di occasioni proprio casuali, ma comunque di effetto. Un effetto che però non riesce a dare una vera e propria identità al film: è horror? Parla di altro? Supereroi? Possiamo anche far finta di nulla e non catalogare il prodotto per farci trasportare dall'atmosfera e dal fatto che nella prima parte ci sia una buona dose di mistero. Nonostante tutti questi pregi, la trama è davvero imperfetta poichè non esiste alcun approfondimento, che sarebbe stato interessante, sul rapporto genitori figlio, sul fatto che essenzialmente non provi empatia nei confronti degli altri, su questa necessità di sentirsi "diverso" o magari vittima degli altri. Insomma il bimbo, sembra abbastanza normale, ma fa il figlio di puttana con tutti giusto perchè ha questi super poteri.

Mini Fisto Trek #8

 

Questi allenamenti portano sempre ottimi risultati, perchè il Promontorio di Piombino è vario e percorso da decine e decine di sentieri che si intersecano tra di loro. Il bello sarebbe poterle fare in compagnia, all'aria aperta, magari senza abbracciarsi e sputarsi addosso per poter condividere un'escursione all'aria aperta. Però i Saggi del Comitato hanno deciso che riversarsi nei centri commerciali è salutare, mentre stare fuori no. Così, ci si deve organizzare ognuno per conto proprio e ricordo per chi volesse, che i miei tracciati sono disponibili qui su Wikiloc. Questo di oggi parte dai Diaccioni e sale verso il Campo del Mariti, da qui la canonica strada del Crinale fino a Campo alla Sughera. Appena superata si prende la prima deviazione a sinistra e ci si tiene sempre sulla destra seguendo il cartello di legno che indica le Croste. I percorsi sono sicuramente sistemati e puliti dai bikers che affollano (nelle giornate gialle o arancioni) la zona. A questo punto, sempre sulla destra prendiamo una seconda deviazione in salita con un sentiero molto stretto che ci porterà in cime al Monte Massoncello, che con i suoi 289 metri sul livello del mare è la "vetta" più alta del comune di Piombino. Non è un punto panoramico però perchè la vegetazione impedisce una visuale aperta su ogni lato. E' comunque presente un cippo in muratura (quello in foto) che non lascia scampo a dubbi. A questo punto basta prendere il sentiero dalla parte opposta per proseguire verso il mare e da qui dopo un po' avremo due possibilità: a sinistra ci avviciniamo maggiormente a Fosso alla Canne, a destra, quella che prendo, ci riporta sempre in zona, ma più sulla via del Monestero, che poi si ricollega alla via dei Cavalleggeri ed infine a Fosso alle Canne. Il resto è canonico, con Spiaggia Lunga, Calamoresca e ritorno ai Diaccioni.

venerdì 9 aprile 2021

Holy Motors (2012)

 

Regia: Leos Carax
Anno: 2012
Titolo originale: Holy Motors
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (7.1)
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Non tutto il cinema è intrattenimento. Per fortuna. Alcune pellicole, sono più sperimentali di altre, non solo dal punto di vista tecnico, ma da quello della sceneggiatura e della trama. Ci sono decine di lavori di questo tipo che ti prendono dall'inizio alla fine, altri che hanno un significato profondo e nascosto che riesci a cogliere dopo più visioni, altri ancora che ci provano in maniera autoreferenziale e rivolti ad una nicchia che applaude con il barboncino seduto in grembo. Non tutti sono riusciti. In questo caso ho trovato Holy Motors decisamente noioso, all'estremo. Come se l'autore avesse voluto con la forza prendere un romanzo di Auster e farci un film a tutti i costi.  Solo che qui regia, soggetto e sceneggiatura sono dello stesso Leos Carax che ci propone una sorta di lavoro metacinematografico in cui il protagonista vive in uno mondo surreale ed in una salsa parigina di Barbareschi, come mestiere fa l'attore trasformista e si adopera per gestire varie personalità lungo l'arco di tutta la giornata. Un forte accento postmoderno che si concentra proprio sul fare cinema e sul mutevole farsi e disfarsi all'occorrenza non solo sui personaggi, ma anche sui generi che si contrappongono. Il tutto legato alla performance dell'attore che non si limita a recitare, ma cambia faccia, corpo, si adopera in lunghe sessione di make up e così via. La bellezza però, è nell'occhio di chi guarda. E per me si salva nel finale... Perchè appunto finisce.

giovedì 8 aprile 2021

Antebellum (2020)

 

Regia: Gerard Bush, Christopher Renz
Anno: 2020
Titolo originale: Antebellum
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (5.7)
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"Il passato non muore mai. Non è neanche passato". Si apre così Antebellum, che in tutta onestà mi è piaciuto particolarmente come idea ed anche come sviluppo per i suoi due terzi,  salvo poi rovinarsi precipitosamente in un finale forse troppo arrangiato e votato ad un'azione che non ha nè capo nè coda. I produttori sono gli stessi di Get Out, e sì, alcune similitudini almeno nella gestione dell'odio razziale ci sono, ed il paragone non finisce qui. Per circa 37 minuti siamo negli Stati Uniti della Guerra di Secessione, nel Sud, dove il bianco è padrone ed il nero è schiavo alla sua mercé. E lo è in maniera cruda, spietata: non solo lavora nei campi di cotone, ma viene ucciso a sangue freddo, torturato, seviziato e messo a tacere. Non può neanche parlare senza il permesso del Padrone. Ingiusto ed orribile, inaccettabile, ma messo lì perchè tanto è il passato. E la storia la conosciamo tutti, non c'è neanche bisogno di andare tanto lontano nello spazio e nel tempo. In contrapposizione a ciò che ci viene mostrato, una musica di sottofondo che richiama in qualche modo pellicole horror o misteriose. Poi, dopo 37 minuti, lo squillo di un cellulare ci riporta alla realtà, al presente, ai giorni d'oggi. Un lungo sogno quindi che richiama un passato buio che non dovrebbe mai più tornare. La pellicola si fa abbastanza interessante, anche se i due periodi rischiano di intrecciarsi e temevo in una sorta di mix fantastico o esoterico o roba simile (preannunciato un po' dalla musica iniziale), ma tutto si risolve abbastanza bene con un incubo, questa volta reale che fa presagire le migliori intenzioni di ciò che potrebbe essere un thriller horror. Poi vabbeh, il terzo tempo non tiene affatto, e rovina praticamente tutto. Ma in potenza c'era qualcosa di buono.

mercoledì 7 aprile 2021

Juventus 2 - Napoli 1

 

Risultato abbastanza bugiardo, visto che quello corretto avrebbe dovuto essere questo sacrosanto 3 - 0 rifilato ai napoletani, quando hanno deciso di non venire a Torino. Ma va bene lo stesso: era il o dentro o fuori di cui si parlava in questi giorni visti i pessimi risultati stagionali della Juventus. Per adesso dentro. Meritatamente, se guardiamo questa partita, in cui probabilmente abbiamo giocato il miglior primo tempo del 2021 e ci prendiamo caparbiamente il terzo posto ad un solo punto di distacco dal Milan. Ora ci attendo una serie di partite non semplici, ma in cui la Juve deve tirare fuori gli artigli, per cercare di arginare almeno in parte la sequela di negatività che ha contraddistinto questo campionato. I giochi per secondo, terzo e quarto posto sono ancora in essere e Ronaldo, Chiesa e questa sera anche l'entrata di Dybala fanno ben sperare. E' bene che qualcun altro resti fuori dalla corsa Champions. E ogni tanto lascerei qualche partita in più al buon vecchio Buffon, che quando c'è si fa sentire. Ancora.

E Johnny Prese Il Fucile (1971)

 

Regia: Dalton Trumbo
Anno: 1971
Titolo originale: Johnny Got His Gun
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.9)
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SOS... Aiuto...SOS... Aiuto... Anche qui c'è lo zampino di Tarabusino, che consiglia ed io (e)seguo. Dalla penna e dalla regia (solo per questa volta) di Dalton Trumbo esce un film decisamente particolare, ricco e di forti significati e con una visione che passa dalla guerra fino ad arrivare all'esistenza dell'essere umano, toccando temi come anche la medicina, la scienza e la religione. La fotografia segue ben due binari distinti: quello reale raccontato con un bianco e nero coadiuvato, per i dialoghi, essenzialmente dalla voce fuori campo del protagonista che espone i propri pensieri, mentre a colori abbiamo i ricordi onirici che si mischiano ai sogni e confondono la realtà. Intenso e crudo, anche se a mio avviso la situazione di immobilismo, mancanza di dolore e annichilimento di ogni senso, avrebbero potuto essere presentate con maggiore enfasi e terrore da parte del malcapitato che comunque in maniera spesso anche ludica riesce ad elaborare pensieri concreti invece di cadere nell'oblio e nella pazzia. Questo serve ovviamente alla sceneggiatura per poter gettare le basi sugli elementi e sugli argomenti che si vogliono trattare. E' un viaggio interiore votato alla nuove scoperte, all'apprezzare le piccole cose come un raggio di sole (che non può essere visto, ma che scalda) o al reprimere le paure riguardanti la noia costante e la propria condizione incapace di comunicare con il mondo esterno. Che neanche è detto che esista per il protagonista. Potrebbe essere un incubo, uno stato comatoso prolungato o persino la morte e l'inferno. Un mix tra le accuse alle barbarie della Guerra ed un inno alla Vita che non sempre però viene accettata in quanto prigione dei pensieri, anche quando un corpo fisicamente non è in grado di rispondere. Altra nota importante, che non conoscevo, prima di aver visto il film, ma che per me è interessante e si è rivelata emozionante: il video One dei Metallica, già visto decine e decine di volte in passato si ispira proprio a questo film.



lunedì 5 aprile 2021

The Big Bang Theory [Stagione 10]

 

Anno: 2016 - 2017
Stagione:  10
Titolo originale: The Big Bang Theory
Numero episodi: 24
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Questa decima stagione è ricca di grandi avvenimenti e cambiamenti: legati per lo più al fatto che i protagonisti crescono e diventano per così dire adulti. Dopo dieci anni è tutto abbastanza normale e la direzione intrapresa era già iniziata, lentamente ed a piccole dosi, già in altre stagioni più vecchie. Per una commedia divertente, esilarante, spesso ai limiti dell'assurdo è difficile potersi destreggiare con la realtà dei fatti, ovvero appunto con i protagonisti che devono per forza crescere. Non farlo rischia di dover vedere concludere la serie anticipatamente, prima che risulti troppo ripetitiva (con questa siamo a 240 episodi eh, mica noccioline) o con puntate slegate dal resto. La direzione da prendere è quindi stata un'altra: quella di far crescere i personaggi con il pubblico. Ed ecco così fidanzamenti, matrimoni, nuovi lavori, figli... Diciamo che il tutto regge ancora bene nonostante le bizzarrie a cui siamo tanto abituati e che per fortuna almeno al momento non sembrano abbandonarci.

Pasquetta delle streghe

 

Pasqua e Pasquetta con chi vuoi... La scorsa, in pieno lockdown, quello truce e liberticida in cui se uscivi di casa potevano spararti, non ricordo cosa feci, probabilmente a guardare film su film. Quest'anno invece ci hanno permesso di muoverci, non solo fisicamente, ma anche nei meandri dei DPCM e delle leggi che regolamentano la nostra vita ormai. Così, nel pieno rispetto di ciò che mi è consentito fare, mi sono mosso. Credevo, sinceramente speravo, di trovare un bel traffico, ma niente. Ho anche avuto il timore di essere finito dentro ad una sorta di universo parallelo, post apocalittico. Ripensandoci però la realtà non si discosta molto. Un po' meglio arrivato a destinazione, con gente a fare sport o attività motoria che per quanto ne so era lì rispettando le dovute distanze, con mascherine, nessun assembramento ed all'aria aperta. Leggendo invece qualche commento, in realtà troppi, sui social ho visto che in tutto il resto della Toscana pare ci siano stati avvistamenti mastodontici di cittadini irrispettosi della legge, che si sono riuniti al sole (ovvio, in queste Pasquette non piove neanche una goccia) facendo di tutto e di più. Le segnalazioni provengono tutte da sedicenti persone che se ne stanno chiuse tra le quattro mura e che battono furiosamente, con la bava alla bocca (che purtroppo aiuta a diffondere il virus), sulle tastiere dei propri computer, ormai fusi per DAD e smartworking vari. Il binocolo posato lì sul tavolo, accanto al distintivo ed al manganello, che ci ricordano quanto sia riprovevole uscire (nonostante sia permesso) e che auspicherebbero un bel ritorno alla caccia alle streghe. Buon per loro, che sono probabilmente interdetti e non capiscono un cazzo.

domenica 4 aprile 2021

GNU #0.6: anello classico del Promontorio

 

Se dalle parti di MolotovKiki c'è chi chiude l'accesso alle spiagge e chi addirittura vorrebbe far pagare per avere il numero chiuso, la decisione qui è semplice: per fare attività sportiva in quel di Pasqua è meglio il Promontorio di Piombino. Libero, accessibile, soleggiato e selvaggio quanto basta per sessioni primaverili di sgambatelle. Giro classico questa volta essenzialmente per alleggerire il carico fatto ieri, ma comunque impegnativo e decisamente oltre il magnifico. Partenza da Calamoresca lungo la via dei Cavalleggeri, sosta rilassante (yoga sportivo) a cala San Quirico ed a Buca delle Fate (yoga sportivo bis) con ritorno dal crinale. Causa un po' di stanchezza e voglia di tornare a casa a poltrire sul divano (sindrome da zona rossa), niente piccola deviazione su Monte Massoncello. Sarà per la prossima. Buona Pasqua a quasi tutti.

sabato 3 aprile 2021

Torino 2 - Juventus 2

 

Scampata per un pelo la seconda sconfitta consecutiva, e per giunta contro due squadre che lottano per la salvezza. Questo dice tutto. In una giornata sulla carta favorevole riusciamo addirittura a perdere posizioni in Campionato ed in questo istante siamo quinti, fuori quindi anche dalla Champions. L'imbarazzo del centrocampo è totale, così impalpabile che già da casa sai che i giocatori guardano la propria porta ed è automatico sapere a chi passeranno il pallone. Quando non sbagliano. I minuti iniziali, specialmente per demerito degli avversari, potevano farci sperare in un andamento ben diverso, e così dopo la rete di Chiesa che firma il nostro vantaggio. Poi però tutto cambia, con una serie continua si sviste, errori, disattenzioni. Una scena da horror combinata da Danilo e il Polacco regala il pareggio dal quale non riusciamo più a sfuggire, per poi essere ripetuta con Kulo e sempre il nostro portiere come protagonista dei Razzie Awards. Una partita importante da vincere, senza che ci sia stato nemmeno mezzo segnale di volerlo fare.

GNU #0.5: accorgimenti sul Promontorio di Piombino

 

Sport si può fare? Andare a trovare altre persone all'interno della regione si può fare? Sì, in entrambi i casi. Giusto per puntualizzare eventuali rotture di palle da parte degli sceriffetti codardi che spippolano dal divano. Oggi abbiamo definito la parte finale di quello che per me sarà il Grande Anello del Promontorio. Per una questione logistica, ma soprattutto per evitare l'inesistente folla che credevo di incontrare in zona Calamoresca, siam partiti da Montemazzano dietro l'ospedale in direzione Birillino. Questo tratto non sarà presente nella mia escursione ed è l'unico pezzo che non fa parte dell'anello fatto oggi. Arriviamo alla Sedia quindi non dai Diaccioni (come invece al ritorno) ed inizia così il tratto dell'anello che poi riprenderò in futuro, per la seconda parte del mio progetto. Da qui quindi al cancello e poi in direzione nord per svoltare alla deviazione che ci porta alla tomba del Lupi, per poi collegarci al crinale per il breve tratto che ci porta a Campo alla Sughera. Nuovamente in parallelo, abbandonando il crinale per prendere la deviazione per i Due Mari e scendere fino in fondo quasi a toccare il centro del Parco Archeologico di Baratti. Ma prima, altra deviazione, già provata negli scorsi sopralluoghi per arrivare al Labirinto dal basso e svoltare dietro la chiesetta di San Quirico per la strada che porta in prossimità del Reciso. Da questo punto un tragitto più canonico che ci vede tornare dritti sul crinale, passare questa volta la chiesetta e svoltare successivamente per il Monastero e proseguire verso la via dei Cavalleggeri. In tempo per dare (involontariamente) un'indicazione sbagliata ad altri sportivi che volevano raggiungere Buca delle Fate e arrivare a Fosso alla Canne. Due schizzi di pioggia, come al solito una volta lì, poi il sentiero 304 che ricollega la via dei Cavalleggeri con il Crinale e da lì, campo del Mariti, Diaccioni e l'ultima prova finale con la Sedia in salita per il ritorno.

venerdì 2 aprile 2021

L'Ora Più Buia (2017)

 
Regia: Joe Wright
Anno: 2017
Titolo originale: Darkest Hour
Voto e recensione: 6/10
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Ci sono diversi modi per raccontare una stessa storia. Lo si può fare con molti mezzi differenti, come la narrazione, la poesia, la scrittura, la musica, il cinema e così via. Ed anche all'interno dello stesso mezzo, il modo in cui si usa tale strumento può variare moltissimo. Guardando L'Ora Più Buia mi è venuto naturale ricollegarlo a Dunkirk (visto più di tre anni fa): hanno ovviamente in comune "la storia", anche se non la trama, e curiosamente sono entrambi usciti nel 2017. Altrettanto ovvio però è che si tratta di due pellicole profondamente differenti l'una dall'altra, questo perchè all'interno della medesima storia possono esserci numerose sfaccettature e punti di vista che scorrono in parallelo, che si intrecciano, che partono da più lontano o si svolgono nel medesimo istante. In questo film abbiamo una visione decisamente più intima e politica che riguarda alcune azioni, o per meglio dire decisioni, prese da Winston Churchill nel maggio del 1940. Abbiamo quindi la visione della guerra vista dall'alto, dalle stanze del potere, in cui regnano comunque sentimenti umani quali rabbia e paura e lo si fa dando un'importanza strategica (per l'economia stessa del film s'intende) alla parola, al dialogo ed all'arte della diplomazia, mettendo invece da parte le opzioni di racconto che prevedono azione e dinamismo. Con Darkest Hour, Joe Wright, grazie anche ad un Gary Oldman che difficilmente può non essere strepitoso, riesce ad intrattenere, forse anche romanzando in maniera eccessiva la figura, ed a tenere lo spettatore con il fiato sospeso. Il trucco qui è pendere dalle labbra di una figura politicamente e diplomaticamente imponente, che riesce a non mostrarci mai la guerra, se non in pochi e rapidi attimi che paiano distanti ed intangibili. L'arte della dialettica in questo preciso frangente è stata davvero fondamentale per il proseguo della Storia, quella con la S maiuscola, che tutti noi conosciamo e lo spettatore è messo anche di fronte al fatto che sarebbe bastato poco, pochissimo, anche una parola fuori posto, un bicchiere di troppo, una titubanza non richiesta, affinchè tutto potesse cambiare. Senza l'arte di quei discorsi, al Governo, al Parlamento, al popolo inglese, magari adesso per colpa di quell'imbianchino neanche potrei scrivere su VER, quindi ecco un film che si concentra, per una storia che ha fatto la Storia, sul potere della parola. Che in questo caso, sempre in maniera romanzata, ha risvegliato l'orgoglio di un popolo, ma soprattutto dei suoi politici. Il risultato poi lo conosceremo meglio anche grazie appunto a  Dunkirk

giovedì 1 aprile 2021

Sei Donne Per L'Assassino (1964)

 
Regia: Mario Bava
Anno: 1964
Titolo originale: Sei Donne Per L'Assassino
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (7.2)
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Il mio sensei cinematografico, Tarabusino, se ne è uscito con questo consiglio cinematografico che è stato davvero ben gradito e recepito da me, suo fido seguace. Non scordiamo che siamo nel 1964: questo thriller dalle tinte scure come quelle dell'assassino che miete le proprie vittime con ferocia sadica, è un caposaldo del cinema italiano, ma non solo. Oltre che gettare le basi per il giallo nostrano, non sono pochi i registi futuri che lo hanno preso come esempio. Visto che mi è piaciuto parecchio, ho anche cercato qualche altra informazione in giro e si può passare per Dario Argento, come per Almodovar ed anche Quentin Tarantino. Non è un caso infatti che riesce allo stesso tempo a colpire l'occhio dello spettatore sia per come è girato, sia per i tanti elementi che adesso, a distanza di quasi sessant'anni risultano "già visti". Per forza: questo come tanti altri lavori che possono essere considerati apripista vengono presi come esempio o come fonte di ispirazione, così che nel 2021 ci siamo già assuefatti a determinate dinamiche. Oltre agli elementi che contraddistinguono la trama, però sono da sottolineare le riprese e la fotografia, che indugia ora sugli sguardi di alcuni protagonisti, poi su alcuni elementi, poi ancora vira sull'atrocità dei delitti e sulle movenze dell'assassino. La trama potrà anche essere forse semplice ed arrangiata su alcuni aspetti, per far spazio al colpo di scena sapientemente orchestrato, oppure sbrigativa in alcuni dialoghi e per quanto riguarda la parte investigativa, ma le atmosfere cupe e pure un tantino gotiche riescono a dipingere il contesto dell'alta borghesia e delle bellissime donne che cadono una dietro l'altra, uccise sempre con metodologie differenti. Non è infatti tanto la storia in sè, quanto la messa in opera di questa, che un po' come le luci e le ombre, un po' con la camera che si focalizza sugli strumenti di morte (o tortura) riesce sempre a catturare il nostro sguardo che segue la perversione dell'assassino.