venerdì 16 aprile 2021

Freaks (2018)

 

Regia: Adam Stein, Zach Lipovsky
Anno: 2018
Titolo originale: Freaks
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.7)
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Quando è stato proposto da Tarabusino per la prima giornata in differita di Mini Fisto al Cinema, ho pensato a Freaks del 1932 e successivamente ad un qualche remake dei giorni d'oggi. In realtà in comune ha soltanto il nome del titolo, e fisiologicamente alcuni temi riconducibili ai "diversi" o agli "anormali". Nella sostanza è invece molto più simile ai ben più famosi X-Men. Quindi quella sorta di fantascienza legata al mondo dei supereroi. Ebbene sì, non ce ne libereremo facilmente: DC e soprattutto Marvel hanno quasi monopolizzato il settore, ma in questi abbiamo avuto modo di vedere ed apprezzare numerosi altri prodotti slegati da questi franchise, che per un motivo o per l'altro mi sono piaciuti molto. Frekas fa parte di quella piccola nicchia di belle cosine che si possono fare anche senza budget ingenti e senza l'ausilio di effetti speciali stratosferici che rischiano di cannibalizzare la trama. Purtroppo, per quanto mi riguarda, alla lunga stancano anche i buoni prodotti visto che possono risultare ripetitivi, sebbene la forma abbia sfaccettature differenti. Il duo di regista all'opera in questa pellicola, punta molto sull'atmosfera che sia negli spazi chiusi che in quelli all'aperto riesce a dare il giusto senso claustrofobico ed in alcune occasioni onirico. Inoltre la trama si sviluppa in maniera intelligente, non scoprendo subito le carte, ma lasciandoti un po' quel senso di mistero e curiosità che riesce ad accompagnarti per diverse scene. Da lode a mio avviso anche la prova della piccola Chloe (Lexi Kolker) che pur essendo aiutata da altri protagonisti resta quella principale e non sempre è una cosa semplice. Anche se non sono mirabolanti gli effetti speciali utilizzati, si apprezzano le idee semplici, ma suggestive per creare un mondo fantastico, comprese le bolle temporali (qualcuno ha letto Quando Scoppiò La Pace? Ecco, diciamo che sfrutta l'idea al contrario, ma in maniera cinematograficamente azzeccata) che può essere divertente da vedere. Ho paura o forse no, che ci siano dei sequel, ma secondo me potrebbe restare benissimo un film solitario.

giovedì 15 aprile 2021

The Big Bang Theory [Stagione 11]

 

Anno: 2017 - 2018
Stagione:  11
Titolo originale: The Big Bang Theory
Numero episodi: 24
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Vista un po' lentamente, ma solo perchè ho appreso che la dodicesima non è ancora presente su  Prime Video così ho voluto centellinare un po' gli episodi. Beh l'andazzo è il solito: i protagonisti crescono, diventano adulti e più o meno tutti "si sistemano". Questa cosa forse è un po' forzata, una sorta di "l'anima gemella c'è per chiunque" e chiunque "da grande" si fidanza, si sposa e deve metter su famiglia. A parte questa visione un po' troppo simile nell'andamento delle varie coppie, resta divertente ed è questa la cosa importante. Anche se, come già detto per le ultime stagioni, è fisiologico che diverse gag risultino un po' ripetitive. D'altra parte il format è questo, quindi se piace è giusto che vada avanti fino ad un certo punto. La prossima, che dovrebbe essere l'ultima, chiuderà il cerchio e spero lo faccia nel migliore dei modi.

lunedì 12 aprile 2021

The Lobster (2015)

 

Regia: Yorgos Lanthimos
Anno: 2015
Titolo originale: The Lobster
Voto e  recensione: 7/10
Pagina di IMDB (7.2)
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Film:
Sono abbastanza senza parole, perchè è molto più semplice vederlo, e consigliare di farlo, che poterlo descrivere.  In cosa rientra The Lobster? Sicuramente nella commedia grottesca, con quel senso di fantastico e surreale pennellato da una sinfonica distopia sui rapporti interpersonali di coppia. Un'idea originale, unica, a tratti geniale. E questo per quanto riguarda la trama e la sceneggiatura: ovviamente c'è di più, perchè non basta certo avere l'idea, ma bisogna metterla in pratica, fare una trasposizione cinematografica che riesca a creare il giusto mix tra ritmo, cast, fotografia e montaggio, Yorgos Lanthimos ci riesce lavorando assiduamente su tutti questi elementi, andando a scavare in ciò che la società moderna (odierna?) riesce ad imporre nell'animo umano per quanto riguarda lo status di "single" o di "accompagnato". La ricerca assidua di un partner con cui condividere anche un solo elemento in comune, che si un tratto fisico o caratteriale, una passione o un hobby è alla base della distopia lievemente futuristica (solo nel concetto, non nella visualizzazione delle immagini) che il regista ci racconta. Una compatibilità che spesso neanche ha ragione di esistere o che viene modellata in maniera artificiosa, e proprio nel mentre ci si ribella a questo tipo di dittatura e se ne fugge, ecco che il protagonista (Colin Farrell) entra a far parte di una sorta di Resistenza, in cui però è vietato innamorarsi o stringere amicizie. Esattamente l'opposto, ma egualmente repressivo. Un grande film, che è impossibile sottovalutare. 

Edizione: bluray
Semplice edizione in bluray della CG, con traccia audio italiana in DTS HD MA 5.1 e come extra soltanto:
  • Trailer

Youtopia (2018)

 

Regia: Berardo Carboni
Anno: 2018
Titolo originale: Youtopia
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (5.4)
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Avendolo trovato nella mia lista degli appunti per i film da vedere ho pensato che il colpevole per il suggerimento fosse Roikin.  Se ne è tirato fuori invece, e quindi adesso non so a chi dare la colpa. Probabilmente in tempi abbastanza recenti qualcuno ha fatto il nome della protagonista, Matilda De Angelis: non so se ha partecipato a San Remo come ospite, o ha fatto qualcosa di importante in questo periodo. Comunque fatto sta che il soggetto si basa sulla figura, ma dire che è brava sarebbe come dire che io sono un bravo attaccante perchè tiro i rigori a porta vuota. Non è affatto male, ma inizia subito facendo vedere le tette, quindi in molti, me compreso, guardano quelle. Sul resto, la trama l'ho trovata talmente arrangiata verso il basso che una qualsiasi attrice che dimostra di avere personalità avrebbe avuto il medesimo successo. I temi che si vogliono trattare sono anche di stampo moderno, come direbbe la mi nonna, con il ruolo di internet e dei social sui ragazzi, o sulla semplicità di potersi prostituire in chat facendo soldi facili o di innamorarsi di un avatar piuttosto che di una persona reale. Il tutto però viene raccontato con una superficialità allarmante che gareggia soltanto con l'inconsistenza psicologica dei personaggi, primari e comprimari che siano. Bella poi l'idea di usare il Deeep Web inteso come dippuebbe.it per vendere la propria verginità e poi utilizzare nomi e cognomi reali e un account Skype. Proprio uno sbalzo di realismo sensazionale. La cosa ridicola è che se cerchi qualche informazione sul film trovi i soliti trafiletti promozionali che puzzano di marchetta.

domenica 11 aprile 2021

Juventus 3 - Genoa 1

 

Facile facile, ma non troppo. Primo tempo cattivo, aggressivo e veloce quasi come quello giocato contro il Napoli. Dominio assoluto in pratica, visto che questa volta l'avversario era anche più debole e tatticamente meno preparato. Secondo tempo invece rischioso nella sua parte iniziale, in cui forti del vantaggio di due reti a zero, ci facciamo accorciare e rischiamo qualche volta di troppo. Piccoli errori di attenzione ed un calo della foga agonistica hanno portato la ripresa a dare coraggio agli avversari, mentre i bianconeri hanno cercato il mantenimento del risultato con qualche rallentamento di troppo. Basta comunque alzare un pochetto l'asticella e per fortuna si riesce ad imporre il proprio gioco. Così arriva anche la terza rete. A segno nel complesso vanno Kulu, Morata e McKennie, mentre Ronaldo sbaglia alcune occasioni, ma l'importante sono i tre punti e la rincorsa al secondo posto o almeno il non farsi rosicchiare punti per la Champions.

Pusher II - Sangue Sulle Mie Mani (2004)

 

Regia: Nicolas Winding Refn
Anno: 2004
Titolo originale: Pusher II
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.4)
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Appena finito di guardare il primo, non ho resistito  e mi sono agganciato subito al sequel. Il protagonista non è più Frank (ucciso o fuggito, non ne abbiamo ancora la certezza), ma Tonny (Mads Mikkelsen), già con una parte importante nel precedente. Sono passati un po' di anni, ma l'atmosfera è la solita. Borghi di periferia urbana malfamata, balordi ad ogni angolo ed ambientazioni cupe o squallide. Forse meno votato all'azione del precedente e più introspettivo, con un protagonista che dimostra di essere un pesce piccolo, anche inadatto a determinate situazioni, con la giusta dose di paura ed ingenuità che contraddistingue alcuni malviventi da mezza tacca. Eppure, veniamo a sapere già nella parte iniziale che Tonny è il figlio di un pezzo grosso della malavita, ma nonostante il tatuaggio RESPECT impresso sulla propria nuca, nessuno sembra considerarlo e lui è in balie di conoscenze (per niente possono essere definite amicizie) pericolose che lo faranno cadere in tunnel di guai sempre più grandi. E seguito ancora una volta dalla telecamera a mano che ci porta nel vivo dell'azione e ancora di più nei pensieri di Tonny che è evidentemente tormentato. Un lavoro sociale che va oltre al semplice gangster movie come c'era stato modo di apprezzare precedentemente a cui si aggiunge una parte emotiva e di resa maggiore.
 

Pusher - L'Inizio (1996)

 
Regia: Nicolas Winding Refn
Anno: 1996
Titolo originale: Pusher
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.4)
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Lungometraggio di esordio per Nicolas Winding Refn e si nota una certa marcia in più. Location fuori standard quella inserita nei bassifondi di Copenaghen, tra pusher appunto, malavita, false amicizie, sotterfugi, imbrogli per campare e tirare avanti. Ambienti sempre cupi, lo spacciatore come figura solitaria che cerca di fare da sè, al massimo sfruttando gli altri, tutto all'interno di una storia che punta al realismo, con la camera che segue i protagonisti anche in maniera aggressiva, quasi fosse una sorta di docufilm con inquadrature strette. Grande prova inoltre degli attori, che non sembrano scimmiottare, quanto invece essere proprio genuini nelle parti loro assegnate. Debiti che aumentano di giorno in giorno, così come la struttura interessante del soggetto principale (Kim Bodnia visto già nel successivo The Bridge) in un ritmo che vede la trama suddivisa per i giorni della settimana in cui si svolgono i fatti. Refn ci dà un quadro abbastanza preciso della vita, non esattamente ordinaria, che si svolge in queste periferie losche in cui tirarla in culo al prossimo è l'elemento più costante ed essenziale. Di questa prima pellicola seguiranno altri due sequel e pure un remake.
 

sabato 10 aprile 2021

L'Angelo Del Male - Brightburn (2019)

 

Regia: David Yarovesky
Anno: 2019
Titolo originale: Brightburn
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.1)
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La trama ricorderà sicuramente, e fin dall'inizio il buon vecchio Superman. Buono. E vecchio. Qui abbiamo invece un ragazzino di 12 anni, che esattamente nelle stesse modalità del supereroe DC, viene adottato da una coppia di contadini del Kansas dopo che la sua navicella spaziale è caduta all'interno dei loro campi. In realtà la parte iniziale è un attimino più elaborata: questi fatti li si intuiscono quasi immediatamente, ma vengono rilasciati con calma. Giusto per farci una panoramica sul fatto che da grandi poteri derivano grandi casini, soprattutto se in mano ad un preadolescente. Inoltre l'orientamento del film è più votato all'horror che ad una storia di azione e potrebbe essere benissimo la "nascita" di un villain davvero interessante. Ci siamo abituati ad apprezzare questi diversi punti di vista già con la serie TV The Boys, mentre qui per adesso si parla di un film unico, anche se le basi per vari sequel o allargamenti dell'universo in questione non dovrebbero mancare. Il ritmo non è certo forsennato, tanto che non sai che tipo di finale aspettarti: se lieto fine, se catastrofico, se aperto...  Di sicuro se avrà successo, non dovremo stupirci di vedere ben altri film con questo tema, e devo dire che proprio non mi dispiacerebbe. Il lavoro della sceneggiatura punta alla figura inquietante del bambino, anche se non riesce nell'intento in maniera ordinata. Deve infatti fare ricorso a qualche piccola apparizione improvvisa, jampscare sonori e soprattutto all'utilizzo di scene più violente. Queste le ho apprezzate molto, anche se a conti fatti si nota che siano davvero fini a se stesse ed in un paio di occasioni proprio casuali, ma comunque di effetto. Un effetto che però non riesce a dare una vera e propria identità al film: è horror? Parla di altro? Supereroi? Possiamo anche far finta di nulla e non catalogare il prodotto per farci trasportare dall'atmosfera e dal fatto che nella prima parte ci sia una buona dose di mistero. Nonostante tutti questi pregi, la trama è davvero imperfetta poichè non esiste alcun approfondimento, che sarebbe stato interessante, sul rapporto genitori figlio, sul fatto che essenzialmente non provi empatia nei confronti degli altri, su questa necessità di sentirsi "diverso" o magari vittima degli altri. Insomma il bimbo, sembra abbastanza normale, ma fa il figlio di puttana con tutti giusto perchè ha questi super poteri.

Mini Fisto Trek #8

 

Questi allenamenti portano sempre ottimi risultati, perchè il Promontorio di Piombino è vario e percorso da decine e decine di sentieri che si intersecano tra di loro. Il bello sarebbe poterle fare in compagnia, all'aria aperta, magari senza abbracciarsi e sputarsi addosso per poter condividere un'escursione all'aria aperta. Però i Saggi del Comitato hanno deciso che riversarsi nei centri commerciali è salutare, mentre stare fuori no. Così, ci si deve organizzare ognuno per conto proprio e ricordo per chi volesse, che i miei tracciati sono disponibili qui su Wikiloc. Questo di oggi parte dai Diaccioni e sale verso il Campo del Mariti, da qui la canonica strada del Crinale fino a Campo alla Sughera. Appena superata si prende la prima deviazione a sinistra e ci si tiene sempre sulla destra seguendo il cartello di legno che indica le Croste. I percorsi sono sicuramente sistemati e puliti dai bikers che affollano (nelle giornate gialle o arancioni) la zona. A questo punto, sempre sulla destra prendiamo una seconda deviazione in salita con un sentiero molto stretto che ci porterà in cime al Monte Massoncello, che con i suoi 289 metri sul livello del mare è la "vetta" più alta del comune di Piombino. Non è un punto panoramico però perchè la vegetazione impedisce una visuale aperta su ogni lato. E' comunque presente un cippo in muratura (quello in foto) che non lascia scampo a dubbi. A questo punto basta prendere il sentiero dalla parte opposta per proseguire verso il mare e da qui dopo un po' avremo due possibilità: a sinistra ci avviciniamo maggiormente a Fosso alla Canne, a destra, quella che prendo, ci riporta sempre in zona, ma più sulla via del Monestero, che poi si ricollega alla via dei Cavalleggeri ed infine a Fosso alle Canne. Il resto è canonico, con Spiaggia Lunga, Calamoresca e ritorno ai Diaccioni.

venerdì 9 aprile 2021

Holy Motors (2012)

 

Regia: Leos Carax
Anno: 2012
Titolo originale: Holy Motors
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (7.1)
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Non tutto il cinema è intrattenimento. Per fortuna. Alcune pellicole, sono più sperimentali di altre, non solo dal punto di vista tecnico, ma da quello della sceneggiatura e della trama. Ci sono decine di lavori di questo tipo che ti prendono dall'inizio alla fine, altri che hanno un significato profondo e nascosto che riesci a cogliere dopo più visioni, altri ancora che ci provano in maniera autoreferenziale e rivolti ad una nicchia che applaude con il barboncino seduto in grembo. Non tutti sono riusciti. In questo caso ho trovato Holy Motors decisamente noioso, all'estremo. Come se l'autore avesse voluto con la forza prendere un romanzo di Auster e farci un film a tutti i costi.  Solo che qui regia, soggetto e sceneggiatura sono dello stesso Leos Carax che ci propone una sorta di lavoro metacinematografico in cui il protagonista vive in uno mondo surreale ed in una salsa parigina di Barbareschi, come mestiere fa l'attore trasformista e si adopera per gestire varie personalità lungo l'arco di tutta la giornata. Un forte accento postmoderno che si concentra proprio sul fare cinema e sul mutevole farsi e disfarsi all'occorrenza non solo sui personaggi, ma anche sui generi che si contrappongono. Il tutto legato alla performance dell'attore che non si limita a recitare, ma cambia faccia, corpo, si adopera in lunghe sessione di make up e così via. La bellezza però, è nell'occhio di chi guarda. E per me si salva nel finale... Perchè appunto finisce.

giovedì 8 aprile 2021

Antebellum (2020)

 

Regia: Gerard Bush, Christopher Renz
Anno: 2020
Titolo originale: Antebellum
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (5.7)
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"Il passato non muore mai. Non è neanche passato". Si apre così Antebellum, che in tutta onestà mi è piaciuto particolarmente come idea ed anche come sviluppo per i suoi due terzi,  salvo poi rovinarsi precipitosamente in un finale forse troppo arrangiato e votato ad un'azione che non ha nè capo nè coda. I produttori sono gli stessi di Get Out, e sì, alcune similitudini almeno nella gestione dell'odio razziale ci sono, ed il paragone non finisce qui. Per circa 37 minuti siamo negli Stati Uniti della Guerra di Secessione, nel Sud, dove il bianco è padrone ed il nero è schiavo alla sua mercé. E lo è in maniera cruda, spietata: non solo lavora nei campi di cotone, ma viene ucciso a sangue freddo, torturato, seviziato e messo a tacere. Non può neanche parlare senza il permesso del Padrone. Ingiusto ed orribile, inaccettabile, ma messo lì perchè tanto è il passato. E la storia la conosciamo tutti, non c'è neanche bisogno di andare tanto lontano nello spazio e nel tempo. In contrapposizione a ciò che ci viene mostrato, una musica di sottofondo che richiama in qualche modo pellicole horror o misteriose. Poi, dopo 37 minuti, lo squillo di un cellulare ci riporta alla realtà, al presente, ai giorni d'oggi. Un lungo sogno quindi che richiama un passato buio che non dovrebbe mai più tornare. La pellicola si fa abbastanza interessante, anche se i due periodi rischiano di intrecciarsi e temevo in una sorta di mix fantastico o esoterico o roba simile (preannunciato un po' dalla musica iniziale), ma tutto si risolve abbastanza bene con un incubo, questa volta reale che fa presagire le migliori intenzioni di ciò che potrebbe essere un thriller horror. Poi vabbeh, il terzo tempo non tiene affatto, e rovina praticamente tutto. Ma in potenza c'era qualcosa di buono.

mercoledì 7 aprile 2021

Juventus 2 - Napoli 1

 

Risultato abbastanza bugiardo, visto che quello corretto avrebbe dovuto essere questo sacrosanto 3 - 0 rifilato ai napoletani, quando hanno deciso di non venire a Torino. Ma va bene lo stesso: era il o dentro o fuori di cui si parlava in questi giorni visti i pessimi risultati stagionali della Juventus. Per adesso dentro. Meritatamente, se guardiamo questa partita, in cui probabilmente abbiamo giocato il miglior primo tempo del 2021 e ci prendiamo caparbiamente il terzo posto ad un solo punto di distacco dal Milan. Ora ci attendo una serie di partite non semplici, ma in cui la Juve deve tirare fuori gli artigli, per cercare di arginare almeno in parte la sequela di negatività che ha contraddistinto questo campionato. I giochi per secondo, terzo e quarto posto sono ancora in essere e Ronaldo, Chiesa e questa sera anche l'entrata di Dybala fanno ben sperare. E' bene che qualcun altro resti fuori dalla corsa Champions. E ogni tanto lascerei qualche partita in più al buon vecchio Buffon, che quando c'è si fa sentire. Ancora.

E Johnny Prese Il Fucile (1971)

 

Regia: Dalton Trumbo
Anno: 1971
Titolo originale: Johnny Got His Gun
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.9)
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SOS... Aiuto...SOS... Aiuto... Anche qui c'è lo zampino di Tarabusino, che consiglia ed io (e)seguo. Dalla penna e dalla regia (solo per questa volta) di Dalton Trumbo esce un film decisamente particolare, ricco e di forti significati e con una visione che passa dalla guerra fino ad arrivare all'esistenza dell'essere umano, toccando temi come anche la medicina, la scienza e la religione. La fotografia segue ben due binari distinti: quello reale raccontato con un bianco e nero coadiuvato, per i dialoghi, essenzialmente dalla voce fuori campo del protagonista che espone i propri pensieri, mentre a colori abbiamo i ricordi onirici che si mischiano ai sogni e confondono la realtà. Intenso e crudo, anche se a mio avviso la situazione di immobilismo, mancanza di dolore e annichilimento di ogni senso, avrebbero potuto essere presentate con maggiore enfasi e terrore da parte del malcapitato che comunque in maniera spesso anche ludica riesce ad elaborare pensieri concreti invece di cadere nell'oblio e nella pazzia. Questo serve ovviamente alla sceneggiatura per poter gettare le basi sugli elementi e sugli argomenti che si vogliono trattare. E' un viaggio interiore votato alla nuove scoperte, all'apprezzare le piccole cose come un raggio di sole (che non può essere visto, ma che scalda) o al reprimere le paure riguardanti la noia costante e la propria condizione incapace di comunicare con il mondo esterno. Che neanche è detto che esista per il protagonista. Potrebbe essere un incubo, uno stato comatoso prolungato o persino la morte e l'inferno. Un mix tra le accuse alle barbarie della Guerra ed un inno alla Vita che non sempre però viene accettata in quanto prigione dei pensieri, anche quando un corpo fisicamente non è in grado di rispondere. Altra nota importante, che non conoscevo, prima di aver visto il film, ma che per me è interessante e si è rivelata emozionante: il video One dei Metallica, già visto decine e decine di volte in passato si ispira proprio a questo film.



lunedì 5 aprile 2021

The Big Bang Theory [Stagione 10]

 

Anno: 2016 - 2017
Stagione:  10
Titolo originale: The Big Bang Theory
Numero episodi: 24
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Questa decima stagione è ricca di grandi avvenimenti e cambiamenti: legati per lo più al fatto che i protagonisti crescono e diventano per così dire adulti. Dopo dieci anni è tutto abbastanza normale e la direzione intrapresa era già iniziata, lentamente ed a piccole dosi, già in altre stagioni più vecchie. Per una commedia divertente, esilarante, spesso ai limiti dell'assurdo è difficile potersi destreggiare con la realtà dei fatti, ovvero appunto con i protagonisti che devono per forza crescere. Non farlo rischia di dover vedere concludere la serie anticipatamente, prima che risulti troppo ripetitiva (con questa siamo a 240 episodi eh, mica noccioline) o con puntate slegate dal resto. La direzione da prendere è quindi stata un'altra: quella di far crescere i personaggi con il pubblico. Ed ecco così fidanzamenti, matrimoni, nuovi lavori, figli... Diciamo che il tutto regge ancora bene nonostante le bizzarrie a cui siamo tanto abituati e che per fortuna almeno al momento non sembrano abbandonarci.

Pasquetta delle streghe

 

Pasqua e Pasquetta con chi vuoi... La scorsa, in pieno lockdown, quello truce e liberticida in cui se uscivi di casa potevano spararti, non ricordo cosa feci, probabilmente a guardare film su film. Quest'anno invece ci hanno permesso di muoverci, non solo fisicamente, ma anche nei meandri dei DPCM e delle leggi che regolamentano la nostra vita ormai. Così, nel pieno rispetto di ciò che mi è consentito fare, mi sono mosso. Credevo, sinceramente speravo, di trovare un bel traffico, ma niente. Ho anche avuto il timore di essere finito dentro ad una sorta di universo parallelo, post apocalittico. Ripensandoci però la realtà non si discosta molto. Un po' meglio arrivato a destinazione, con gente a fare sport o attività motoria che per quanto ne so era lì rispettando le dovute distanze, con mascherine, nessun assembramento ed all'aria aperta. Leggendo invece qualche commento, in realtà troppi, sui social ho visto che in tutto il resto della Toscana pare ci siano stati avvistamenti mastodontici di cittadini irrispettosi della legge, che si sono riuniti al sole (ovvio, in queste Pasquette non piove neanche una goccia) facendo di tutto e di più. Le segnalazioni provengono tutte da sedicenti persone che se ne stanno chiuse tra le quattro mura e che battono furiosamente, con la bava alla bocca (che purtroppo aiuta a diffondere il virus), sulle tastiere dei propri computer, ormai fusi per DAD e smartworking vari. Il binocolo posato lì sul tavolo, accanto al distintivo ed al manganello, che ci ricordano quanto sia riprovevole uscire (nonostante sia permesso) e che auspicherebbero un bel ritorno alla caccia alle streghe. Buon per loro, che sono probabilmente interdetti e non capiscono un cazzo.

domenica 4 aprile 2021

GNU #0.6: anello classico del Promontorio

 

Se dalle parti di MolotovKiki c'è chi chiude l'accesso alle spiagge e chi addirittura vorrebbe far pagare per avere il numero chiuso, la decisione qui è semplice: per fare attività sportiva in quel di Pasqua è meglio il Promontorio di Piombino. Libero, accessibile, soleggiato e selvaggio quanto basta per sessioni primaverili di sgambatelle. Giro classico questa volta essenzialmente per alleggerire il carico fatto ieri, ma comunque impegnativo e decisamente oltre il magnifico. Partenza da Calamoresca lungo la via dei Cavalleggeri, sosta rilassante (yoga sportivo) a cala San Quirico ed a Buca delle Fate (yoga sportivo bis) con ritorno dal crinale. Causa un po' di stanchezza e voglia di tornare a casa a poltrire sul divano (sindrome da zona rossa), niente piccola deviazione su Monte Massoncello. Sarà per la prossima. Buona Pasqua a quasi tutti.

sabato 3 aprile 2021

Torino 2 - Juventus 2

 

Scampata per un pelo la seconda sconfitta consecutiva, e per giunta contro due squadre che lottano per la salvezza. Questo dice tutto. In una giornata sulla carta favorevole riusciamo addirittura a perdere posizioni in Campionato ed in questo istante siamo quinti, fuori quindi anche dalla Champions. L'imbarazzo del centrocampo è totale, così impalpabile che già da casa sai che i giocatori guardano la propria porta ed è automatico sapere a chi passeranno il pallone. Quando non sbagliano. I minuti iniziali, specialmente per demerito degli avversari, potevano farci sperare in un andamento ben diverso, e così dopo la rete di Chiesa che firma il nostro vantaggio. Poi però tutto cambia, con una serie continua si sviste, errori, disattenzioni. Una scena da horror combinata da Danilo e il Polacco regala il pareggio dal quale non riusciamo più a sfuggire, per poi essere ripetuta con Kulo e sempre il nostro portiere come protagonista dei Razzie Awards. Una partita importante da vincere, senza che ci sia stato nemmeno mezzo segnale di volerlo fare.

GNU #0.5: accorgimenti sul Promontorio di Piombino

 

Sport si può fare? Andare a trovare altre persone all'interno della regione si può fare? Sì, in entrambi i casi. Giusto per puntualizzare eventuali rotture di palle da parte degli sceriffetti codardi che spippolano dal divano. Oggi abbiamo definito la parte finale di quello che per me sarà il Grande Anello del Promontorio. Per una questione logistica, ma soprattutto per evitare l'inesistente folla che credevo di incontrare in zona Calamoresca, siam partiti da Montemazzano dietro l'ospedale in direzione Birillino. Questo tratto non sarà presente nella mia escursione ed è l'unico pezzo che non fa parte dell'anello fatto oggi. Arriviamo alla Sedia quindi non dai Diaccioni (come invece al ritorno) ed inizia così il tratto dell'anello che poi riprenderò in futuro, per la seconda parte del mio progetto. Da qui quindi al cancello e poi in direzione nord per svoltare alla deviazione che ci porta alla tomba del Lupi, per poi collegarci al crinale per il breve tratto che ci porta a Campo alla Sughera. Nuovamente in parallelo, abbandonando il crinale per prendere la deviazione per i Due Mari e scendere fino in fondo quasi a toccare il centro del Parco Archeologico di Baratti. Ma prima, altra deviazione, già provata negli scorsi sopralluoghi per arrivare al Labirinto dal basso e svoltare dietro la chiesetta di San Quirico per la strada che porta in prossimità del Reciso. Da questo punto un tragitto più canonico che ci vede tornare dritti sul crinale, passare questa volta la chiesetta e svoltare successivamente per il Monastero e proseguire verso la via dei Cavalleggeri. In tempo per dare (involontariamente) un'indicazione sbagliata ad altri sportivi che volevano raggiungere Buca delle Fate e arrivare a Fosso alla Canne. Due schizzi di pioggia, come al solito una volta lì, poi il sentiero 304 che ricollega la via dei Cavalleggeri con il Crinale e da lì, campo del Mariti, Diaccioni e l'ultima prova finale con la Sedia in salita per il ritorno.

venerdì 2 aprile 2021

L'Ora Più Buia (2017)

 
Regia: Joe Wright
Anno: 2017
Titolo originale: Darkest Hour
Voto e recensione: 6/10
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Ci sono diversi modi per raccontare una stessa storia. Lo si può fare con molti mezzi differenti, come la narrazione, la poesia, la scrittura, la musica, il cinema e così via. Ed anche all'interno dello stesso mezzo, il modo in cui si usa tale strumento può variare moltissimo. Guardando L'Ora Più Buia mi è venuto naturale ricollegarlo a Dunkirk (visto più di tre anni fa): hanno ovviamente in comune "la storia", anche se non la trama, e curiosamente sono entrambi usciti nel 2017. Altrettanto ovvio però è che si tratta di due pellicole profondamente differenti l'una dall'altra, questo perchè all'interno della medesima storia possono esserci numerose sfaccettature e punti di vista che scorrono in parallelo, che si intrecciano, che partono da più lontano o si svolgono nel medesimo istante. In questo film abbiamo una visione decisamente più intima e politica che riguarda alcune azioni, o per meglio dire decisioni, prese da Winston Churchill nel maggio del 1940. Abbiamo quindi la visione della guerra vista dall'alto, dalle stanze del potere, in cui regnano comunque sentimenti umani quali rabbia e paura e lo si fa dando un'importanza strategica (per l'economia stessa del film s'intende) alla parola, al dialogo ed all'arte della diplomazia, mettendo invece da parte le opzioni di racconto che prevedono azione e dinamismo. Con Darkest Hour, Joe Wright, grazie anche ad un Gary Oldman che difficilmente può non essere strepitoso, riesce ad intrattenere, forse anche romanzando in maniera eccessiva la figura, ed a tenere lo spettatore con il fiato sospeso. Il trucco qui è pendere dalle labbra di una figura politicamente e diplomaticamente imponente, che riesce a non mostrarci mai la guerra, se non in pochi e rapidi attimi che paiano distanti ed intangibili. L'arte della dialettica in questo preciso frangente è stata davvero fondamentale per il proseguo della Storia, quella con la S maiuscola, che tutti noi conosciamo e lo spettatore è messo anche di fronte al fatto che sarebbe bastato poco, pochissimo, anche una parola fuori posto, un bicchiere di troppo, una titubanza non richiesta, affinchè tutto potesse cambiare. Senza l'arte di quei discorsi, al Governo, al Parlamento, al popolo inglese, magari adesso per colpa di quell'imbianchino neanche potrei scrivere su VER, quindi ecco un film che si concentra, per una storia che ha fatto la Storia, sul potere della parola. Che in questo caso, sempre in maniera romanzata, ha risvegliato l'orgoglio di un popolo, ma soprattutto dei suoi politici. Il risultato poi lo conosceremo meglio anche grazie appunto a  Dunkirk

giovedì 1 aprile 2021

Sei Donne Per L'Assassino (1964)

 
Regia: Mario Bava
Anno: 1964
Titolo originale: Sei Donne Per L'Assassino
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (7.2)
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Il mio sensei cinematografico, Tarabusino, se ne è uscito con questo consiglio cinematografico che è stato davvero ben gradito e recepito da me, suo fido seguace. Non scordiamo che siamo nel 1964: questo thriller dalle tinte scure come quelle dell'assassino che miete le proprie vittime con ferocia sadica, è un caposaldo del cinema italiano, ma non solo. Oltre che gettare le basi per il giallo nostrano, non sono pochi i registi futuri che lo hanno preso come esempio. Visto che mi è piaciuto parecchio, ho anche cercato qualche altra informazione in giro e si può passare per Dario Argento, come per Almodovar ed anche Quentin Tarantino. Non è un caso infatti che riesce allo stesso tempo a colpire l'occhio dello spettatore sia per come è girato, sia per i tanti elementi che adesso, a distanza di quasi sessant'anni risultano "già visti". Per forza: questo come tanti altri lavori che possono essere considerati apripista vengono presi come esempio o come fonte di ispirazione, così che nel 2021 ci siamo già assuefatti a determinate dinamiche. Oltre agli elementi che contraddistinguono la trama, però sono da sottolineare le riprese e la fotografia, che indugia ora sugli sguardi di alcuni protagonisti, poi su alcuni elementi, poi ancora vira sull'atrocità dei delitti e sulle movenze dell'assassino. La trama potrà anche essere forse semplice ed arrangiata su alcuni aspetti, per far spazio al colpo di scena sapientemente orchestrato, oppure sbrigativa in alcuni dialoghi e per quanto riguarda la parte investigativa, ma le atmosfere cupe e pure un tantino gotiche riescono a dipingere il contesto dell'alta borghesia e delle bellissime donne che cadono una dietro l'altra, uccise sempre con metodologie differenti. Non è infatti tanto la storia in sè, quanto la messa in opera di questa, che un po' come le luci e le ombre, un po' con la camera che si focalizza sugli strumenti di morte (o tortura) riesce sempre a catturare il nostro sguardo che segue la perversione dell'assassino.

mercoledì 31 marzo 2021

Dietro I Suoi Occhi [Stagione 1]

 
Anno: 2021
Titolo originale: Behind Her Eyes
Numero episodi: 6
Stagione: 1
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Se siete capitati su VER, ma non avete ancora visto questa mini serie ed in più avete voglia di guardarla, fermatevi immediatamente, perchè farò spoiler. In soli sei episodi gli autori riescono allo stesso tempo a catturare l'interesse dello spettatore per poi calpestarlo e distruggerlo.  I primi tre episodi infatti vedono i tre personaggi principali muoversi in quello che sembra essere un thriller a tutti gli effetti, con l'aggiunta piccante di un triangolo amoroso, in cui cerchiamo di carpire segreti dal passato e motivazioni per quanto riguarda alcuni comportamenti ambigui. Interessante, con un ritmo forse un po' lento se pensiamo che la stagione è unica e dura soltanto sei puntate, ma con un po' di curiosità ci facciamo trasportare. Già nel quarto episodio, brevemente, succede un qualcosa di inaspettato, che mi ha fatto storcere il naso: una sorta di sfocatura con lucine... Mhhh... Qui marca male. Poi dalla quinta si cambia totalmente genere entrando nel fantastico con punte di paranormale. Infine nell'ultima, abbiamo una sconvolgente (negativo ovviamente) entrata a gamba tesa per i colpi di scena. Non richiesti peraltro. Che tramutano tutto ciò che abbiamo visto precedentemente in una inutile e lunga introduzione. La soluzione, che ci può anche stare, è però troppo fuori corda per come la trama era partita. Un sistema astuto, ma a mio avviso controproducente per portare avanti una serie TV, sia anche breve ed a stagione unica.

lunedì 29 marzo 2021

Blow (2001)


 Regia: Ted Demme
Anno: 2001
Titolo originale: Blow
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.6)
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Deh c'avevo gran voglia di riguardarlo ed eccolo lì bello pronto su Netflix. In realtà ero partito con il pensiero di K-Pax, ma poi per associazione di idee sono arrivato a Blow, basato sulla vera (sic.) storia di George Jung, un criminale legato al narcotraffico negli anni settanta ed ottanta. Nostalgicamente mi era sembrato un film potente da ogni punto di vista, non che mi dispiaccia adesso, ma sicuramente non mi ha attirato come la prima volta che lo vidi. Forse con il passare degli anni, ho avuto modo di guardare un numero maggiore di pellicole, anche legate sul tema, e la "favola" del ragazzo di provincia che si fa sè e spacca il mondo, mi è risultata questa volta decisamente troppo romanzata e focalizzata in un racconto puramente dal punto di vista del protagonista. Jung, nonostante l'affresco cinematografico di cui fa parte, è stato un uomo scaltro ed ingegnoso, ma come si intuisce pure dal finale amaro, non ha saputo gestire le proprie debolezze e l'avidità che lo hanno contraddistinto. Come storia però abbiamo un qualcosa che riesce ad attrarre lo spettatore, il ritmo è sempre ben dosato senza che si abbiano cali che portano alla noia, pure in quelle parti che fungono da collante ad alcuni salti temporali. Con la voce fuori campo che racconta, abbiamo quel sapore un po' falso che sa di testamento e confessione, ma la trama ripercorre i suoi primi anni di successo che lo portano ad un picco sensazionale di ricchezza e notorietà fino a discendere vertiginosamente agli anni che passa in pigione, tradito ed abbandonato da tutti. Bella comunque la carrellata tra usi e costumi di una certa parte degli States tra fine anni sessanta e metà degli anni ottanta, con Johnny Depp in grande spolvero, un Ray Liotta davvero nella parte ed una Penelope Cruz che qui purtroppo sembra parecchio messa in ombra dalla particina che deve seguire.

domenica 28 marzo 2021

GNU #0.4: Baratti - Fabbricciane - Stazione di Populonia

 

Prendo spunto, anzi la copio letteralmente, per questa traccia da un percorso che mi manda il Forma, noto camminatore della zona. Così prendo anche dimestichezza con alcuni strumenti. Lui infatti utilizza Google Earth, io altri prodotti come Wikiloc. Converto il suo formato in gpx e posso vedere così i dati relativi alla lunghezza ed il suo posizionamento sulla mappa. Invece che utilizzare il suo punto di partenza io comincio da Baratti, in zona Demos. Mi butto per il Pratone e la Pineta per poi attraversare la Fabbricciane. Da qui attraverso all'altezza del Bullit e proseguo fino a raggiungere un vecchio tracciato (purtroppo con erba alta e qualche rovo) che resta parallelo alla ferrovia che da Fiorentina raggiunge la piccola stazione di Populonia. Questa. ha una storia molto antica che risale e due secoli fa: era infatti il 1879 quando decisero il collegamento dell'attuale Campiglia Marittima - Piombino passando per la Tenuta di Poggio all'Agnello che entrò in attività nel 1892 con i suoi 14 km. Da Populonia Stazione rientro quindi a Baratti e termino questo breve circuito.


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Il Giorno Sbagliato (2020)

 

Regia: Derrick Borte
Anno: 2020
Titolo originale: Unhinged
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (6.0)
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Poteva essere una rivisitazione in chiave  moderna di Un Giorno Di Ordinaria Follia, invece le similitudini sono minime e per niente di tipo sociale.  C'è sì, quel leggero richiamo all'uomo che non ce la fa più e sbotta, ma il tutto risulta fine ad una violenza sempre maggiore e spesso insensata. Se il protagonista, Russell Crow, imbottito di psicofarmaci o devastato dalla separazione con al moglie, non regge mentalmente e dà di matto, può venirne fuori un interessante spaccato sulla rabbia incontrollata, ma ci sono numerose scene che veramente non so come facciano a tenere in piedi il film. Manca un vero e proprio senso di realismo di fronte a determinati avvenimenti che puzzano incredibilmente di forzatura per gestire una trama che perde troppo sulla parte iniziale per mostrarci i protagonisti. Le premesse vanno in un verso, tutto il resto in un altro. E questo è un male. Perchè la psiche del protagonista cattivo non può riguardare la gestione della rabbia nel traffico cittadino. Il pazzo che ti insegue per le strade lo abbiamo già apprezzato in Duel, ma anche qui cogliere spunti di paragone resta assolutamente fuorviante: la violenza di Crow è ineccepibile e si muove in maniera improbabile seguendo indirizzi e facendo a pezzi tutto e tutti, grazie anche alla sua mole degna di nota. E' una sorta di thriller a tutti gli effetti con il chiaro intento di evidenziare il fatto che non sai mai chi puoi trovarti davanti (sia al volante, ma mi vengono in mente anche flame e trollate sui social). Premesse ed aspettative c'erano tutte quante: risulta eccessivo nello svolgimento e nel modus in cui l'automobilista impazzito dichiara di intraprendere una guerra personale contro la donna che ha osato suonargli il clacson e vede in lei (anch'essa con problemi legati al divorzio) la fonte dei propri guai. Dovrà farla pagare a lei, ma anche a tutti i suoi cari, prendendo così un binario totalmente differente da quello iniziale. Tra le note positive Crowe mi è piaciuto particolarmente in questa sua nuova veste massicciamente inquietante. Nonmale anche nel finale la cover di (Don't Fear) The Reaper.

sabato 27 marzo 2021

Mini Fisto Trek #7


 Era dal mese scorso che non partivamo con una missione per Mini Fisto Trek, ma ci siamo ritrovati, armati di voglia esplorativa e siamo partiti. Questa volta il tracciato lo ho ideato soltanto a grandi linee, non conoscendo esattamente lunghezza ed alcune parti. Una sorta di piccolo sopralluogo inserito in una escursione programmata insomma, senza allertare nessuno. Questa volta ho anche deciso di abbandonare il mio fidato Wikiloc (scelta sbagliatissima) in favore del nuovo e più completo OsmAnd. La gestione della mappe e della sentieristica, appoggiandosi a OpenStreetMap è senza eguali. Esperienza davvero completa per studiare nuovi percorsi. Peccato che non abbia capito come registrare interamente una traccia. Poco male, lo utilizzerò solo come gestore delle mappe e navigatore in combo con il buon vecchio Wikiloc. Comunque il tragitto fatto oggi, che dovrebbe aggirarsi sui 15/18 km è il seguente:

- Partenza dai Diaccioni verso il campo del Mariti
- Intrufolamento verso i sentieri alla nostra destra (inesplorati, ma secondo me non da fare) per raggiungere la tomba del Lupi
- Arrivo a campo alla sughera e prendendo deviazione per tenere sempre il crinale sulla sinistra
- Passaggio per un anello che scende da zona i due mari e risale per percorso da mountain bike
- Arrivo alla chiesina di San Quirico per poi ridiscendere verso il labirinto 
- Arrivo al Parco archeologico di Baratti e sosta pranzo alla Baracchina
- Ritorno passando dal sotto Sedia e arrivo definitivo ai Diaccioni

Violent Cop (1989)

 
Regia: Takeshi Kitano
Anno: 1989
Titolo originale: Sono Otoko, Kyobo Ni Tzuki (その男、凶暴につき)
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.2)
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Violent Cop è una delle risposte giapponesi, di fine anni ottanta, alla figura dell'Ispettore Callaghan americano, ed anche un pochetto ai poliziotteschi italiani ed è il primo lungometraggio di Takeshi Kitano. Si presenta veramente nel migliore dei modi, perchè nonostante alcune similitudini con determinati personaggi già visti al cinema dai metodi sbrigativi e spesso scellerati, riesce ad aggiungere elementi propri. Una prima parte più riflessiva e se vogliamo sociale, evidenzia la vita border line del poliziotto sociopatico Azuma, mentre la seconda, sicuramente di maggiore impatto ha tinte decisamente più crude e violenze che si mostrano in un crescendo che sottolinea il malessere del personaggio ("Qui sono tutti impazziti"). Schiaffi a ripetizione, primi piani sul volto che pian piano diviene tumefatto, inquadrature spesso caotiche su inseguimenti e scazzottate, ma anche su camminate lunghe che collegano scene ed avvenimenti differenti: Kitano non si limita a mostrare la violenza del proprio personaggio (che oltre a dirigere, ne prende le parti come attore protagonista), ma lo inserisce in un contesto di degrado urbano ed umano. E' infatti un poliziotto che va oltre le righe, vittima del gioco d'azzardo e della propria ira, in contrasto con i colleghi e con i superiori, ma che, come ogni buon anti eroe che si rispetti, non scende a compromessi con la malavita. Decisamente una buona pellicola per iniziare a capire questo regista ed il suo modo di fare cinema.

venerdì 26 marzo 2021

Amadeus (1984)

 
Regia: Milos Forman
Anno: 1984
Titolo originale: Amadeus
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (8.3)
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Film:
Ho sempre creduto di ritrovarmi un po' in quel motivo di Battiato per cui a Beethoven e Sinatra preferisce l'insalata, che ha più calorie. E per me Mozart rientra un po' lì, in quella zona culturale che non solo non mi è propria, ma considero anche noiosa. Un film quindi, in costume, prevalentemente musicale e concentrato sulla vita di Mozart e Salieri (che ho sentito dire qualche volta e sicuramente per sbaglio) non credevo mi sarebbe piaciuto così tanto. Tre ore di piacevole incanto che non si riducono ad una trama decisamente ben messa e ad una colonna sonora senza eguali, ma anche e soprattutto a quell'aria di racconto (probabilmente romanzato) che non puzza certo di biografia, ma si inserisce in un contesto in cui costumi, fotografia e montaggio risultano elementi che fanno parte di una stessa armonica sinfonia, anzi opera. La pellicola è elegante, divertente, drammatica al tempo stesso: geniale come il Mozart stravagante (e chi se lo immaginava così?) della trama e profondamente intrigante come la figura dell'invidioso, ma talentuoso Salieri. Non certamente una pellicola mediocre infatti, in cui ogni tassello è perfettamente calibrato con tutto il resto.

Edizione: bluray
Director's cut con circa venti minuti di scene aggiunte che portano il totale a 3 ore. Bella la resa video e la traccia in Dolby Digital 5.1 per l'italiano è ben riempita. Gli extra:
  • Trailer
  • Commento audio
  • Making of (1 ora e 1 minuto)

mercoledì 24 marzo 2021

Kyashan - La rinascita (2004)

 

Regia: Kazuaki Kiriya
Anno: 2004
Titolo originale: Casshern (キャシャーン)
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.1)
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Film:
Non c'ho capito praticamente nulla. Non ho mai visto la serie animata degli anni settanta a cui si ispira. Non solo si ispira, si fonde, in live action misto a tecniche da disegno, che possono sembrare strane, ma mi hanno colpito in maniera più che positiva. Mi è piaciuto anche, al netto della mia ignoranza sulla trama originale, il mondo fantascientifico e distopico che ne viene fuori: cupo, tecnologico a modo suo quasi ad accarezzare lo steampunk, inquinato, in guerra costante. Elementi davvero interessanti così come anche quelli più abusati, ma sempre in voga, come i robot utilizzati per schiacciare l'umanità o gli stessi scienziati al servizio di una medicina sempre più audace per salvarci dalla morte e per allungare la vita. Grazie anche ai numerosi extra che mi hanno fatto conoscere questo modo vedo però che la storia in oggetto della pellicola si discosta abbastanza nettamente da quella originale, prendendo sì alcuni elementi, ma togliendone altri e sostituendoli. Insomma, la sceneggiatura si limita a prendere spunto: purtroppo ho fato davvero fatica a comprenderne la linearità ed il susseguirsi dei fatti. I temi non sono però da sottovalutare. I dialoghi sono gestiti da quel Cannarsi, non sempre apprezzato per una sorta di utilizzo di termini arcaici, epici e molte volte inadatti. In questo contesto, da ignorante in materia, sono sì fastidiosi, ma possono anche starci. Tecnicamente, nonostante sia palese il budget non all'altezza delle grandi produzioni, gli effetti visivi, con anche scelte cromatiche differenti ed utilizzo incessante del disegno (misto a CGI?) in pieno contrasto con le parte girate live. Il risultato a mio avviso è molto originale e piacevole. La colonna sonora è decisamente grandiosa nella sua epicità.

Edizione: bluray
Qualità davvero eccellente sia per il video che per la traccia audio in DTS HD MA 5.1 e numerosi extra:
  • Interviste al cast (34 minuti)
  • Scene tagliate con il commento del regista (13 minuti)
  • La serie animata (trailer, schede testuali sui personaggi, galleria fotografica, sigla di testa)
  • 2 trailer, 1 teaser, 1 spot TV
  • Poster
  • Galleria fotografica

lunedì 22 marzo 2021

L'Ultima Ora (2018)

 
Regia: Sebastien Marnier
Anno: 2018
Titolo originale: L'Heure De La Sortie
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (6.5)
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Inizia così bene che ero abbastanza gasato. I ragazzini sono decisamente inquietanti e per un supplente non è certo facile legare con loro soprattutto se sono anche dotati intellettualmente oltre la media. Tutto all'inizio lascia presagire che sia un'opera intrigante e misteriosa. Poi ti accorgi che sono stati inseriti elementi con il solo ed esclusivo scopo di renderla tale, ma che risultano insensati o incompleti o senza una corretta distribuzione all'interno della trama. A partire dal suicidio del professore di ruolo passando per le telefonate nella notte e per i sogni che c'entrano veramente zero e creano confusione. I comportamenti fuori luogo degli ecoterroristi in erba ci possono stare alla grande e l'intreccio si presenta in maniera piacevole soprattutto grazie alla figura del protagonista, che sembra però essere l'unico dotato di un raziocinio. E' l'unico che porta avanti un'indagine abbastanza chiara ed esaustiva del malessere di questi suoi allievi, ma sembra anche lottare contro un muro di gomma. Per quanto riguarda i ragazzini, odiosi, apatici, disillusi e senza un futuro appare veramente strano, anche una volta terminato il film, il loro atteggiamento che appunto è evidenziato solo per rendere ancora più accattivante la trama. A conti fatti, di sorprendente non c'è proprio nulla, se non lo sguardo verso quei temi ambientali che a mio avviso dovrebbero essere visti con maggiore attenzione.

Widows - Identità Criminale (2018)

 

Regia: Steve McQueen
Anno: 2018
Titolo originale: Widows
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.9)
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Questo Widows mi ha convinto a metà. C'è un bel cast, (Viola Davis, Michelle Rodriguez, Colin Farrell, Robert Duval, Liam Neeson...) ed anche una buona sceneggiatura votata non solo all'azione. Però ho trovato la trama anche molto forzata sia sugli aspetti sociali sia sul percorso abbastanza irreale che queste vedove, praticamente dal nulla e senza alcuna esperienza, vogliono intraprendere. Ci sono le motivazioni certamente, ma non basta volere una cosa per poterla fare in maniera impeccabile. Se trovo lo schema di uno smartphone, anche riuscendo a procurarmi tutti i componenti non sarei certo in grado di montarlo e farlo funzionare. Non mancano d'altra parte gli spunti interessanti e la psicologica delle donne è ben studiata andando anche a pescare in alcune minoranze: quella di colore, la latina e l'immigrata polacca. La figura interpretata da Vola Davis comunque mi ricorda troppo la Keating de Le Regole Del Delitto Perfetto: le similitudini non sono poche, e non penso sia un caso. Lo scenario è abbastanza vario e complesso tanto che scopro in seguito, essere basato su un paio di serie TV di decenni fa che sicuramente avranno avuto più margine rispetto ai tempi di un film.

domenica 21 marzo 2021

Juventus 0 - Benevento 1

 

In casa. Contro il Benevento. Praticamente una domenica pomeriggio all'insegna dell'horror. Non solo per il risultato, ma per come è venuto fuori. In teoria essendo già fuori dalla lotta scudetto non dovrebbe essere un risultato che fa male ai giocatori, anche se con quella loro faccia da "oh, ma che è successo?" davanti alle TV continuavano a dire di crederci. Bugiardi, diobono. La Juventus resta quella con la migliore difesa del campionato, eppure tutte reti prese sono di una pesantezze enorme che invalidano la regola non scritta (e puramente inventata) per cui con la miglior difesa si vince: non è il problema della ripartenza dal basso, che ovviamente non riesce neanche contro le ultime in classifica, ma è proprio l'impossibilità di creare e rendersi pericolosi che fa sì di essere a distanze siderali dai posti che contano. E dopo nove anni a vincere il campionato, in posti che contano sono soltanto due: il primo ed il secondo in lotta con il primo. Gli altri sono per chi non può lottare e per chi non ci crede. Ecco, questi, anche se raccontano diversamente, non ci hanno mai creduto.

GNU #0.3: trovato il Labirinto

 

Il sopralluogo di ieri aveva portato in dote la possibilità di scegliere un percorso che dalla Chiesetta di San Quirico si potesse ricollegare al Parco Archeologico di Baratti. Era abbastanza ovvio, ma scegliere la strada migliore non sempre è una cosa immediata. Purtroppo non ho potuto verificare alcune deviazioni per andare a scoprire "il Labirinto", ma l'ho opzionato per questa mattina. Girello semplice con partenza dal basso, passando quindi da Parco e muovendomi in senso orario: il senso invece sarà al contrario per il giro che vorrò fare su tutto il Promontorio. In questo modo così si eviteranno le salite impegnative su stradelli molto stretti, utilizzati per lo più dai bikers. Questo labirinto non è certo un luogo in cui ci si può perdere, ma è carino come idea, e ben curato, più accessibile di quanto si pensi. Trovato praticamente per caso, studiando la mappa dal satellite, fino a poche settimane fa non sapevo della sua esistenza, ma non è certo un posto segreto. Poco dopo il Casone di Baratti trovo un ragazzo in bicicletta:

- Ciao Jack, a camminare?
- Eh sì, una sgambatella ogni tanto: voglio trovare quel coso che dall'alto sembra tipo un labirinto
- Ah, vai al Labirinto
- Si chiama così?
- Certo, sembra un labirinto e quindi si chiama il Labirinto.

Bene, comunque adesso lo ho trovato ed ho pure la certezza sul suo nome e come già annunciato verrà inserito come tappa dell'anello che voglio fare.

Aggiornamento Telegram 7.6.0

 

Continuano gli aggiornamenti di Telegram, arrivato adesso alla versione 7.6.0 per Android (ricordo che seguendo il prossimo link è possibile unirsi al canale Telegram di Vomito Ergo Rum). Per chi volesse approfondire può seguire il blog ufficiale, mentre ecco il riassunto delle novità che ci aspettano: 

Milioni di ascoltatori contemporaneamente
• Avvia chat vocali senza limiti in gruppi e canali.
•  Ospita discussioni che possono essere ascoltate da milioni di persone contemporaneamente.

Registrazione chat vocali
• Registra le chat vocali per condividerle o pubblicarle nei Canali in seguito.
• Scopri se una chat viene registrata tramite il punto rosso accanto al titolo.

Elenco dei partecipanti migliorato
• Visualizza il testo della bio degli utenti direttamente dalla lista dei partecipanti.
• Alza la mano per mostrare agli amministratori che vuoi parlare.

Strumenti per gli organizzatori
• Crea link d'invito separati per la chat vocale per ascoltatori o speaker.
• Cambia il titolo della tua Chat Vocale per dare alle persone un'idea dell'argomento della chat.
• Partecipa alle Chat Vocali come uno dei tuoi Canali per nascondere il tuo account personale.
 
Impostazioni azione di scorrimento
• Scegli quale azione eseguire quando scorri a sinistra su una chat nella lista chat: Blocca, Segna come letto, Archivia, Silenzia o Elimina.

sabato 20 marzo 2021

The Big Bang Theory [Stagione 9]

 

Anno: 2015 - 2016
Stagione:  9
Titolo originale: The Big Bang Theory
Numero episodi: 24
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L'ottava stagione vista recentemente l'avevo trovata divertente, ma senza che fosse la fine del mondo. Anche questa non lo è, ma l'ho trovata più accattivante, anche se ogni tanto gli episodi finiscono un po' così senza avere un vero proseguo. Forse il fatto di iniziare a guardarne uno e proseguire ti fa viaggiare sulle ali dell'entusiasmo e non riesci a farne a meno. Ovviamente dopo un numero incredibile di puntate è normale aspettarsi dalla sceneggiatura sia un balzo in avanti (che possa comunque piacere) sia un po' di ripetitività nelle gag. Anche questo può piacere, purchè poi non diventi stantio e noioso. Non è il caso per adesso che ci si possa addormentare sbadigliando: alcune situazioni ridicole sono geniali, anche se ormai in parte simili a quelle già viste. Sicuramente i personaggi crescono, si sposano, fanno sesso, hanno successi lavorativi ed addirittura c'è chi mette su famiglia, ma lo fanno sempre in maniera divertente.
 

GNU #0.2: ancora sopralluoghi sul Promontorio di Piombino

 

Fare sopralluoghi è divertente, ma non sempre semplice. Soprattutto se buoi unire l'utile al dilettevole. Il mio obiettivo in questi numerosi weekend in zona arancione è quello di riuscire a creare un anello sul Promontorio di Piombino che vada oltre i 25 km e cerchi di toccare il meno possibile la via del Crinale. Non che abbia qualcosa di particolare contro questo percorso, ma è tra i più utilizzati in assoluto, quindi credo che le strade alternative meritino maggiore attenzione. Ok anche la via dei Cavalleggeri (che fa parte del mio percorso) è molto usata e traffica, ma è anche la più panoramica e quella attraverso la quale si ha maggiore accesso alle varie cale presenti sul territorio. Quindi la chiusura per il ritorno la vorrei fare possibilmente in maniera quanto più parallela verso est al Crinale cercando di toccare vari punti di interesse. Nei giorni passati ho infatti deciso di comprendere la Sedia, la tomba del Lupi e i Due Mari, senza rinunciare a Campo alla Sughera e la chiesetta di San Quirico. Oggi l'intenzione era quella di  trovare (oltre a divertirmi allungando il percorso e rendendolo panoramico dal Canessa a Buca delle Fate) un raccordo particolare tra il Crinale ed il Parco Archeologico di Baratti (fatto!) passando per ****** (ci riprovo domani, quindi sorpresa) in modo da assemblare poi il tracciato definitivo. Ho trovato però sul percorso altre deviazioni che in un primo momento mi hanno allontano dal mio obiettivo, quindi per non tornare indietro e concludere l'anello mi sono dovuto accontentare. Resta quindi sempre il mistero per me e domani l'approccio sarà differente cercando di fare il tratto incriminato in senso orario che è decisamente meno ambiguo. Spero che venga fuori qualcosa di grandioso.

The Rental (2020)

 

Regia: Dave Franco
Anno: 2020
Titolo originale: The Rental
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (5.7)
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Ogni tanto quando guardi una serie TV su  Prime Video ci sono piccoli trailer pubblicitari che pubblicizzano altri prodotti, questo avviene tra un episodio e l'altro e puoi decidere di saltare e passare oltre. Ieri sono stato "colpito" da quello relativo a The Rental e così ho voluto dargli una possibilità anche se non era previsto. L'idea è accattivante, anche se non proprio originale, ma tutto sommato si fa accettare alla grande. Fa leva in pratica su quelle tipologie di affitto in stile Airbnb ed al pericolo che si può nascondere dietro l'angolo quando trovi un host poco simpatico, magari razzista (forse no) e scorbutico o anche un gruppo di clienti che non rispettano alcune normali e semplici regole (no animali, no droga, no party). Il problema è che tutto sembra una troppo lunga introduzione dal ritmo spesso soporifero i cui non accade veramente niente se non a livello di problemi tra le coppie. I dialoghi prendono il sopravvento sulle situazioni "strane" e nel finale abbiamo oltre ad uno spiegone inutile nei titoli di coda, una sorta di sbrigativa chiusura con morti frettolose. Insomma nella pratica davvero niente di che o che non si sia già visto.

venerdì 19 marzo 2021

The Bye Bye Man (2017)

 
Regia: Stacy Title
Anno: 2017
Titolo originale: The Bye Bye Man
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (4.2)
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Film:
Non credo che  ci fosse la necessità di girare un ennesimo film con il cattivo in stile baubau: il richiamo all'antico ed alla storiella ci può stare, ma lo devi pure saper fare. Ed a livello di soggetto, non tutti sono Stephen King. Prendo lui come esempio perchè sia in ambito letterario che in ambito di trasposizioni cinematografiche è sicuramente il più conosciuto, magari on a tutti piace e pure lui prende spunto da favolette e leggende per spaventare i più piccoli, ma di sicuro lo fa con maggiore successo. Ed andare a ripescare un qualcosa di così abusato e farlo senza inserire nessuna sostanza in quello che a tratti sembra un teen movie, non è certo una scelta felice. Oltre alla sostanza, manca pure una parte di azione che sia slegata dal tormentone dialogato che recitano per non pronunciare il nome dello spaventapasseri vestito da Morte che mieterà un sacco di vittime. Vittime con pochissimo sangue visibile peraltro e nessun accenno di paura. Boh, davvero da passare oltre.

Edizione: bluray
Come sempre capita, versione ben curata della Midnight Factory, con slipcover orizzontale, traccia italiana in DTS HD MA e booklet a colori di 10 pagine. Gli extra:
 
Booklet 
  • La tua mente ti uccide
  • Tra leggenda e realtà
  • Non pensare a lui

Disco:

  •  5 interviste (12 minuti)
  • B-roll (9 minuti)
  • Trailer