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sabato 25 luglio 2026

Elisabetta Vernier - Clipart

 

Autore: Elisabetta Vernier
Anno: 2003
Titolo originale: Clipart
Voto e recensione: 1/5
Pagine: 164
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Trama del libro e quarta di copertina:
Qual è il terribile segreto celato nella clip video che minaccia di distruggere la reputazione di David Xander, il più ammirato uomo d'affari della City, bello come una rockstar e ricco come pochi al mondo? Deve scoprirlo Alexandra Hill, la sua responsabile della sicurezza, in una caccia senza tregua attraverso la Periferia e le Wastelands sulle tracce di un misterioso ricattatore. Intorno a lei si muovono personaggi curiosi e indimenticabili, come Rue la ragazza hacker, gli squinternati Faxer, i nomadi del deserto radioattivo e Candy la bomba sexy.

Commento personale e recensione:
Sono arrivato a "Clipart" di Elisabetta Vernier, romanzo che ha vinto il Premio Italia nel 2004 e che è stato poi riproposto da Delos nella collana Odissea Fantascienza, e devo dire che il cyberpunk, purtroppo, è un genere che invecchia parecchio male. Quello che negli anni novanta o nei primi duemila poteva sembrare originale, oggi rischia di apparire già visto, un po' come capita a certi effetti speciali che al cinema, con il passare del tempo, perdono tutto il loro fascino.

La storia segue Alexandra Hill, guardia del corpo di un ricco uomo d'affari, alle prese con la ricerca di chi lo sta ricattando con un video compromettente, in una città degradata e in un mondo ambientalmente compromesso, tra Periferia e Wastelands. Il problema è che ho trovato la struttura della trama piuttosto acerba e debole, con uno sviluppo che fatica a reggersi su basi solide e che lascia la sensazione di un'impalcatura non del tutto rifinita.

Anche l'ambientazione, che dovrebbe essere il punto di forza di ogni romanzo cyberpunk che si rispetti, qui non brilla: è piena di luoghi comuni già visti e rivisti in decine di altre opere del genere, città degradate, innesti cibernetici, un'estetica che richiama fumetti e manga senza però aggiungere granché di nuovo al filone. Stessa cosa per i personaggi: si percepisce la volontà dell'autrice di dare centralità al mondo femminile, con una protagonista donna e diverse figure femminili attorno a lei, ma il risultato non riesce a essere del tutto convincente, restando personaggi poco strutturati e privi della profondità che avrebbero meritato.

Nel complesso una lettura veloce, ma che non lascia il segno quanto altri titoli della stessa collana.

sabato 4 maggio 2024

Nirvana (1997)

Film poster
 Regia: Gabriele Salvatores
Anno: 1997
Titolo originale: Nirvana
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (6.1)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Ok, Nirvana oggettivamente non è un capolavoro.  E' però un film rarissimo nel suo genere, unico anzi. Una pellicola italiana di fantascienza e non una fantascienza qualsiasi, ma cyberpunk. Davvero difficile per il mainstream nostrano portare avanti un prodotto del genere, ma Salvatores ci è riuscito, utilizzando perlopiù un cast italiano e dandogli un'impronta hollywoodiana, non solo grazie alla presenza pesante di Christopher Lambert, ma anche per scenografie ed effetti speciali, davvero all'avanguardia per l'epoca. E' infatti tra i primi ad utilizzare la CGI in maniera elegante senza che lo spettatore storcesse il naso. Non è più esistito niente del genere, nessuno ci ha più riprovato. Forse, nonostante i buoni risultati in casa nostra, fa paura il silenzio quasi assordante che c'è stato all'estero ed una produzione di questo livello può portare via diversi soldi e non mantenere le scommesse. Probabilmente se Salavoters non avesse vinto l'Oscar pochi anni prima e se dietro non ci fosse stato un visionario come Cecchi Gori, tutto questo non sarebbe stato possibile. Il film ha anche alcuni difetti, soprattutto nella sceneggiatura, troppo complicata e spezzettata per il pubblico, specie per quello di riferimento sia del regista che degli attori coinvolti, come Abatantuono o Bisio o Orlando, legati al mondo commediale o ironica di cinema, teatro e cabaret. Consideriamo inoltre che Nirvana è del 1997, e pur affrontando temi già ampiamente proposti in letteratura da Dick, Sterling o Gibson, il grande pubblico non era avvezzo neanche cinematograficamente a queste cose. Non sto parlando di digiuno totale ovviamente, ma Il Quinto Elemento è dello stesso anno, e questo ha un taglio americanissimo, ed il più famoso di tutti, Matrix aveva ancora da uscire. Insomma è facile pensare che Nirvana non venga mai in mente come prodotto di riferimento per il cyberpunk, ma è anche vero che oltre ad essere stato un discreto prodotto per questo genere, non certo amato da tutti, lo è stato in maniera del tutto differente dagli altri.

Edizione: bluray
Mi pare che quando la CG propose la versione 4K con libro di questo film non partecipai inizialmente, insieme a tanti altri per il costo a mio avviso esagerato e che questa non raggiunse infatti l'obiettivo. Fu poi riproposta in doppia versione: affiancata a quella ci fu questa con solo disco bluray restaurata, che ebbe invece successo (esiste anche l'altra versione comunque). Con questa abbiamo sempre una copia numerata e limitata (#353/500) con doppio artwork, slipcover in cartoncino e e nome dei partecipanti all'interno della custodia. CG entertainment ha curato il restauro che è stato eseguito presso il laboratorio Reel One nel 2022, da scansione del negativo in 4K e color correction 4K. La traccia audio è in DTS HD MA 5.1 e gli extra sono:
  • Nothing is real (42 minuti)
  • La fantascienza dell'intimità (55 minuti)

martedì 7 dicembre 2021

Alita - Angelo Della Battaglia (2019)


 
Regia: Robert Rodriguez
Anno: 2019
Titolo originale: Alita Battle Angel
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (7.3)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Decisamente entusiasta di questo film: mi ha emozionato sia a livello visivo che come risvolti della trama e per i personaggi. Buonissima fantascienza d'azione con risvolti cyberpunk e uno spessore dei protagonisti che non era certo scontato. La sceneggiatura è scritta da James Cameron che aveva preso a cuore questo progetto già molti anni fa, poi lasciato da parte in quanto Avatar (ed i suoi sequel) hanno fagocitato tutto quanto), ma si basa su di un manga giapponese degli anni novanta. No, no ho letto il manga, ma si capisce già che la il lavoro di trasposizione è stato il più possibile preciso, per quanto lo si possa fare con circa due ore a disposizione che cercano di riassumere ben nove volumi originali. Infatti è indubbio che il bilanciamento tra azione, spettacolarità delle immagini e della fotografia, utilizzo della CGI (davvero sorprendente) ed il racconto sia decisamente equilibrato. Il ritmo riesce ad essere esaltante sia nei combattimenti che nelle sfide del fantascientifico motorball che non risultano mai spettacolarizzanti volte a riempire un vuoto di scrittura, ma sa essere anche ragionato ed attento nei dialoghi e durante l'interazione tra i vari personaggi che non sono certo pochi. Forse si poteva spremere qualcosina in più su Hugo o sicuramente su Chiren, ma sono solo dettagli di poco conto. I dettagli importanti restano invece ben vivisezionati al punto giusto senza doverti far sentire in colpa per non aver letto il manga o senza annoiarti inutilmente. Rodriguez sa gestire la pellicola pur rinunciando agli elementi chiave che lo hanno contraddistinto come regista, riuscendo a far sua un'opera praticamente supervisionata se non dettata da Cameron. Lo fa nel corretto modo, facendoti emozionare grazie ad un cast che si immerge perfettamente nell'ambientazione ben costruita a livello tecnico e grafico, ma soprattutto che riesce a collaborare ed avere un feeling vero e sincero. Signori, questo film è davvero spettacolare.

Edizione: bluray
Semplice amaray con traccia audio italiana in DTS 5.1 ed i seguenti extra:
  • The Fall (5 minuti)
  • Iron City (3 minuti)
  • What it means to be a cyborg (2 minuti)
  • Rules of the game (3 minuti)
  • From manga to screen (21 minuti)
  • Evolution of Alita (20 minuti)
  • Motorball (6 minuti)
  • London screening Q&A (27 minuti)
  • 10 minutes cooking school: chocolate (5 minuti)
  • 2005 art compilation (2019) (14 minuti)
  • Scene deconstruction (interattiva)

venerdì 27 marzo 2020

Altered Carbon: Resleeved (2020)


Regia: Takeru Nakajima, Yoshiyuki Okada
Anno: 2020
Titolo originale: Altered Carbon: Resleeved
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.6)
Pagina di I Check Movies

C'è chi parla di spin-off, a me piace più l'idea di anime apocrifo. La base è sempre l'universo creato da Richard K. Morgan con la sua trilogia dedicata a Takeshi Kovacs, ma la storia è a sè stante e si colloca prima degli avvenimenti appena visti con la seconda stagione della serie TV. E' apprezzabile da cui risulta a digiuno? Secondo me no. Troppo breve, troppo concentrato sull'azione: se escludiamo il veloce incipit la spiegazione del mondo in cui è ambientato il tutto, risulta decisamente povera. E' un prodotto che non mi dispiace, perchè adoro il soggetto, e sebbene le trasposizioni si discostino dall'originale dei romanzi, ho piacere nel seguirle. Dall'anime però mi aspettavo qualcosa di più in termini di scenografia. Sapevo che la trama sarebbe stata terra terra (e lo è a tutti gli effetti), ma l'ambientazione è quasi totalmente concentrata in luoghi chiusi anche spaziosi. Poco si vede di esterno pur avendo apprezzato il ninja hi tech ed il ritmo altissimo in cui si sviluppa il plot narrativo. Graficamente quasi tutto ok, anche se si nota un certo effetto "pattinamento" quando i personaggi si muovono nei confronti dello sfondo o del piano su cui camminano, un po' come avveniva con i vecchi giochi Fifa rispetto ai Pro Evolution Soccer per intenderci. Quasi sicuramente avremo almeno un secondo anime, visto che il finale lascia aperto lo spazio ad altre avventure.

martedì 10 marzo 2020

Altered Carbon [Stagione 2]



Anno: 2020
Stagione: 2
Titolo originale: Altered Carbon
Numero episodi: 8
Acquista su Amazon Angeli Spezzati

Non mi è piaciuta molto questa seconda stagione di Altered Carbon, ma resta secondo me una delle migliori serie di fantascienza disponibili. Sulla prima sono stato decisamente più entusiasta, anche vista la novità. Questa è più breve, solo otto episodi, e si nota molto la mano degli sceneggiatori che hanno riadattato il secondo libro (in parte, ma anche lo stesso Bay City) della trilogia Angeli Spezzati. La mia idea è che una serie TV di questo genere debba per forza essere differente dal romanzo originale a cui si ispira: troppi temi, troppo di nicchia altrimenti. Non avrebbe funzionato per il pubblico, e soprattutto non hanno il budget necessario per mostrarci ciò che Morgan ha sapientemente descritto sui libri. Purtroppo il tagliare, modificare, fondere personaggi ha fatto sì che la trama diventasse, nonostante la brevità della seconda stagione, più ingarbugliata a meno precisa. Mancano passaggi fondamentali, manca una caratterizzazione del personaggio principale (è cambiato l'attore perchè ovviamente cambia la "custodia") che lo renda speciale esattamente come nel libro. Qui è un semplice eroe buono. Cosa che non dovrebbe essere. Però, come dicevo, da una parte posso anche preferire il fatto che si tratti quasi di una storia differente, visto che sarebbe stato ripetitivo e ridondante avendo già letti i libri. La cosa importante è l'universo in cui si svolgono le azioni oggi ampliati dalla presenza degli Antichi. Se parlo di differenze non è solo per criticare negativamente comunque, è perchè immagino che questa seconda stagione non possa essere piaciuta a tutti, compresi coloro non hanno letto i libri. Quindi il mio consiglio resta sempre quello di recuperarli, per poterli amare. E di conseguenza apprezzare anche la serie, che ha un suo perchè nonostante le modifiche ed a capirla meglio grazie alle varie descrizioni sula filosofia che mancano nella loro totalità. Inoltre, pur prendendo spunto, i libri seguono storie e vicende differenti (proprio appunto Angeli Spezzati)  A questo punto, la terza è d'obbligo.

mercoledì 8 agosto 2018

Mute (2018)




Anno: 2018
Titolo originale: Mute
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (5.4)
Pagina di I Check Movies

Mute è un noir fantascientifico con ambientazione cyberpunk, diretto da Duncan Jones e distribuito da Netflix. Per quanto mi riguarda, bello: da vedere assolutamente se si è interessati anche minimamente al genere. L'ambientazione, un'inusuale Berlino del futuro con tinte al neon, è sicuramente uno dei punti di forza. Perchè riesce a calarti all'interno di quell'ambiente violento, ambiguo, depravato. In cui il protagonista è un amish muto, in netto contrasto con il mondo tecnologico che lo circonda. La struttura della trama è invece l'anello debole della catena: inizia una parte investigativa abbastanza sconclusionata, che non per questo scade, ma neanche tiene alte le premesse e le potenzialità. Il cyberpunk, diretto in questo modo, apre le porte e richiama a sè tutta la bellezza nostalgica del noir di altri tempi, sebbene qui evidentemente ci siano forse troppi intrecci e presunti colpi di scena. La critica, così come il pubblico (su IMDB è dato ad un misero 5.4) non sembrano averlo apprezzato particolarmente, mentre io spero che film di questo stampo ne vengano girati molti di più.

mercoledì 21 febbraio 2018

Blade Runner 2049 (2017)


Regia: Denis Villeneuve
Anno: 2017
Titolo originale: Blade Runner 2049
Voto e recensione: 9/10
Pagina di IMDB (8.2)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (Whisky Edition)

Film:
Godo. Ho iniziato subito, fin dalle prime immagini, ho iniziato anche con le piccole (che poi sono immense) cose come la musica, prepotente e graffiante; ho iniziato a godere quando ho capito che sarebbe stato un capolavoro come il suo predecessore. Sono un fan e non lo nascondo, anzi ne vado fiero: quello di Ridley Scott è forse il mio film preferito, e quando in molti si interrogavano retoricamente in negativo sulla necessità di un sequel (remake? reboot? che altro?) io me ne stavo zitto ed in fondo in fondo ci speravo in un qualcosa di fatto a modino. Poteva essere, anzi lo esigevo, come per Fury Road!!! E lo è stato, si capiva subito. Approvo quanto scritto da Roikin su MiniFisto e vi rimando anche a quella lettura. Le tematiche, l'ambientazione il modus operandi sono un continuum con il primo, senza omaggi o forzature, senza scopiazzamenti, senza qualsiasi elemento negativo si possa inserire in un seguito. Questo bimbi miei è un altro capolavoro. Ti delizia dai piccoli particolari, come il pianoforte e ti accompagna fino alla fine (che arriva dopo un po') con dialoghi ("io so cosa è reale") che in maniera elegante non negano e non confermano la versione Director's Cut che tutti noi amiamo. E il futuro, così improbabilmente vicino, è quello sporco, piovoso, di un cyberpunk oggi superato, eppure di un intrigante senza fine. Realistico e paurosamente reale messo su con effetti speciali che per la prima volta mi hanno da tanto tempo mi hanno fatto saltare come se fossero una novità. Ma poi: il dubbio capovolto. Solo questo basterebbe: qui non è l'uomo che si interroga sul fatto di essere un replicante, ma è il replicante che si pone domande sul suo essere umano. Bomba insomma. In ogni sua parte.

Edizione: Whisky Edition
Tra le tante versioni in commercio ho scelto la Whisky Edition, che come suggerisce il nome è abbinata a due bicchieri, copie di quelli utilizzati nel film da Deckard. Sono bicchieri veri da utilizzare magari con un Johnny Walker (l'edizione limitata ha prezzi stratosferici), anche belli consistenti da circa 350 grammi l'uno. Riportano la scritta Blade Runner 2049 in bianco senza che questa sia troppo invasiva. Alcuni hanno lamentato la presenza del copyright, che per me non è così fastidiosa, ma in effetti poteva essere più piccola, o posta nella parte inferiore. Per quanto riguarda il contenuto home video, abbiamo due dischi entrambi bluray. Sul primo c'è il film, qualità impeccabile per il video e tre tracce audio (originale, italiana e portoghese) tutte in DTS HD MA. Il secondo disco è prettamente dedicato agli extra:

Disco 1:
  • La creazione del mondo di Blade Runner 2049 (22 minuti)
  • Prologhi (28 minuti)
  • Blade Runner 101 (11 minuti)

Disco 2:
  • Essere umani (17 minuti)
  • Lotte del futuro (6 minuti)
  • Due diventano uno (5 minuti)
  • Vestire la pelle (6 minuti)
[BD] (2017) - Blade Runner 2049

martedì 6 febbraio 2018

Altered Carbon [Stagione 1]



Anno: 2018
Stagione: 1
Titolo originale: Altered Carbon
Numero episodi: 10
Acquista su Amazon libro di Richard K. Morgan (vecchia edizione)

Devo iniziare con un po’ di saccenteria o spocchia, del resto mi sono letto la trilogia (Bay City, Angeli Spezzati e Il Ritorno Delle Furie) quando ancora parlare di una anche eventuale trasposizione cinematografica non solo era un sogno, ma pura utopia. Ci siamo arrivati, grazie a Netflix. Grazie davvero, perchè la serie tv (10 episodi questa prima stagione) Altered Carbon è secondo me riuscita nell’intento di portare l’universo in cui si muove Takeshi Kovacs. Un minimo di paragone con il romanzo Bay City, è doveroso, perchè non è che posso fare finta di nulla. Non sto qui a sindacare su cosa sia meglio e cosa sia peggio, certe volte il confronto è impari, ma ritengo che abbiano fatto un gran lavoro perchè anche nel 2018 portare in cyberpunk al cinema, anzi nelle case, non è affatto semplice. Il forte tema al centro della storia è la possibilità transumana di esportare la propria coscienza, mente e ricordi (in maniera differente comunque da quella vista in Ghost In The Shell) da un corpo (custodia) all’altro. Da queste premesse si sviluppa un thriller di concezione noir, che visivamente ricorda per forza di cose Blade Runner. Piccola parentesi: non perchè si tratta di un plagio o di una mancanza di idee, ma perchè l’ambientazione per certi versi deve essere quella. E’ necessario, per lo stesso motivo per cui tutte le macchine hanno le ruote. Rispetto al romanzo, è indubbio che ci siano delle differenze, alcune più forzate, altre lievi, del resto si basa su Bay City, e non è la sua fedele trasposizione. Va benissimo così, a mio avviso, tanto più che Morgan è letto da una percentuale infinitesimale del pubblico di Netflix e la serie può essere guardata a secco, senza avere basi o preconcetti derivanti dalla lettura. Se devo trovare dei punti negativi, quelli che risaltano maggiormente sono nella figura del Kovacs ex Spedi: non è sfruttata molto bene, si poteva rendere molto più psicologica, eroica e mitica, sebbene lui sia un antieroe egoista e cinico. Veniamo però, brevemente, alla serie: nonostante la lentezza dei primi episodi, la parte iniziale è quella che preferisco, più attenta, ragionata, meno confusionaria. Negli ultimi cinque "capitoli" con addirittura un intero episodio dedicato al “massacro” durante gli anni della Rivolta, abbiamo molta più azione, e molti combattimenti, un ritmo che cerca di tenere un passo forsennato ed alcuni repentini colpi di scena. Complessivamente è stata una grande occasione, a mio parere ben sfruttata, soprattutto per quando riguarda l’aspetto visivo. E’ vero che la maggior parte della scenografia è composta da interni, ma Bay City è anche un luogo buio, dark e multimediale non solo palazzi e neon. Spero proseguano con altre stagioni, non necessariamente legate ai romanzi successivi, l’importante è che siano ambientate in quell’universo. Nel senso che vedrei meglio i soliti personaggi, le solite location dei libri, ma maggiore autonomia così da poter sviluppare una serie tv che cammina con le proprie gambe.
 

mercoledì 9 agosto 2017

Ghost In The Shell (2017)




Regia: Rupert Sanders
Anno: 2017
Titolo originale: Ghost In The Shell
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (6.5)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon 

Film:
E' tra i film che ho più atteso in questo 2017, forse sta addirittura al primo posto. Del resto sono un amante di Ghost In The Shell, ed un live action mi stuzzicava molto la curiosità. Sono stato abbastanza lontano dalle recensioni e dalle critiche, soprattutto per un discorso di spoiler, non tanto di giudizi, ed una volta guardatomelo, sono rimasto soddisfatto. Consiglio a chi non ha dimestichezza con il franchise, di colmare le proprie lacune almeno con l'originale del 1995. Così anche per cercare di avere più dimestichezza con alcuni termini fondamentali: shell, ovvero l'involucro meccanico, artificiale, cibernetico ed il ghost, la mente, l'anima, ciò che distingue un essere pensante umano. Avendo a disposizione gli anime e le trame della serie TV, è facile incappare nell'errore di dover fare paragoni assoluti tra questa opera cinematografica e tutto il resto. Il cinema ha le sue regole, e qui per quanto riguarda la spettacolarità e la ricostruzione passo passo di alcune scene, il lavoro creato è perfetto. L'ambientazione, la struttura, la location ed anche i personaggi sono tutti quanti elementi che da una parte si rifanno agli script originali e dall'altra ne migliorano addirittura l'aspetto rendendolo realistico. Visivamente è davvero qualcosa di sensazionale. Purtroppo però manca qualcosina: la trama lascia un po' da parte alcuni aspetti più profondi, le riflessioni ed i punti interrogativi, il disagio cyberpunk che dovrebbe opprimere lo spettatore, non è così accentuato come avrebbe potuto essere. Non sono tanto i binari differenti che la storia prende, anzi a livello di plot narrativo il livello è anche superiore per certi versi, ma proprio il concentrarsi poco sul Ghost. C'è da dire che in questo modo il film è più appetibile su vasta scala, senza rischiare di cadere troppo nel filosofico, ma ecco... Di Ghost In The Shell si sta parlando. Ed i richiami ci sono, la struttura c'è, ma tutto un po' a livello esteriore più che interiore. Resta per me una buona prova, ma soprattutto perchè ho come bagaglio il resto.

Edizione: bluray doppio disco
Inizialmente ero orientato per lo steelbook, poi sono andato sulla versione doppio disco con le cinque cartoline come gift. Da Amazon è sparito durante la prenotazione, così mi sono orientato su dvdstore, dove costava leggermente di più, ma almeno era disponibile. Purtroppo il doppio disco è un po' una fregatura. In fatti gli extra contenuti nel secondo bluray sono davvero pochi, e ne abbiamo alcuni anche là dove c'è il film vero e proprio (traccia originale Dolby Atmos, ma italiana in semplice Dolby Digital 5.1).
Disco 1:

  • Umanità programmata: la realizzazione di GITS (30 minuti)
  • Sezione 9: Difensori cibernetici (11 minuti)
  • Uomo & Macchina: la filosofia del Ghost (11 minuti)
 Disco 2:
  • Forgiando lo Shell (10 minuti)
  • Le geishe: bellissime macchine della morte (11 minuti)
  • Interviste con Rupert Senders (20 minuti)




domenica 2 ottobre 2016

Ghost In The Shell Arise: Border 2 - Ghost Whispers (2013)


Regia: Kazuchika Kise
Anno: 2013
Titolo originale: Kōkaku Kidōtai Araizu -Gōsuto In Za Sheru (攻殻機動隊ARISE -GHOST IN THE SHELL)
Voto e recensione: 6/10 
Pagina di IMDB (7.4)
Pagina di I Check Movies
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Allora per i nuovi arrivati: Ghost In The Shell è tra i miei.. Anime? Film? Prodotti è brutto, ma è più generico, insomma dicevo, tra i miei preferiti in ambito cyberpunk e fantascienza. Questo è il secondo OAV (dopo Border 1 - Ghost Pain) ed ha vita all'interno di Stand Alone Complex che a sua volta è alternativo a quello originale. E si tratta di prequel rispetto alla serie sopra citata. Ok, questa premessa serve in qualche modo a dargli una collocazione specifica prima di poterne parlare. In questo capitolo vediamo proprio le basi della nascita della Sessione 9: gli ingredienti erano stati preparati con Ghost Pains, ma qui finalmente il Maggiore Kusanagi inizia a scegliere gli altri componenti proprio mentre sta svolgendo una delle sue prime missioni speciali. Come anche il primo, permane il difetto più caratterizzante: la durata. In un'ora circa c'è tanta carne al fuoco, la trama risulta difficile da seguire in armonia perchè ogni poco succede qualcosa. Se questo è bene perchè non ti annoi mai e resti incollato alla tv, avere una storia così intricata ti costringe già ad immaginarti il colpo di scena successivo, perchè tanto sai che c'è e quindi te lo aspetti. Ottima ancora una volta la parte visiva che ci delizia nei combattimenti a fuoco come all'interno del cyberspazio. L'azione come dicevo non è poca e si aggiungono anche inseguimenti mozzafiato in autostrada con il traffico gestito dalle IA addirittura hackerato. Un buonissimo secondo capitolo che mi lascia ben sperare anche per i prossimi.

giovedì 22 settembre 2016

Primi teaser di Ghost In The Shell (il film)

Ghost In The Shell è un capolavoro. Punto e basta. Chi ama un minimo la fantascienza ed il cyberpunk DEVE per forza guardarlo. Non una volta sola, a più riprese, con calma e bava alla bocca. E per iniziare consiglio decisamente il bluray in Absolute Edition: manna magica per tutti i sensi, per poi proseguire con gli OAV presenti su Netflix oppure recuperare da qualche parte la due serie animate Stand Alone Complex. Quando avrete finito mi ringrazierete, e vi ringrazierete per aver avuto un po' di pazienza. In questo modo potrete godervi appieno la versione cinematografica che uscirà nel 2017. Protagonista Scarlett Johansson!!! Con tre punti esclamativi. La Paramount ha rilasciato 5 brevissimi teaser, che non posso non condividere con voi:

Articolo originale per Mini Fisto

sabato 9 luglio 2016

Ghost in the Shell: Stand Alone Complex


Titolo originale: Kōkaku Kidōtai Stand Alone Complex (
攻殻機動隊 STAND ALONE COMPLEX)
 Stagione: 1
Anno: 2002 - 2003
Numero episodi: 26

Assurdamente bella questa seria, anzi questo anime ambientato nel mondo di Ghost In The Shell. Forse per sua natura inferiore ai film, ma è la natura dei prodotti ad episodi. Le vicende narrate si discostano da quelle originali, come se avvenissero in una linea temporale parallela, ma il fulcro resta il medesimo: una sgargiante ambientazione cyberpunk, complotti, azioni terroristiche da sventare, guerre politiche interne e così via. Protagonista assoluta è la Sezione 9, con i suoi componenti che danno "la caccia" al temibile hacker "L'Uomo Che Ride". La struttura dei ventisei episodi però fa in modo che non tutte le puntate si concentrino sulla linearità della trama, alcune sono slegate dalle altre e raccontano le vicende personali del gruppo. Cyborg, IA, uomini: un miscuglio di tecnologia ai limiti del bizzarro che rende interessante tutta la trama, scoprendo aspetti anche filosofici e sociali. Non come nei film però, qui è l'azione e l'intreccio fantapolitico ad avere il sopravvento. Di sicuro una volta entrati in questo mondo è difficile non seguire le vicende con attenzione, anche se alcune volte possono risultare frammentate. Indubbiamente un grandissimo lavoro grafico e di sceneggiatura.

venerdì 10 giugno 2016

The Zero Theorem (2013)




Regia: Terry Gilliam
Anno: 2013
Titolo originale: The Zero Theorem
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (6.1)
Pagina di I Check Movies
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Lo ho atteso per moltissimo tempo, ma poi mi sono dovuto arrendere: in italiano non c'è, quindi via con al versione originale ed i sottotitoli. Con i lati positivi (si apprezza meglio il lavoro del cast) e quelli negativi (più difficile stare dietro ad una trama complicata). Ad ogni modo Gilliam riesce nel suo intento: ti porta in un mondo cyberpunk e distopico che ti fa smarrire e ti abbraccia avvolgendoti, creando pure un senso claustrofobico. Gilliam è un visionario. Ed un artista che sa quello che fa, che sa dove vuole spingersi e che sa esporre al pubblico. Crea una cornice che a mio avviso risulta essere la parte migliore di tutta la pellicola, un'introduzione fantascientifica e realistica in cui risalta i timori, le fobie, gli atteggiamenti malati ed incondizionati dei personaggi. Lo fa in maniera egregia, sublime. Così tanto che si perde un po' il senso filosofico sociale della sceneggiatura. Tutto il film si basa su concetti teorici, sulla ricerca di risposte profonde, ma la parte visiva prende il sopravvento e rischia più volte di non essere capito appieno. Lo si guarda con maggiore leggerezza di quanto lo stesso regista ci propone di osservarlo: gli interrogativi sono alti, altissimi, eppure sono rimasto stregato più dall'ambientazione che dal continuum narrativo, alle volte di difficile comprensione. C'è anche da dire che spesso questa è una costante per quanto riguarda il genere, almeno non tanto per i film (pochi a dire la verità) , ma per la letteratura. Una sorta di satira, per niente scherzosa, del nostro modo di essere, della concezione di vita, del nostro esistere a stretto contatto (ma anche no) con la tecnologia. Il nulla paurosamente dimostrato da un teorema. Il nulla sfruttato ed economizzato come ogni cosa. Il nulla come risultato ultimo del tutto. Come già detto, la prima parte e le ossessioni rivoltate come un calzino, le ambientazioni reali e virtuali mi hanno deliziato all'inverosimile, mentre le parti volutamente più concettuali, che poi risultano quelle meno lineari nonostante la loro semplicità, sono quelle che prendono meno piede. E' comunque qualcosa da non perdere.

giovedì 9 giugno 2016

Ghost In The Shell Arise: Border 1 - Ghost Pain (2013)



Regia: Kazuchika Kise
Anno: 2013
Titolo originale: Kōkaku Kidōtai Araizu -Gōsuto In Za Sheru (攻殻機動隊ARISE -GHOST IN THE SHELL)
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.3)
Pagina di I Check Movies
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Appena ho visto che i quattro OAV di Ghost In The Shell facevano parte dei titoli presenti su Netflix, ormai da moltissimi mesi, li ho inseriti subito nella lista delle cose da vedere. Con la solita accortezza (e titubanza) che uso in questi casi: si tratta del mio anime preferito, di quelli che adoro incondizionatamente, senza vie di uscita. Questo è il primo prequel e non mi ha deluso affatto: certo, immaginavo che potesse essere di un livello inferiore all'originale, ma l'ambientazione come la trama risultano fattori che mi fanno venire acquolina in bocca. Dura poco meno di un'ora ed è forse questo l'unico difetto. Con qualche minuto in più forse avremmo avuto una trama meno complicata ed ingarbugliata, ma sicuramente va valutato complessivamente con gli altri tre, che visionerò con molta calma ed attenzione. Rispetto ad una serie è sicuramente più complesso, più godibile, riesci a stargli dietro in maniera meno distaccata, anche se oggi guardarsi cinque o sei episodi brevi non è certo un problema. Qualitativamente i disegni e la computer grafica restano di un livello altissimo, tanto da farti smascellare e ti ritrovi con la bazza a terra. Se ci aggiungi il cyberpunk e tutti gli altri temi - elementi già scritti nelle recensioni precedenti, non puoi non essere soddisfatto. La trama, ma dovete guardarvela da coi, è slegata da quella originaria, pur essendo inserita nel solito universo narrativo che riguarda la Sezione 9. Ed i prequel mi piacciono un casino, considerando il fatto che ho già iniziato Stand Alone Complex (ma questa è un'altra storia, cioè è la solita, ma non mettiamo troppa carne al fuoco che è meglio). Ora, visto che voglio godermeli pienamente, devo per forza prima finire la serie. Rispetto ai film, il contesto è molto più pulito ed un tantino meno cyber, ma per forza: è tutto antecedente. Comunque: goduria allo stato puro.

sabato 3 ottobre 2015

Hardware - Metallo Letale (1990)


Regia: Richard Stanley
Anno: 1990
Titolo originale: Hardware
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (5.9)
Pagina di I Check Movies

O anche M.A.R.K-13 che forse fa pure più scena. Visto un paio di decini di anni fa sarebbe stato sicuramente meglio, oggi perde gran parte del suo fascino. Fantascienza ed horror a metà strada tra Terminator (il primo) e qualcosina di Mad Max, che si fa sempre ben apprezzare. Anzi, diciamolo chiaramente: il film, nonostante i suoi visibilissimi limiti, non è affatto da buttar via. Tanto per cominciare (voglio iniziare da qui altrimenti poi me ne scordo come capita spesso) ha una colonna sonora mitica: Motorhead, Ministry, Iggy Pop. Tanta buona robina, che mi riporta indietro di qualche anno insomma, ed anche questo fa piacere. Passiamo alla trama: ambientazione post apocalittica, con deserto ed una colorazione quasi monocromatica tendente al giallo_arancione_un_po'_rosso che ci fa capire che il mondo non è poi così tanto ospitale. Infatti un grandissimo problema sono le radiazioni e così via. Bello. Un po' Interceptor per l'appunto. Le persone vivono di sussidi o si arrangiano cercando vecchie cianfrusaglie ferrose da rivendere. Ed ecco che viene trovato il corpo fatto a pezzi di un androide che nella seconda parte del film sarà un modello casereccio del T-800 di Cameron, il quale avrà come compito quello di "non risparmiare nessuna carne" (Marco, 13 [cit. biblica]). Elettronica ed inforrmatica quanto basa anche per dargli una parvenza cyberpunk e farcelo godere un attimino di più. Inoltre c'è l'aspetto horror dato dalla venatura splatter: il robot non si limita infatti ad ucciderti, ma ti fa a pezzi, ed il sangue non manca. Molta tensione e quel grado di affascinante pericolo gravano sulla pellicola per diverse decine di minuti, poi evidentemente Richard Stanely finisce il budget a propria disposizione e dopo che i nostri eroi hanno cercato di distruggere la macchina con ogni mezzo possibile ed immaginabile, ha una trovata decisamente frettolosa: il robot non è certificato IP67, quindi basta fargli una doccia e cessa di esistere, andando in cortocircuito o roba simile. Ok, è solo il finale, ma si poteva fare qualcosa di meglio, tipo una bomba messa nella testa o magari schiacciato da una pressa meccanica... Un quasi gran bel film con l'eroina femminile (Stacey Travis che prova a fare Sarah Connor) che fa quasi tutto da sola e riesce quasi nell'intento di vivere felice e contenta: il fidanzato (Dylan McDermott) muore avvelenato. Non male dai.

lunedì 17 febbraio 2014

Bruce Sterling - Isole Nella Rete


Autore: Bruce Sterling
Anno: 1988
Titolo originale: Islands In The Net
Voto: 3/5
Pagine: 445
Pagina di Anobii
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Trama del libro e quarta di copertina:

Siamo nel futuro prossimo venturo. Il mondo è dominato dalle multinazionali e dalla Rete, un complesso sistema telematico che gestisce tutte le informazioni ed è il perno dell'economia e della politica globale. In un mondo sostanzialmente privo di grandi conflitti, s'inserisce la presenza apparentemente anomala dei covi-dati, banche di informazioni pirata. In questo scenario, nel bel mezzo di un convegno organizzato da una grande multinazionale per stabilire per la prima volta una sorta di armistizio con i pirati telematici, un attacco terroristico omicida mette in discussione non solo quel "patto" strategico che si stava tentando di stipulare, ma l'intero equilibrio mondiale. Ma Laura Webster, coraggiosa ed intraprendente eroina del libro, è decisa a rintracciare i responsabili dell'assassinio; farà un viaggio che la porterà a toccare con mano la cruda realtà nascosta in quel futuribile mondo. Bruce Sterling ha costruito un romanzo avvincente e stimolante, con una struttura narrativa di grande efficacia e plausibilità. Con il passo concitato del thriller, Sterling compie il miracolo di mostrarci un mondo verosimile ed utopistico nello stesso tempo, dove mette in dubbio che la telematica possa davvero costruire una società più libera e a misura d'individuo. Un grande romanzo che ha edificato il mito letterario di questo fine secolo.

Commento personale e recensione:

Questo è il libro che mi ha fatto impegnare più tempo in assoluto prima di essere finito. Lo iniziai un paio di volte al liceo ed un altro negli anni passati. Poi a gennaio mi ci sono rimesso sotto e finalmente eccoci qua. Perchè tutta questa fatica? Perchè Sterling ha scritto qualcosa di molto attuale, parlando di multinazionali e soprattutto di Rete. Leggerlo proprio mentre questa veniva creata e cresceva nella realtà non ha certo aiutato. Lo ha scritto nel 1988 ed il periodo migliore per poterlo leggere era proprio quello secondo me. Anche perchè il libro è bello, incalzante, originale, suggestivo e molto intelligente. Eppure leggerlo ora sembra un'ucronia non troppo ben riuscita. Per assaporarlo pienamente quindi dobbiamo fingere di trovarci in una bolla senza tempo ed andare a vanti. rete, pirati, terroristi, un mondo quasi utopico dove tutto sembra andare quasi per il verso giusto ed uno Sterling che devia la sua marcia un tantino verso destra. L'autore è notoriamente politicizzato in gran parte dei suoi libri, e d'accordo o no con la sua visione, è un dato di fatto ed a mio avviso anche un bene. Qui sembra quasi ritrattare, o comunque prende atto che esistano (o esisteranno) altri punti di vista. Non ci sono un male ed un bene che siano definiti, perchè la Rete ha i suoi lati negativi ed ombrosi così come ne ha di positivi e che portano benefici. La visione post capitalista che ci offre è a 360 gradi e l'America resta un faro, forse ad intermittenza, che spiazza un po'. A tratti purtroppo risulta noioso e si perde il filo per dare spazio alle spiegazioni sociali di Sterling che sembra mettere le mani avanti per un qualcosa che si muove in quella direzione tanto odiata in passato. Le visioni future risultano troppo attuali ed accomodate alla trama del romanzo, che nonostante tutto a mio avviso merita di essere letto ed apprezzato.

lunedì 13 gennaio 2014

Walter Jon Williams - L'Era Del Flagello

 
 
Autore: Walter Jon Williams
Anno: 2003
Titolo originale: The Green Leopard Plague
Pagine: 122
Voto: 2/5
Pagina di Anobii
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Trama del libro e quarta di copertina:
 
Prima della Guerra degli Anni Luce, che ha sconvolto il mondo e ha spazzatovia dalla Terra gran parte della popolazione, un famoso ricercatorebiotecnologico conduce esperimenti su un misterioso virus, capace di alteraregeneticamente le cellule umane e renderle in grado di sintetizzare la luce. Ilvirus rende le persone in grado di alimentarsi standosene semplicemente fermesotto la luce del sole, ma la sua diffusione potrebbe portare a sconvolgimentisociali enormi. Scoppia però la Guerra, e di quell'esperimento si perde ognitraccia. Si sa solamente che lo scienziato è stato ucciso dagli agenti di unoscuro paese dell'ex Unione Sovietica. A secoli di distanza un altroscienziato, il professor Davout, decide di mettersi sulle sue tracce...
 
Commento personale e recensione:
 
Un po' strano come romanzo breve, ambientato in parte ai giorni d'oggi sotto forma di flashback ed in parte in un futuro molto lontano in cui possiamo scegliere in che corpo vivere, il cibo non manca e la povertà non sembra esistere. Il tema principale sono le mutazioni genetiche, grazie alle quali la popolazione umana nel corso degli anni riesce a fare a meno della necessità di nutrirsi. Prima virus perisolosi poi una manna per migliorare le condizioni estreme di chi vive in povertà. Il tutto in un thriller tecnologico che seppur breve però non riesce a decollare del tutto. Per certi versi può anche sembrare un po' cyberpunk, ma ho paura che il mondo descritto da Williams invece sia anche fin troppo fantasy, e come sapete a me questo genere non fa impazzire. Anche il timbro ed i registri diversi per raccontare la storia non mi hanno molto entusiasmato, però la trama si fa piacere almeno fino a che si resta ai giorni d'oggi.
 


lunedì 4 novembre 2013

Ghost In The Shell - L'Attacco Dei Cyborg (2004)


Regia: Mamoru Oshii
Anno: 2004
Titolo originale: Inosensu (イノセンス)
 Voto: 8/10
Pagina di IMDB (7.5)
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Conosciuto ai più come Innocence, ecco il seguito di Ghost In The Shell già ampiamente apprezzato ed osannato. Concettualmente siamo sugli stessi alti e generosi livelli. Graficamente è sublime, realistico ed avvolgente. Occhi molto allenati possono notare piccoli difetti riguardanti una non corretta velocità di movimento giusto in un paio di occasioni, che creano un “effetto pattinamento” come in alcuni videogame. Questo giusto per voler fare i pignoli ed esaltare tutto il resto che ci viene proiettato in faccia. La sua bellezza però non è (forse) tanto nella veste grafica (o nella trama) quanto nei dialoghi di stampo techno filosofico che stanno alla base della storia. Ritroviamo i temi fondamentali visti in GITS, analizzati ed affrontati con la stessa meticolosità: cyborg, transumanesimo, intelligenza artificiale, anima…  Ritroviamo quindi ciò che potrebbe essere un perfetto continuum di Blade Runner con elementi e richiami ad altri must fantascientifici (persino le Tre Leggi della Robotica). Dentro c’è tanto, molto, ma non troppo. Anche perché è impossibile stancarsi di ascoltare ed osservare il mondo futuro costruito da Mamoru Oshii. Grazie alla colonna sonora, importante quanto l’impatto grafico, malinconia e frammenti noir vengono sprigionati di tanto in tanto dando un tocco umano ad un prodotto che narra di macchine ed artifizi informatici. L’audio, anche il doppiaggio italiano, è un prezioso DTS-HD, prepotente ed avvolgente, intermezzato opportunamente dalle musiche di Kawai. Sul comparto video siamo una spanna superiore al suo predecessore (anche nella versione 2.0) e veramente la computer grafica dimostra di aver raggiunto livelli giganteschi. Il connubio quindi tra la storia ed i ritrovati della moderna cinematografia animata lo rendono l’oggetto ideale per innamorarsi di un anime. Gli extra sono:

    Face to face: intervista a Mamoru Oshii  (24 minuti)
    Making of (16 minuti)
    HD Movie Clip
    Trailer

Impossibile non citare il libretto di sedici pagine contenuto nella confezione che forse rappresenta la chicca migliore dei contenuti speciali

domenica 20 ottobre 2013

Richard K. Morgan - Il Ritorno Delle Furie


Autore: Richard K. Morgan
Anno: 2005
Titolo originale: Woken Furies
Pagine: 569
Voto: 5/5
Pagina di Anobii
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Trama del libro e quarta di copertina:

 Da tempo immemorabile, Harlan's World - un pianeta ricoperto dagli oceani e con soltanto II cinque per cento di terra abitabile - è dominato da un'unica famiglia: gli Harlan, appunto. È questo il luogo in cui è nato Takeshi Kovacs e in cui l'ex mercenario è tornato. Ma New Hakkaido, la fredda, insensibile e labirintica capitale, è un posto molto pericoloso, soprattutto per Takeshi, che prima di diventare un soldato era un elemento di spicco nelle gang locali. Così, in un ambiente in cui si aggirano criminali e cacciatori di teste, predicatori religiosi e politici senza scrupoli, Takeshi affonderà in un vortice di intrighi e violenza, e dovrà confrontarsi con un nemico inaspettato: in una società che ha sconfitto la morte - la coscienza può essere digitalizzata e trasferita in un altro corpo -, Takeshi dovrà affrontare una versione di se stesso molto più giovane, forte e determinata. Una cosa soltanto è sicura: uno dei due Takeshi Kovacs deve morire...

Commento personale e recensione: 

Certe volte le parole sono sprecate, soprattutto se si cerca di descrivere ciò che consideriamo un altro capolavoro. Nell'insieme della trilogia (qui recensito solo il secondo capitolo) è forse il più debole se visto oggettivamente e singolarmente. In quanto a piacere datomi durante la lettura invece non posso metterlo su un piano inferiore. Può darsi che la sua componente cyberpunk sia più debole, o anche che manchi una vera e propria novità che faccia da fulcro come invece è avvenuto nei romanzi passati, è magari una centinaio di pagine tolte qua e là lo avrebbero reso più snello, ma... Ma riga dopo riga, pensiero dopo pensiero, Kovacs ci guida prepotentemente in un'avventura ancora una volta mozzafiato. Lo stile è il solito, molto dettagliato ed in alcuni casi prolisso, però come fai a stancarti? Io riesco a pendere dalle labbra di Morgan anche quando tratta argomenti che notoriamente potrebbero stancarmi. Apre porte su porte chiudendone nel corso della narrazione solo alcune, per poi riaprirle a farti sempre sbirciare oltre. Politica, filosofia, religione, ma anche tantissima azione e fantascienza pura: adesso il nostro anti eroe dovrà fare i conti con un giovane se stesse, riportato in vita solo per distruggere l'originale. Già questo per me ha il solito impatto delle custodie che tendono all'immortalità e dei marziani. Peccato che l'autore ci giri parecchio intorno, ma lo fa senza annoiare e con grande maestria. Ho impiegato diverso tempo per arrivare alla fine, interessante, ma non da bomba atomica, eppure ho cercato di farmelo durare abbastanza. E' uno di quei libri che non vorresti finissero mai, invece con l'ultima pagina si chiude anche la trilogia. A questo punto proverò con altri suoi romanzi, capace che mi danno le solite emozioni.

venerdì 31 maggio 2013

Ghost In The Shell (1995)


Regia: Mamoru Oshii
Anno: 1995
Titolo originale: Kōkaku Kidōtai (攻殻機動隊)
Voto: 8/10
Pagina di IMDB (7.8)
Pagina di I Check Movie
Acquista su Amazon (Ghost In The Shell 2.0 - Absolute Edition Box Set)

Non intendo certo abusare della parola capolavoro, ma come per Akira è impossibile non restare affascinati da questo genere di produzioni. Ed Anzi, GITS riesce pure a superarlo sotto l'aspetto della chiarezza. Abbiamo uno dei primi esempi di di fusione tra computer grafica ed animazione disegnata, ma al di là della bellezza delle tavole sono i concetti prettamente cyberpunk che mi fanno sbavare. Prendete Blade Runner e collocatelo qualche anno prima di Matrix e rileggeteci autori di fantascienza come Stross, Vinge o Stephenson . Se tutto questo vi stuzzica, guardare un anime del genere è da capogiro. Siamo nel (solito?) futuro, un po' alla Gibson e alla Sterling (scusate le citazioni, ma qui si prende e si dà come non mai), in cui macchina e uomo si fondono, le intelligenze artificiali sono coscienti e pensanti, e gli essere umani sono un mix di circuiti ed impianti di potenziamento. In questo contesto una storia di spie, di agenzie, di intrighi. Chi ne mastica un po', resta attaccato allo schermo senza speranza di uscirne, con la voglia anzi di fondersi alla cultura transumanistica che aleggia nell'aria. Il ghost visto come anima e carattere di un essere vivente, lo shell come guscio esterno che lo racchiude. Ma anche come fenomeno di hacking estremo che non riguarda soltanto il mondo dei computer quanto quello del DNA e delle nostre menti. Dovete guardarlo: è un ordine categorico, un input che non lascia spazio ad altre alternative.
Il cofanetto dell'Absolute Edition è composto da tre dischi bluray. Il primo contiene la versione originale del 1995, con una buona resa video, che in un primo momento sembra eccelsa, poi se guardiamo il secondo disco ci rifacciamo gli occhi. Comunque sempre qui abbiamo la possibilità di scegliere il doppiaggio originale (penoso con il "maestro dei pupazzi") o quello nuovo (con il "marionettista"). Senza dubbio la seconda scelta è quella vincente. Di extra abbiamo solo trailer. Ma nella custodia è contenuto un libretto, con una seria indimenticabile ed importante di approfondimenti. Un libretto simile, ma con extra e copertina differente, è contenuto nel secondo disco, il quale presenta Ghost In The Shell 2.0, che attenzione non è il sequel, ma la versione rifatta e ridigitalizzata nel 2008. Boia, questa graficamente è una paio di spanne sopra l'originale. Pulito, elegante, avvolgente più che mai. E l'audio è uno strepitoso DTS HD Master Audio. Oltre che i trailer ed una parte interattiva abbiamo un making of da quindici minuti. Il terzo disco, denominato Privilege Disc, è dedicato agli extra: trailer, D-trailer e due documentari: il primo dedicato a GITS del 1995 (Production Report) da 25 minuti, il secondo dedicato al 2.0 del 2008 (Reborn) di 42 minuti.
Vi manca? Prendetelo.