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giovedì 10 aprile 2025

Bound - Torbido Inganno (1996)


Regia: Andy Wachowski, Larry Wachowski
Anno: 1996
Titolo originale: Bound
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.3)
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Film:

Nel 1996 le sorelle Wachowski, all’epoca ancora fratelli agli occhi del mondo e dell’industria, facevano il loro esordio dietro la macchina da presa con un film che oggi suona come un manifesto d’intenti: Bound. Un noir, sì, ma col sangue nelle vene, il desiderio tra i denti e la voglia di ribaltare i ruoli cucita addosso come una canottiera sudata.

La trama è un classico con la dinamite in tasca: Corky (Gina Gershon), ex galeotta con lo sguardo che taglia più dei suoi attrezzi da idraulica, incontra Violet (Jennifer Tilly), compagna del mafioso Caesar (un Joe Pantoliano perfetto nel suo essere viscido e tragicamente sicuro di sé). Tra le due nasce un'attrazione che diventa alleanza. Una valigia piena di soldi, un piano di fuga e un gioco di doppio (e triplo) inganno. Tutto ruota intorno al desiderio: di libertà, di vendetta, di toccare e distruggere.

Esteticamente Bound è un esercizio di stile ma senza manierismo: fotografia livida, luci al neon che sembrano sussurrare cattive intenzioni, inquadrature geometriche che stringono il respiro. Ogni scena è calibrata al millimetro, come se le Wachowski stessero già testando gli strumenti con cui, tre anni dopo, ci avrebbero trascinato in Matrix.

Ma qui, niente realtà virtuali: tutto è carne, sudore, tappeti macchiati e asciugamani sotto cui nascondere pistole. Il sesso tra Corky e Violet, tra i primi esplicitamente lesbo del mainstream americano non declinato al maschile voyeur, è un atto politico tanto quanto narrativo. Non è decorativo, è motore della storia. Ed è raro. Rarissimo. Specialmente nel ’96.

Il film si muove con la leggerezza della tensione ben orchestrata: dialoghi affilati, un ritmo che sale a spirale e non molla mai la presa. Bound è un noir al femminile, ma non femminista per etichetta: è solo che le donne, qui, sono più intelligenti, più coraggiose e più libere degli uomini. E questo, per molti, è già un insulto.

VERdetto: Bound è una perla nera. Non solo per chi ama il noir, ma per chi cerca nel cinema indipendente degli anni ’90 la prova che si può essere stilosi, sensuali, e dannatamente sovversivi. In 108 minuti le Wachowski ci ricordano che si può ingannare il sistema — e scappare col malloppo, magari tenendosi anche la ragazza.



Edizione: bluray
Versione in alta definizione con alcuni momenti qualitativi che lasciano a desiderare, perchè sgrana un po' nelle scene più scure. Traccia italiana in Dolby Digital 5.1 e nessun extra.

venerdì 21 marzo 2025

L'Infernale Quinlan (1958)


Regia: Orson Welles
Anno: 1958
Titolo originale: Touch Of Evil
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (7.9)
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Film:

L’infernale Quinlan – Il crepuscolo del noir perfetto

"L’infernale Quinlan" (Touch of Evil, in lingua originale) è uno di quei film che non smettono mai di sorprendere, anche se si conosce già ogni inquadratura. È un noir denso, sporco e quasi febbricitante, che oscilla tra l’ipnosi visiva e l’oppressione morale, avvolgendo lo spettatore in un’atmosfera tanto viscerale quanto decadente.

Essendo un amante del genere ed in potenza (ne ho visti davvero pochi) di Orson Welles, non potevo che restare soddisfatto. Questo film è il punto d’incontro tra il noir classico e la sua dissoluzione: è ancora pieno di ombre nette, di uomini cinici e di donne pericolose, ma è anche un’opera che sembra tradire le regole stesse del noir, deformandole fino a renderle quasi irriconoscibili.

Un inizio travolgente

La celebre scena iniziale è già un capolavoro a sé stante: un piano sequenza magistrale che segue la traiettoria di un’autobomba, incrociando le vite dei protagonisti con una fluidità che oggi ancora lascia a bocca aperta. Il confine tra Messico e Stati Uniti non è solo una linea fisica, ma il simbolo di una frontiera morale che verrà continuamente oltrepassata. Qui tutto è ambiguo: la giustizia, il crimine, la verità.

L’ombra di Quinlan

Il personaggio di Hank Quinlan (interpretato da Welles stesso) è monumentale. Gigantesco nel fisico e nella presenza scenica, è la vera anima del film. Un poliziotto corrotto, ma non nel senso banale del termine: non è mosso dall’avidità, ma da una sua perversa concezione della giustizia. Per lui, il fine giustifica i mezzi, anche se significa fabbricare prove o eliminare ostacoli. È un uomo che ha perso tutto, che vive nel rimpianto e nell’autodistruzione, ma che si rifiuta di mollare la presa. In un certo senso, è il noir fatto persona: una figura decadente, inghiottita dall’ombra che lui stesso ha proiettato per tutta la vita.

Charlton Heston, nei panni di Vargas, il giovane ispettore messicano, è il suo opposto: idealista, corretto, ma sempre più smarrito in una rete di inganni e doppi giochi. E Janet Leigh, nei panni della moglie, è il perno attorno a cui ruotano tensioni razziali, soprusi e violenze psicologiche (e non solo).

Messa in scena e atmosfera

Visivamente, il film è un incubo a occhi aperti. Le inquadrature sghembe, i primi piani distorti, le ombre pesanti che sembrano inghiottire gli attori: Welles usa ogni trucco possibile per immergerci in un mondo instabile, torbido, quasi irreale. La città di confine è un purgatorio di anime perdute, dove la notte è interminabile e le strade sembrano sudicie anche quando non lo sono.

Le sequenze più memorabili sono cariche di una tensione quasi onirica: il motel in cui Janet Leigh viene intrappolata in un’atmosfera di minaccia silenziosa, il confronto finale tra Quinlan e il suo destino, la colonna sonora jazz che si mescola ai suoni ambientali, rendendo tutto più febbrile e disturbante.

Un noir oltre il noir

Welles non si limita a raccontare una storia criminale: Touch of Evil è il canto del cigno del noir classico, ma è anche la sua evoluzione. Il bianco e nero è ancora lì, ma sporco, deformato, quasi gotico. La morale è sempre più confusa, e i protagonisti non sono più eroi o antieroi, ma pedine in un gioco in cui tutti, in qualche modo, sono colpevoli o destinati a soccombere.

Quinlan non è solo un cattivo. È il simbolo di un mondo che sta scomparendo, di un’autorità che crolla sotto il peso della sua stessa corruzione. E il finale, con il suo misto di pietà e ineluttabilità, è uno dei più potenti del genere.

Conclusione

"L’infernale Quinlan" non è solo un noir straordinario, è un’opera d’arte che continua a rivelare dettagli e sfumature a ogni visione. È il lato più cupo del sogno americano, un affresco di potere e rovina, un’esperienza che lascia addosso il sapore amaro della polvere e del sudore. Se ami il noir e Welles, non puoi che rimanere affascinato da questa discesa negli abissi dell’animo umano.

Edizione: Special Edition doppio bluray

Edizione rilasciata dalla Sinister che  prevede una slipcover verticale in cartoncino purtroppo molto sottile. Abbiamo comunque due artwork, uno sulla custodia. Questa contiene oltre ai due dischi BD 50, anche un booklet a colori di ben 32 pagine ed un poster in formato A3 con la locandina originale. I dischi sono così suddivisi:

Disco 1 con traccia italiana in DTS HD MA stereo:
  •  Theatrical version da 95 minuti in doppio formato (4:3 e 16:9)
  • Preview version da 110 minuti in 16:9
  •  Trailer
Disco 2 con traccia italiana Dolby  Digital stereo:
  •  Reconstructed Director's Cuta da 110 minuti in doppio formato (4:3 e 16:9) e doppiaggio italiano originale e nuovo
  • Commento audio di Charlton Heston, Janet Leigh e Rick Schmidlin
  • Making of (38 minuti)
  • Galleria fotografica 
 

lunedì 19 febbraio 2024

Terminal (2018)

 
Regia: Vaughn Stein
Anno: 2018
Titolo originale: Terminal
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (5.3)
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Terminal è un film del 2018 scritto e diretto da Vaughn Stein, al debutto alla regia, con protagonista principale Margot Robbie. La trama di Terminal ruota attorno a Bonnie, una cameriera e spogliarellista determinata e spietata. È disposta a tutto pur di portare a termine il suo piano di vendetta, incluso uccidere, tradire e manipolare il prossimo. Il film mescola elementi di drammatico, thriller e noir, creando un’atmosfera intrigante e misteriosa, un po' troppo confusionaria per almeno tre quarti. I colori al neon accesi, in ambiente dark ricordano lievemente un noir moderno alla Sin City, pur mancando totalmente l'aspetto fumettoso.Terminal, se non fosse per una trama troppo elaborata e nascosta, sarebbe un film avvincente e pieno di colpi di scena, tutti racchiusi nel finale, alcuni più prevedibili e gettonati di altri.. Margot Robbie nel ruolo di Bonnie offre una performance magnetica, mentre la regia di Vaughn Stein crea un’atmosfera oscura e surreale, mantenendo lo spettatore incollato allo schermo fino all’ultima scena. Se sei appassionato di thriller con una trama intricata e personaggi ambigui, Terminal potrebbe essere una scelta interessante per una serata di cinema avvincente, senza però troppe pretese e con richiami ad altre pellicole.

mercoledì 20 settembre 2023

I'll Sleep When I'm Dead (2003)

 
Regia: Mike Hodges 
Anno: 2003
Titolo originale: I'll Sleep When I'm Dead
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (5.8)
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Non avevo grandissime pretese, ma andando avanti nella visione son riuscito nell'intento di rimanere deluso.  Perchè a conti fatti si tratta di un noir, o magari cerca di avvicinarsi al genere, ed a me il noir piace. Si crea molta curiosità ed aspettativa sul personaggio, la trama però stenta a decollare e nessuna promessa viene rispettata. Non prende il sopravvento nè quella parte di film che assomiglia ad un gangster movie, nè il ritmo che avrebbe dovuto essere un po' più incalzante almeno nel finale. Si fa guardare certo, non è che propriamente ti annoia, ma neanche ti fa stare incollato sul divano. Già a metà capisci che ormai è tardi per avere le risposte alle domande e che la parte , che se vogliamo possiamo chiamare investigativa, è scritta in maniera decisamente troppo frettolosa. Peccato perchè avevo fatto affidamento che fosse un qualcosa di più interessante.

sabato 30 luglio 2022

La Festa Delle Fidanzate (2017)

 
Regia: Michael Stephenson
Anno: 2017
Titolo originale: Girlfriend's Day
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (5.2)
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Apro Netflix considerando mentalmente di cominciare a vedere la seconda parte della sesta stagione di di Better Call Saul. Niente da fare, troppo pesto, rischio di dover attente un numero esagerato di giorni per arrivare indenne al rilascio dell'ultimo episodio. Però tra i suggerimenti che prontamente Netflix mi propone ecco una locandina con la faccia di Bob Odenkirk ed un film davvero breve di circa 70 minuti. Lo provo, e mentre lo guardo mi domando se sono io che proietto questo attore nel personaggio di Saul oppure se alla fine la sua prova come attore non riesce a slegarsi da quello più famoso e principale della sua carriera. A parte queste elucubrazioni degne di nota, il film è abbastanza assurdo e insensato, un po' commedia un po' drammatico con punte di noir. Non è noioso perchè troppo breve per poterlo essere, ma risulta un semplice sforzo stilistico con sceneggiatura e dialoghi basici e tera terra. Niente di che, ma giusto da guardare in attesa di altro.

martedì 21 giugno 2022

The Nice Guys (2016)

 
Regia: Shane Black
Anno: 2016
Titolo originale: The Nice Guys
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.3)
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Ogni tanto arriva qualche bella sorpresa, in maniera del tutto casuale. E Shane Black ci ha portato questa piccola chicca vintage ambientata negli anni settanta con protagonisti Russell Crowe, Ryan Gosling ed una giovanissima Angourie Rice. Un thriller divertente, dalle venature forzatamente noir e da commedia, in certi casi anche calcando troppo la mano, che riesce ad essere simpatico e quasi intrigante. Ho detto quasi, perchè la casualità dei fatti, quando la trama sembra doversi stoppare, riesce ad ingranare marce impreviste, ma in maniera un po' troppo furba. I richiami ad un certo tipo di cinema, anzi, meglio ancora di ambientazione e genere, sono forti e ci accompagnano fin dai titoli di testa per proseguire con fatti, azioni e dialoghi durante tutta la pellicola. Come già accennato, forse tutta l'operazione è un po' sopra le righe: non si tratta di un qualche accenno rivisitato in chiave moderna, ma un vero susseguirsi di stereotipi e clichè che sono ben più forti ed appariscenti riguardo ad esempio alla trama. Inutile nascondere che mi è piaciuto, e che ci vedrei bene, se non un sequel, anche una serie TV, senza poi farcisi troppo male.

venerdì 4 giugno 2021

Il Terzo Uomo (1949)

 

Regia: Carol Reed
Anno: 1949
Titolo originale: The Third Man
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (8.1)
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Film:
Noir dalle tinte intriganti ed emozionati, che riesce anche a scavalcare il genere e risultare "esotico" con la sua ambientazione in una Vienna occupata dagli alleati. La struttura della trama è accattivante, con Orson Welles nei panni del misterioso ed ambiguo Harry Lime, che appare quasi magicamente soltanto nella seconda parte più votata all'azione. La prima d'altro canto ha il compito di catturare la nostra attenzione infittendo la storia di elementi puramente investigativi con lo scrittore Holly Martins (Jospeh Cotten) che indaga sulla morte del proprio amico, in un clima internazionale che odora di polveriera da Seconda Guerra Mondiale. I movimenti del protagonista e dei suoi comprimari ricalcano quello di una vera indagine  azzardata con mezzi di fortuna, ma proprio per questo più avvincente e tenace. Il fulcro, non solo dell'indagine in essere, ma del film stesso riguarda però la figura, inespressa inizialmente, di Harry che agli occhi del cast, ma soprattutto degli spettatori muta notevolmente durante tutto l'arco della pellicola. Chi lo vedo come amico, chi come innamorato, chi come delinquente, chi come vittima di un complotto senza un movente ben definito. Sarà un impostore? Un assassino senza scrupoli? I vari giudizi del pubblico troveranno una risposta e si ribalteranno una volta che avverrà la sua comparsa sotto i riflettori. Ed in questo modo si ribaltano anche le figure di tutti gli altri, il cui ruolo sarà decisamente più chiaro, a partire dal maggiore Calloway (Trevor Howard) inizialmente dipinto come odioso sbirro, in seguito come uomo di giustizia. La forza della pellicola sta infatti molto in questi cambi di prospettiva, che possono riguardare sia la psicologia ed il ruolo dei personaggi, sia il ritmo stesso del film. Impreziosito da una colonna sonora che entrerà a far parte della vita di tutti i giorni, anche la fotografia che spazia su una Vienna decisamente lontana dai canoni americani del noir riesce a rendere unico questo lavoro. Anche i dialoghi, alcuni memorabili come quello sui Borgia o quello sulle persone viste come puntini sacrificabili, riescono nell'intento di dare spessore. La scena dell'inseguimento finale nelle fogne inoltre ha il compito di aggregare e concentrare l'azione e la suspense che si era accumulata in corso d'opera.

Edizione: DVD
Versione in DVD con traccia audio italiana in stereo e sottotitoli impressi per alcuni dialoghi in tedesco. La qualità video non è certo eccelsa. Gli extra però sono numerosi:
  • Trailer
  • La storia del film (testuale)
  • Poster & Locandine
  • Galleria fotografica
  • Cerimonia degli Oscar - 1951 (1 ora e 11 minuti in inglese)

sabato 16 gennaio 2021

Il Lago Delle Oche Selvatiche (2019)

 

Regia: Diao Yinan

Anno: 2019

Titolo originale: Nanfang Chezhan De Juhui (南方车站的聚会)

Voto e recensione: 6/10

Pagina di IMDB (6.8)

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Questi sono cinesi, per davvero. Mi ha consigliato il film Tarabusino, e pur un po' contro voglia, ho accettato di vederlo:  il cinema asiatico, solitamente non mi coinvolge e non mi ispira. Non è una questione di genere, magari ho "provato" poche volte, ma è difficile che faccia presa su di me. Questa volta però ho trovato la pellicola di Yinan, abbastanza affine ai miei gusti. Si tratta di una sorta di thriller con elementi noir, che si focalizza molto sulla forza delle immagini. Che si affidino agli spazi da gestire o alle luci ed ombre che affiancano i protagonisti, tali immagini sono il punto di forza con cui si evolve la trama, visto che i dialoghi sono abbastanza scarni. Per mia fortuna però non sono inesistenti e non ci si deve affidare ad interminabile sequenze di assenza, come mi è già capitato in altre occasioni. Anche l'ambientazione relativa alla Cina contemporanea ha contribuito ad alimentare il mio interesse fin dal principio, che comunque resta poi alto grazie ad un ritmo sostenuto. La malavita spicciola, la polizia, la città tristemente famosa (per altro) di Wuhan, rendono piacevole la visione, anche se certe volte, soprattutto nel finale, si fatica un po' a comprendere quale sia il punto di arrivo. Una caccia all'uomo con molta azione, ma senza che questa si impadronisca troppo del film, ma anche una profondità di intenti che magari ancora non sono in grado di cogliere appieno, ma che aleggia nell'aria e soprattutto nella fotografia.

venerdì 8 gennaio 2021

La Strada Scarlatta (1945)

 

Regia: Fritz Lang

Anno: 1945

Titolo originale: Scarlet Street

Voto e recensione: 6/10

Pagina di IMDB (7.8)

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Film:

E' semplice, ma non è immediato. Per niente. Parte del successo forse lo dobbiamo al soggetto originale La Chienne, ma credo che Fritz Lang ci abbia messo del suo, almeno per quanto riguarda la veste con cui ricopre una pellicola decisamente noir, dalle tonalità scure, che vive la notte. I personaggi sono ben scritti, sconfitti entrambi da se stessi e dagli altri. Non riescono a tenere tra le mani il proprio sogno, anche se sembrano andarci entrambi vicini. Molto vicini. Eppure è solo una menzogna, per un qualcosa che soltanto fugacemente viene afferrato. La bella vita l'una e l'amore l'altro. Bugie e sotterfugi non sono esclusivamente il modo di fare di Kitty (Joan Bennett), che già dall'apparenza ammicca fin da subito ad essere una "poco di buono", ma anche il signor Cross (Edward Robinson) non è cristallino e sincero. Questi due personaggi si muovono attratti l'uno dall'altro per mezzo di un forte desiderio che questi hanno per poter riassestare le proprie esistenze. La nota triste e malinconica che segue tutto il film non è mai però ben visibile, staziona segretamente nascosta, misera e silenziosa, per poi venire fuori al termine delle pellicola, quando ormai tutto è andato perduto, peggiorando scena dopo scena.


Edizione: DVD

Tranquillissima versione in DVD con traccia italiana in stereo, non sporca e un video che approssimativamente ci permette di godere del girato, senza poter essere definito però buono. Soprattutto nella seconda parte, quando luci ed ombre si fondo intermittenti ed in più occasioni sgrana. Gli extra sono tutti composti da schede testuali:

  • La strada scarlatta
  • Il racconto
  • Lo sapevate che...
  • Chi è Fritz Lang
  • Il Lang americano
  • I suoi film

lunedì 16 novembre 2020

Tirate Sul Pianista (1960)

 

Regia: Francois Truffaut

Anno: 1960

Titolo originale: Tirez Sur Le Pianiste

Voto e recensione: 6/10

Pagina di IMDB (7.5)

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Per prima cosa un po' di sana pubblicità: su RaiPlay è disponibile la raccolta Effetto Truffaut che permette la visione gratuita di 11 film del regista in versione integrale, con doppio audio e sottotitoli. Non cadete nel tranello che "alla RAI fanno cose da schifo". Che RaiPlay funziona egregiamente lo sappiamo da sempre, anche se spesso ci scordiamo di accedervi. Questa collezione è davvero meritevole e ne ho approfittato per guardarmi e godermi Tirate Sul Pianista, film che mischia vari generi e stili, dal noir, al thriller, al drammatico e con una punta di commedia. Che Truffaut sia un grande maestro, d'altra parte, non lo si scopre adesso. Ed anche questo fa parte del filone della Nouvelle Vague, riuscendo a stravolgere i capisaldi tanto del noir che del thriller: le figure dei gangster sono vere e proprie parodie drammatiche, così come le scene votate all'azione con sparatorie ed inseguimenti o i pensieri del protagonista, timido ed incerto, che sono in contrasto con la messa in pratica. Lo svolgimento della trama è davvero piacevole, numerose sono le trovate stilistiche che variano di scena in scena Un bel film con forti contrasti che non si limitano soltanto alle azioni dei protagonisti, ma esaltano anche l'appartenenza della trama a più generi differenti tra loro come il dramma e la comicità.

giovedì 1 ottobre 2020

Brivido Caldo (1981)

 

Regia: Lawrence Kasdan

Anno: 1981

Titolo originale: Body Heat

Voto e recensione: 6/10

Pagina di IMDB (7.4)

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Film:

Divagherò inizialmente. Oltre ai vari pregi di questa pellicola di Kasdan, mi viene da parlare del concetto di ramake. Mentre lo guardavo, non riuscivo a farne a meno. E' o non è il remake de La Fiamma Del Peccato? No, perchè la base di partenza non è certo il film di Billy Wilder, ma il romanzo noir La Morte Paga Doppio di James Cain da cui entrambe le trasposizioni traggono ispirazione. Ed entrambi i lavori, anche questo sì, hanno quel bellissimo connotato noir per cui vado matto. Le differenze, ed è normale a distanza di una quarantina d'anni l'uno dall'altro, ci sono eppure non è solo il soggetto ad essere seguito: anche il modo di raccontare la storia, i personaggi, gli intrighi è davvero esaltante in questa combo di casi. Forse l'impatto di Brivido Caldo è meno suggestivo da una parte e maggiormente ritmato da un altro, ma lo si apprezza dall'inizio alla fine. Infatti ho provato un grande disappunto quando ho dovuto interrompere la visione per poi riprenderla. Fortunatamente è così ben fatto che le vicende restano nell'aria ed è possibile assaporarle comunque. 


Edizione: DVD

Preso a Cine Città grazie a Tarabusino è la versione DVD della prima edizione "Z8 20005", adesso molto rara (e costosa). Come extra:

  • 8 schede biografiche
  • Behind the scenes
  • Trailer

venerdì 26 giugno 2020

L'Immensità Della Notte (2019)




Regia: Andrew Patterson
Anno: 2019
Titolo originale: The Vast Of The Night
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (6.7)
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Andrew Patterson alla sua prima prova come regista è riuscito a dare freschezza ad un genere cinematografico dalle mille sfaccettature sfruttando una sceneggiatura in pieno stile anni cinquanta, con pochi mezzi, ma posizionati nel modo corretto. Tanto da richiamare con una leggera nostalgia pellicole (o anche pagine scritte) di decenni fa. Lo fa appunto senza l'ausilio di prepotenti effetti speciali o scenografie imponenti: invece di osare puntando verso l'alto, fa in modo che lo spettatore guardi sì, sopra di sè, ma grazie ad una fotografia ed un montaggio intelligenti. La trama costruita attorno ai due personaggi principali è concepita in maniera che dialoghi abbiano sempre il sopravvento così come i piani sequenza che ci indirizzano in una sorta di curioso thriller dilettantesco. Si resta incollati allo schermo come facevano forse i nostri nonni, aspettando di scoprire cosa accadrà, stregati da quelle voci che indagano e raccontano storie curiose, improbabili o impossibili alla radio. Non certo un capolavoro e forse neanche troppo originale se fosse stato girato nel 1955, ma oggi merita di essere visto con interesse.

domenica 12 aprile 2020

L.A. Confidential (1997)




Regia: Curtis Hanson
Anno: 1997
Titolo originale: L.A. Confidential 
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (7.2)
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Colpevolmente ho visto soltanto oggi questo splendido noir ambientato negli anni cinquanta, e per la precisione concentrato sugli avvenimenti del Natale di Sangue del 1951. Sarebbe bastato avere la lista degli attori presenti (Kevin Spacey, Russell Crowe, Danny De Vito, Guy Pearce, James Cromwell, Ron Rifkin e Kim Basinger) a dovermi far decidere seduta stante. O anche appunto, semplicemente il genere che spazia dal thriller di azione al noir moderno, pur conservando determinati valori che mi hanno sempre attratto. Parte benissimo, finisce anche meglio. Un po' stantia la parte centrale, più ragionata subito dopo la tempesta. Rabbia, violenza, intrighi, falsità e ancora rabbia, violenza, intrighi e falsità. La vita del poliziotto losangelino non è semplice, soprattutto se vuoi essere onesto, ma al tempo stesso sei arrivista. O se vuoi semplicemente far rispettare la giustizia e metti da parte la legge. O se te ne freghi sia della legge che della giustizia, ma vuoi denaro e potere. La violenza diventa l'unico mezzo che hai a disposizione. E la trama raccontata è avvincente, avendo a disposizione fatti realmente accaduti da cui prendere spunto, ma anche parti romanzate ben ideate e messe all'interno di una sintonia fotografica davvero accattivante. Non a caso la sceneggiatura vinse il Premio Oscar. Questa è la città degli Angeli, e voi non avete ancora le ali.

domenica 29 marzo 2020

Agente Lemmy Caution: Missione Alphaville (1965)




Regia: Jean-Luc Godard
Anno: 1965
Titolo originale: Alphaville, Une Etrange Aventure De Lemmy Caution
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.2)
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Faticoso. Molto faticoso. Entrare in questo mix di fantascienza distopica e noir non è stato per niente semplice. Colpa anche della versione presente su Prime Video che  ha solo la traccia audio italiana, intervallata da lunghe parti in francese, senza la possibilità di utilizzare i sottotitoli. A parte questo Godard, sceneggia un trama con dialoghi complicati, ripresi sia appunto da su citato genere noir che da un mondo in cui la tecnocrazia ha imposto esclusivamente ciò che è razionale e logico. Il risultato è un contrasto acceso tra i vocaboli e le azioni, ripreso anche dal bianco e nero della pellicola ed il paesaggio futuristico visibile essenzialmente attraverso gli ambienti modernisti in stile anni sessanta. Inserire un personaggio di altri tempi, all'interno di un contesto futuristico non è affatto facile, anche quando ci si affida ad una base letteraria e romanzata: la messa in visione in questo caso è risultata molto complessa e non sempre (tutt0altro anzi) il messaggio da trasmettere è immediato. Un film sperimentale se vogliamo, non per tutti, ma apprezzabile per chi ha amato lavori passati come Metropolis o futuri come Blade Runner. Labirintico, ai limiti del comprensibile. Io sto benissimo, grazie, prego.

martedì 3 marzo 2020

Michael Chabon - Il Sindacato Dei Poliziotti Yiddish




Autore: Michael Chabon
Anno: 2007
Titolo originale: The Yiddish Policemen's Union
Pagine: 398
Voto e recensione: 4/5
Acquista su Amazon (copertina rigida / ebook)

Trama del libro e quarta di copertina:
Sitka, in Alaska, è un Distretto federale dove il governo degli Stati Uniti ha accolto i sopravvissuti dell'Olocausto e del crollo, nel 1948, del neonato stato d'Israele sotto l'attacco dei paesi arabi. A Sitka si parla yiddish e inglese e i rabbini governano veri e propri imperi criminali. A fare i conti con le macerie della Storia e della propria vita è l'agente Meyer Landsman, impegnato a risolvere l'omicidio di un campione di scacchi eroinomane: chi cospira nell'ombra? Gli ebrei saranno di nuovo cacciati, anche da Sitka? E l'attesa del nuovo Messia sta davvero per terminare? Un romanzo geniale, un noir atipico ricco di invenzioni narrative, che racconta le mille facce dell'identità, della speranza, dell'amore.

Recensione e commento personale:
Boia quanto è bello leggere, e quanto mi è mancato in questi anni. Fortunatamente ho trovato, molto a caso, libri come questo che ti danno ottime sensazioni. Genere? Chi se ne frega in fondo. E' sostanzialmente un noir con base ucronica. E mette a nudo satiricamente , senza cadere nella pesantezza dell'autocritica a tutti i costi (l'autore è ebreo), usi e costumi della tradizione yiddish. Si legge che è un piacere, scorre bene, le descrizioni si capiscono alla perfezione, ha una vena nostalgica e malinconica, ma non tanto riguardo all'ambientazione, quanto sui personaggi. Di esempi ben riusciti con clichè riguardanti il noir o l'hard boiled ne abbiamo molti (e spesso non resto deluso), ma qui pur non sfruttando appieno la cornice che l'autore stesso a costruito, si riesce ad avere una punta di originalità difficile da trovare altrove. Sono rimasto più che soddisfatto. 

martedì 25 giugno 2019

Happy! [Stagione 2]



Anno: 2019
Titolo originale: Happy!
Stagione: 2
Numero episodi: 10
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 La prima stagione era stata davvero una gradita sorpresa, di quelle insperate e parecchio casuali. Così appena ho visto la disponibilità per il seguito mi ci sono catapultato, sperando che mantenesse lo stesso livello. Non tutte le ciambelle escono con il buco però, e la trama di questi dieci episodi di Happy! pur cercando di ricalcare i primi, risulta un po’ acerba e troppo sconclusionata. Prima di ingranare ci mette un po’, per poi affievolire e contorcersi su se stessa nuovamente ed arrivare ad un finale che non ha rispettato le mie aspettative. I personaggi principali, escluso il buon Nick, cambiano un po’ repentinamente faccia, come se avessero da dire qualcosa in più e che il resto fosse già esaurito. Ma nella totalità non si tratta di una serie non riuscita o negativa: solo che i livelli visti in precedenza vengono solo sfiorati in alcune sporadiche occasioni. Tanto splatter, molto distante dal politically correct, divertente in molti dialoghi o situazioni, questo sì, va detto. Però anche un ben cesto di carne al fuoco che cuoce ora lentamente, ora si carbonizza. A questo punto sembra inevitabile una terza stagione con il “nuovo” Nick che resuscitato in stile Misery Non Deve Morire: forzatamente per un continuum. C’era bisogno? Sì. C’era bisogno di farlo morire? No

sabato 15 dicembre 2018

Squadra Volante (1974)




Regia: Stelvio Massi
Anno: 1974
Titolo originale: Squadra Volante
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.2)
Pagina di I Check Movies
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Film:
So che è tardi, ma riscoprire i polizieschi italiani degli anni settanta è davvero un piacere. Così come rispolverare le vecchie pellicole con Tomas Milian protagonista. In questo film peraltro usa la propria voce e non viene doppiato da Ferruccio Amendola come al solito (che qui doppia un altro personaggio però). Sceneggiatura e soggetto interessanti, crudi da thriller con punte di noir che alimentano a pieno il poliziesco. E se vogliamo supera in gran parte molti altri lavori perchè è cupo, con l'eroe spavaldo di hollywoodiana memoria, è forte nella figura del protagonista, ma anche del resto del cast. Una sorpresa gradita, con la vendetta, la sofferenza, la giustizia fai da te. Poco intrigante nello sviluppo della trama, ma altrettanto prepotente e ben costruito.

Edizione: DVD
Purtroppo questa mia versione Cinekult della CG è difettosa. Da 1.15.10 si blocca e si fa fatica ad arrivare al termine. Ben quindici minuti quindi in cui smoccoli per farlo andare, saltando alcuni secondi, per fortuna non cruciali, utilizzando anche il tasto per passare alla scena successiva. Come traccia audio abbiamo l'inglese stereo, l'italiano stereo ed anche l'italiano in multicanale. Gli extra (anche questi con problemi sul disco):

  • Milian calibro 9
  • Trailer originale
  • Anticipazioni Cinekult
  • Stelvio Massi: solitudine e rabbia
  • Nocturno
  • Foto Gallery

mercoledì 28 novembre 2018

Le Catene Della Colpa (1947)

Regia: Jacques Tourneur
Anno: 1947
Titolo originale: Out Of The Past
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (8.1)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Eh non posso farci niente, ma più guardo i vecchi film noir (ed in realtà ne ho visti davvero pochi) e più mi piacciono. E' proprio il loro stile ad intrigarmi, quel bianco e nero che non si limita ad essere un dato tecnico della pellicola, ma fa parte dell'essenza stessa del film. Quelle ombre che si muovono come personaggi, le frasi ad effetto e quelle sospese nell'aria, i volti sofferenti dei vinti. Le Catene Della Colpa porta con sè tutto ciò, ed esalta il genere, elevando la drammaticità dei momenti chiave ed inserendo numerosi colpi di scena e cambi di registro nella scenografia. Molto articolata questa, va seguita attentamente per poter godere poi pienamente di una storia tutt0altro che semplice. Il mondo è spietato perchè lo è il carattere umano, e fare la cosa giusta non porta sempre buoni frutti. Spettacolare.

Edizione: DVD
Versione integrale del film con traccia italiana in stereo che viene sostituita da quella in lingua originale a cui vengono aggiunti i sottotitoli. In più occasioni ci sono dei fruscii di sottofondo, mentre in altre si sente lo stacco netto della traccia. Visivamente la cosa va meglio, perchè nonostante l'età ed il bianco e nero riesce a difendersi abbastanza bene. Non ci sono extra se non d-trailers pubblicitari. All'interno una brochure di due pagine a colori ed in italiano.


sabato 27 ottobre 2018

Vertigine (1944)




Regia: Otto Preminger
Anno: 1944
Titolo originale: Laura
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (8.1)
Pagina di I Check Movies
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Un film degli anni quaranta, a cavallo tra il noir ed il thriller, due facce dello stesso genere se vogliamo. La parte investigativa infatti deve molto alla poca solidità della trama, ma si fa strada anche anche allo studio approfondito che viene fatto delle vite degli indiziati. Il fulcro è il tenente, figura che lascia trasparire poco su di sè, ma indaga e conosce ogni mossa passata degli altri protagonisti. Un uomo solo che svolge prontamente il suo lavoro, ma si invaghisce della femme fatale a cui tutti stanno dietro. E che da vittima iniziale diventa sospettata, presunta complice ed infine nuova perseguitata. Enigmatico quanto basta, con una storia che risulta quantomeno frettolosa nel finale, ma si dipana bene tra i continui cambi di interesse da parte della polizia per quanto concerne l'uomo o la donna da interrogare. Piacevole visione d'insieme.

lunedì 3 settembre 2018

Happy! [Stagione 1]

Anno: 2017
Titolo originale: Happy!
Stagione: 1
Numero episodi: 8
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Ogni tanto mi appariva tra i suggerimenti di Netflix, ma vista la locandina me ne stavo un po' alla larga. Non volevo, con tutto il rispetto, qualcosa di simile a Chi Ha Incastrato Roger Rabbit. Poi invece ho iniziato la prima puntata, così giusto per provare. E beh, basta proseguire per qualche minuto e si capisce che può essere una serie davvero interessante. Anzi, forse qualcosa di più che interessante. A partire dalla figura di Christopher Meloni, la reincarnazione perfetta, tipica, piena di luoghi comuni, del poliziotto noir che ha gettato la propria vita nel cesso. Happy! gira tutto intorno a lui, in maniera cupa, sporca, violenta. Proprio come piace a me. La trama è basilare, non abbiamo grandi colpi di scena  tutto si svolge in maniera abbastanza lineare. Il buono, che sarebbe il protagonista Nick, deve fare i conti contro se stesso ed un bel numero imprecisato di nemici. Non esiste un unico villain, ma c'è quello che funge da mente diabolica e quelli più fisici. Insomma, è roba da vedere, ed otto puntate passano davvero velocemente.