sabato 24 ottobre 2026

Vinci, Leonardo e il carro armato

 

Ogni tanto basta una gitarella fuori porta per staccare dalla solita routine e ritrovarsi in un posto che ha qualcosa da raccontare. Stavolta la meta è stata Vinci, nel cuore delle colline toscane, un borgo che deve buona parte della sua fama a uno dei personaggi più straordinari della nostra storia: non Elon Musk, ma Leonardo da Vinci.

La visita aveva due obiettivi ben precisi: il Museo Leonardiano e la casa natale di Leonardo, ad Anchiano, a pochi chilometri dal centro. Vinci è naturalmente legata al suo cittadino più illustre, nato il 15 aprile 1452 (cosa che non tutti sanno), ma il bello è che qui non ci si limita a celebrare il pittore della Gioconda e dell'Ultima Cena. Il museo permette infatti di scoprire anche l'altro Leonardo, quello ingegnere, inventore e studioso che passava da un'idea all'altra con una curiosità praticamente inesauribile.

Il Museo Leonardiano è distribuito tra alcuni immobili come la Palazzina Uzielli e il Castello dei Conti Guidi, un edificio medievale che ospita anche una parte delle collezioni dedicate alle macchine da guerra, al volo e all'ingegneria. Quello che si osserva sono modelli e ricostruzioni realizzati a partire dai disegni e dagli appunti leonardeschi: non soltanto oggetti curiosi da guardare, ma tentativi di dare una forma concreta a idee che, in molti casi, erano decisamente avanti rispetto ai tempi. Alcune sembrano quasi uscite da un film di fantascienza, se pensiamo che furono concepite secoli prima che la tecnologia potesse davvero renderle possibili.

Tra tutte le opere esposte, però, ce n'è una che continua ad avere un posto speciale nei miei ricordi: il carro armato. Non è una sorpresa, visto che mi aveva colpito già durante una visita di circa trent'anni fa. Tanto che, all'epoca, finii persino per acquistare un modellino da portare a casa. Evidentemente certe passioni non passano: cambiano gli anni, ma davanti a certe invenzioni torno a essere quel visitatore di allora. Nonostante sia un pacifista, sia chiaro. 

Il progetto di Leonardo è affascinante soprattutto per come prova a risolvere un problema molto concreto: avanzare sul campo di battaglia proteggendo gli uomini al suo interno e permettendo loro di attaccare il nemico. La macchina ha una forma simile a quella di una grande testuggine, con una copertura che avrebbe dovuto proteggere l'equipaggio e una serie di cannoni disposti lungo il perimetro, capaci di sparare in diverse direzioni. Nella parte superiore è prevista una torretta con aperture per osservare ciò che accade intorno e coordinare le manovre.

A muovere il tutto, almeno nelle intenzioni del progetto, sarebbe stato un sistema di ingranaggi collegato alle ruote, azionato attraverso manovelle da un gruppo di uomini. Insomma, niente motore diesel, cingoli o telecomandi: soltanto ingegno, forza muscolare e una quantità notevole di meccanica. Il concetto richiama quello dei carri coperti utilizzati in guerra già in epoche precedenti, ma Leonardo lo rielabora a modo suo, cercando di concentrare in un unico mezzo protezione, mobilità e potenza di fuoco.



Il modello che si vede al museo rende tutto questo molto più immediato rispetto a un semplice disegno. Si può osservare la struttura, immaginare gli uomini impegnati a farla avanzare e provare a figurarsi l'effetto che una simile macchina avrebbe potuto produrre agli occhi di un soldato del Quattrocento. Non è difficile capire perché mi fosse rimasta impressa già da ragazzo: ha qualcosa di minaccioso, curioso e quasi fantastico allo stesso tempo.

Dopo il museo, la tappa alla casa natale di Anchiano aggiunge un altro tassello alla visita. Qui il contesto cambia completamente: lasciate le macchine e le sale espositive, si arriva a una semplice dimora di campagna immersa nel paesaggio del Montalbano, tra colline e ulivi. La tradizione identifica questo luogo come la casa in cui nacque Leonardo, anche se la ricostruzione storica delle sue origini non è priva di qualche incertezza. Oggi il percorso comprende contenuti multimediali che raccontano la sua vita e il legame con queste terre.



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Album fotografico Gita familiare a Vinci 

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