Vomito Ergo Rum
Non lasciare che la morale ti impedisca di fare ciò che è giusto
domenica 21 giugno 2026
James Patrick Kelly - L'Utopia Di Walden
Alice Nelle Città (1974)
- Commento audio del regista
- Scene tagliate (16 minuti)
- Conversazione con Wim Wenders (1 ora e 24 minuti)
- Sulla colonna sonora del film (4 minuti)
- Intervista a Wim Wenders (45 minuti)
sabato 20 giugno 2026
Ozzy Osbourne - Blizzard of Ozz
E invece Ozzy, come gli capiterà di fare più volte nella carriera, cade sempre in piedi. La mossa decisiva fu circondarsi del chitarrista giusto: Randy Rhoads, che con il suo stile tecnico e classicheggiante porta nel disco un livello di virtuosismo che lo rende per molti uno dei migliori chitarristi della storia dell'heavy metal, (tipo Eddie Van Halen per influenza sugli anni Ottanta) . Il suo assolo in Mr. Crowley, malinconico e quasi orchestrale, resta tra i più citati di sempre.
Il disco si apre con I Don't Know, un manifesto quasi programmatico, ma è Crazy Train il brano che lo ha reso immortale: riff immediato, ritornello che resta in testa al primo ascolto, e quel "All aboard!" urlato da Ozzy diventato un marchio di fabbrica. Suicide Solution porta dentro un testo controverso, ispirato secondo lo stesso Ozzy alla morte di Bon Scott degli AC/DC (anche se il paroliere Bob Daisley ammise poi che pensava proprio a Ozzy mentre lo scriveva). Goodbye to Romance è il momento più morbido, quasi soft rock, e mostra un lato del cantante meno scontato di quanto l'immagine pubblica suggerisca.
Blizzard of Ozz resta un disco fondamentale per capire l'heavy metal degli anni Ottanta. Rhoads sarebbe morto tragicamente in un incidente aereo nel 1982, lasciando solo due album in studio con Ozzy: pochi, ma sufficienti per consacrarlo come leggenda. E lo stesso Ozzy, scomparso nel 2025, ha lasciato con questo disco una delle pagine più importanti e personali della sua carriera, ben oltre l'ombra dei Black Sabbath.
Type O Negative - Bloody Kisses
Il centro di tutto è Peter Steele: un gigante di quasi due metri, voce profondissima, capace di passare dal sussurro malinconico al growl cupo nel giro di una frase. È quella voce che sembra arrivare da un'altra epoca, avvolgente in modo quasi ipnotico, e che da sola basta a creare l'atmosfera gotica e vampiresca che pervade tutto il disco. Prima dei Type O Negative, Steele suonava nei Carnivore, una band ben più rumorosa e provocatoria; qui invece trova una dimensione più sofisticata, ricordando un po' anche il peso dei Black Sabbath.
Il disco è un continuo gioco di opposti: musica concepita per creare un'atmosfera morbosa e psichedelica da una parte, testi pieni di umorismo nero e sarcasmo dall'altra. Christian Woman, ispirata a una vera storia d'amore di Steele, è il brano più noto e quello che ha aperto le porte del mainstream alla band. Black No. 1 (Little Miss Scare-All), scritta da Steele mentre guidava un camion della nettezza urbana in attesa di scaricare rifiuti, prende in giro con affetto l'estetica gothic dell'epoca (tinte nere ai capelli comprese). La title track, Bloody Kisses (A Death in the Family), nasconde dietro un'apparenza macabra un testo che Steele ammise riguardare la morte del suo gatto. Can't Lose You chiude il disco nel modo più vulnerabile, con una malinconia che resta addosso.
Settantatré minuti di durata, in un anno (il 1993) dominato da grunge e alternative rock, eppure il disco riuscì a vendere oltre un milione di copie, portando il gothic metal a un pubblico che fino ad allora lo ignorava del tutto. Un disco che suona come nient'altro prima e nient'altro dopo, e che merita molta più attenzione di quanta ne riceva ancora oggi.
venerdì 19 giugno 2026
Sul Tuo Cadavere (2026)
Ci sono sere in cui non hai voglia di metterti davanti a un capolavoro del cinema d’autore o a un thriller psicologico che ti spreme le meningi. Sere in cui cerchi solo un sano, scanzonato e un po' becero intrattenimento. Sul tuo cadavere (regia di Jorma Taccone, disponibile su Prime Video) si colloca esattamente in questa categoria: una commedia grottesca, intrisa di black humor e con una spruzzata generosa di sangue.
La trama, ammettiamolo, è piuttosto scontata e non brilla certo per originalità (oltretutto questo è un remake americano di un film scandinavo). Seguiamo una coppia in crisi che decide di passare un weekend in una baita isolata. Il piano segreto di entrambi? Assassinare il coniuge. Ovviamente le cose non vanno come previsto e la situazione sfugge rapidamente di mano, arricchendosi di imprevisti, violenza iperbolica e personaggi assurdi.
Il film non fa nulla per nascondere i suoi cliché, ma gioca le sue carte migliori sul ritmo e sulla spettacolarizzazione delle botte. È un piacere ammirare Samara Weaving, che in questo genere di ruoli a metà tra la scream queen e la dura a morire si muove ormai con una disinvoltura magnetica e riesce sempre a dare una marcia in più alla pellicola con l'aiuto di Jason Segel.
Le scene simpaticamente violente non mancano, il sangue scorre a fiumi a piccoli torrenti, ma lo fa con quel tono talmente esagerato e fumettistico che strappa più di un sorriso invece di disgustare. Non siamo di fronte a un film memorabile o a un cult istantaneo, sia chiaro. Resta un'opera senza troppe pretese.
Se vi approcciate alla visione aspettandovi poco, se cercate solo un'ora e mezza di intrattenimento leggero, scorrevole e violentemente divertente, fa assolutamente il suo dovere. Promosso con riserva, ideale per una serata di puro relax senza perdersi nei meandri del catalogo di Prime Video.
Arthur C. Clarke - Incontro Con Rama
Ci sono classici della fantascienza che orbitano attorno alla tua lista di letture per anni. Ne senti parlare, ne leggi accenni ovunque, ma aspetti il momento giusto. Per me quel momento è arrivato grazie a una promozione sull'intero ciclo che mi ha fatto portare a casa il tomo completo. E sebbene le voci di corridoio dicano che i seguiti non valgano la candela (vedremo a tempo debito se confermare o smentire), il primo capitolo si è rivelato un'esperienza monumentale.
Incontro con Rama è il manifesto definitivo della fantascienza hard. Dimenticate le space opera fatte di guerre stellari e misticismo; qui la protagonista assoluta è la scienza, unita al brivido dell'ignoto. Quando un immenso cilindro perfetto penetra nel sistema solare, l'umanità invia una nave con equipaggio umano, la Endeavour, a esplorarlo. Quello che trovano è un mondo artificiale immenso, silenzioso, geometricamente perfetto e apparentemente deserto. Ho provato a dare in pasto la descrizione a VIKI per creare l'immagine, ma non è particolarmente fedele a come dovrebbe essere.
Arthur C. Clarke non cerca la spettacolarizzazione fine a se stessa, ma la precisione. Le spiegazioni tecniche sono minuziose, rigorose, strutturate per dare un senso di realismo quasi ingegneristico. Durante la lettura è praticamente impossibile non fermarsi, chiudere gli occhi per un secondo e provare a visualizzare la vastità di Rama: il Mare Cilindrico, le città di strutture metalliche, la forza centrifuga che regola la gravità interna, la luce che si accende all'improvviso squarciando le tenebre di un mondo morto. Visivamente è un'opera che toglie il fiato e stimola l'immaginazione come pochissime altre.
Ma il vero colpo di genio sta nella gestione del mistero. Rama non dialoga, non spiega, non si cura della presenza umana. È un gigantesco enigma cosmico che l'uomo può solo sfiorare.
Il finale aperto è, a mio avviso, la chiusura perfetta. Ti lascia addosso una curiosità pazzesca e migliaia di domande senza risposta. Qualcuno potrebbe trovarlo frustrante, ma io trovo che sia esattamente come deve essere: davanti all'immensità dell'universo e a una civiltà infinitamente più avanzata della nostra, l'arroganza umana viene ridimensionata. Non tutto è fatto per essere capito da noi, e il senso di meraviglia sta proprio in questo vuoto.
Senza dubbio, uno dei migliori romanzi di fantascienza che siano mai stati scritti. Un cult assoluto che non ha subito il peso degli anni.
"I ramani fanno ogni cosa in tre esemplari." Con questa frase iconica Clarke chiude il libro, lanciando l'esca per i seguiti. Come dicevo, le recensioni generali sui capitoli successivi (scritti poi in collaborazione con Gentry Lee) sono tiepide, ma la curiosità è tanta. Intanto, questo primo capitolo brilla di luce propria.





