venerdì 30 luglio 2021

Malvagi (2019)

 

Regia: Dan Berk, Robert Olsen
Anno: 2019
Titolo originale: Villains
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (6.2)
Pagina di I Check Movies
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Fresca e carina, anche qualcosa di più, commedia con piccole sezioni grottesche e di black humor. Divertente al punto giusto, senza esagerare, ma con dialoghi spesso interessanti che riescono a caratterizzare le due coppie antagoniste. Ladruncoli in erba, un po' tonti vs borghesucci psicopatici e decisamente più abituati a determinate situazioni ben più pensanti. La parte iniziale è la migliore perchè introduce personaggi principale e mette in mostra il ribaltamento dei ruoli, più in là resta simpatica, anche se non con la giusta dose di tensione che ci si potrebbe aspettare. La trama risulta quindi un po' acerba e scontata, ma non per questo noiosa o poco intrigante: tutto però viene retto da quel senso di commedia nera sempre apprezzato e soprattutto dall'alchimia che si crea nella prima coppia con Bill Skarsgard e Maika Monroe. Vivace nel ritmo e semplice, qualcosa di non nuovissimo, eppure senza grandi pretese, risulta una visione molto piacevole.

Aggiornamento Oxygen OS 11.0.2.1.HD65BA

 
Il OnePlus 7T continua ad aggiornarsi ed OxygenOS arriva alla sua versione 11.0.2.1 che è un minor update pur sempre gradito con i suoi 143 MB di peso. Ecco il changelog che lo riguarda:
  • Sistema
    • Consumi energetici ridotti
    • Migliore gestione del controllo del surriscaldamento
    • Risolto il problema per cui non era possibile riprodurre video HD su alcune piattaforme video
    • Patch di sicurezza Android aggiornate a giugno 2021
  • File Manager
    • Risolto il problema di crash dell'applicazione
  • Telecamera
    • Risolto il problema per cui la fotocamera era sfocata durante le riprese a schermo intero
    • Migliorata la stabilità
  • Telefono
    • Ottimizzata l'interfaccia utente delle chiamate

mercoledì 28 luglio 2021

La Tenda Nera (1956)

 
Regia: Brian Desmond Hurst
Anno: 1956
Titolo originale: The Black Tent
Voto e recensione: 3/10
Pagina di IMDB (5.4)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Pellicola degli anni cinquanta, e come era solito fare in quel periodo si ha una visione approssimativa e limitata dell'esotico. L'ambientazione è quella libica, ed il genere salta tra un pittoresco e finto film di guerra, in cui le poche scene non danno nessun senso di realismo, ad un romantico dalla storia trita e ritrita. Nessuna evoluzione nella trama, costumi abbastanza ridicoli ed inappropriati, ma magari a quei tempi si credeva che fossero scenici ed andassero bene, volti dei protagonisti chiaramente e marcatamente occidentali. Insomma una palla

Edizione: DVD
Versione in DVD della Quadrifoglio senza nessun aspetto veramente negativo. Traccia italiana in multicanale anche se ovviamente non avvolgente. Extra:
  • Galleria fotografica

Robert Macfarlane - Montagne Della Mente. Storie Di Una Passione

 

Autore: Robert Macfarlane
Anno: 2003
Titolo originale: Mountain Of The Mind. A History O A Fascination
Voto e recensione: 2/5
Pagine: 277
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Trama del libro e quarta di copertina 

Solo tre secoli fa, le montagne erano considerate una sorta di malformazione del paesaggio, prive di qualsiasi attrattiva, invise a tutti i popoli per la loro inaccessibilità. Oggi, invece, sono diventate meraviglie della natura che esercitano una straordinaria e spesso fatale attrazione. Come è potuto accadere? Con questo libro, Robert Macfarlane ripercorre la storia dell'incontro fra gli uomini e le montagne. E lo fa attraverso il racconto delle mitiche esplorazioni alpinistiche, le grandi scoperte scientifiche, le opere di poeti e artisti che sono stati posseduti dalla vertigine delle vette. Perché il brivido dell'altitudine e lo stupore del panorama in quota, la ricerca della paura come limite da superare, l'incanto dei ghiacciai hanno reso le cime dei monti una nuova frontiera da esplorare e da cui venire conquistati. 

Recensione e commento personale: 

Credo sia il primo  libro di questo "genere" che leggo oltre che il primo sul tema dell'alpinismo. Pur considerandomi un escursionista, non posso certo definirmi scalatore o alpinista. Dal punto di vista tecnico e sportivo inoltre non mi affascinano a livello personale, almeno per adesso ed in rapporto ad altri tipi di escursioni, ma resto altrettanto interessato dalle vicende di chi lo pratica. Inoltre chi non sogna il Cervino o l'Everest o le altre cime più impegnative? Il saggio di Macfarlane è stato però per me faticoso poichè le parti romanzate e dedicate alle sue avventure personali, che non avrei preso come fonte di ispirazione, ma avrai apprezzato se fossero state più corpose nelle descrizioni, sono poche e frammentate. La maggior parte dello scritto, pur molto scorrevole, è un insieme di divagazioni di ogni tipo che prendono in esame vari aspetti che hanno portato l'uomo ad apprezzare, amare e sfidare la montagna. Tutte molto interessanti peraltro, si focalizzano ora sulla storia, ora sulla letteratura, ora sulla geologia e le sue evoluzioni e così via. Soltanto in alcuni punti le ho trovate troppo specifiche per le mie basi culturali, ma nonostante accendessero il mio interesse cognitivo, mi è parso di leggere un trattato scolastico piuttosto che un libro romanzato, che è ciò che invece mi aspettavo. Erroneamente.

martedì 27 luglio 2021

Revenge (2017)

 

Regia: Coralie Fargeat
Anno: 2017
Titolo originale: Revenge
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (6.4)
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Pubblicizzato come il primo film del filone "rape and revenge" girato da una donna, per quanto mi riguarda lo ho trovato abbastanza distaccato dal titolo e da lavori come I Spit On Your Grave (e successivi). Onestamente, almeno nella parte iniziale mi ha pure dato quel senso di film mal riuscito, che vuole pretendere di farsi grande, ma non ci riesce per colpa di una sceneggiatura insensata ed irreale, esagerata, che non ha i piedi per terra. Pensavo fossero forzature romanzate per dare un senso alla trama, mentre invece proseguendo si nota che sono dettagli voluti per dare senso estetico e pulp alla pellicola stessa. Matilda Lutz inoltre è spettacolare: non tanto per la bellezza come sarebbe facile vedere subito a prima vista, ma per quanto è brava ad incarnare il clichè della ragazzina sprovveduta che succhia il lecca lecca e vuole andare a vivere a Los Angeles per essere notata, mentre nel frattempo si limita ad essere l'amante di un padre di famiglia (altro clichè ben studiato), per poi tramutarsi in una preda all'apparenza facile da essere cacciata, ma in realtà dinamica e spietata senza mai arrendersi. Tutto, dalle ambientazioni desertiche alla scelta dei colori che dipingono il contesto, dai dialoghi veloci ed affrettati, dalle scene violente con litri di sangue sprecato e mutilazione ai limiti dello splatter che non possono esistere così a lungo nella realtà, dà un senso di atipico e se vogliamo anche onirico o almeno surreale. Se guardiamo solo alla trama ed allo sviluppo di questa abbiamo un qualcosa di assurdo ed incredibile soprattutto nei confronti della protagonista, ma proseguendo è impossibile non divertirsi e non rimanere affascinati dalle scelte registiche e di montaggio, dalla fotografia che indugia sia sugli spazi aperti che sui dettagli macabri delle ferite. Volutamente trash in molte sue parti, Revenge è una grande prova, coraggiosa e spero non solitaria di questa regista francese alle prime armi: Coralie Fargeat.

La Tela Dell'Inganno (2019)

 
Regia: Giuseppe Capotondi
Anno: 2019
Titolo originale: The Burnt Orange Heresy
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.1)
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L'arte, i critici ed il valore che diamo o viene dato da questi ad alcuni artisti o opere. Il film di taratura internazionale di Giuseppe Capotondi, per quanto riguarda il cast è comunque ambientato in Italia ed ha come soggetto un romanzo di Willeford  degli anni settanta. Attraverso una serie di dialoghi, non sempre all'altezza delle aspettative ed un po' autocompiacenti, si muove spiegando al pubblico l'importante figura del critico che può dare successo o meno ad una tale opera e renderla accattivante o anche no. Tutto sta intorno alla parole, o anche alle bugie. Fortunatamente non è un tedioso saggio su arte ed artisti in stile documentario, ma un susseguirsi di concetti interessanti e realistici che si fondono con lo spessore dei personaggi principali, pochi, ma ben inseriti e che divaga in una sorta di dramma con piccole punte da thriller. Non mancano quindi gli spunti per far virare un genere dal ritmo lento e cadenzato, che tutto sommato riesce ad appagare lo spettatore.