Il sound è funk rock nella sua forma più pura ovvero grezzo, fisico, immediato. Flea al basso è il motore di tutto, con linee che non stanno mai ferme. John Frusciante alla chitarra sa essere tagliente su Give It Away e Suck My Kiss e delicato quasi aereo su Breaking the Girl. Anthony Kiedis alla voce alterna rap, canto e urlo con una disinvoltura che all'epoca sembrava quasi arrogante, e forse lo era, ma funzionava. E poi c'è Under the Bridge: una ballata malinconica scritta da Kiedis su un momento di solitudine profonda a Los Angeles, con un finale orchestrale che arriva da un'altra dimensione rispetto al resto del disco. È il brano che più di tutti spiega quanto i RHCP sapessero fare cose diverse, anche quando nessuno se lo aspettava.
Vomito Ergo Rum
Non lasciare che la morale ti impedisca di fare ciò che è giusto
sabato 6 giugno 2026
Red Hot Chili Peppers - Blood Sugar Sex Magik
Il sound è funk rock nella sua forma più pura ovvero grezzo, fisico, immediato. Flea al basso è il motore di tutto, con linee che non stanno mai ferme. John Frusciante alla chitarra sa essere tagliente su Give It Away e Suck My Kiss e delicato quasi aereo su Breaking the Girl. Anthony Kiedis alla voce alterna rap, canto e urlo con una disinvoltura che all'epoca sembrava quasi arrogante, e forse lo era, ma funzionava. E poi c'è Under the Bridge: una ballata malinconica scritta da Kiedis su un momento di solitudine profonda a Los Angeles, con un finale orchestrale che arriva da un'altra dimensione rispetto al resto del disco. È il brano che più di tutti spiega quanto i RHCP sapessero fare cose diverse, anche quando nessuno se lo aspettava.
venerdì 5 giugno 2026
Bosch [Stagione 1]
Una Di Famiglia - The Housemaid (2025)
martedì 2 giugno 2026
Monte Murano e Serra San Quirico
Terzo e ultimo giorno di cammino di questa mini vacanza marchigiana. Domani si riparte con calma verso casa, ma prima c'è tempo per l'ultimo atto sui sentieri. Per l'occasione decido di tornare nella stessa zona di ieri, la Gola Rossa, ma cambiando completamente prospettiva e spostandomi sul versante opposto.
Il punto di partenza è il borgo di Serra San Quirico, da cui attacco subito, senza alcun riscaldamento, la ripida ascesa verso la cima del Monte Murano. Strada facendo decido di non seguire una traccia lineare e improvviso un anello per il rientro, disegnando la discesa al momento. Sulla carta sono "solo" 15 chilometri, ma le gambe e il cronometro non mentono: alla fine questo si rivela il percorso più impegnativo e tecnico di tutti i giorni passati. Il tracciato ha un carattere decisamente wild e vario; a tratti regala scorci panoramici pazzeschi sulla gola e sulle vallate circostanti, mentre per lunghi tratti si sprofonda dentro la fitta vegetazione del bosco.
Il vero banco di prova, però, arriva nella zona delle grotte: le discese qui si fanno rispettare, sono incredibilmente ripide e con un fondo di sassi e terra battuta che sdrucciola che richiede la massima concentrazione per non finire a terra. Giusto per rendere le cose ancora più interessanti, mi addentro anche in un paio di fuori sentiero improvvisati nel fitto della vegetazione; niente panico, con un po' di senso pratico e d'orientamento riesco a ritrovare la traccia principale senza troppi grattacapi.
Al termine del giro, e anche oggi è tornato il caldo, il meritato relax si consuma tra le viuzze di Serra San Quirico. È un piccolo borgo medievale davvero suggestivo, arroccato sulla roccia. Il modo migliore per chiudere in bellezza quattro giorni intensi di montagne, panorami e passi veloci.
Album fotografico Monte Murano e Serra San Quirico
lunedì 1 giugno 2026
Monte Revellone e Cupramontana
Terzo giorno di questo ponte marchigiano e le gambe iniziano a girare con il ritmo giusto, pronte per la prima vera sfacchinata nell'entroterra. Destinazione: Monte Revellone. La mattina inizia sotto il cielo lindo, ma le previsioni (che ho saggiamente guardato) promettino poco di buono. Non non è certo qualche goccia di acqua a rovinare i miei piani. Gli scarponi mordono subito il sentiero per un lungo e articolato viaggio tra le pieghe di questi colli.
Il tracciato si rivela una meraviglia selvaggia, un saliscendi continuo che per sette ore abbondanti mi fagocita dentro un paesaggio fatto di boschi fitti e silenziosi, picchi rocciosi che spuntano all'improvviso e antichi eremi incastonati nella pietra, dove l'aria sa di storia e di isolamento totale. Tutto perfetto, se non fosse che a un certo punto la natura decide di ricordare a tutti chi comanda: il cielo si chiude completamente e inizia a piovere. Non sapendo bene quanta acqua avesse intenzione di scaricare e non avendo troppa voglia di testare la tenuta stagna di kwaino + pantaloni corti + scarpe basse sotto un diluvio universale, decido che è il momento di cambiare marcia. Il ritorno, che per non farsi mancare nulla si sviluppa tutto in salita, si trasforma così in una marcia forzata a ritmo serrato. Esattamente come nelle versioni di latino. Spingo forte sulle gambe, il fiato si fa corto, ma alla fine riesco a chiudere l'anello portando a casa la bellezza di oltre 28 chilometri. Un chilometraggio da maratona di montagna fatto a passo decisamente svelto, con i muscoli caldi che quasi ringraziano per la strigliata.
Il pomeriggio, nonostante sia zuppo come una spugna usata in piscina, prende una piega decisamente più rilassata, soprattutto perché in macchina ho un ombrello. Mi sposto di pochi chilometri per una piccola visita alla vicina Cupramontana. Se Jesi è la regina dei castelli, qui ci si trova nel cuore pulsante del Verdicchio. Il borgo accoglie con quella tipica quiete collinare, fatta di vicoli in pietra, palazzi storici che si affacciano su piazze ordinate e una vista pazzesca anche se diobono piove. Passeggiare senza l'assillo del cronometro tra le sue stradine è il contrappeso perfetto alla faticata della mattina. Un caffè, quattro passi per respirare l'aria di questa capitale del vino e poi si rigira la macchina verso la base. Un'altra giornata da incorniciare è passata, e i monti marchigiani continuano a non deludere le aspettative.
Album fotografico Monte Revellone e Cupramontana

