Autore: Saxon
Anno: 1980
Tracce: 9
Formato: CD
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I Saxon non erano i più tecnici né i più innovativi della scena ( i Maiden e i Judas Priest stavano già altrove) ma avevano qualcosa che funzionava in modo diverso: una fisicità diretta, un suono da pub e da strada, riff costruiti per essere suonati a tutto volume senza troppi fronzoli. Wheels of Steel è il secondo album, quello che li catapultò fuori dall'underground e li portò nei grandi palasport, con una formula semplice ma irresistibile. Chitarre doppie affidate a Graham Oliver e Paul Quinn, ritmo biker quasi boogie in certi momenti, e la voce graffiante di Biff Byford che tiene tutto insieme con una sicurezza disarmante.
Il disco è frontalmente caricato nel senso migliore: Motorcycle Man, la title track e 747 (Strangers in the Night), quest'ultima ispirata a un blackout di New York nel 1965 che costrinse diversi aerei a restare in volo nel buio, sono tre brani che da soli giustificano l'acquisto. Machine Gun chiude il disco con una furia antidisturbo compatta ed efficace. Il resto è solido, diretto, senza riempitivi inutili.
Non è un disco complesso, e non ha alcuna intenzione di esserlo. È metal grezzo e onesto, suonato da gente che veniva dal circuito dei club operai inglesi e non ha mai cercato di sembrare qualcosa di diverso. Per questo funziona ancora oggi e per questo è rimasto nella storia.


