Vomito Ergo Rum
Non lasciare che la morale ti impedisca di fare ciò che è giusto
martedì 21 luglio 2026
Odissea (2026)
Cala Seregola: riqualificazione
Cala Seregola, Elba: Un Faro di Cultura e Storia
Immaginate la vecchia struttura, non più un rudere fatiscente, ma un edificio vibrante, ricco di vita e significato. Ecco alcuni elementi chiave della riqualificazione:
- Punto d'Informazione e Accoglienza: Al piano terra, un'area accogliente per i visitatori, con informazioni sulla storia della miniera, la flora e fauna locali, e i percorsi naturalistici dell'Elba.
- Museo Minerario: Ai piani superiori, uno spazio espositivo dedicato alla storia dell'estrazione mineraria all'Elba. Pannelli informativi, reperti, attrezzature e fotografie storiche raccontano la vita dei minatori e l'evoluzione dell'attività estrattiva.
- Terrazza Panoramica e Punto Ristoro: La terrazza sul tetto, accessibile anche alle persone con disabilità, offre una vista mozzafiato su Cala Seregola e il mare. Un piccolo chiosco o caffetteria serve prodotti locali e spuntini veloci.
- Spazi per Mostre Temporanee ed Eventi: All'interno, aree flessibili per mostre temporanee d'arte, laboratori didattici per bambini, conferenze e presentazioni di libri, legati alla storia dell'Elba, alla geologia e alla sostenibilità ambientale.
- Integrazione con la Spiaggia e il Paesaggio: La struttura è integrata armoniosamente nel paesaggio circostante. La vegetazione mediterranea autoctona, come ginestre, rosmarino e oleandri, è piantata intorno all'edificio. Un sentiero naturalistico collega la struttura alla spiaggia e ai percorsi interni dell'isola.
- Sostenibilità Ambientale: La riqualificazione include soluzioni ecosostenibili, come pannelli solari per l'energia elettrica, un sistema di raccolta dell'acqua piovana e materiali edilizi a basso impatto ambientale.
Un Luogo per Tutti, un Luogo per Sempre
Questa visione non è solo un sogno, ma una possibilità concreta di trasformare un rudere fatiscente in un luogo di cultura, storia e comunità. Un luogo dove passato e presente si incontrano, dove la storia dell'estrazione mineraria all'Elba viene raccontata e preservata per le generazioni future. Un luogo accessibile a tutti, senza scopi di lucro, che arricchisce la vita di residenti e turisti, e valorizza la bellezza unica di Cala Seregola.
Immaginate l'edificio come un nuovo faro di cultura e storia, che guida i visitatori alla scoperta delle meraviglie dell'Elba e della sua ricca eredità mineraria.
domenica 19 luglio 2026
Elba: anche spiagge #6
Oggi mi sono dedicato nuovamente ad andare in spiaggia, ma per comodo ne ho scelta una sola. Selvaggia ed a sud (con scirocco quindi non proprio l'ideale, ma soffiava così piano che non valeva la pena rinunciare per prudenza eccessiva). Nonostante mi svegli abbastanza presto rispetto alla media dei vacanzieri, oggi l'obiettivo principale era scegliere una spiaggia che non venisse presa d'assalto. Ho optato per la suggestiva Cala Seregola ed ho vinto la scommessa: anche se via via ha iniziato a riempirsi, lo ha fatto in maniera molto più godibile rispetto alle spiagge più gettonate.
Cala Seregola si trova tra Rio Marina e Cavo, sul versante orientale dell'isola, ed è tutt'altro che una spiaggia come le altre. È nata infatti nel cuore del distretto minerario di Rio Marina, lungo quella che viene chiamata la "Costa che Brilla" : il nome non è casuale, perché la sabbia rossastra e nerastra, ricca di ematite e altri minerali ferrosi, sotto il sole crea un effetto luccicante davvero particolare. Alle spalle dell'arenile si trovano i resti della miniera di Rio Albano, un tempo una delle più importanti d'Italia, e sulla destra si vedono ancora i ruderi dei magazzini e del vecchio pontile da cui il minerale veniva imbarcato per raggiungere gli altiforni di Piombino e Portoferraio, attivo tra i primi del Novecento e gli anni della guerra. Camminando dal parcheggio verso la spiaggia si respira ancora quell'atmosfera un po' sospesa da archeologia industriale, sebbene per molti sia soltanto degrado.
Il resto della giornata è filato secondo copione: acqua limpida, caldo quasi sardo.
Album fotografico Elba: anche spiagge #6
sabato 18 luglio 2026
Lucius Shepard - Le Stelle Senzienti
Nonostante sia inserito in una collana di fantascienza, questo romanzo breve mi è parso più vicino al genere fantastico che a quello propriamente sci-fi, se proprio bisogna appiccicargli un'etichetta. In realtà, a lettura conclusa, credo che la definizione più onesta sia che si muove al confine tra più cerchi che si intersecano, senza appartenere del tutto a nessuno: c'è dentro qualcosa di fantascientifico, qualcosa di horror, e una buona dose di quello che potremmo chiamare realismo magico applicato alla provincia americana.
Il modo in cui è costruito mi ha ricordato non poco certe atmosfere di Stephen King: si parte da una descrizione quasi ordinaria di vita di paese, per poi lasciar entrare, di soppiatto, qualcosa di curioso e sovrannaturale che va a incrinare quella normalità. È una scrittura scorrevole, capace di tenere insieme il quadro sociale di una comunità e la sua deriva verso l'inspiegabile senza strappi eccessivi, cosa che rende la lettura piacevole anche per chi, come me, non cerca necessariamente il fantastico puro.
Un altro tassello godibile della mia rassegna estiva tra gli Odissea Delos, che continua a confermarsi la misura giusta per le mie letture da spiaggia.
Elba: anche spiagge #5
Sveglia alle 4.35 del mattino, con quel misto di incoscienza e voglia di novità che solo certe idee balzane sanno generare. Direzione Portoferraio, spiaggia delle Ghiaie, perché stamattina c'era in programma qualcosa che non capita tutti i giorni: un concerto all'alba.
L'appuntamento era per le 5.30, con Susanna Di Scala al violino e Matilde Galli al pianoforte a fare da cornice musicale al sorgere del sole sul mare, dentro la rassegna Summerissima promossa dal Comune di Portoferraio (con tanto di colazione offerta) . Hanno suonato soprattutto colonne sonore, tra cui la splendida Morricone di C'era una volta in America, ed è stato uno di quei momenti in cui la location fa la metà del lavoro (l'altra metà l'ha fatta la mancanza di sonno, che rendeva tutto ancora più onirico).
Dopo essermi goduto le Ghiaie durante il concerto mi sono spostato subito alla Padulella. Sono stato il primo a metterci piede, e mi sono conquistato il posto migliore e più ambito della spiaggia (soddisfazione che a quest'ora del giorno vale doppio). Tuffi rigeneranti e primissime ore godute in santa pace, prima che il tam tam mattutino richiamasse tutti quanti: già alle 9.00 era tutto pieno di gente.
Per la seconda parte della giornata mi sono spostato verso la più tranquilla Bagnaia, ombrellone e sdraio al Sunset Beach, giusto per bilanciare l'adrenalina da levataccia con un pomeriggio di puro dolce far niente.
Album fotografico Elba: anche spiagge #5
mercoledì 15 luglio 2026
Doors - Light My Fire
Il contenuto era sostanzialmente quello dell'album d'esordio ufficiale del 1967, The Doors, pubblicato dalla Elektra, con la tracklist leggermente riordinata e alcuni errori nelle attribuzioni in copertina (tra cui Alabama Song accreditata in modo scorretto). Una ristampa non ufficiale, insomma, camuffata da album autonomo grazie a un titolo diverso. Quando me ne accorsi, recuperai il CD del debut originale, anche perché ho usato raramente il supporto, preferendo appunto il lettore compact disc.
I Doors sono una di quelle band che non hanno bisogno di presentazioni e al tempo stesso le richiedono sempre, perché chiunque conosca Jim Morrison come mito non necessariamente conosce la musica. Il quartetto di Los Angeles (Morrison alla voce, Ray Manzarek alle tastiere, Robby Krieger alla chitarra e John Densmore alla batteria) registrò l'esordio nel 1966, e il risultato fu qualcosa che non assomigliava a niente di quello che girava in quel momento. Niente basso (Manzarek copriva le linee di basso con la mano sinistra su un organo), niente psichedelia californiana solare e leggera, niente flower power. Al suo posto: blues, jazz, oscurità, e quella voce di Morrison che sembrava arrivare da un posto che non si riesce a localizzare con precisione.
Break On Through (To the Other Side) apre il disco come un manifesto: ritmo in 4/4 con accenti su ogni beat, chitarra tagliente, Morrison che canta con una sicurezza quasi insolente per un esordio. Soul Kitchen è un blues lento e lisergico che cresce senza fretta. Alabama Song, ripresa dal musical Ascesa e caduta della città di Mahagonny di Brecht e Weill, è la sorpresa del disco: una ballata quasi cabaret che non c'entra niente con il resto e funziona meglio di qualsiasi cosa più coerente avrebbe fatto. Light My Fire è ovviamente il brano che tutti conoscono: sette minuti nella versione album, con l'assolo di Manzarek e Krieger che occupa quasi metà del brano e che la versione singola dovette tagliare brutalmente per passare in radio. E poi c'è The End, undici minuti claustrofobici con il monologo edipico di Morrison nel mezzo che ancora oggi suona come qualcosa di difficile da guardare in faccia.
Non è un disco facile da catalogare, e non ha mai smesso di sembrare fuori tempo rispetto a qualsiasi epoca lo si ascolti. Che arrivi su un vinile Duchesse comprato al discount o sul CD originale Elektra, cambia poco: il suono è quello, e non si dimentica.





