Vomito Ergo Rum
Non lasciare che la morale ti impedisca di fare ciò che è giusto
domenica 1 novembre 2026
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sabato 31 ottobre 2026
Old (2021)
giovedì 29 ottobre 2026
Targhe personalizzate
Dopo oltre vent’anni di promesse rimaste su carta, l’Italia compie un passo concreto verso le targhe auto su misura. Con le recenti disposizioni introdotte dal Governo e inserite nella riforma del Codice della Strada, viene finalmente fissata la cornice operativa e, soprattutto, il listino prezzi per chi desidera distinguersi nel traffico.
Come funziona e quanto costa
La novità prevede la facoltà di richiedere una specifica combinazione alfanumerica a fronte di una tariffa dedicata:
- Auto (coppia di targhe): costo fissato a 600 euro, ripartiti tra i 500 euro spettanti all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per la produzione e 100 euro (maggiorazione del 20%) destinati al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
- Moto (singola targa): tariffa complessiva di 360 euro.
La targa resterà vincolata al telaio del veicolo immatricolato (non potrà quindi essere "portata via" su una nuova auto in caso di vendita) e il servizio diverrà pienamente operativo con i successivi decreti attuativi e l'aggiornamento dei sistemi della Motorizzazione.
Nonostante il costo non indifferente, la personalizzazione italiana non ricalcherà la totale libertà all'americana o di altri Paesi europei. Lo schema ministeriale impone infatti il rigido rispetto della sintassi standard: due lettere, tre numeri e due lettere (es. AA 000 AA).
Questo significa che la parte centrale deve essere tassativamente numerica, escludendo a priori sequenze che prevedono lettere nel blocco di mezzo come 20 VER 09.
Visto che non è possibile collocare lettere nella sezione centrale per comporre l'agognato "VER", l'ambizione cede il passo al pragmatismo: i 600 euro rimarranno comodamente in tasca.
Helloween - Master Of The Rings
La storia che precede il disco è quella di una band che era quasi implosa. Dopo i due Keeper of the Seven Keys degli anni Ottanta, considerati il vertice assoluto del power metal europeo, gli Helloween avevano attraversato due anni difficilissimi: Pink Bubbles Go Ape e Chameleon, i due dischi precedenti, avevano deluso i fan con una svolta stilistica non voluta, e nel mezzo erano arrivate le uscite di Michael Kiske e del batterista storico Ingo Schwichtenberg (probabilmente per il nome difficile da pronunciare e soprattutto scrivere) , quest'ultimo in gravi difficoltà personali (morirà tragicamente nel 1995). La band era allo sbando. Invece di chiudersi, scelsero di ripartire con una formazione nuova: Andi Deris alla voce, proveniente dai Pink Cream 69, band tedesca con influenze glam, e Uli Kusch alla batteria, in seguito noto per i Masterplan. Due ingressi che sembravano rischiosi, e che invece funzionarono.
Il confronto con Kiske è inevitabile e in parte ingeneroso. Deris ha un timbro completamente diverso: più scuro, più aspro, con una vena hard rock che si distanzia dal falsetto cristallino del predecessore. Non è peggio, è diverso, e col tempo quella differenza è diventata un valore aggiunto. Su Master of the Rings si sente una band che ha recuperato motivazione e direzione, con un suono più muscolare e meno levigato rispetto ai Keeper. Where the Rain Grows è il brano che meglio incarna questa rinascita: power metal diretto, ritornello potente, Deris in stato di grazia. Sole Survivor ha un'energia quasi aggressiva che gli Helloween degli anni Ottanta non avevano sempre. Perfect Gentleman è il momento più accessibile e radiofonico, quasi una concessione al mainstream che però funziona. Still We Go chiude il disco come un inno di rientro, un manifesto della band che riprende in mano la propria storia.
Non è i Keeper, e non cerca di esserlo. È un disco che riconosce il cambio di guardia senza nasconderlo, che costruisce qualcosa di diverso invece di imitare il passato. Considerato che la band era sull'orlo del collasso, è già un risultato notevole. Il resto è power metal solido, ben suonato, con una voce che ci vuole qualche ascolto per entrare ma che poi difficilmente lasci andare.




