giovedì 9 aprile 2026

Manowar - The Triumph Of Steel

 
Artista: Manowar
Anno: 1992
Tracce: 8
Formato: CD
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Con i Manowar ho già dichiarato la mia posizione: li seguo, li ascolto, e mi vergogno un po' di ammetterlo. The Triumph of Steel  non aiuta esattamente a superare questa ambivalenza ed anzi, la incarna in modo quasi esemplare.

Il disco apre con Achilles, Agony and Ecstasy in Eight Parts: ventotto minuti divisi in otto movimenti dedicati alle vicende dell'eroe omerico. Ventotto minuti. In apertura. Se c'è una cosa che i Manowar non hanno mai avuto è il senso della misura, e qui lo dimostrano con una grandiosità che sfiora il grottesco  eppure, come spesso accade con loro, funziona lo stesso. Non perché sia raffinata, ma perché è suonata con una convinzione assoluta che disarma qualsiasi tentativo di ironia. Eric Adams alla voce è nel pieno della sua forma, e su certi passaggi epici riesce a fare cose che pochi cantanti metal possono permettersi.

Il resto del disco alterna momenti più diretti e muscolari come Metal Warriors, Burning  ad altri che scivolano nella retorica più pomposa che la band sa produrre. La differenza rispetto a Hail to England è evidente: lì c'era una compattezza e una cattiveria che tenevano tutto in piedi; qui la lunghezza e la grandiosità prendono il sopravvento, e il disco finisce per essere meno coeso.

È un Manowar tipico degli anni Novanta più dilatato, più ambizioso, con tutti i pregi e i difetti che questo comporta. Lo ascolto, mi vergogno un po', e vado avanti.

mercoledì 8 aprile 2026

Iron Maiden - Virtual XI

 
Artista: Iron Maiden
Anno: 1998
Tracce: 8
Formato: CD
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C'è un periodo nella storia degli Iron Maiden che i fan tendono a sorvolare rapidamente, e Virtual XI ( ne è forse il momento più emblematico. È il secondo disco con Blaze Bayley alla voce, uscito in un momento in cui la band stava cercando una direzione dopo l'addio di Bruce Dickinson, e si sente. Anche se siamo al suo secondo album con il gruppo.

Bayley non è il problema. Va detto chiaramente: è un cantante con la sua identità, la sua potenza, il suo stile. Il problema è che quella voce più bassa, più terrigna, meno teatrale di Dickinson , non si sposa naturalmente con il suono Maiden, e l'album non trova mai un modo convincente per risolvere questa tensione. Alcuni brani sembrano scritti pensando a un cantante diverso, altri suonano come tentativi di adattarsi a qualcosa che non si adatta del tutto.

C'è però un tentativo di sperimentazione che va riconosciuto. The Clansman è probabilmente il pezzo più riuscito del disco poichè risulta epico, lungo, con una costruzione che ricorda i momenti migliori della band, e Bayley che ci mette dentro tutto quello che ha. Lightning Strikes Twice funziona come brano diretto e senza fronzoli. Qualcosa, insomma, si salva. Ma il disco nel complesso suona come una band che sta cercando se stessa senza ancora trovarsi, con qualche lungaggine di troppo e una produzione che non aiuta.

Non è una bocciatura definitiva. È un disco rimandato, uno di quelli che si ascolta con rispetto per il tentativo, sapendo però che i Maiden sapevano fare molto di meglio. E che di lì a poco avrebbero dimostrato di saperlo ancora.

lunedì 6 aprile 2026

Juventus 2 - Genoa 0


 
Articoletto veloce perchè mi annoio, ma voglio comunque tenere traccia dei passi buoni o di quelli falsi fatti dalla Juventus, in questo Campionato. Anche perchè ormai solo questo è rimasto, essendo usciti dalle altre competizioni. Vista in differita in nottata, ma senza sapere il risultato, mi son goduto un ottimo primo tempo. E mi son fatto anche fregare dalle reti bianconere e dal gioco votato in attacco. Credevo potesse finire in goleada. Invece ci siamo fermati e abbiamo portato avanti un secondo tempo tedioso e giocato male. Comunque tre punti importanti che ci consentono ancora di sperare nel quarto posto. 

Il ritorno a Pasquetta

 
Prendiamola con senso zen, anche quando non tutto va per il verso giusto. Torno dalla mia breve vacanza elbana con una nave della mattina che mi porta a Piombino. Posso rivedere Zizzi e passare il giorno di festa con le ed altri amici. Abbiamo tempo per fare diverse cose tra cui incontrarci a Baratti per vedere il pratone infestato di ex noi con palloni, palline, aquiloni e forse droni e farci una breve passeggiata prima di pranzo. Con il senno di poi ci sarebbe stato tempo anche per salire sulle Apuane, volendo. Infatti il pranzo si è rivelata una lunghissima ed estenuante attesa per avere un semplice "birraepanino". Ma vabbeh, quel che è fatto è fatto e poco importa se in realtà è stata una merenda. Proseguiamo tutti e sei verso una nuova passeggiata, questa volta in pineta al Lago Verde e ci svacchiamo sulla spiaggia per digerire. Ultima puntatina sul calar del sole nella ridente Populonia (stazione) dove la genuinità vince su tutto.

domenica 5 aprile 2026

Elba: non solo spiagge #28 (Promontorio di Capoliveri)

 

Pasqua. Niente pranzo della tradizione, niente tavolate, almeno non oggi. Prima si cammina.

Il promontorio di Capoliveri è uno di quei posti che non deludono mai, e la scelta di farne un anello panoramico per il giorno di Pasqua è stata più che azzeccata. Il territorio qui porta ancora i segni delle vecchie miniere di ferro, pirite, ematite, che per secoli hanno definito l'economia di questa parte dell'isola. I tracciati che seguono il promontorio sono gli stessi su cui ogni anno si disputano le gare di Mountainbike che hanno reso Capoliveri famosa nel mondo del ciclismo off-road: sentieri tecnici, cambio continuo di quota, panorami che si aprono e si chiudono tra la macchia con una frequenza quasi ritmica. A piedi si gode tutto questo con un ritmo diverso, più lento, più consapevole. Meno faticoso soprattutto. 

A metà percorso, pausa pranzo alla spiaggia di Buzzancone. Quasi deserta, come ci si aspetta da una spiaggia elbana a Pasqua, ancora troppo presto per i bagnanti, giusto in tempo per chi preferisce il silenzio. Un buon posto per fermarsi, mangiare qualcosa e guardare il mare senza fretta.

Si chiude il cerchio risalendo verso il promontorio e tornando a Capoliveri, uno dei borghi più belli dell'isola con strade strette, vicoli in salita, quella sensazione di paese che non ha ancora perso la sua misura. Un giretto tra i vicoli per concludere la giornata, prima di rientrare alla base.

Album fotografico Promontorio di Capoliveri 

sabato 4 aprile 2026

Elba: non solo spiagge #27 (Mar di Capanne e Ramerino)

 

Secondo giorno, e la primavera ha deciso di fare sul serio. Temperatura in salita, vento quasi azzerato, luce piena. Il tipo di giornata in cui non si può stare fermi.

La mattina parte da Porto Azzurro. Seguo un anello in senso orario che porta prima all'Azienda Agricola Arrighi con vigne e macchia in uno dei panorami più riconoscibili dell'Elba orientale e poi si ricollega alla tratta principale della GTE presso Terra e Cuore. Fin qui tranquillo. Poi mi stacco dal sentiero principale e imbocco il famoso 205, segnalato come EE, escursionisti esperti come Jack, con due brevi tratti attrezzati con cavo d'acciaio. La destinazione è la cima del Monte della Croce, che sulla carta topografica risponde al nome di Mar di Capanne. Vista stupenda. Non c'è nemmeno da specificarlo anche a questa altezza irrisoria sull'isola, con questa giornata, sarebbe strano il contrario. La discesa avviene lungo i tornanti nel bosco, piacevole e ombreggiata, fino al Santuario del Monferrato. Chiuso, neanche a dirlo, nonostante i tanti turisti in giro. L'anello si chiude passando per la spiaggia di Barbarossa e il sentiero Carmignani, che costeggia il carcere e riporta in paese. Tredici chilometri in tutto.

Tredici chilometri che evidentemente non bastano, perché è ancora presto. Scooter, cambio di zona, e secondo trekking della giornata. Mi sposto al Cavo e opto per un anello che tocca la Cala delle Alghe, segue il sentiero del Ramerino con profumo garantito, passa dal Mausoleo Tonietti e ridiscende al mare. Niente di impegnativo, ma il giusto per chiudere la giornata in bellezza senza lasciare troppo presto i sentieri.

Due trekking, due zone dell'isola, un sacco di primavera. Si potrebbe fare di peggio per un sabato di Pasqua.

Album fotografico sul trekking di Porto Azzurro 
Album fotografico sul trekking del Cavo