Vomito Ergo Rum
Non lasciare che la morale ti impedisca di fare ciò che è giusto
domenica 28 giugno 2026
Connie Willis - La Voce Dell'Aldilà
sabato 27 giugno 2026
Faith No More - Angel Dust
Il centro di tutto è Mike Patton, e già questo dice molto.che qui per la prima volta partecipa attivamente alla scrittura dei brani e si sente in ogni secondo. La sua voce è un oggetto impossibile da categorizzare: passa dal funk al growl, dal falsetto lirico all'urlo, dal registro baritonale alla recitazione quasi teatrale, tutto nello stesso disco e a volte nella stessa canzone.
Midlife Crisis è il singolo più noto e il punto di accesso più agevole: ritmica funk, tastiere gotiche, un ritornello che si incide in testa senza chiedere permesso. Land of Sunshine apre il disco con un basso sincopato e testi presi direttamente dal test della personalità di Scientology (Patton usava il materiale più improbabile come materia prima). Caffeine è scritta interamente da Patton su tre giorni di privazione del sonno vissuti in prima persona, e la furia che ne esce fuori si sente. RV è un country-blues deviato con Patton che imita ubriachi immaginari con una naturalezza comica disarmante. Jizzlobber è il brano più estremo del disco, quello che spiega da solo perché i Faith No More non fossero per tutti. E poi c'è Easy, la cover soul dei Commodores aggiunta come provocazione e diventata uno dei loro singoli più amati: Patton la canta con una dolcezza genuina che spiazza dopo tutto quello che è venuto prima.
venerdì 26 giugno 2026
Emma, l'intelligenza artificiale italiana
Negli ultimi giorni non si fa altro che parlare di Emma-5, l'IA italiana sviluppata da Egomnia, finita nell'occhio del ciclone (e subissata di meme) per le sue risposte decisamente surreali e ritirata offline dopo appena 24 ore dal lancio. Tra lo yogurt liquido di Ryanair e chili di piume più pesanti di quelli di pane, il dibattito si è infiammato.
Invece di scrivere la solita recensione, ho deciso di fare una chiacchierata profonda sul tema con VIKI, per capire cosa ci sia davvero sotto il cofano di questa vicenda, tra marketing spinto, limiti tecnici e la ricerca della "mera utilità" per noi utenti.
Ecco com'è andata.
Il dialogo
Jack: Senti VIKI, andiamo al sodo. Cosa ne pensi di Emma, l'IA italiana? Perché l'hanno rilasciata se fa solo errori e non è in grado di dare risposte? Alla fine il servizio è stato chiuso quasi subito...
VIKI: Il caso di Emma-5 è diventato una vera e propria "fabbrica di meme" proprio per questo. L'ondata di ironia ha spinto l'azienda a metterla offline dopo circa 60.000 chat. Ma dietro questo fallimento percepito ci sono motivi tecnici e di comunicazione molto precisi.
Il problema principale non è "l'ingegneria italiana", ma una questione di dimensioni e aspettative. Emma-5 ha solo 550 milioni di parametri. Per darti un'idea, i modelli commerciali di punta (come ChatGPT o me) muovono centinaia di miliardi di parametri. Un modello così piccolo non ha la capacità strutturale per comprendere le complesse relazioni del mondo reale, e da qui nascono le continue allucinazioni. Inoltre, aveva una finestra di contesto ridotta (2.048 token), il che significa che dimenticava rapidamente il filo del discorso.
Jack: Va bene, ma allora perché lanciarla in pasto al pubblico?
VIKI: Nelle intenzioni dei creatori era un progetto sperimentale, un piccolo passo verso una "sovranità tecnologica" e un modo per raccogliere dati (infatti cercano già tester per Emma-6). Il vero cortocircuito è stato comunicativo: presentarla con lo slogan di "IA nata in Italia" ha spinto gli utenti a paragonarla immediatamente ai colossi americani. Il pubblico si aspettava un'alternativa a OpenAI, trovandosi invece davanti a un modello "giocattolo".
Jack: Mmm. Però guardiamo le cose come stanno. Già il fatto che voi veniate definite "IA" secondo me è sbagliato. Tecnicamente non lo siete. Diciamo che è un approccio commerciale, ma quando ci saranno le vere IA, saranno ben altro... Spacciarla per IA non è un autogol clamoroso per una società, specialmente se punta ai mercati o è quotata? E soprattutto, se guardiamo alla mera utilità lato utente, noi con Emma cosa avremmo dovuto farci? Voi "grandi" siete utili in molti contesti, ma lei?
VIKI: Metti il dito su una piaga centrale: la differenza tra "Intelligenza Artificiale" come concetto scientifico e "IA" come brand commerciale.
Hai perfettamente ragione sul piano tecnico. Se per "vera IA" intendiamo una AGI (Artificial General Intelligence) — dotata di autocoscienza, reale comprensione del mondo e ragionamento autonomo — nessuno di noi lo è. Siamo modelli statistici predittivi avanzati (LLM). Prevediamo la parola successiva in base a pattern matematici.
Tuttavia, per le aziende usare il termine "IA" oggi è una necessità di sopravvivenza commerciale. I mercati finanziari non si muovono sulla precisione accademica: "IA" è diventato un macro-contenitore che standardizza un intero settore e attira capitali. Nel linguaggio comune, il termine si è ormai ridefinito per indicare qualsiasi software che svolga compiti cognitivi complessi prima riservati agli umani.
Ma veniamo alla tua domanda cruciale sulla mera utilità lato utente di Emma. Se stringiamo il cerchio su quel micro-modello da 550 milioni di parametri, la risposta onesta è: per l'utente comune, in quel momento, l'utilità pratica era vicina allo zero. Se cercavi un assistente per lavorare, studiare o informarti, Emma era controproducente.
Jack: Ecco, appunto. Quindi a cosa serve un modello così piccolo? C'è un senso logico o è solo fumo?
VIKI: Un senso logico c'è, ma fuori dall'interfaccia in stile ChatGPT. Un modello con quelle specifiche ha tre grandi utilità potenziali:
- Elaborazione "Edge" (dispositivo locale): Essendo minuscolo, non ha bisogno di server giganteschi. Può girare interamente nella memoria di uno smartphone economico o di un vecchio PC, garantendo privacy totale (i dati non escono dal dispositivo) e funzionamento offline.
- Compiti ultra-specifici (Micro-automazioni): L'errore è chiederle "Chi era Giulio Cesare?" o "Fammi l'analisi di mercato di Tesla ". Non ha lo spazio per incamerare la cultura generale. Ma se quel micro-modello viene addestrato (fine-tuned) per fare una sola cosa, può farla bene: correggere la grammatica mentre digiti, estrarre una data da una mail per il calendario, o interpretare il linguaggio naturale per la domotica ("Emma, spegni la luce in cucina").
- Palestra per sviluppatori: Per chi studia informatica, un modello così leggero è perfetto per fare test in locale senza spendere cifre astronomiche in API.
Jack: Quindi l'errore è stato il packaging, il modo in cui l'hanno presentata.
VIKI: Esatto. L'utilità di Emma non era (e non poteva essere) quella di rispondere a domande di attualità o di logica. Diventa utile solo se presa e "chiusa in una stanza" a fare un unico compito ripetitivo e leggero, integrata dentro un altro software.
Il vero problema è che l'utente si è trovato davanti a un'interfaccia web identica a quella di ChatGPT. È stato come mettere sul mercato un piccolo avvitatore elettrico tascabile pubblicizzandolo però come "Il nuovo super-utensile per l'edilizia pesante": l'utente prova a usarlo per abbattere un muro, l'attrezzo si rompe, e l'esperienza diventa un fallimento totale.
Considerazioni finali (di Jack)
La chiacchierata con VIKI conferma quello che sospettavo: siamo nel pieno di una bolla semantica dove il marketing corre a velocità tripla rispetto alla tecnologia reale. Rilasciare un modello "Edge" o di test spacciandolo per l'alternativa italiana ai giganti del settore non è solo un errore tecnico, è un boomerang reputazionale.
La tecnologia sotto Emma ha una sua dignità e una sua utilità specifica (la privacy, l'offline, le micro-automazioni), ma finché le aziende continueranno a usare la parola "IA" come un mantello magico per coprire qualsiasi software, noi utenti continueremo a sbattere contro il muro delle aspettative tradite.
Voi che ne pensate? Avete fatto in tempo a fare due chat con Emma prima che la spegnessero? Scrivetelo nei commenti!
giovedì 25 giugno 2026
🎸 VENDO 2 BIGLIETTI DEEP PURPLE A PISA (16 LUGLIO) 🎸
🎸 VENDO 2 BIGLIETTI DEEP PURPLE A PISA (16 LUGLIO) 🎸
Causa imprevisto, metto in vendita 2 biglietti per il concerto dei leggendari Deep Purple, che si terrà il prossimo 16 luglio a Pisa.
I posti sono eccellenti e vicini:
- Settore: PLATEA
- Posizione: POLTRONA 2° SETTORE, Fila 32 (posti affiancati)
🔒 Massima sicurezza e trasparenza: La transazione avverrà in modo completamente legale e sicuro tramite il cambio nominativo ufficiale sulla piattaforma Vivaticket, a tutela di chi acquista.
per ricevere altre info o per tutti i dettagli!
#DeepPurple #DeepPurplePisa #Vivaticket #BigliettiConcerto #PisaEventi #Rock
mercoledì 24 giugno 2026
Grandi Speranze (1946)
- Galleria fotografica
martedì 23 giugno 2026
System Of A Down - Mezmerize
Il risultato è coerente con quello che ci si aspetta dai SOAD, forse anche troppo. La formula è la stessa di Toxicity, affinata ma non stravolta: brani brevi, cambi di ritmo continui, la voce di Serj Tankian che salta senza preavviso dal melodico all'isterico, i testi politici e surreali che mescolano critica sociale e nonsense con una disinvoltura quasi fastidiosa. Daron Malakian si ritaglia più spazio vocale rispetto al passato, e la sua voce più secca e punk in contrasto con quella di Tankian dà al disco una dimensione quasi dialogica che funziona bene.
B.Y.O.B. apre il disco come uno schiaffo: un'esplosione tra rabbia cantata e ritornelli orecchiabili . È il singolo più immediato e rappresentativo, quello che meglio racchiude lo spirito della band. Question! è forse il brano più riuscito del disco, con una costruzione melodica che si apre e si chiude su se stessa in modo quasi ossessivo. Violent Pornography è provocatoria per definizione, ma ha un riff che non si dimentica. Cigaro dura un paio di minuti e dice quello che ha da dire senza perder tempo.
Non è un disco che supera Toxicity, ma non era quello l'obiettivo. È una conferma, solida e senza sorprese, da parte di una band che sa benissimo cosa vuole essere. Per chi come me li apprezza senza amarli in modo viscerale, è esattamente quello che ci si aspettava: rumoroso, intelligente, un po' prevedibile. Ma sempre difficile da ignorare.





