venerdì 27 novembre 2020

The Raid - Redenzione (2011)

 

Regia: Gareth Evans

Anno: 2011

Titolo originale: Serbuan Maut

Voto e recensione: 5/10

Pagina di IMDB (7.6)

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La mia unica esperienza (credo) con il cinema indonesiano è stata con Jungle Virgin Force, così quando Tarabusino prima e Roikin poi, mi hanno consigliato The Raid (che già avevo visto ondeggiare tra i titoli di Prime Video) ero un tantino scettico. Invece si è rivelata una sorpresa davvero gradita. Il regista (gallese lui) Gareth Evans porta (già lo aveva fatto) nel cinema occidentale le arti marziali indonesiane: il pencak silat, che è decisamente piacevole. La coreografia sono davvero splendide, leggermente ripetitive alla lunga, ma si soprassiede a questo fatto grazie a diverse location ed all'utilizzo di armi da taglio o raramente oggetti. The Raid è comunque un'opera che pur incentrandosi sui combattimenti, riesce ad andare oltre, inserendo una trama, anche se scontata e prevedibile, che dona sale a tutta l'azione presente. Anche gli attori il loro compitino lo svolgono senza troppo dover vincere l'Oscar, ma neanche un Razzie La varietà degli scontri resta comunque la killer app, dosata da un buon montaggio e da una fotografia chiara che rende il tutto decisamente spettacolare.

mercoledì 25 novembre 2020

Scrubs - Medici Ai Primi Ferri [Stagione 7]

Anno: 2007 - 2008
Titolo originale: Scrubs
Stagione: 7
Numero episodi: 11
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 Quanto tempo!!! Più di sei anni sono passati dalla visione della sesta stagione.  Ogni tanto ci pensavo, ci ripensavo anzi, ma preso da altri genere non ho mai messo in pratica la voglia di rivederlo. Poi, giusto un paio di giorni fa lo ho cercato su JustWatch ed ho visto che era presente su Prime Video. Quindi perchè privarsene? Sono ripartito da dove avevo lasciato, ovvero ho iniziato la settima stagione. Soltanto undici episodi, a dispetto di tutte le altre che sono sostanzialmente più corpose. Un bell'antipastino quindi prima di ricominciare a capo fitto. E' divertente, anzi è sempre divertente. Anche a distanza di anni, c'è il rischio della risata solitaria ed improvvisa. Ok, i protagonisti crescono, o ci provano, le loro vite cambiano, ma noi continuiamo ad amarli perchè sono tutti degli eterni Peter Pan, che pur sapendo che esistono oneri nella vita, continuano a divertirsi e farci divertire. Sì, mi è presa proprio voglia di continuare con le restanti stagioni.

martedì 24 novembre 2020

Juventus 2 - Ferencvaros 1

 

Potevano essere due punti persi, e saremmo stati qui a piangere sul latte versato. Rammaricandoci per le disattenzioni e la poca concretezza, per i due pali colpiti, per la mancanza di cattiveria o chissà per cos'altro. Invece eccoci matematicamente passati alla fase successiva, pur battendo con fatica, un avversario davvero docile sulla carta. La partita dell'andata infatti ci aveva dimostrato ben altro spessore e magari i giocatori l'hanno presa un po' troppo sottogamba. Ad esclusione della rete subita c'è però da dire che di veri pericoli non ce ne sono stati, ma è risultato abbastanza irritante il non arrivare concretamente a ribaltare il risultato in pochissimi minuti. Vabbeh, il tempo a disposizione è tanto ed i giocatori lo hanno sfruttato tutto. Questa sera ho visto nuovamente bene il Berna, male invece Dybala ed i subentrati Kulu e Chiesa. Decisivo ancora una volta il nostro Morata (Ronaldo lo sappiamo da sempre). Una delle rare occasioni in cui possiamo imparare dagli errori fatti, con il sorriso sulle labbra.

First Man - Il Primo Uomo (2018)

 

Regia: Damien Chazelle

Anno: 2018

Titolo originale: First Man

Voto e recensione: 5/10

Pagina di IMDB (7.3)

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Purtroppo le aspettative erano abbastanza alte, ma sono rimasto deluso nel complesso. First Man è un adattamento cinematografico della biografia ufficiale di Neil Armstrong, il primo uomo a mettere piede sulla Luna. Sulla Luna ripeto, non è che ha fatto un'escursione sul Promontorio di Piombino. Rimasto decisamente folgorato in positivo dai volti che compongono il cast, ho atteso che prendesse ritmo, senza mai essere accontentato. In effetti più che una storia sulla missione dell'allunaggio è proprio un concentrarsi sulla figura dell'astronauta americano fin da poco prima che iniziasse a lavorare per la NASA. Una storia che avrebbe potuto essere avvincente, anche senza scomodare chissà quali fatti romanzati, ma ha poco dinamismo. Sia chiaro, la staticità non è prorompente e sicuramente va premiato il realismo con cui lo spettatore è portato a viaggiare in questa avventura, ma anche la presenza di Ryan Gosling mi è parsa troppo compassata. Forse in linea con il personaggio e la sceneggiatura che non sembrano affatto volersi piegare al lato commerciale del cinema. Lato che comunque nel suo aspetto più positivo rende tali opere un intrattenimento che piace spesso al pubblico, senza dover per forza andare a colpire una nicchia più sparuta. Se comunque immagini e fotografia restano di alto livello stesso discorso vale per la scelta di musiche ed audio, compresi anche i lunghi silenzi e la mancanza di rumori nelle scene più epocali. Su Amazon Prime (non so se anche nel resto delle versioni) inoltre abbiamo una gradita parte in cui possiamo ascoltare le voci originali dell'epoca (o almeno, così sembra) , ma i sottotitoli sono fuorvianti e largamente incompleti. Il cinema ha mostrato la storia personale di Neil Armstrong, ma con poche emozioni. 

lunedì 23 novembre 2020

Velvet Buzzsaw (2019)

 

Regia: Dan Gilroy

Anno: 2019

Titolo originale: Velvet Buzzsaw

Voto e recensione: 5/10

Pagina di IMDB (5.7)

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L'arte è bella da morire. E' proprio questo che Dan Gilroy intende raccontarci in un horror che terrorizza poco o niente ed a conti fatti risulta essere sconclusionato. Nel mezzo però c'è un qualcosa di veramente valido, come la satira sul mondo delle gallerie d'arte moderna, ricettacolo di ambiziosi artisti, commercianti, pubblicitari e uomini d'affari. Non esattamente in questi termini, ma il film si concentra e si focalizza essenzialmente su un tipo di arte che viene pesantemente commercializzata grazie a lusinghe, giochi di potere e recensioni: un ambiente in cui cinismo, spietatezza e prontezza sono all'ordine del giorno. Non sempre c'è etica, non sempre c'è un vero e proprio gusto soggettivo e personale nei confronti dell'arte. Spesso questa si muove in base all'artista, ma anche a tutti coloro che gli ruotano attorno. Purtroppo la vena artistica intesa come creazione della pellicola ha diverse velleità e riesce ad essere inconcludente, nonostante gli ottimi spunti in partenza. Come horror è particolarmente risibile, e nonostante la presenza di Jake Gyllenhaal che a mio avviso fa una prova sensazionale, stenta a decollare. Sempre parlando di cast abbiamo anche un compassato ed un po' inutile John Malkovich, la giovane Natalia Dyer (Stranger Things) di cui è difficile capire il ruolo e la più navigata Rene Russo che finalmente si toglie anche se momentaneamente dal brand Marvel. Sembra che il film non abbia proprio niente da dire una volta lanciato il sasso, eppure si nota essere ben raccontato, avere una fotografia degna di nota ed una regia che sicuramente non acerba. A conti fatti si fa guardare molto bene ed attira l'attenzione, ma poteva essere sicuramente molto meglio.

domenica 22 novembre 2020

Un Sacco Bello (1980)

 

Regia: Carlo Verdone

Anno: 1980

Titolo originale: Un Sacco Bello

Voto e recensione: 6/10

Pagina di IMDB (7.2)

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Primo film girato e sceneggiato da Carlo Verdone che è risultato un successo ieri come lo è esattamente oggi. Ho infatti approfittato con interesse dell'offerta suggeritami da Sky per poter avere gratuitamente ed on demand alcuni suoi film. D'altra parte, per quanto riguarda un certo tipo di commedia nostrana questo suo esordio che lo vede coinvolto come regista, sceneggiatore ed attori in più ruoli segna una certa svolta sia nel suo modo di fare cinema sia per il cinema stesso italiano. Almeno nella sua scena commediale dagli anni ottanta. Verdone porta al cinema personaggi e dialoghi che sono un suo marchio di fabbrica con un susseguirsi di scene che vanno a scandagliare il modo di essere di alcuni archetipi del giovane italiano. Se da un lato può risultare leggermente trash ed amarcord, dall'altro non invecchia affatto male riuscendo a far guardare lo spettatore ad un lato importante della nostra storia, che anche se non si ripete nei minimi particolari, si assomiglia.