Quarto giorno, e il fulcro di oggi è un trekking vero, il "circular" Estós, Ibonet de Batisielles, Ibón Grande de Batisielles, Ibón de Escarpinosa (da pronunciare come una cantilena in processione) , circa sedici chilometri con mille metri di dislivello. Ieri sera un temporale ha spazzato via un po' di afa e questa mattina, quando parto dal parcheggio di Estós, il termometro segna 13 gradi. Una vera goduria. Affronto la prima parte del percorso, lungo il fiume Estós e poi su tra i boschi verso il Ibonet, con la felpa tecnica a maniche lunghe addosso, e mi godo davvero ogni passo di questa salita iniziale, fresca e regolare. Poi il sentiero cambia carattere e diventa più rognoso, quindi meno godibile, eh eh eh.
Arrivato al primo laghetto, il piccolo Ibonet de Batisielles, incastonato tra prati verdi sotto le pareti delle Agujas de Perramó, decido di percorrere l'anello in senso antiorario seguendo le indicazioni della traccia. Salgo così fino all'Ibón Grande de Batisielles, dove arrivo davvero in solitaria. Non c'è un'anima. Solo io, i monti che circondano il lago e un silenzio di tomba. Qui il turismo è prevalentemente spagnolo, quindi mentre io scendo, loro salgono, e ci si incrocia appena a fine (mia) giornata.
A proposito di discesa, quella che porta dal Ibón Grande all'Ibón de Escarpinosa è davvero tosta ed epica, soprattutto nel lunghissimo tratto di sfasciume, sassaia e pietrame. Non c'è più una traccia segnata, se non gli omini di pietra che devi individuare o intuire di tanto in tanto, ma tra gruppi di sassi sui sassi non è che aiutino granché a orientarsi. Scendere è reso complicato dal terreno instabile e dal caldo che nel frattempo è tornato a farsi sentire. Se qualcuno arriva su questa traccia da Wikiloc con in programma questa discesa in caso di pioggia o brutto tempo, ci pensi dieci volte prima di affrontarla. All'Ibón de Escarpinosa si arriva anche dall'altro lato, in salita, ed è probabilmente l'opzione più sensata per chi non vuole rischiare sulla pietraia. Anche questo lago merita davvero, con le sue acque che riflettono il Pico Perdiguero e i boschi di pino nero tutt'intorno.
Il ritorno al parcheggio, lungo la discesa normale che ripercorre il valico di Estós, è stato invece riposante, quasi una passeggiata dopo la sassaia. Una giornata di quelle che restano impresse, tra freddo mattutino, solitudine in quota e un po' di sana adrenalina da orientamento.
Album fotografico Circular Estós, Pirenei





