Vomito Ergo Rum
Non lasciare che la morale ti impedisca di fare ciò che è giusto
giovedì 23 luglio 2026
The Handmaid's Tale [Stagione 2]
Il pisolino pomeridiano
C'è un momento della giornata, d'estate soprattutto, in cui l'unica cosa sensata da fare è arrendersi. Finito il primo turno, con il sole che picchia e l'aria che sembra uscita da un forno, non esiste impegno, commissione o buona intenzione che regga il confronto con il letto. Neanche andare al mare è sempre la più buona delle idee. Così negli ultimi mesi mi sono ritrovato a spostare tutta la mia vita attiva più tardi: niente più palestra, pausa estiva , ma corsa nel tardo pomeriggio o la sera, quando il caldo molla un po' la presa e si può respirare senza sentirsi in un sauna. E in mezzo, tra il turno e la corsa, ci sta lui: il pisolino, che nei mesi caldi smette di essere breve e diventa una faccenda seria, un'ora e mezza, a volte due.
Il calo di energia del primo pomeriggio non è un difetto di carattere, è scritto nel nostro orologio circadiano, che tra l'una e le quattro produce un naturale abbassamento di vigilanza indipendente da quanto abbiamo dormito la notte prima. La cosa buffa è che noi italiani questa verità l'avevamo capita per intuito molto prima che la scienza la certificasse con l'elettroencefalogramma, solo che l'abbiamo chiamata pisolino e ce ne siamo un po' vergognati, complici decenni di cultura aziendalista anglosassone che ci ha convinti che dormire di giorno sia da fannulloni.
Il caso più citato, quello che ha reso rispettabile il pisolino anche agli occhi dei più scettici, arriva dalla NASA, che negli anni novanta studiò i piloti durante i lunghi voli intercontinentali. Ai piloti veniva data una finestra di quaranta minuti per riposare in cabina, e in media si addormentavano per circa ventisei minuti. Il risultato fu che chi si concedeva questo pisolino mostrava un miglioramento della prontezza di attenzione fino al cinquantaquattro per cento e della performance sul lavoro di circa un terzo, rispetto a chi restava sveglio tutto il turno. Considerando che parliamo di gente che deve far atterrare un aereo, non è un dettaglio da poco.
Qui però va fatta una distinzione che mi riguarda da vicino, perché io d'estate raramente mi fermo ai fatidici venti minuti. Il sonno si articola in cicli di circa novanta minuti ciascuno, e nei primi venti-trenta minuti si resta nelle fasi leggere, quelle che rigenerano la mente senza scivolare nel sonno profondo. Se ci si sveglia proprio in quella fase profonda, a metà di un ciclo, si prova la cosiddetta inerzia del sonno: quella sensazione di essere stati tirati fuori da un pozzo, con la testa impastata per la mezz'ora successiva. Il trucco, quando il caldo e la stanchezza chiedono più di un quarto d'ora, è allora arrivare a completare uno o due cicli interi, cioè attorno ai novanta o ai centottanta minuti, così ci si sveglia comunque a fine ciclo e non nel mezzo. Non è un caso che le mie ore e mezza o due di sonnellino estivo, che a un osservatore esterno sembrano un eccesso, dal punto di vista della fisiologia del sonno hanno più senso di un pisolino di quaranta minuti lasciato a metà.
Detto questo, vale la pena essere onesti sui limiti della faccenda. Un conto è concedersi ogni tanto un recupero lungo nei giorni più torridi, un altro è farne un'abitudine quotidiana per tutto l'anno: alcuni studi hanno collegato i sonnellini lunghi e frequenti a un rischio cardiovascolare maggiore, oltre al fatto che dormire troppo a lungo di pomeriggio può rubare pressione al sonno notturno, soprattutto per chi già fatica ad addormentarsi la sera. Nel mio caso il fatto di spostare la corsa a sera tardi aiuta proprio a smaltire quell'energia in eccesso e a ritrovare la stanchezza giusta per dormire bene la notte, altrimenti il rischio di ribaltare completamente i ritmi sarebbe concreto.
Resta il fatto che io, dopo aver passato una vita a considerare il pisolino un lusso da vacanza, oggi lo tratto come una risposta fisiologica a un clima che d'estate diventa ostile a qualsiasi cosa non sia stare fermi all'ombra. Corro quando il sole è basso, dormo quando il sole è alto, e in mezzo cerco di far quadrare tutto il resto. Funziona, e soprattutto adesso ho anche la scusa scientifica pronta per chi mi guarda storto quando esco dal sonnellino delle due ore con l'aria di chi si è appena svegliato in un altro fuso orario.
martedì 21 luglio 2026
Odissea (2026)
Cala Seregola: riqualificazione
Cala Seregola, Elba: Un Faro di Cultura e Storia
Immaginate la vecchia struttura, non più un rudere fatiscente, ma un edificio vibrante, ricco di vita e significato. Ecco alcuni elementi chiave della riqualificazione:
- Punto d'Informazione e Accoglienza: Al piano terra, un'area accogliente per i visitatori, con informazioni sulla storia della miniera, la flora e fauna locali, e i percorsi naturalistici dell'Elba.
- Museo Minerario: Ai piani superiori, uno spazio espositivo dedicato alla storia dell'estrazione mineraria all'Elba. Pannelli informativi, reperti, attrezzature e fotografie storiche raccontano la vita dei minatori e l'evoluzione dell'attività estrattiva.
- Terrazza Panoramica e Punto Ristoro: La terrazza sul tetto, accessibile anche alle persone con disabilità, offre una vista mozzafiato su Cala Seregola e il mare. Un piccolo chiosco o caffetteria serve prodotti locali e spuntini veloci.
- Spazi per Mostre Temporanee ed Eventi: All'interno, aree flessibili per mostre temporanee d'arte, laboratori didattici per bambini, conferenze e presentazioni di libri, legati alla storia dell'Elba, alla geologia e alla sostenibilità ambientale.
- Integrazione con la Spiaggia e il Paesaggio: La struttura è integrata armoniosamente nel paesaggio circostante. La vegetazione mediterranea autoctona, come ginestre, rosmarino e oleandri, è piantata intorno all'edificio. Un sentiero naturalistico collega la struttura alla spiaggia e ai percorsi interni dell'isola.
- Sostenibilità Ambientale: La riqualificazione include soluzioni ecosostenibili, come pannelli solari per l'energia elettrica, un sistema di raccolta dell'acqua piovana e materiali edilizi a basso impatto ambientale.
Un Luogo per Tutti, un Luogo per Sempre
Questa visione non è solo un sogno, ma una possibilità concreta di trasformare un rudere fatiscente in un luogo di cultura, storia e comunità. Un luogo dove passato e presente si incontrano, dove la storia dell'estrazione mineraria all'Elba viene raccontata e preservata per le generazioni future. Un luogo accessibile a tutti, senza scopi di lucro, che arricchisce la vita di residenti e turisti, e valorizza la bellezza unica di Cala Seregola.
Immaginate l'edificio come un nuovo faro di cultura e storia, che guida i visitatori alla scoperta delle meraviglie dell'Elba e della sua ricca eredità mineraria.
domenica 19 luglio 2026
Elba: anche spiagge #6
Oggi mi sono dedicato nuovamente ad andare in spiaggia, ma per comodo ne ho scelta una sola. Selvaggia ed a sud (con scirocco quindi non proprio l'ideale, ma soffiava così piano che non valeva la pena rinunciare per prudenza eccessiva). Nonostante mi svegli abbastanza presto rispetto alla media dei vacanzieri, oggi l'obiettivo principale era scegliere una spiaggia che non venisse presa d'assalto. Ho optato per la suggestiva Cala Seregola ed ho vinto la scommessa: anche se via via ha iniziato a riempirsi, lo ha fatto in maniera molto più godibile rispetto alle spiagge più gettonate.
Cala Seregola si trova tra Rio Marina e Cavo, sul versante orientale dell'isola, ed è tutt'altro che una spiaggia come le altre. È nata infatti nel cuore del distretto minerario di Rio Marina, lungo quella che viene chiamata la "Costa che Brilla" : il nome non è casuale, perché la sabbia rossastra e nerastra, ricca di ematite e altri minerali ferrosi, sotto il sole crea un effetto luccicante davvero particolare. Alle spalle dell'arenile si trovano i resti della miniera di Rio Albano, un tempo una delle più importanti d'Italia, e sulla destra si vedono ancora i ruderi dei magazzini e del vecchio pontile da cui il minerale veniva imbarcato per raggiungere gli altiforni di Piombino e Portoferraio, attivo tra i primi del Novecento e gli anni della guerra. Camminando dal parcheggio verso la spiaggia si respira ancora quell'atmosfera un po' sospesa da archeologia industriale, sebbene per molti sia soltanto degrado.
Il resto della giornata è filato secondo copione: acqua limpida, caldo quasi sardo.
Album fotografico Elba: anche spiagge #6
sabato 18 luglio 2026
Lucius Shepard - Le Stelle Senzienti
Nonostante sia inserito in una collana di fantascienza, questo romanzo breve mi è parso più vicino al genere fantastico che a quello propriamente sci-fi, se proprio bisogna appiccicargli un'etichetta. In realtà, a lettura conclusa, credo che la definizione più onesta sia che si muove al confine tra più cerchi che si intersecano, senza appartenere del tutto a nessuno: c'è dentro qualcosa di fantascientifico, qualcosa di horror, e una buona dose di quello che potremmo chiamare realismo magico applicato alla provincia americana.
Il modo in cui è costruito mi ha ricordato non poco certe atmosfere di Stephen King: si parte da una descrizione quasi ordinaria di vita di paese, per poi lasciar entrare, di soppiatto, qualcosa di curioso e sovrannaturale che va a incrinare quella normalità. È una scrittura scorrevole, capace di tenere insieme il quadro sociale di una comunità e la sua deriva verso l'inspiegabile senza strappi eccessivi, cosa che rende la lettura piacevole anche per chi, come me, non cerca necessariamente il fantastico puro.
Un altro tassello godibile della mia rassegna estiva tra gli Odissea Delos, che continua a confermarsi la misura giusta per le mie letture da spiaggia.





