martedì 13 ottobre 2026

Don't Say A Word (2001)

 
Regia: Gary Fleder
Anno: 2001
Titolo originale: Don't Say A Word
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.3)
Pagina di I Check Movies
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Se dico che i thriller non li fanno più come una volta, vorrei che fosse chiaro che non è solo nostalgia. Gli anni novanta da questo punto di vista sono stati grandiosi, e Don't Say a Word è del 2001, ma poco cambia, siamo in quel filone lì. La cosa che mi dà più credito è che l'ho guardato oggi per la prima volta, quindi niente effetto ricordi di un tempo, niente gioventù a fare da filtro rosa. Ho visto un film nuovo con gli occhi di adesso, e mi è piaciuto lo stesso.

Il regista è Gary Fleder, con  Michael Douglas che fa Nathan Conrad, uno psichiatra newyorkese stimato, di quelli bravi con gli adolescenti difficili, a cui in poche ore crolla il mondo addosso. Gli rapiscono la figlia e per riaverla gli viene dato un compito impossibile, convincere una giovane paziente a rivelare un numero che serve ai rapitori per mettere le mani su un gioiello nascosto. Il guaio è che la ragazza, interpretata da Brittany Murphy, non parla da dieci anni, e il tempo a disposizione è poco, una manciata di ore. Il cattivo è Sean Bean, che di mestiere fa il cattivo, e con lui a completare il quadro ci sono Famke Janssen come moglie (un po' tiepida in realtà), Oliver Platt come collega e Jennifer Esposito nei panni di una detective che nel frattempo si mette di mezzo. A parte Douglas nomi nella norma, ma già rivisti su numerose pellicole.

Insomma, è un thriller ben fatto e con un buon ritmo, di quelli in cui la tensione non ti molla mai e ogni scena spinge la successiva senza troppi giri a vuoto. Il conto alla rovescia fa il suo dovere, e la storia tiene su più fili contemporaneamente senza mai farti perdere l'orientamento. Certo, ogni tanto ci sono scene poco credibili, o forzate, di quelle in cui senti la sceneggiatura che spinge a mano il protagonista dove serve alla trama. Da lì a smontare il film però ce ne passa, perché a me quelle forzature sono scivolate addosso senza rovinarmi il gusto.

Non è un titolo di grido, e non mi aspetto di vederlo citato nelle liste dei grandi film del genere. Sono sicuro che ai critici dell'epoca sia sembrato un thriller piuttosto routine e che di recensioni più severe della mia ce ne siano a bizzeffe. Eppure riesce a tenerti piacevolmente seduto a guardarlo, che per un film del genere è già un buon traguardo. Se avete una serata libera e una voglia di thriller come si facevano una volta, per me questo se lo merita.

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