Artista: Smashing Pumpkins
Anno: 1995
Tracce: 28
Formato: doppio CD
Dopo aver riscoperto gli
Smashing Pumpkins con
Siamese Dream, del quale ho già scritto qui sopra, era abbastanza inevitabile arrivare a
Mellon Collie and the Infinite Sadness. E qui le cose si fanno decisamente più serie: due CD, ventotto pezzi e una quantità di idee che avrebbe potuto tranquillamente bastare per tre o quattro dischi normali.
Se
Siamese Dream era un disco potente, compatto e abbastanza riconoscibile nella sua miscela di alternative rock, psichedelia e hard rock,
Mellon Collie sembra invece voler dimostrare che gli Smashing Pumpkins possono fare praticamente quello che gli pare. E lo fanno senza preoccuparsi troppo di mantenere una direzione precisa. Ci sono momenti rumorosissimi, brani quasi pop, ballate, pezzi più malinconici, chitarre pesanti, atmosfere sognanti e persino arrangiamenti orchestrali. Il tutto nello stesso doppio CD.
Ed è proprio questo il bello, perché nonostante la durata e la quantità di materiale non dà quella sensazione tipica dei dischi doppi costruiti mettendo dentro tutto quello che era avanzato. Certo, qualche pezzo che mi convince meno c'è, ma nel complesso la quantità di brani realmente memorabili è impressionante.
Si parte con
Mellon Collie and the Infinite Sadness, quasi una specie di introduzione sospesa, e poi arriva
Tonight, Tonight, che probabilmente rappresenta meglio di qualsiasi altra canzone la parte più ampia e ambiziosa del disco. Subito dopo però gli Smashing Pumpkins possono tornare a pestare con
Jellybelly, e poco più avanti arriva
Zero, con quel riff che praticamente si pianta in testa.
E poi c'è
Bullet with Butterfly Wings, che è forse il pezzo che più facilmente si associa al disco, ma anche
1979, che va completamente da un'altra parte. È uno dei casi in cui una band riesce a fare una canzone apparentemente semplice senza perdere quella personalità che la rende immediatamente riconoscibile.
La cosa che mi ha colpito maggiormente è proprio questa capacità di passare dalla rabbia alla malinconia senza sembrare una raccolta casuale.
Tonight, Tonight,
1979,
Zero,
Bullet with Butterfly Wings,
Here Is No Why,
Thru the Eyes of Ruby,
Porcelina of the Vast Oceans: sono canzoni anche molto diverse tra loro, ma appartengono tutte allo stesso enorme calderone.
E poi c'è
X.Y.U., che sembra quasi ricordare che sotto tutta quella malinconia e quei momenti più pop ci sono comunque gli Smashing Pumpkins capaci di fare un casino infernale. È una delle cose che preferisco del disco: non lascia mai completamente tranquilli.
Rispetto a
Siamese Dream, quindi, lo trovo meno compatto ma molto più ambizioso. Se il precedente era un disco che poteva essere ascoltato quasi come un unico blocco, questo è più un piccolo universo nel quale entrare e uscire scegliendo ogni volta qualcosa di diverso.
È anche uno di quei rari casi in cui la definizione di
doppio album non sembra soltanto un modo elegante per dire "abbiamo inciso troppa roba".
Mellon Collie è enorme perché vuole esserlo. E probabilmente proprio questa smisurata ambizione è parte del suo fascino.
Dopo
Siamese Dream avevo già capito perché gli Smashing Pumpkins fossero considerati una band così importante degli anni Novanta. Con
Mellon Collie and the Infinite Sadness ho capito anche perché sia rimasto un disco così difficile da ignorare: è un casino, è lunghissimo, è melodico, rumoroso, malinconico e spesso esagerato.
Ma è un
casino bestiale.
VERdetto: uno di quei doppi CD che invece di farti pensare "potevano tagliare qualcosa" ti fanno venire voglia di rimetterli da capo.