sabato 31 ottobre 2026

Old (2021)

 "Theatrical release poster": A young woman at the beach, sitting close to the shore, touches her wrinkly left leg, peeling off the skin to reveal a decomposing skeleton. Underneath her is the tagline: "It's only a matter of time".
Regia: M. Night Shyamalan
Anno: 2021
Titolo originale: Old
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (5.8)
Pagina di I Check Movies
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C'è una spiaggia dove il tempo sembra aver deciso di recuperare tutto quello che ci siamo persi. Un luogo isolato, circondato da pareti rocciose, dove il mare è tranquillo e il sole illumina una giornata apparentemente perfetta. Ma basta poco perché quella che doveva essere una piacevole vacanza si trasformi in qualcosa di decisamente più inquietante. Perché su quella spiaggia il tempo scorre in maniera diversa. E quando te ne accorgi, potrebbe essere già troppo tardi. 
Con Old, M. Night Shyamalan parte da un'idea intrigante, di quelle che riescono a catturare immediatamente l'attenzione. L'invecchiamento accelerato è un concetto che si presta a parecchie riflessioni, oltre che a situazioni potenzialmente terrificanti. Il regista costruisce un'atmosfera misteriosa, quasi claustrofobica, nonostante l'ambientazione sia una spiaggia aperta e apparentemente paradisiaca. E proprio questo contrasto funziona piuttosto bene. La sensazione di essere intrappolati in un luogo dal quale non si può fuggire, mentre il proprio corpo corre incontro alla vecchiaia, è qualcosa che mette a disagio. 
L'ambientazione mi ha ricordato anche un po' Lost. Non tanto per una vera e propria somiglianza narrativa, quanto per quella sensazione di trovarsi in un luogo isolato, dove le regole sembrano essere diverse da quelle del mondo conosciuto e ogni tentativo di capire cosa stia succedendo porta ad altre domande. Un mistero che, almeno inizialmente, riesce a mantenere alta la curiosità. Il problema, però, è che l'idea di partenza non viene sviluppata con un equilibrio altrettanto convincente. Il concetto dell'invecchiamento accelerato mi sembra gestito in maniera piuttosto discontinua. Nei bambini il fenomeno appare immediatamente accentuato, con cambiamenti fisici e comportamentali che si susseguono a una velocità impressionante. Negli adulti, invece, sembra quasi che il processo venga messo da parte per buona parte del film, salvo poi recuperare terreno soprattutto nella fase finale. Una differenza che rende meno credibile il meccanismo complessivo, anche all'interno delle regole che il film stesso si è dato. E poi c'è una questione ancora più problematica: gli atteggiamenti dei bambini. Se pensiamo che sulla spiaggia trascorre soltanto una giornata, alcuni comportamenti risultano davvero difficili da accettare. Non si tratta soltanto di quanto velocemente crescano fisicamente o mentalmente, ma anche di come possano acquisire determinate consapevolezze e reagire a situazioni tanto estreme. L'esperienza non si accumula semplicemente perché il corpo o il cervello invecchiano. Eppure, in certi momenti, sembra che i personaggi abbiano vissuto anni di esperienze che in realtà non hanno avuto il tempo di maturare. 
La seconda parte è quella che mi convince meno. Alcune teorie e spiegazioni vengono introdotte con una certa fretta, quasi fossero necessarie per far avanzare la storia, ma senza essere realmente approfondite. Capisco che la durata di una pellicola imponga dei limiti e che non tutto possa essere spiegato nel dettaglio. Tuttavia, su una spiaggia neanche tanto grande, accadono davvero troppe cose. Gli eventi si accumulano, le situazioni si susseguono e il film sembra perdere progressivamente quella capacità di costruire il mistero con calma che aveva caratterizzato l'inizio. Il finale, tutto sommato, ci può stare. Shyamalan prova a dare una spiegazione a quanto accaduto, inserendo una sorta di chiave di lettura che permette di ricomporre almeno una parte del puzzle. Non è una soluzione che mi dispiace, e apprezzo il tentativo di dare un senso agli eventi. Peccato che, arrivati a quel punto, restino diversi passaggi della trama che avrebbero meritato maggiore attenzione. Alcuni sono semplicemente troppo leggeri per reggere il peso di una storia che vorrebbe essere tanto complessa. Old resta quindi un film con una buona idea e un'ambientazione decisamente riuscita, capace di creare curiosità e inquietudine. Ma una buona premessa non basta sempre a sostenere un'intera pellicola. La prima parte funziona, il mistero incuriosisce e il finale prova a chiudere il cerchio. Nel mezzo, però, lo sviluppo perde equilibrio, lasciando parecchie perplessità. Una di quelle occasioni in cui si esce dal film pensando che, con una sceneggiatura più solida e qualche passaggio sviluppato meglio, si sarebbe potuto ottenere qualcosa di decisamente più interessante. 

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