venerdì 9 ottobre 2026

SamanT(h)onic

 

Piccolo manuale dell’alchimista da salotto: come fabbricare un gin su misura (e fare bella figura)

​C’è stato un momento preciso nella storia recente in cui regalare una bottiglia di vino ha smesso di essere originale, la birra ha iniziato a divenire troppo dozzinale e altri prodotti alcolici, troppo casuali. Per evitare questa tragica deriva esistenziale con un’amica, ho deciso di scavalcare la mediazione commerciale e improvvisarmi maestro distillatore grazie ai prodigi dell'internet e di piattaforme come Iltuogin.

​Il risultato? Una pozione alcolica su misura con un profilo aromatico che punta dritto a spezie decise, sferzate agrumate e un tocco balsamico di sottobosco. Niente fronzoli floreali o dolcezze stucchevoli: roba per palati svegli.

​Se per puro spirito d’avventura voleste replicare la formula tra le mura domestiche tramite macerazione (compound gin, o per gli amici: "alcol da farmacia e botaniche a mollo"), ecco il grimorio botanico, le proporzioni e le fonti di approvvigionamento per 1 litro di spirito.

​La Dispensa Botanica: Cosa, Quanto e Dove

  • ​Ginepro comune (Juniperus communis) – 30 g La base indiscutibile. Senza di lui non è gin, è solo un intruglio alcolico dal destino incerto. È un arbusto sempreverde spontaneo delle nostre zone mediterranee e delle scarpate assolate; in alternativa, si recupera in qualunque erboristeria ben fornita. Servono le galbule (le tipiche "bacche" blu-violacee), leggermente schiacciate per liberare la carica resinosa e balsamica.  
  • ​ Limone (Citrus limon) – 4-5 g (solo scorza essiccata, rigorosamente senza albedo bianco) La lama agrumata. Albero da frutto coltivato ovunque batta il sole (specie al Sud e lungo le coste). Basta un agrume biologico non trattato, un pelapatate affilato e zero parte bianca interna, altrimenti l'amaro prende il sopravvento e addio freschezza.

  • ​Chinotto (Citrus myrtifolia) – 2,5 g (scorza essiccata) L'amaro nobile. Piccolo albero da frutto tipico della riviera ligure (Savona docet) e del Sud Italia. Reperibile essiccato online o presso speziali specializzati. Dà quella nota agrumata complessa, a metà strada tra l'arancia amara e il retrogusto di una gassosa d'altri tempi.

  • ​Coriandolo (Coriandrum sativum) – 8 g (semi essiccati) Il pilastro speziato. Pianta erbacea annuale originaria del bacino del Mediterraneo. I semi tondi si trovano facilmente in erboristeria, nei negozi etnici o nella corsia spezie di un supermercato degno di questo nome. Non temete il famigerato "sapore di sapone" delle foglie fresche: i semi essiccati rilasciano note calde, legnose e sorprendentemente agrumate.
  • ​Pepe nero (Piper nigrum) – 1,5 g (grani interi, appena pestati) Il graffio sul fondo. Pianta rampicante originaria dell'India, reperibile ovunque. Basta non esagerare: un grano di troppo e il gin passa da "distillato raffinato" a "marinatura per una fiorentina".

  • ​Timo (Thymus vulgaris) – 0,5 g (foglioline essiccate) Il soffio balsamico. Piccolo arbusto perenne aromatico diffusissimo nella macchia mediterranea, tra rocce e sentieri aridi, oppure comodamente coltivabile in vaso sul balcone. Una presenza discreta, appena sussurrata, per legare il ginepro e chiudere il cerchio erbaceo.

​La Formula (ovvero: Come non avvelenare gli ospiti)

  1. ​La base alcolica: Procuratevi 1 litro di alcol buongusto a 95° o, per fare prima senza calcoli da chimico per la diluizione, una vodka neutra da grano di buona qualità (40-43% vol.).
  2. ​Il primo turno (24 ore): Mettete in infusione in un vaso di vetro a chiusura ermetica l’alcol e il ginepro leggermente pestato. Lasciate riposare al buio.
  3. ​Il secondo turno (12-18 ore): Aggiungete tutte le altre botaniche (coriandolo, scorze di limone e chinotto, pepe nero e timo). Non prolungate oltre questo tempo: le scorze e le spezie rilasciano aromi molto in fretta e rischiano di coprire tutto.

  1. ​Il filtraggio: Filtrate prima con un colino a maglie fitte e poi con un filtro di carta da caffè per eliminare ogni residuo e torbidità.
  2. ​Il riposo: Se avete usato alcol puro, diluite con acqua oligominerale a basso residuo fisso fino a scendere intorno ai 42-43° vol. Fate riposare la bottiglia sigillata per un paio di settimane prima di servirla.

​Se poi preferite evitare di trasformare la cucina in un laboratorio clandestino del Proibizionismo, far fare il lavoro sporco ai distillatori professionisti resta una mossa di insospettabile saggezza diplomatica. Il regalo è fatto, la faccia è salva e il bicchiere è pieno. Avendo tutti i prodotti in orto, giardino, serra e balcone, ovviamente ho fatto da me. L'etichetta invece l'ho fatta disegnare a VIKI


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