lunedì 1 giugno 2026

Monte Revellone e Cupramontana

 

Terzo giorno di questo ponte marchigiano e le gambe iniziano a girare con il ritmo giusto, pronte per la prima vera sfacchinata nell'entroterra. Destinazione: Monte Revellone. La mattina inizia sotto il cielo lindo, ma le previsioni (che ho saggiamente guardato)  promettino poco di buono. Non non è certo qualche goccia di acqua a rovinare i miei piani. Gli scarponi mordono subito il sentiero per un lungo e articolato viaggio tra le pieghe di questi colli.

​Il tracciato si rivela una meraviglia selvaggia, un saliscendi continuo che per sette ore abbondanti mi fagocita dentro un paesaggio fatto di boschi fitti e silenziosi, picchi rocciosi che spuntano all'improvviso e antichi eremi incastonati nella pietra, dove l'aria sa di storia e di isolamento totale. Tutto perfetto, se non fosse che a un certo punto la natura decide di ricordare a tutti chi comanda: il cielo si chiude completamente e inizia a piovere. Non sapendo bene quanta acqua avesse intenzione di scaricare e non avendo troppa voglia di testare la tenuta stagna di kwaino + pantaloni corti + scarpe basse sotto un diluvio universale, decido che è il momento di cambiare marcia. Il ritorno, che per non farsi mancare nulla si sviluppa tutto in salita, si trasforma così in una marcia forzata a ritmo serrato. Esattamente come nelle versioni di latino. Spingo forte sulle gambe, il fiato si fa corto, ma alla fine riesco a chiudere l'anello portando a casa la bellezza di oltre 28 chilometri. Un chilometraggio da maratona di montagna fatto a passo decisamente svelto, con i muscoli caldi che quasi ringraziano per la strigliata.

Il pomeriggio, nonostante sia zuppo come una spugna usata in piscina, prende una piega decisamente più rilassata, soprattutto perché in macchina ho un ombrello. Mi sposto di pochi chilometri per una piccola visita alla vicina Cupramontana. Se Jesi è la regina dei castelli, qui ci si trova nel cuore pulsante del Verdicchio. Il borgo accoglie con quella tipica quiete collinare, fatta di vicoli in pietra, palazzi storici che si affacciano su piazze ordinate e una vista pazzesca  anche se diobono piove. Passeggiare senza l'assillo del cronometro tra le sue stradine è il contrappeso perfetto alla faticata della mattina. Un caffè, quattro passi per respirare l'aria di questa capitale del vino e poi si rigira la macchina verso la base. Un'altra giornata da incorniciare è passata, e i monti marchigiani continuano a non deludere le aspettative.

Album fotografico Monte Revellone e Cupramontana