Artista: Van Halen
Anno: 1984
Tracce: 9
Formato: CD
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La storia di quel brano, che ho ricercato con fare investigativo, dice già molto sul disco intero. Eddie Van Halen aveva scritto il riff di synth anni prima su un Oberheim OB-Xa, ma era convinto che David Lee Roth lo avrebbe rifiutato (un chitarrista del suo calibro che si metteva alle tastiere non era esattamente quello che ci si aspettava da una hard rock band). Roth all'inizio storse il naso, dicendogli che era un eroe della chitarra e non doveva mettersi a suonare i synth. Poi si convinse, scrisse un testo su un'audacia spericolata, e il risultato fu il loro unico numero uno in classifica: cinque settimane consecutive in testa alla Billboard Hot 100.
Il resto del disco non rinuncia all'anima della band, anche con quella svolta pop che il synth porta con sé. Panama è il pezzo che racchiude meglio lo spirito Van Halen: macchine veloci, ragazze più veloci ancora, riff diretto, niente fronzoli. I'll Wait mescola desiderio e minaccia in modo insolito per loro. Hot for Teacher chiude il disco con uno show solista alla batteria di Alex Van Halen e testi scanzonati che riportano lo spirito più sguaiato delle origini. Eddie Van Halen, va detto, resta il vero protagonista di tutto: anche quando le tastiere prendono il centro della scena, le sue dita continuano a fare cose che pochi altri chitarristi sapevano fare in quegli anni.
1984 è anche l'ultimo disco della formazione originale con Roth, che lascerà la band l'anno successivo per divergenze creative (Eddie voleva evolversi e sperimentare, Roth restava legato a un'idea più teatrale e diretta del rock). Resta, insieme all'esordio omonimo, il disco più venduto della band: oltre dieci milioni di copie solo negli Stati Uniti. Un finale in grande stile per quella formazione, anche se nessuno lo sapeva ancora mentre lo registravano.

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