venerdì 19 giugno 2026

Led Zeppelin - Led Zeppelin II

 

Artista: Led Zeppelin
Anno: 1969
Tracce: 9
Formato: CD 
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Con i Led Zeppelin ero partito dal quarto album, quello con la copertina senza titolo e Stairway to Heaven dentro: il pilastro, l'Olimpo, il punto da cui difficilmente si torna indietro. Led Zeppelin II  lo presi dopo, e per quanto non abbia lo stesso fascino magnetico del IV (almeno per me), siamo lì, vicinissimi.

Il disco fu registrato praticamente in corsa: durante il tour americano del 1969, in studi diversi sparsi tra Stati Uniti, Canada e Inghilterra, ogni volta che la band trovava qualche ora libera tra una data e l'altra. Si sente, in un certo senso: c'è un'urgenza, una fisicità quasi sudata che rende il disco diverso, più grezzo, rispetto alla grandiosità più costruita del quarto album.

Whole Lotta Love apre il disco con una potenza colossale, da sola vale l'ingresso: quel riff di Page è uno dei più riconoscibili e imitati della storia del rock, e la sezione centrale, con tutti quei suoni psichedelici ed elettronici sperimentali, era qualcosa che nel 1969 suonava quasi fantascientifico. Heartbreaker mette in mostra Page in un assolo a cappella che è diventato un riferimento per generazioni di chitarristi. Ramble On mescola momenti acustici e momenti elettrici con quella naturalezza tipica della band, con un testo che cita persino Frodo e Gollum del Signore degli Anelli. Moby Dick lascia spazio quasi interamente alla batteria di Bonham, mentre What Is and What Should Never Be mostra il lato più dinamico e blues della band.

Non ha la stessa coesione tematica del quarto disco, ed è probabilmente più disomogeneo nel complesso. Ma Whole Lotta Love da sola giustifica il posto che questo album occupa nella storia, e ascoltato dopo il IV acquista comunque un suo senso preciso: è il disco in cui i Led Zeppelin hanno capito fino in fondo quanto fossero grandi.

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