Artista: Manowar
Anno: 1987
Tracce: 9
Formato: CD
Acquista su Amazon
È il quinto album, il primo per la nuova etichetta ATCO, e uno dei primissimi dischi heavy metal a essere registrato e missato interamente in digitale: un dettaglio tecnico che all'epoca contava parecchio, e che dà al suono una pulizia e una potenza diverse rispetto ai lavori precedenti. È anche il primo con la copertina firmata da Ken Kelly, illustratore che da qui in poi avrebbe disegnato tutte le cover della band. Molti puristi lo considerarono un tentativo di ammorbidirsi per inseguire un pubblico più vasto, ma a riascoltarlo oggi sembra più un cambio di passo che una resa: stesso epic metal di sempre, solo confezionato con un suono più granitico e diretto.
La title track apre con un coro che si ripete fino allo sfinimento (Eric Adams ripete la parola "fight" decine di volte), discutibile ma efficacissimo dal vivo. Blow Your Speakers è il brano più radiofonico del disco, quasi hard rock nei toni, con un testo che se la prende con MTV per non trasmettere abbastanza metal: tipico atteggiamento Manowar, mezzo serio e mezzo ironico. Defender è probabilmente il momento più suggestivo: si apre con una declamazione di Orson Welles, registrata anni prima per il primo demo della band e mai utilizzata, riproposta qui come omaggio postumo all'attore, scomparso due anni prima dell'uscita del disco. Holy War parte con un riff di basso notevole firmato da Joey DeMaio, e Black Wind, Fire and Steel chiude il disco con la doppia cassa più furiosa di tutto il lavoro, quasi un'anticipazione del power metal europeo che sarebbe esploso negli anni successivi. E ovviamente Carry On...
Alcuni brani scivolano in un'epica un po' stucchevole. Ma ha il suono più potente che i Manowar abbiano mai registrato fino a quel momento, e tra cori ridondanti e momenti effettivamente riusciti, resta uno di quegli album che ascolto volentieri a tratti, senza pretendere che sia tutto oro.

Nessun commento:
Posta un commento