Artista: Guns N' Roses
Anno: 1991
Tracce: 16
Formato CD
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Ho traccheggiato così tanto che non potevo più rimandare. Anche perchè poi viene fuori un qualcosa di troppo distaccato e freddo. E questo mi dispiace e mi blocca nuovamente. Però per i Guns non potevano mancare le recensioni (chiamiamole "due parole" ) sui loro album per me più importanti. Use Your Illusion I è il momento in cui i Guns entrano prepotentemente nella mia vita (era un Natale, lo ricordo perfettamente) mentre a livello globale smettono di essere “solo” una band hard rock e decidono di diventare un mondo a parte. Ambizioso, eccessivo, irregolare, a tratti persino arrogante: tutto vero. Ma è anche il disco in cui dimostrano di poter fare molto più di quanto chiunque si aspettasse da loro. E se è tra i miai preferiti, capisco benissimo quanto questo sia ovvio, automatico, scontato.
Nel 1991 i Guns sono al centro dell’universo rock. Potevano rifare Appetite For Destruction in versione extra-lucida e incassare facile. Invece pubblicano due album gemelli, mastodontici, pieni di deviazioni, di stili, di idee. Use Your Illusion I è la faccia più oscura, più blues, più introspettiva (per quanto possa esserlo una band così). Meno immediata del “fratello” II, ma più densa.
La copertina – il dettaglio raffaellico filtrato di giallo – è una scelta geniale: arte classica trasformata in icona pop, bellezza e tensione insieme. Dice chiaramente che qui non si parla più solo di strada, risse e riff: si parla di dramma, di ego, di caduta e ambizione.
Musicalmente è un disco enorme. Non perché suona “grosso”, ma perché non sta mai fermo. C’è hard rock sporco, blues, orchestrazioni, momenti quasi cinematografici. Slash è in stato di grazia: meno istintivo rispetto ad Appetite, più narrativo, più consapevole. Duff e Matt Sorum costruiscono una base solidissima, mentre Axl prende definitivamente il centro della scena. Qui non canta soltanto: interpreta, guida, provoca, si espone. A volte esagera, certo. Ma Use Your Illusion I non esisterebbe senza il suo ego fuori scala.
È anche un disco emotivamente pesante. Non ti prende a pugni e basta: ti logora, ti tira dentro dinamiche tossiche, relazioni finite male, rabbia, paranoia, senso di tradimento. È un album che non cerca di piacere: pretende attenzione. E se gliela dai, ti ripaga. Nel libretto con i testi molte parole erano di turpiloquio, interrotte dagli asterischi *** e già questo in un adolescente dell'epoca significava molto.
Riascoltato oggi, Use Your Illusion I resta sorprendentemente vitale. Non è invecchiato come certi dischi “perfetti”: è rimasto vero proprio perché non trovo imperfezioni. È il suono di una band che sta bruciando tutto, anche se stessa, pur di non essere prevedibile.
In sintesi: Use Your Illusion I non è un album facile, né accomodante. È un disco di eccessi, di ambizioni smisurate, di talento portato al limite. Ma è anche uno dei ritratti più sinceri di cosa possano essere i Guns N’ Roses quando smettono di fare i duri e iniziano a mostrare le crepe.
Non è solo uno dei loro lavori migliori. È uno di quelli che, se ti prende, non ti molla più.
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