Questo formato garantisce tre cose fondamentali:
- Autenticità: La certezza dell'identità di chi ha firmato.
- Integrità: La garanzia che il documento non sia stato modificato dopo la firma.
- Valore Legale: In Italia, la firma digitale equivale a una firma autografa su carta. (ne avevo accennato qui e qui)
Perché non si apre con Acrobat?
Il problema è che Adobe Acrobat (o qualsiasi lettore pdf generico) è progettato per leggere il contenuto del PDF, ma non sa come "rompere il sigillo" della busta .p7m. Per farlo, serve uno strumento che verifichi la firma e separi il certificato dal documento originale. Siccome non è avevo troppa voglia di installare e provare chissà quanti software (magari a pagamento o in prova limitata) sono andato a cercare servizi gratuiti online. Dopo un po' di escursioni a casaccio nella giungla ho deciso di affidarmi al servizio gratuito di Poste Italiane. La chiave di ricerca corretta si è rivelata essere "Postecert verificatore" che rimanda(va) fortunatamente qui: https://vol.postecert.poste.it/
Attualmente mentre sto scrivendo non si accede al sito, ieri sera sì ed ha funzionato.
Ecco i passaggi seguiti:
- Caricamento: Si carica il file .p7m sul portale ufficiale di Poste Italiane.
- Verifica: Il sistema analizza la validità della firma (esito positivo).
- Estrazione: Una volta confermata la validità, il portale permette di cliccare su "Download file" (o "Salva file originale").
Il risultato? Viene scaricato un normale file .pdf, libero dalla "busta" p7m, che può essere finalmente aperto, letto e stampato con il classico Adobe Acrobat o qualsiasi altro lettore PDF.
Volevo far scrivere questo articolo a VIKI, ma non avrebbe inserito questa mia conclusione: ennesima rottura di cazzo burocratica, che sì, sarà pure utile per sicurezza e certezza delle firme digitali, ma resta una rottura di cazzo.
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