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sabato 15 novembre 2025

Sex And Zen 3D (2011)

 
Regia: Christopher Suen
Anno: 2011
Titolo originale: Sex And Zen 3D: Extreme Ecstasy
Voto e recensione: 3/10
Pagina di IMDB (4.2)
Pagina di I Check Movies
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Film:


Sex and Zen 3D è uno di quei film che arrivano con un’aura quasi leggendaria, come se fossero oggetti misteriosi provenienti da un universo parallelo dove il cinema erotico tenta la via dell’innovazione tecnologica. Nella realtà, però, si rivela per quello che è: un prodotto dozzinale, impacchettato come “esperienza sensoriale in tre dimensioni” ma che poi, quando ti siedi e lo guardi, ti ricorda più un gadget invecchiato male che una rivoluzione cinematografica.

Il racconto prova a infilare insieme erotismo, filosofia, romanticismo tormentato e persino una punta di dramma. In teoria potrebbe pure funzionare, ma nella pratica è una fiera del “vorrei ma non posso”, con personaggi che sembrano presi da una soap operina orientale e dialoghi che oscillano tra il sospetto di essere da commedia e la certezza di essere ridicoli. È un film che non capisce bene cosa vuole essere, e nel dubbio prova a essere tutto… senza riuscire in niente.

E poi c’è la chicca della versione italiana, che riesce nell’impresa titanica di peggiorare il già zoppicante risultato originale (così voglio immaginare non avendo visto la versione estesa). Tagli su tagli, come se il montatore avesse deciso di mettere alla dieta il film proprio nelle parti per cui esiste: le scene erotiche vengono smontate con una furia puritana che lascia solo ombre e mezze idee, mentre anche i momenti più crudi e violenti vengono alleggeriti, smussati o tolti. Alla fine rimane un film talmente ripulito che perdi perfino quel minimo di identità trash che lo poteva  rendere quantomeno “vedibile” in chiave ironica.

Il paradosso è che Sex and Zen 3D nella sua interezza punta tutto su un’esagerazione costante, su un’estetica barocca e su un erotismo spinto che dovrebbe shockare e divertire allo stesso tempo. Togli quello, cosa rimane? Un pastrocchio confuso, esteticamente pacchiano, narrativamente risibile e privo di qualsiasi spinta emotiva o sensoriale. Una specie di reliquia di un periodo in cui sembrava che mettere “3D” nel titolo bastasse a rendere tutto più interessante.

Alla fine il film può incuriosire solo se lo si affronta con la consapevolezza che si sta per entrare in un territorio borderline, dove il fascino nasce dal cattivo gusto e nonostante il cattivo gusto. E forse è proprio lì, in quella sua incapacità totale di essere ciò che promette, che Sex and Zen 3D trova il suo assurdo motivo d’esistere: un’esperienza talmente sbilenca da diventare un piccolo monumento al cinema erotico che tenta di essere epico… e finisce per sembrare solo goffo.

Edizione: bluray
Si tratta di una versione italiana (decisamente rara se dovesse esistere: io la versione ex noleggio ) in unico disco bluray sia in formato normale che in 3D. La versione è lunga 105 minuti, quindi ha numerosi tagli rispetto a quella originale, ma ha 15 minuti in più rispetto alla prima versione italiana. Mancano le scee più audaci che lo avrebbero reso probabilmente un porno e quelle più violente. La traccia italiana è in DTS HD MA e come extra soltanto:
  • Trailer 

lunedì 25 novembre 2024

L'Ombra Delle Spie (2020)


Regia: Dominic Cooke
Anno: 2020
Titolo originale: The Courier
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.2)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Preso un po' al buio, si è rivelata una bella sorpresa. Ambientato durante la Guerra Fredda, il film si basa la vera storia di Greville Wynne (interpretato da Benedict Cumberbatch), un uomo d'affari britannico che viene reclutato dal MI6 e dalla CIA per trasportare segreti cruciali tra il Regno Unito e l'Unione Sovietica. Wynne collabora con Oleg Penkovsky (Merab Ninidze), un alto ufficiale sovietico che fornisce informazioni essenziali per prevenire una potenziale guerra nucleare. Il cuore del film sta nell'interpretazione di Cumberbatch che offre una performance intensa e sfaccettata, mostrando la trasformazione di un uomo ordinario in un eroe straordinario. La sua dedizione al ruolo è evidente, soprattutto nelle sequenze drammatiche che esplorano il peso psicologico della sua missione. La regia riesce a catturare la tensione e il clima paranoico della Guerra Fredda, offrendo un film che bilancia azione, emozione e riflessione. La sceneggiatura di Tom O’Connor è ben ritmata e costruita per mantenere l’interesse dello spettatore fino alla fine. Alcuni spettatori potrebbero trovare il ritmo troppo lento in alcune parti, poiché il film si concentra più sulla costruzione della tensione e sui dialoghi che sull’azione pura. Tuttavia, questa scelta serve a sottolineare il realismo della storia e l’umanità dei protagonisti. La pellicola pone una domanda cruciale: fino a che punto si è disposti a sacrificarsi per il bene comune? 
 
Edizione: bluray
Custodia nera per questa comune amaray, disco di buona fattura video, traccia italiana in DTS HD MA 5.1 e curiosamente all'interno un booklet a colori di ben 30 pagine della Sony con materiale promozionale. Gli extra:
  • Making of (28 minuti)
  • Trailer

lunedì 3 luglio 2023

Il Gattopardo (1963)

 
Regia: Luchino Visconti
Anno: 1963
Titolo originale: Il Gattopardo
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (8.0)
Pagina di I Check Movies
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 Affresco soggettivo, ma molto particolareggiato e minuzioso in determinate scene, siano esse dinamiche o ragionate, del Risorgimento italiano in Sicilia esattamente dal momento dello sbarco di Garibaldi a Marsala. Uno spaccato storico quindi dell'unione d'Italia in un preciso momento in cui si evidenzia il passaggio (non) rivoluzionario dei poteri dall'aristocrazia a quello che diverrà un ceto alto di latifondisti o politici. "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi" citazione diretta dalla pellicola, che racchiude e raccoglie senza dubbi l'essenza della trama. Nel cast, straordinario, vari nomi grossi dell'epoca come Burt Lancaster, Alain Delon e Claudia Cardinale. Per quanto mi riguarda, non amando i colossal, all'italiana o meno, lo ho trovato prolisso e con le solite fattezze scenografiche un po' discutibili. 

venerdì 2 aprile 2021

L'Ora Più Buia (2017)

 
Regia: Joe Wright
Anno: 2017
Titolo originale: Darkest Hour
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.4)
Pagina di I Check Movies
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Ci sono diversi modi per raccontare una stessa storia. Lo si può fare con molti mezzi differenti, come la narrazione, la poesia, la scrittura, la musica, il cinema e così via. Ed anche all'interno dello stesso mezzo, il modo in cui si usa tale strumento può variare moltissimo. Guardando L'Ora Più Buia mi è venuto naturale ricollegarlo a Dunkirk (visto più di tre anni fa): hanno ovviamente in comune "la storia", anche se non la trama, e curiosamente sono entrambi usciti nel 2017. Altrettanto ovvio però è che si tratta di due pellicole profondamente differenti l'una dall'altra, questo perchè all'interno della medesima storia possono esserci numerose sfaccettature e punti di vista che scorrono in parallelo, che si intrecciano, che partono da più lontano o si svolgono nel medesimo istante. In questo film abbiamo una visione decisamente più intima e politica che riguarda alcune azioni, o per meglio dire decisioni, prese da Winston Churchill nel maggio del 1940. Abbiamo quindi la visione della guerra vista dall'alto, dalle stanze del potere, in cui regnano comunque sentimenti umani quali rabbia e paura e lo si fa dando un'importanza strategica (per l'economia stessa del film s'intende) alla parola, al dialogo ed all'arte della diplomazia, mettendo invece da parte le opzioni di racconto che prevedono azione e dinamismo. Con Darkest Hour, Joe Wright, grazie anche ad un Gary Oldman che difficilmente può non essere strepitoso, riesce ad intrattenere, forse anche romanzando in maniera eccessiva la figura, ed a tenere lo spettatore con il fiato sospeso. Il trucco qui è pendere dalle labbra di una figura politicamente e diplomaticamente imponente, che riesce a non mostrarci mai la guerra, se non in pochi e rapidi attimi che paiano distanti ed intangibili. L'arte della dialettica in questo preciso frangente è stata davvero fondamentale per il proseguo della Storia, quella con la S maiuscola, che tutti noi conosciamo e lo spettatore è messo anche di fronte al fatto che sarebbe bastato poco, pochissimo, anche una parola fuori posto, un bicchiere di troppo, una titubanza non richiesta, affinchè tutto potesse cambiare. Senza l'arte di quei discorsi, al Governo, al Parlamento, al popolo inglese, magari adesso per colpa di quell'imbianchino neanche potrei scrivere su VER, quindi ecco un film che si concentra, per una storia che ha fatto la Storia, sul potere della parola. Che in questo caso, sempre in maniera romanzata, ha risvegliato l'orgoglio di un popolo, ma soprattutto dei suoi politici. Il risultato poi lo conosceremo meglio anche grazie appunto a  Dunkirk

martedì 22 settembre 2020

La Fortezza Nascosta (1958)

 

Regia: Akira Kurosawa

Anno: 1958

Titolo originale: Kakushi-Toride No San-Akunin (隠し砦の三悪人)

Voto e recensione: 6/10

Pagina di IMDB (8.1)

Pagina di I Check Movies

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Film:

Parto dalle cose meno importanti: George Lucas ha preso spunto, un po' alla larga, da queste epiche vicende per alimentare quelle dei personaggi C3PO e R2D2 in Guerre Stellari. Dico meno importanti, semplicemente perchè Akira Kurosawa sfrutta e porta sul grande schermo il dramma storico. E lo fa in maniera sensazionale, contrariamente a quanto potessi pensare prima di premere play, per niente noiosa. In questa pellicola sono inseriti diversi caratteri avventurosi, quasi fiabeschi: un tesoro, combattimenti, imbrogli e sotterfugi, una principessa erede al trono, due scapestrati dai tratti comici. Oltre due ore in bianco e nero, ambientato in un tempo ed in una terra lontana, ma lo senti molto vicino e non perdi mai quel gusto di curiosità derivante dalle belle storie avventurose.


Edizione: DVD

Special Edition della Sinister nella collana "Classici Ritrovati", con il numero 111 sulla costina. Traccia audio italiana in stereo, possibilità di utilizzare anche quella originale giapponese ed i seguenti extra:

  • Intervista a George Lucas (8 minuti)
  • Trailer cinematografico
  • Galleria fotografica

venerdì 29 maggio 2020

Silence (2016)

Regia: Martin Scorsese
Anno: 2016
Titolo originale: Silence
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (7.2)
Pagina di I Check Movies
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Mamma mia che lentezza esasperante. Ma qui il problema non tanto è la trama, quanto il tema. Lo ho trovato penosamente noioso. L’inquisizione giapponese nei confronti delle comunità cristiane del Paese a fine 1600… In un polpettone girato recentemente quando lo vedevo più adatto qualche decina di anni fa. E no, può essere girato bene, avere buoni costumi ed una location alternativa che ha quel gusto di originalità, ma la sceneggiatura se vuole arrivare a qualcosa di più costruttivo dovrebbe essere molto più profonda. Al di là del contesto storico e geografico, Scorsese non aggiunge nulla dal punto di vista teologico, facendo passare il silenzio assordante del Dio cristiano non solo dal titolo. Non che dovesse accadere qualcosa di divino, ci mancherebbe, ma i protagonisti non hanno mai quei tratti compassionevoli che possono essere visti ad esempio ne La Passione di Cristo… vabbeh, quella è un’altra storia e ci sono personaggi di altro spessore, ma insomma, questo film viene fuori quasi come na specie di documentario storico di avventura con alcune torture. E come molti film di stampo religioso dura uno sbotto di tempo. Per me è stato soporifero.

mercoledì 22 aprile 2020

L'Albero Degli Zoccoli (1978)




Regia: Ermanno Olmi
Anno: 1978
Titolo originale: L'Albero Degli Zoccoli
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.9)
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Film:
Forse guardare tre ore di film dopo aver visto tre ore (+ gli extra) de I Sette Samurai non è stata una scelta felice. Quindi non me ne voglia nessuno, se ho sbagliato, ma ho trovato L'Albero Degli Zoccoli troppo documentaristico. Certo, l'intento è quello: un realistico ed anche poetico affresco di fine ottocento, un documento storico essenzialmente. E se vogliamo può essere grandioso da questo punto di vista per quanto riguarda la vita contadina nel bergamasco. Eppure andando avanti mi veniva da confrontarlo con Novencento di Bertolucci:emotivamente per me c'è stato tutto un altro effetto. Gli spaccati sono simili così come il nocciolo profondo che è racchiuso in entrambe le pellicole, però quella di Bertolucci l'ho trovata decisamente più congeniale ai miei gusti. Questo è comunque molto spirituale nel racconto della vita semplice degli umili, più noioso che eccitante in quella che resta un'esistenza per sopravvivere e tirare a campare. Lento, ma naturale come il passaggio delle stagioni.

Edizione: DVD
Qualità video del disco insomma, doppia traccia audio: originale bergamasco e in italiano doppiato dagli stessi attori. Come extra:

  • Intervista a Ermanno Olmi (31 minuti)

venerdì 3 aprile 2020

The New World - Il Nuovo Mondo (2005)




Regia: Terrence Malick
Anno: 2005
Titolo originale: The New World
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.7)
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Film:
Bel polpettone kolossal di circa tre ore. Bello esteticamente, con immagini e fotografia esaltanti, anche se poco varie.Infatti manca un po' della vastità, ancora più grande dettata dal mistero, che un Nuovo Mondo poteva trasmettere ai primi coloni. La trama è storica, ovvero prende spunto da fatti realmente accaduti, e li mischia abilmente romanzandoli e fondendo vicende poco precise come la fondazione di Jamestown, o altre più leggendarie come quelle legate a Pokahontas. Il lavoro risulta egregio, anche abbastanza realistico, considerando molte ricostruzioni passate decisamente poco fedeli, soprattutto nella rappresentazione dei nativi americani. Anche qui la regia si lascia un po' guidare dall'occidentalizzazione, il che distacca un po' dal realismo. Non me ne intendo per niente, per me un Sioux può essere uguale identico ad un Maya ad esempio. Ma è evidente che si gioca molto su questo fatto e sulla nostra ignoranza: l'attrice principale ha "soltanto" origini peruviane. Almeno Colin Farrell è realmente inglese. Nelle tre ore di film assistiamo ad un po' di tutto, ma in maniera abbastanza lenta e calcolata. Non mancano per fortuna momenti ragionati così come quelli relativi all'azione. Peccato che sia molto forte l'indirizzo romantico. La prima parte, almeno paesaggisticamente supera di gran lunga la seconda.

Edizione: bluray
Si tratta della versione "extendend" che aggiunge oltre mezzora a quella originale. Veramente buono il comparto video, per la traccia italiana abbiamo un Dolby Digital TrueHD multicanale, soltanto sottotitolato nelle scene aggiunte, ed gli extra sono:

  • Trailer
  • Teaser
  • Dietro la storia (59 minuti)

domenica 18 novembre 2018

La Vita E' Bella (1997)




Regia: Roberto Benigni
Anno: 1997
Titolo originale: La Vita E' Bella
Voto e recensione: 9/10
Pagina di IMDB (8.6)
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Film:
C'è davvero poco da dire. Guardandolo anche più volte, non viene meno quel senso di capolavoro che sprigiona, E' un film unico nel suo genere: una commedia tanto speciale, quanto drammatica. Geniale nella scelta della messa in opera, piacevole anche per quanto riguarda fattori secondari (in questa pellicola) come la scenografia ed i costumi, il montaggio, la fotografia o la recitazione. Benigni alla regia riesce a dare un significato incredibilmente tormentato  sul pesante tema che affronta, ma lo fa con astuzia e dovizia: non scade mai nel banale, non scivola nell'ironia spicciola. Mostra un punto di vista comico utilizzato perlopiù come strumento del suo personaggio. Guido infatti utilizza il proprio essere allegro e spensierato ora per conquistare Dora, ora per non stravolgere la vita del figlioletto. L'evolversi della trama risulta toccante sia nella scene romantiche tra i due innamorati, sia in quelle più buie e cariche di significato storico quando sono nel campo di prigionia. Resta uno dei miei film italiani preferiti e non manca volta che resto di questa idea. Ah, ne approfitto per un piccolo appunto per gli ignoranti, invidiosi e sempre brontoloni (tanto non è che debba scrivere io, proprio io, una recensione su questo capolavoro): l'arrivo degli americani nel finale, è un arrivo scenico, non è affatto un falso storico. Che poi c'è chi discute di cosa? Il campo di sterminio è generico, non Auschwitz, liberato dai russi. Gli americani inoltre sono più scenici, quindi nel finale ci stanno davvero bene. Chiusa la risposta alle insulse polemiche di chi non sa giudicare un film andando oltre le antipatie (che per inciso il Benigni extra cinema mi sta pure un po' sulle palle). Se non lo volete guardare per punto preso, peggio per voi, vi perdete un sacco di cose.

Edizione: bluray
Si tratta della versione per il 20° anniversario del film, lanciata dalla CG Enterteinment. Inizialmente è stata distribuita solo nella versione limitata (la mia copia è la 98/500) ed autografata da Roberto Benigni e Nicoletta Braschi per la campagna #startup della Cecchi Gori. Abbiamo una slipcover in cartone sul cui retro sono stampati i nomi (c'è anche il mio ovviamente) dei primi 300 partecipanti all'iniziativa, e la numerazione. Gli autografi sono invece sulla parte frontale della custodia (amaray Scanavo) che contiene i due dischi: 1 DVD ed 1 Bluray. Concentrandoci sul disco ad alta definizione abbiamo il master delle edizioni precedenti, ma con un riversamento più qualitativo con codifica in AVC, migliore della vecchia VC1, anche se onestamente non lo trovo significativamente spettacolare. La traccia audio italiana è un DTS 5.1 HD Master Audio. Il DVD ha invece ovviamente una qualità video inferiore ( la versione da 119 minuti contro quella cinematografica da 124 del bluray), traccia audio in Dolby Digital 5.1, ma i soliti extra del disco BD:

  • Trailer
  • Premi (15 minuti)
  • Intervista a Roberto Benigni (35 minuti)
  • Roberto Benigni su La Vita E' Bella (9 minuti)
  • Dietro le quinte (38 minuti)


sabato 10 novembre 2018

Andrej Rublev (1966)




Regia: Andrei Tarkovsky
Anno: 1966
Titolo originale: Andrej Rublev (Андрей Рублёв)
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (8.2)
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Film:
Nonostante sia un film russo, anzi sovietico, in bianco e nero (esclusa l'ultima breve parte), storico, lento, lungo e praticamente un polpettone intellettualoide, non posso che rimanere soddisfatto dalla visione della pellicola. Ed è in parte una sorpresa: sapevo già cosa mi trovavo di fronte, quindi ero partito con i piedi di piombo, pur sapendo che si trattava di un cult, eppure nel corso dei minuti lo ho trovato incalzante ed interessante come difficilmente potrebbe capitarmi per questi lavori. Dicevo, è lungo e diviso in dieci parti che comprendono otto capitoli, il prologo e l'epilogo: tra questi ci sono degli stacchi che comunque non disorientano, e fanno apprezzare la crescita e la maturazione dell'artista Andrej Rublev durante i primi anni del 1400 in Russia. Difficile andare a spiegare e recensire oltre la trama, facendo leva su metafore che riguardano la contemporanea (rispetto ad Andrei Tarkovski) o sul rapporto tra arte, misticismo e religione ed oltre le tecniche innovative del girato. Un affresco incredibilmente realistico di un'epoca poco conosciuta con descrizioni che si creano attraverso le immagini proposte al pubblico. 

Edizione: DVD
La cover della custodia riporta il titolo Andreij Rubliov. Si tratta della versione censurata qui di 2 ore e 54 minuti, con traccia originale russa, italiana mono ed italiana multicanale. Sono presenti ed attivabili anche i sottotitoli. Per quanto riguarda gli extra:
  • 2 schede
  • Il regista sul set (15 minuti)
  • Prologo storico (9 minuti)
  • Gli affreschi (12 minuti)
  • Il museo Andrej Rublev (3 minuti)

sabato 23 dicembre 2017

Dunkirk (2017)




Regia: Christopher Nolan
Anno: 2017
Titolo originale: Dunkirk
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (8.2)
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Film:
Di solito mi tengo a debita distanza da recensioni, commenti o pareri dei film con altissimo hype e che mi interessano particolarmente. Ogni cosa che dirige Nolan fa parte di questa categoria, essendo tra i miei registi preferiti, ma nel mondo dei social è difficile non incappare in qualche pensiero di chi ha visto il film. Di sfuggita, e senza neanche troppa attenzione, ne ho letti un paio a sfondo "negativo" in cui si diceva che se non lo avesse girato "proprio lui" (semi cit.) sarebbe stata una normale pellicola di guerra e niente di più. In parte è così, non c'è dubbio. Ma non nella connotazione negativa: Nolan ha dimostrato di essere un regista a tutto tondo che può spaziare da un genere all'altro, mettendoci del suo e rendendo il lavoro decisamente particolare.E' normale che attorno al suo nome si creino molte aspettative, sia dal pubblico che dalla critica, e spesso queste aspettative sono anche alimentata dalla macchina mediatica che riesce a smuovere oggi con estrema semplicità. Ma Dunkirk, nelle mani di altri, avrebbe sicuramente avuto un appeal differente anche perchè sarebbero mancate forse determinate caratteristiche che lo rendono entusiasmante. Nolan, che lavora anche sul soggetto, la produzione e la sceneggiatura, con determinata nonchalance trasforma una disfatta storica in un successo. Lo fa grazie agli ingredienti principali che lo hanno caratterizzato nella sua carriera: più piani narrativi paralleli, un utilizzo accorto dello scorrere del tempo, il mescolare più elementi all'interno di una trama, l'uso di un montaggio e d una colonna sonora che divengono protagonisti essi stessi. Premette fin da subito come intende mostrarci lo svolgimento del film dando un titolo alle storie che racconta: Il molo (una settimana), il mare (un giorno) e l'aria (un'ora). Il tempo, l'urgenza, la corsa per sopravvivere: sa come dosare tutto questo, e le musiche di Hans Zimmer sono il dodicesimo uomo in campo. Il resto è un connubio sensazionale tra 70mm ed IMAX per una delle più sorprendente fotografie in ambito di pellicole belliche. Che non usi la CGI, onestamente non mi interessa, il risultato è ottimo, come penso lo sarebbe stato anche con un massiccio utilizzo della computer grafica. Oggi si può fare tutto con ogni mezzo e tutto senza ogni mezzo. Nolan ci riesce, e crea tensione, pathos, eleganza narrativa. Per quanto mi riguarda, non è questo il suo capolavoro espressivo però, proprio perchè viene a mancare una componente fondamentale: l'empatia da parte del pubblico per uno qualsiasi dei personaggi presenti. Eppure abbiamo anche (per citare due nomi) Tom Hardy e Cillian Murphy, che potrebbero dare verve e sostanza. Non ho trovato una caratterizzazione degna di nota nè per le storie personali, nè per le azioni intraprese nei circa 100 minuti di girato. Questo aspetto rende quasi glaciale il racconto, che si avvicina molto ad un documentario altamente romanzato, ma che potrebbe emozionare molto di più. 

Edizione: doppio bluray
Ero quasi certo di aver preordinato il Digibook, che secondo me è l'edizione più accattivante, invece ho preso il semplice amaray. Anche questo contiene comunque il secondo disco, interamente dedicato ai contenuti speciali. Il primo disco invece contiene soltanto il film, con una qualità video eccellente ed audio italiano lossless. I contenuti extra sono selezionabili sia singolarmente che in blocco (1 ora e 50 minuti totali):

  • Creation
  • Land
  • Air
  • Sea
  • Conclusion

lunedì 19 giugno 2017

Free State Of Jones (2016)




Regia: Gary Ross
Anno: 2016
Titolo originale: Free State Of Jones
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (6.9)
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Film:
Basato su di una storia vera in questo film c'è quasi di tutto: dalla storia all'attualità. Gary Ross inizia con al Guerra Civile, adoperando una fotografia che si avvicina molto al documentario, e prosegue spostandosi mano a mano sempre di più dai soliti canoni eroici che vedono soldati o generali districarsi in battaglie ormai famose, non solo per il cinema. Disertori e fuggiaschi, difficilmente entrano nelle grazie del pubblico, eppure qualcuno di loro ha compiuto gesta memorabili al pari di chi viveva la propria guerra, o quella degli altri, con onore e risolutezza. Newton Knight (Matthew McConaughey) è diverso e porta la trama, fuggendo dalle pallottole, in una sorta di moderna favola (che poi favola non lo è per niente) di Robin Hood americano. Da qui si prosegue toccando temi importanti, come il razzismo e la vita nel Sud in pieno ottocento, ma anche con alcuni flashforward nel secolo passato. Ottima la prova storica, che condanna una triste parte della politica americana, ma senza scadere nel film di denuncia a tutti i costi. C'è azione, ci sono immagini molto belle, c'è un insieme indiscutibilmente genuino e realistico delle vicende narrate. Non sono un amante dei film di guerra, dei film politici o dell'ambientazione da Guerra Civile, ma questo va oltre. E' ben fatto.

Edizione: bluray
Amaray contenuto in una slipcover cartonata verticale: il disco bluray è di ottima qualità sia video che audio, con traccia originale e traccia italiana in DTS HD MA. Purtroppo gli extra non si distinguono per essere corposi e neanche numerosi:

  • Trailer
  • Backstage (18 minuti)

sabato 24 dicembre 2016

The Sacrament (2013)




Regia: Ti West
Anno: 2013
Titolo originale: The Sacrament
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (6.1)
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Che palle, non ne posso più dei mockumentary, Ma non si accorgono che rompono e parecchio? Va bene un film ogni tanto, ma questa cosa è? La nuova moda per risparmiare? Per fortuna qui non si abusa troppo delle scene in movimento e la maggior parte delle vicende vengono viste in maniera chiare, ma boia deh. La vicenda è finta, falsa, ma si rifà ai vari suicidi di massa di stampo religioso, in special modo al massacro di Jonestown. In pratica c'è questo vecchio predicatore pazzo che raccoglie il suo bel gregge di pecorelle smarrite e fa loro il lavaggio del cervello con indottrinamento di stampo religioso. In un primo momento tutto sembra filar liscio, nel senso che l'Eden, forse non pienamente condivisibili, pare dare speranza e nuova vita a coloro che sono divenute vittime del sistema occidentale. Proseguendo invece si capisce che è tutto architettato da un pazzo. Poca suspense, poca tensione, poco sangue, poca verve. Insomma non c'è poi molto. Anche la location ricostruita, è talmente piccola che sembra impossibile possa accogliere 167 persone. Eppure ce la raccontano così. Fa specie però pensare che accadano queste cose. Il bluray è l'edizione standard della Midnight Factory: ottimo video, ottimo audio HD, ma solo il trailer negli extra.

venerdì 14 ottobre 2016

Land Of Mine - Sotto La Sabbia (2015)

Regia: Martin Zandvliet
Anno: 2015
Titolo originale: Under Sandet
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.8)
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Uno scorcio di storia post bellica descritto in maniera cruda, realistica, senza che ci sia alcun vincitore. Anzi è proprio sull'atteggiamento di chi ha vinto (si fa per dire) la Guerra che si concentra la lenta e ripetitiva trama. Danimarca: i prigionieri tedeschi vengono utilizzati per sminare le spiagge. Tutto giusto, addirittura ovvio. Ma a distanza di settanta anni si fatica a capire l'odio che dei militari riversano nei confronti di un gruppo di ragazzini. Già, perchè se si trattasse dei sentimenti dei civili sarebbe diverso. Ma i soldati, meglio di tutti gli altri, dovrebbero conoscere le dinamiche dell'arruolamento, in molti casi forzato ed identificare il nemico in un Governo o in una struttura politica piuttosto che sul singolo. Quindi se da una parte l'intento è ampiamente riuscito, dall'altra non mi trova per niente d'accordo con gli ingredienti utilizzati. Cosa abbiano fatto i tedeschi lo sappiamo tutti, e tutti li condanniamo. Quali siano invece le colpe di quelli sbarbatelli che da vittime di un regime militare si trovano ad essere usati e sbeffeggiati come cavie, invece resta un mistero. E siccome un film può andare oltre la prova recitativa dei protagonisti, può andare oltre il montaggio lento e cadenzato, può andare oltre il messaggio di fondo per cui le barbarie non terminano con un armistizio, possiamo arrivare ad una trama che è ragionevolmente e volontariamente forzata. Senza contare che i film di guerra non stanziano nella vetta delle mie preferenze che qui di esplosivo non ci sono soltanto le mine, ma anche i lenti rintocchi dell'orologio.


martedì 16 agosto 2016

Soldati A Cavallo (1959)




Regia: John Ford
Anno: 1959
Titolo originale: The Horse Soldiers
Voto: 5/10
Pagina di IMDB
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Regia di John Ford, cast con John Wayne, William Holden e Constance Towers, Guerra di Secessione, soldati a cavallo. Devo dire che non mi ha poi entusiasmato molto. Colpa anche del genere e del tema trattato sicuramente, ma sono due ore di pippone con attori che fingono di essere soldati. Ovviamente si salva per la storicità delle vicende narrate, per la follia che divideva un popolo, per lo schema narrativo che cerca di non tralasciare niente. Eroismo, cavalleria ed una punta di commedia per un dramma di quasi duecento anni fa, in cui si scontrano e scozzano tra loro alcuni valori, alcuni più importanti degli altri, ma tutti alti sullo stesso piano. Chiaramente di parte (quella nordista, ma c'era da aspettarselo) non mette però da parte gli orrori della guerra e la caratterizzazione dei personaggi che si trovano coinvolti. I contrasti si risolvono con una buona vecchia scazzottata da uomini duri, mentre in guerra non ci si va solo per onore, prestigio ed ideali. Insomma un po' di retorica qua e là, bei paesaggi e da tenere di conto che nel 1959 il cinema era questo ed andava bene così. Noi, purtroppo o per fortuna, possiamo permetterci di apprezzarne solo l'autentico e datato valore simbolico.

venerdì 6 maggio 2016

Robin Hood - Principe Dei Ladri (1991)




Regia: Kevin Reynolds
Anno: 1991
Titolo originale: Robin Hood: Prince Of Thieves
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (6.9)
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Anni novanta. Quando i film belli potevano permettersi di essere hollywoodissimi, quando chi moriva lo faceva con una capriola, quando i set erano vistosamente di cartapesta e quando non importava che ci fosse troppo realismo. Neanche quello storico. Erano storie di azione e di avventura, adatte per un pubblico vasto, con il giusto senso di romanticismo ed una piccola dose di commedia. Poi nello specifico c'erano anche Kevin Costner, Morgan Freeman, Alan Rickman e Christian Slater. Bastava ampiamente. Vederlo oggi è un po' un nostalgico salto nel passato, non tanto in quello leggendario in cui vengono narrate le gesta di Robin Hood, ma in quello in cui adoravamo questi film. Resta il fatto che è intrigante ed avventuroso al punto giusto, piacevole da vedere anche se alcune cose ci fanno sorridere. La trama è quella, corretta o sbagliata che sia, non frega niente a nessuno purchè rispetti le aspettative, e dobbiamo dire che ci riesce. Senza però sfondare come kollosal o come epica pellicola da avere a tutti i costi con sè.

lunedì 16 novembre 2015

The Aviator (2004)



Regista: Martin Scorsese
Anno: 2004
Titolo originale: The Aviator
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (7.5)
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Troppo lungo. Sì, davvero troppo. Ed è al cosa che salta più all’occhio. Scorsese avrà anche fatto un buon lavoro, così come il buon Leo e la sceneggiatura potrà anche essere stata precisa, ma la storia di Howard Hughes in molte parti risulta noiosa e ripetitiva. Certo, adesso ne sappiamo (ne so) qualcosa di più su questo eccentrico innovatore ed uomo di affari americano, ne so di più dei suoi successi, delle difficoltà che ha avuto, dei problemi psichici e legali che ha avuto. Ma onestamente non basta una buona storia biografica. Fortunatamente The Aviator non è solo questo, tecnicamente ci mette molto del suo. Per i colori ad esempio: ad inizio film abbiamo un verde sostituito dal cyano, così a rivendicare una certa appartenenza temporale e cinematografica. Lo ho trovato odioso. Già migliori all’occhio le altre tecniche utilizzate, ma  certe volte a voler fare gli sboroni non si ottengono i giusti risultati. Poi non nascondo che per certi versi la creazione di tutto quanto deve essere stata mastodontica, curatissima e tutto quanto. Ma oh, c’è roba che piace e roba che non piace. 

giovedì 3 settembre 2015

Il Gladiatore (2000)




Regia: Ridley Scott
Anno: 200
Titolo originale: Gladiator
Voto: 8/10
Pagina di IMDB (8.5)
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Arrivare a scrivere qualcosa su Il Gladiatore 15 anni dopo mi pare abbastanza assurdo. Avevo però troppa voglia di rivederlo, e poi ho un debole per Ridley Scott (aspetto con ansia Exodus in tutta sincerità), così se uno più uno fa due eccomi qua. Assurdo per assurdo inizio con i soliti complimenti scontati e che già tutti hanno in mente: kolossal capolavoro, possente sia nella trama che nella fattura, immagini mozzafiato, emozioni a non finire, non riesce mai ad annoiare. Neanche se guardiamo la versione estesa, che il regista nel commento tende a sottolineare "non è la director's cut", con quindici minuti in più di scene tagliate riesci a farti scappare uno sbadiglio. Possiamo poi stare ore ed ore a discutere della magnificenza sprigionata dagli effetti speciali digitali per ricreare l'antica Roma ed il Colosseo, o sulle superflue inesattezze storiche o ancora sul rapporto epico che la figura di Massimo Decimo Meridio intraprende con il pubblico. non solo con quello finto da panem et circenses, ma anche quello che si siede comodamente sul divano ed ammira sia Russell Crowe sia Joaquin Phoenix. Entrambi meritano rispetto per il coinvolgimento che riescono a regalarci. Un film che ti prende quindi, ti conquista e proprio mentre il Generale indica che al suo via qualcuno deve scatenare l'inferno sei già lì bello e stregato. Ah, e io ci tiro pure poco per questi film pseudo storici che però innegabilmente se fatti hanno un loro perchè. La versione bluray è quella con la dicitura "10th Anniversary Edition" e presenta sia aspetti positivi che altri negativi. Dal punto di vista della qualità video si può dire che è un film da riferimento: tutto perfetto. L'audio italiano è un DTS 5.1 non lossless (quello in lingua originale sì invece) che non fa sentire la mancanza di qualcosa di migliore, almeno per me. Ogni scena, anche la più pompata è ben distribuite ed il bitrate (768 kbit) di certo non sfigura. Il contenuto invece sfigura un po' fin dalla confezione: la apri e ti trovi il disco con scritto "disc 1". Il che farebbe intendere che ne esista un secondo con altri contenuti. No per l'edizione italiana. Universal, vergogna, almeno stateci attenti. Nel solito disco come già detto abbiamo entrambe le versioni del film: l'estesa e la cinematografica che sarebbe la preferita da Scott vista la verve con cui presenta l'altra... Gli extra non ci sono se non nei commenti e nelle scene eliminate visibili separatamente. Poi ci sarebbe il sistema interattivo U-Control che ti permette una visione della pellicola con informazioni aggiuntiva

sabato 21 febbraio 2015

Blood Diamond - Diamanti Di Sangue (2006)


Regia: Edward Zwick
Anno: 2006
Titolo originale: Blood Diamond
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (8.0)
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E' solo un film e non sarà mai forte ed oggettivo quanto la realtà. Ma ci prova e ci riesce. Al pari di Hotel Rwanda non ti può lasciare indifferente, anche solo per un attimo. Poi torneremo tutti, me compreso, ad essere Archer e farci i fatti nostri. Anzi peggio. Almeno lui, con il suo cinismo e nichilismo pensava a se stesso. Noi ignoriamo ed anche se non lo facessimo restiamo impotenti. E' un dato di fatto, non una lezione di vita o di moralità. Per questo Blood Diamond non si limita, e non è il suo intento, ad essere un documentario sulle guerre in Africa, ma racchiude in sè anche una storia dentro la storia che si evolve in un contesto quanto mai drammatico e terrificante. La guerra civile in Sierra Leone forse oggi si è conclusa, forse è iniziata di nuovo, forse a breve ne scoppierà un'altra, per questo il lieto fine romanzato e voluto lascia l'amaro in bocca a conti fatti. Di là, e non solo, continueranno a scannarsi. Per colpa dei bianchi, per colpa dei soldi, per colpa loro, per colpa della religione, per colpa perchè uno si sveglia con il piede sbagliato. Il succo alla fine è questo senza giudizi politici o morali. Purtroppo o per fortuna, ma questo è sia un bene che un male, la pellicola nella sua seconda metà prende una piega maggiormente rivolta ai protagonisti, lasciando un po' più solitaria la cornice della guerra e della devastazione, concentrandosi sui personaggi di Leonardo Di Caprio e Djimon Hounsou che interpretano perfettamente i rispettivi ruoli. Il bluray presenta i seguenti contenuti speciali, davvero molto corposi:
  • Cmmento audio
  • Blood on the stone (50 minuti)
  • Becoming Archer (9 minuti)
  • Journalists in the front line (5 minuti)
  • Inside the sege of Freetown (11 minuti)
  • Focus points (46 minuti)
  • Video musicale: Nas - Shine on em
  • Trailer

Spartacus - La Guerra Dei Dannati [Stagione 3]


Anno: 2013
Stagione: 3
Titolo originale: Spartacus: War Of The Damned
Numero episodi: 10
Stagione conclusiva di Spartacus  e secondo me la migliore: la più colma di ideali ed azione, in cui personaggi, buoni o cattivi, sono esaltati nel migliore dei modi. Al di là di eventuali falsi storci in cui possiamo imbatterci, la campagne romane e degli schiavi ribelli vengono presentate in maniera degna dei grandi film d'azione. Certo, ancora una volta la computer grafica risulta prepotente, ma in questa stagione si va oltre la violenza presente in quelle precedenti e si pone l'accento sulla vita degli eroi. Il trace Spartaco non si limita a mietere vittime della Repubblica, così come Crasso e Cesare non sono dipinti come comparse (eh beh) poste sul suo cammino. I combattimenti sono tanti, in ogni puntata che ci presentano, ma non monopolizzano la scena, così da avere una sceneggiatura interessante da seguire. Hanno fatto le cose in grande ribaltando i punti deboli dei capitoli visti nelle scorse stagioni. I drammi personali e la sete di vendetta, rivalsa o gloria risultano maggiormente diluiti e questo non può che essere un bene. Lo spettatore, conscio della fine che l'eroe farà (a meno che non volessero esagerare ai limiti dell'ucronia) riesce a seguire ognuna delle dieci puntate assaporando la tenacia e la grinta di tutto quanto il cast.