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domenica 24 dicembre 2017

Ultimo Tango A Parigi (1972)




Regia: Bernardo Bertolucci
Anno: 1972
Titolo originale: Ultimo Tango A Parigi
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.1)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Per Bernardo Bertolucci si tratta di uno dei suoi primi lungometraggi cinematografici, arrivato nel pieno della sua maturità artistica e quando si stava già affermando. Ultimo Tango A Parigi è stato un film "scandalo" per l'epoca, ma gli ha anche donato fama internazionale. Onestamente oggi, non è per niente scabroso, è la novità del suo essere è stata offuscata da anni ed anni di cinema che ha saputo adattarsi agli usi e costumi popolari. La lotta al conformismo utilizzando il sesso ed il cinismo come unici strumenti efficaci, è l'ingrediente base di una pellicola non solo censurata in Italia, ma addirittura ritirata e bloccata. Come se non bastasse il regista è stato pure condannato per offesa al comune senso del pudore e gli fu inibito il voto per cinque anni. Cioè insomma, robe da pazzi. Robe per cui "era terribile essere adulti" (sic.) e che se ci pensiamo oggi viene quasi da sorridere: i protagonisti sfuggono alle proprie inadeguatezze riparandosi dietro giochi che hanno un qualcosa di infantile e goliardico, ma che sotto sotto è decisamente più profondo, misterioso ed accattivante rispetto al resto. Ingenuità, fiducia, tradimenti, ma anche una maturità sessuale che può fare scalpore. Una poesia romantica senza mezzi termini, che si snoda con disinvoltura nel drammatico.

Edizione: 40th Anniversary Edition
Fa quasi piacere vedere che l'edizione per il 40° anniversario su Amazon è terminata e si trova solo presso venditori terzi a circa 35 euro. Si presenta con una slipcover orizzontale cartonata e la custodia che contiene due dischi DVD. Nel primo abbiamo il film rimasterizzato in alta definizione. Sono veramente poche le scene in cui la qualità video sgrana leggermente. Come comparto audio abbiamo la traccia originale mono e quelle italiana sia in mono che in Dolby Digital 5.1 e come extra soltanto il trailer. Il secondo DVD è dedicato interamente ai contenuti speciali:

  • 40 anni dopo (36 minuti)
  • Ladri di cinema (9 minuti)
  • Once upon a time (52 minuti)

lunedì 29 ottobre 2012

The Dreamers - I Sognatori (2003)


Regia: Bernardo Bertolucci
Anno: 2003
Titolo originale: The Dreamers
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (7.1)
Pagina di I Check Movies

Leggi "regia di Bernardo Bertulucci", leggi il titolo "I sognatori", leggi una parte della trama che ambienta il film durante i moti rivoluzionari del '68 a Parigi e quindi pensi che possa essere un gran bel film. Non è tutto oro quel che luccica però, perchè se i moti studenteschi partivano perlomeno da motivazioni da basi sacrosante e pulite, se tale periodo ha portato in un certo qual modo al mondo che oggi viviamo allora la pellicola di Bertolucci non ha niente a che fare con tutto ciò. Se vogliamo è anzi più simile ad un film erotico che a qualcosa che racconti la vera storia di studenti che vivono quegli anni. Già perchè sebbene ci possano essere degli strati sotterranei con numerosi temi da affrontare, ciò che resta maggiormente impressa è la fica di Eva Green più volte immortalata dalla telecamera (o il pisello di Michael Pitt dipende dai gusti). Tutto il resto è fuffa. Ogni cosa che potrebbe essere importante è solo un poco rumoroso sottofondo musicale che serve solo come ambientazione per il racconto di alcune perversioni che vedono coinvolti i viziatissimi, borghesi, annoiati e politicamente arroganti gemelli Theo ed Isabelle. Se i dialoghi fossero stati sviluppati in maniera più seria e disinvolta avremmo avuto delle ottime speculazioni filosofiche su Keatone  Chaplin o su Hendrix e Clapton: invece anche qui la superficialità dei protagonisti regna sovrana. Ok, non capiscono una sega di politica, ma visto che sono appassionati di cinema o musica, magari qualcosina di più potevamo aspettarci. Di interessante c'è invece lo sviluppo della trama che vede sempre affiancate scene cinematografiche degli anni passati creando un excursus intelligente, anche se incompleto e fine a se stesso. Mentre i ragazzetti scopano e si interrogano su alcune scene di pellicole anni trenta, il resto del mondo scende in piazza o resta a casa prendendo una posizione. Loro invece cazzeggiano e si ubriacano. Poi aborro coloro che vogliono far passare il film come qualcosa di sublime, cercando al suo interno cose che non esistono. Non ci sono sentimenti, non c'è nostalgia, non c'è la sensazione di creare una perfetta società liberale con sesso libero e amore. Tutto è un fallimento all'interno della vita dei ragazzi. E se Bertolucci intendeva sottolineare questo aspetto c'è riuscito molto bene, ma allora sarebbe un film che ha non ha poi molto senso di esistere. Peccato perchè ad ogni modo gli attori sono in gamba e la scenografia è degna del regista e se voleva descriverci qualcosa di serio e politico doveva farlo in altro modo.

sabato 28 aprile 2012

Novecento (1976)


Regia: Bernardo Bertolucci
Anno: 1976
Titolo originale: Novecento
Voto: 7/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies

Oltre cinque ore di film, diviso in due atti, senza mai attendere sbadigliando il termine. Oltre cinque ore di lotta di classe, tra ricco e povero, padrone e paesano e nel mezzo il fascismo, il comunismo, l'amicizia e l'odio, la violenza. Non amo i magnificat cantati in lode ai rossi e gli slogan proletari, questo devo dirlo come premessa insostituibile, ma ho adorato l'obiettività di Bertolucci e la sua intelligente presa di posizione. Onesto fino in fondo ha raccontato la sua storia, senza farsi prendere da una foga ideologica che avrebbe potuto rendere antipatico, almeno ai miei occhi il film. Al di là delle tragiche e vergognose vicende politiche che hanno segnato l'inizio del secolo scorso, la regia ha preso in esame quarantacinque anni di due uomini, divisi dal destino sociale, ma uniti sempre e comunque, nel bene o nel male. Amici e nemici allo stesso tempo, indissolubilmente. Possiamo guardare la pellicola con occhi e vanto da intellettuali e quindi santificarlo come capolavoro cinematografico e non ci sarebbe (quasi) niente di male, o possiamo anche apprezzarlo per il racconto intrinseco che ci narra. Tutto il resto, forse sminuendo il volere di Bertolucci, è un coro che dà forza alla melodia. Semplice la trama e semplice la vita, senza vie di scampi, senza sbocchi e senza l'idillio assoluto di un'ideologia oggi morte e defunta. Non nel 1976 però, quando falce e martello erano ancora simboli solidi in Italia. Certo è che scene crude, senza alcun filtro fanno tremare ancora oggi, così come danno un brivido positivo i sit in delle donne durante il raccolto di San Martino (atto I) o il coraggio sfrontato durante le esecuzioni delle camice nere (atto II). Poi come dicevo nel mezzo c'è di tutto, dal sadismo esasperato di Sutherland (Attila) al fascinoso Gerard DePardieu (Olmo) al debole e fuori contesto Robert De Niro (Alfredo). Il cast è da noccioline e pop corn considerando pure Burt Lancaster, Dominique Sanda, Stefania Sandrelli e così via senza dimenticarci le musiche di un certo Ennio Morricone. Se un minimo appunto lo vogliamo fare questo resta sulla resa finale troppo buonista che risalta proletario e socialismo facendoci avere più di un dubbio sulla veridicità di taluni avvenimenti. Secondo me comunque, romanzato o meno, inficiano poco in fondamenti del percorso narrativo che assaporiamo. Che sia di parte (quella di Bertolucci) era ovvio fin da principio, ma lo spessore che viene dato ai personaggi va davvero oltre ai clichè politici ed ideologici.
Il padrone è vivo.