Artista: Black Sabbath
Anno: 1983
Tracce: 9
Formato: CD
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La genesi è a dir poco caotica. Dopo l'uscita di Ronnie James Dio, Iommi si ritrova senza cantante e, su suggerimento del manager Don Arden (padre di Sharon Osbourne), finisce per proporre il posto a Gillan durante una serata di pesante consumo alcolico a Bearsville, New York. Gillan firma il contratto ubriaco fradicio e il mattino dopo non ricorda assolutamente nulla; scopre di essere il nuovo cantante dei Black Sabbath quando gli vengono presentati i documenti firmati. Il progetto nasce come supergroup senza nome preciso, ma a registrazioni ultimate la casa discografica insiste per pubblicarlo come Black Sabbath: i musicisti vengono praticamente scavalcati dal management. Come se non bastasse, il mixaggio finale risulta sbilanciato per un problema di umidità alle master tape: quando la band se ne accorge, il disco è già in stampa. Gillan ha raccontato di averlo lanciato fuori dal finestrino dell'auto al primo ascolto. Aveva un giradischi sul cruscotto molto probabilmente...
Musicalmente il disco non è un disastro, anzi: Trashed apre con una furia hard rock convincente, Disturbing the Priest (il titolo viene dal fatto che durante le prove disturbavano davvero un sacerdote nei dintorni) è pesante e oscura in modo che i Sabbath sanno fare bene, e Zero the Hero ha un riff monolitico che cresce fino a diventare quasi claustrofobico. La title track è il momento più suggestivo del disco, malinconico e lento, con Gillan che costruisce qualcosa di genuinamente bello. Ma il problema rimane quello della produzione compromessa: le chitarre sono impastose, il basso troppo in primo piano, la batteria di Bill Ward (tornato per l'occasione ma ancora in difficoltà con i propri problemi personali) spesso coperta. Si sente che tutto è avvenuto di fretta e in condizioni non ideali.
Gillan del resto non si è mai sentito davvero a casa: durante il tour successivo, sul palco del Reading Festival del 1983, la band suonò improvvisamente Smoke on the Water, vanificando tutte le smentite di Butler sul fatto che "questa non è né Deep Sabbath né Black Purple". La collaborazione finì quasi subito, con Gillan incapace persino di ricordare i testi delle vecchie canzoni di Ozzy. I vari cambi di formazione succedutisi negli anni avevano inevitabilmente lasciato il segno, e Born Again ne porta tutte le ferite addosso. Un episodio isolato, interessante da conoscere, ma lontano da quello che mi aspettavo.

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